Leonora Addio

Film 2022 | Drammatico, +13 90 min.

Regia di Paolo Taviani. Un film Da vedere 2022 con Fabrizio Ferracane, Matteo Pittiruti, Dania Marino, Dora Becker, Claudio Bigagli. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2022, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 17 febbraio 2022 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,51 su 30 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 18 febbraio 2022

Il racconto della rocambolesca avventura delle ceneri di Pirandello e il movimentato viaggio dell'urna da Roma ad Agrigento, fino alla tribolata sepoltura avvenuta dopo quindici anni dalla morte. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, In Italia al Box Office Leonora Addio ha incassato 125 mila euro .

Consigliato sì!
3,51/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,53
PUBBLICO 4,00
CONSIGLIATO SÌ
L'originalità anche bizzarra di un grande autore fa da omaggio a Pirandello su molteplici livelli e ricorda con affetto un fratello scomparso.
Recensione di Tommaso Tocci
martedì 15 febbraio 2022
Recensione di Tommaso Tocci
martedì 15 febbraio 2022

Luigi Pirandello riceve il premio Nobel per la letteratura nel 1934, e muore nel 1936. Lascia detto di non volere un funerale in pompa magna, e le sue ceneri vengono custodite modestamente al cimitero del Verano a Roma. Ma nei desideri dello scrittore c'era anche di ricongiungersi alla sua Sicilia, e così, dopo la guerra, un emissario del comune di Agrigento parte da Roma con una cassa di legno che ne custodisce i resti, pronto a salire su un aereo messo a disposizione da De Gasperi. Il viaggio, però, si rivelerà da subito più complesso del previsto.

A tre anni dalla morte di Vittorio, Paolo Taviani si rimette al lavoro in solitaria con un film in cui la presenza del fratello è ancora straordinariamente viva.

Già in passato i due registi avevano adattato, scomposto e ri-assemblato l'opera di Pirandello (Kaos e Tu ridi), ma con Leonora addio Taviani va oltre, mette lo scrittore dentro al testo, dialoga e ne omaggia la memoria, in una parabola in due parti, molto diverse tra loro ma entrambe sensibili all'inevitabilità del destino e alla prolungata influenza sui vivi di chi non c'è più.

Taviani parte con una dedica al fratello e gioca con Pirandello fin dal titolo, il quale cita una sua opera poi del tutto assente. Lo immagina triste nella riflessione "sul dolce della gloria e sull'amaro che è costata" mentre riceve il Nobel, lo coglie sul letto di morte a contemplare i figli. È il preludio a una prima parte di film che con inventiva fa un ritratto dell'Italia, l'Italia che a guerra finita lentamente torna a casa e torna alla vita. Volti e piccoli sketch che accompagnano il funzionario interpretato da Fabrizio Ferracane verso la Sicilia, ma che nelle poche battute concesse dicono molto di più e variano dal poetico al comico, nella migliore tradizione del nostro cinema.

Proprio il nostro cinema si fa testimonianza del periodo, più e meglio di quanto faccia la Storia stessa: Taviani usa materiale d'archivio e cinema neorealista (su tutti il finale di Il sole sorge ancora, con Carlo Lizzani che intona un "ora pro nobis" mentre va alla fucilazione) per "riempire" quel tempo in cui Pirandello riposa in una prima sepoltura lontano da casa.

Con i suoi ritmi espansi e le particolari scelte di recitazione e di struttura, Leonora addio lascia a volte perplessi nella fruizione ma rimane un'opera ostinatamente originale, capace di trasformarsi nel finale in un ulteriore adattamento pirandelliano, questa volta del crepuscolare "Il chiodo", novella scritta poco prima di morire che dalla Sicilia riparte per emigrare a New York. Il suo delitto insensato, propiziato da quel chiodo caduto "apposta" e simbolo di un'esistenza marchiata per sempre, viene messo in scena da Taviani con una finzione ostentata, che riporta a Pirandello e all'idea iniziale che è la vita stessa a essere una performance.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 21 febbraio 2022
thomas

Il tempo trascorre inesorabile, le vite si spengono com’è naturale e, nell’approssimarsi della fine, sgorgano riflessioni come quelle che arricchiscono “Leonora addio”.Un film strano, diseguale, composto da due parti legate tra loro da un filo esilissimo: la prima, ben più estesa, relativa al peregrinare delle ceneri di Luigi Pirandello, struggente nel bianco e nero splendidamente fotografato, la seconda, [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 febbraio 2022
Antonio Miredi

Come raccontare un film non “raccontabile”? Partendo da Pirandello, e da un suo aforisma: “Chi vive, quando vive, non si vede: vive. Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la sta vivendo più: la subisce, la trascina.” Pirandello non potendola “vivere” immagina la sua morte scrivendone le ultime disposizioni testamentarie. Un funerale senza solennità, nella nudità di una cassa di legno per [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 febbraio 2022
Antonio Miredi

Come raccontare un film non “raccontabile”? Partendo da Pirandello, e da un suo aforisma: “Chi vive, quando vive, non si vede: vive. Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la sta vivendo più: la subisce, la trascina.” Pirandello non potendola “vivere” immagina la sua morte scrivendone le ultime disposizioni testamentarie. Un funerale senza solennità, nella nudità di una cassa di legno per [...] Vai alla recensione »

domenica 27 febbraio 2022
Maramaldo

Non filosofia e nemmeno meditazione che pur  sarebbe calzante nelle... quaresime che attraversiamo. E' la riflessione che nasce da una costatazione, la percezione di un fatto fisico che nel film viene rappresentato più volte. Sarebbe a dire che a rimestare ceneri non si solleva altro che... polvere. Anche se sono di Pirandello. A lungo li ha intrigato, i Taviani.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 31 marzo 2022
Alberto Baroni
Gli Spietati

Cinema e treno hanno parecchi elementi in comune: si può dire, seguendo una determinazione già ripiegata su sé stessa, che il secondo catalizzi il movimento potenziale del primo; oppure, muovendosi ancora di più verso il legame essenziale, si osserva come, all'interno del veicolo, il corpo in apparenza immobile del soggetto viaggiante sia in tutto e per tutto spettatore di uno spostamento, di una veduta [...] Vai alla recensione »

sabato 26 febbraio 2022
Claudio Fraccari
La Voce di Mantova

Dalla morte a Roma nel 1936 fino alla sepoltura nella campagna di Agrigento del 1962, le ceneri di Luigi Pirandello subirono rocambolesche vicissitudini. Nel raccontarle, in un rigoroso bianco e nero (di Simone Zampani), Paolo Taviani ricostruisce un pezzo di storia d'Italia del Novecento, con materiali d'archivio e brani filmici, tra fascismo e secondo dopoguerra.

martedì 22 febbraio 2022
Gianni Canova
We Love Cinema

Ci voleva l'intelligenza di un Maestro ultranovantenne come Paolo Taviani per portare sugli schermi un film che - finalmente - non assomiglia a nessun altro film visto in precedenza. Un film arcano e misterioso, buffo e solenne, bizzarro e sfuggente. Un film - soprattutto - tramato di assenze, di morti, di vuoti, di salme, di addii. Tre anni dopo la morte dell'inseparabile fratello Vittorio (a cui [...] Vai alla recensione »

martedì 22 febbraio 2022
Roberto Silvestri
Film TV

«Il dolce della gloria non può compensare l'amaro di quanto è costata», commenta la voce off di Roberto Herlitzka, su immagini b/n di repertorio che mostrano il re di Svezia consegnare a Pirandello il Nobel 1934. Ci fidiamo di questa voce. Lo sguardo di Pirandello, il suo pensiero sensibile, ci condurrà nel fuori scena e ci spiegherà il fuoricampo storico di un moderno film in costume.

domenica 20 febbraio 2022
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Una stanza piena di una luce bianca, senza ombre, spietata. La macchina da presa la inquadra da dietro la testiera di un letto in cui, immobile, c' è Luigi Pirandello morente. Lo intravediamo per quel poco che consente la prospettiva. Davanti a lui c' è una porta che dà sul niente, e da quel niente entrano i suoi figli. Così li vede, sorpreso di ritrovarli come erano tanto tempo fa.

domenica 20 febbraio 2022
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Il mare là sotto è teso e lucente come la pelle di un animale che respira. Come se non l' avessimo mai visto prima. Disperse sopra le onde, le ceneri di Pirandello sono finalmente giunte a destinazione, ma ce n' è voluto. Dalla morte del grande scrittore, 1936, sono passati più di dieci anni. Anni di guerra e distruzione, di speranza e ricostruzione.

domenica 20 febbraio 2022
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Senza il compianto Vittorio, Paolo Taviani esordisce come «solista» a novantanni, tornando a immergersi nella materia pirandelliana decenni dopo l'esito felice di «Kaos» (1984), dedicando «Leonora addio» al fratello scomparso nel 2018. È quantomeno curioso, peraltro, che il nuovo lavoro prenda il titolo da una novella di Pirandello che non c'entra nulla con la trama del film; e che nella colonna sonora [...] Vai alla recensione »

sabato 19 febbraio 2022
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Donne nel capolavoro annunciato del cinema italiano: non pervenute, se non nel titolo (viene dal"Trovatore") e come vittima di un delitto insensato. Un ragazzino siciliano emigrato in America, garzone canterino nella trattoria di famiglia, vede cadere un chiodo da una carrozza e lo usa per trafiggere una ragazza. E' l'ultimo racconto di Luigi Pirandello, scritto nei suoi ultimi giorni.

sabato 19 febbraio 2022
Anton Giulio Mancino
La Gazzetta del Mezzogiorno

Che grande occasione ha perso l'ultimo festival di Berlino per premiare l'ultimo grande film di un grande maestro del cinema, Paolo Taviani, che con "Leonora addio" si congeda cinematograficamente dal fratello inseparabile Vittorio, scomparso nel 2018, e dall'egida pirandelliana inaugurata da "Kaos" e proseguita con "Tu ridi". Perché il senso ultimo ed estremo, paradossale e definitivo di "Leonora [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 febbraio 2022
Maria Lombardo
La Sicilia

Il furore tragico del "Chiodo" racconto scritto da Pirandello negli ultimi giorni di vita e ispirato a un fatto di cronaca accaduto a Brooklyn ("bambina uccisa da un ragazzo italiano" tale Bastianeddu strappato in Sicilia dalle braccia della madre e costretto a seguire il padre al di la dell'oceano) sigla la storia "Leonora Addio": non c'è diretto riferimento sullo schermo al racconto così in-titolato. [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 febbraio 2022
Nicola Falcinella
La Provincia di Como

È uscito dal 72° Festival di Berlino, dove era l'unico italiano tra i 18 in concorso, senza un riconoscimento ufficiale che avrebbe meritato ma con il prestigioso premio Fipresci della stampa internazionale. "Leonora addio" segna il ritorno dietro la macchina da presa di Paolo Taviani dopo la morte del fratello Vittorio, cui l'opera è dedicata. Proprio dieci anni fa i due registi toscani (celebri per [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 febbraio 2022
Michele Gottardi
Il Mattino di Padova

Premio Fipresci della critica internazionale alla recente Berlinale, "Leonora addio" è il primo film di Paolo Taviani senza il fratello Vittorio. Un film testamento per il regista novantenne, ma anche un film sulla vita e sull'amore, sul tempo che passa, un omaggio a Luigi Pirandello e alla sua opera, ma anche una finestra aperta sulla storia d'Italia, quella stessa che i Taviani hanno sempre messo [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 febbraio 2022
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Due anni dopo aver vinto il Nobel, Luigi Pirandello muore. Ci vorrà molto tempo prima che le ceneri trovino il posto desiderato dallo scrittore, con un viaggio per niente agevole, nell'Italia del dopoguerra. Per la prima volta senza Vittorio (scomparso 3 anni fa e al quale il film è ovviamente dedicato), Paolo Taviani squaderna il suo primo film da single, in un continuo depistaggio di codici estetici, [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 febbraio 2022
Raffaele Meale
Quinlan

Nel 1984, per chiudere Kaos, dopo aver adattato quattro delle Novelle per un anno ("L'altro figlio", "Male di luna", "La giara", e "Requiem aeternam dona eis, domine!") Paolo e Vittorio Taviani si ispirano ad altre due novelle - "Una giornata" e "Colloquii coi personaggi" - per costruire un epilogo che riuscisse a condensare tanto la loro interpretazione della poetica pirandelliana, quanto un discorso [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 febbraio 2022
Massimo Causo
Duels.it

Un film che si disperde nelle ceneri di un artista non può che essere pulviscolo di poesia, da vedere in controluce nella penombra del pensiero. Come tutto il cinema di quest'ultima stagione dei Taviani, Leonora addio (in Concorso a Berlino72, premio FIPRESCI e già in sala) è un gesto vago che nasce da un'idea molto precisa, che ha a che fare con la morte.

giovedì 17 febbraio 2022
Gian Luca Pisacane
Famiglia Cristiana

L'uomo che fu seppellito tre volte... Il primo film in solitaria di Paolo Taviani è forse il progetto più libero che abbia mai realizzato. Leonora addio è dedicato al fratello Vittorio, scomparso quattro anni fa. Il loro cinema ha sempre analizzato la Storia, si è confrontato con le radici di un popolo. Ha unito sentimenti, speranza e coscienza civile.

giovedì 17 febbraio 2022
Stefano Giani
Il Giornale

La rocambolesca storia della sepoltura delle ceneri di Luigi Pirandello s' intreccia con Il chiodo, l' ultimo racconto da lui scritto, tre settimane prima della morte. E il problema del film che Paolo Taviani dedica al fratello scomparso, come una sorta di testamento, sta proprio nella frattura che divide e non spiega il collegamento tra i due filoni della trama dell' unica opera italiana in gara a [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 febbraio 2022
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Combinando spezzoni di film, "found footage" e fiction, è la storia del trasferimento avventuroso ed emblematico delle ceneri di Pirandello da Roma ad Agrigento, col rifiuto del Vescovo di celebrare il funerale (un parroco trova la soluzione, ma nella realtà fu il giovanissimo Camilleri). Questa parte in bianco e nero sbocca nel cortometraggio a colori Il chiodo, dall' ultimo racconto del Nobel.

giovedì 17 febbraio 2022
Emiliano Morreale
La Repubblica

La vera storia delle ceneri di Pirandello sembra a sua volta un racconto di Pirandello: in pieno fascismo, il regime si trova in difficoltà ad adempiere le volontà dello scrittore, e i resti, prima di giungere ad Agrigento, subiranno disavventure incredibili. Paolo Taviani, al suo primo film senza il fratello Vittorio (era loro uno dei migliori adattamenti pirandelliani, Kaos ) ripercorre la vicenda [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2022
Cristina Piccino
Il Manifesto

Leonora, addio il primo film che Paolo Taviani ha girato da solo, con dedica al fratello Vittorio, dichiara la sua vocazione pirandelliana sin dal titolo, che è quello dell' omonima novella scritta da Pirandello nel 1910 di cui però qui non vi è traccia. È solo una delle variazioni di un gioco delle apparenze e del reale che intorno alla ceneri del poeta e drammaturgo, premio Nobel nel 1934, compone [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2022
Alessandra Levantesi
La Stampa

È firmato Paolo Taviani, stavolta senza Vittorio, ma a lui è dedicato; si intitola Leonora, addio, ma la novella portata sullo schermo - una sorta di film nel film - è un' altra, Il chiodo, scritta da Pirandello a ridosso della morte avvenuta il 10 dicembre 1936. E ripercorre la kafkiana (per non dire pirandelliana) avventura dell' urna cineraria del drammaturgo che solo nel 1961 trovò sede definitiva, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2022
Sergio Sozzo
Sentieri Selvaggi

"Non mi sono mai sentito così solo e triste", dice Luigi Pirandello attraverso la voce di Roberto Herlitzka mentre lo vediamo, in un filmato di repertorio, seduto in platea ad attendere la propria chiamata durante la cerimonia di consegna del premio Nobel, vinto nel 1934. È solo uno dei frammenti di repertorio tradito/ricostruito/reinventato che il film di Paolo Taviani utilizzerà per tutta la sua [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2022
Andrea Chimento
Cineforum

Un lungo addio a Vittorio Taviani: si potrebbe interpretare così Leonora addio, unico film italiano in concorso alla Berlinale 2022 e prima prova in solitaria dietro la macchina da presa per Paolo Taviani dopo la morte del fratello. Non è soltanto la toccante dedica al compagno di sempre a portarci verso questa possibile chiave di lettura, ma l'intero impianto di un'opera che sembra un continuo, eterno [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2022
Francesco Del Grosso
Cineclandestino

«Il vento fa il suo giro» recita un antico proverbio occitano per dire che alla fine tutto prima o poi ritorna, lo stesso chiamato in causa da Giorgio Diritti per il titolo del suo pluripremiato esordio del 2005. Lo stesso che adesso prendiamo in prestito noi per delineare le traiettorie di un doppio ritorno, quello di un film firmato Taviani alla Berlinale e delle ceneri di Luigi Pirandello nella [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2022
Teresa Marchesi
Huffington Post

Due Taviani in uno al Festival di Berlino, perché la morte non sempre è la fine di tutto. Per la prima volta da solo, in quel festival che li vide trionfare in coppia nel 2012 con l'Orso d'oro a "Cesare non deve morire", Paolo Taviani ha condensato in "Leonora addio", unico film italiano in concorso, uno sguardo folgorante sul cinema e la storia di questo nostro Paese, i paradossi pirandelliani sull'esisten [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2022
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Non c'è nessuna Leonora in "Leonora addio", il nuovo film di Paolo Taviani, classe 1931, il primo realizzato senza il fratello Vittorio scomparso nel 2018. Parrebbe quindi un titolo "a chiave", nel senso che il cineasta toscano, nel ricalcare le orme di Pirandello a 37 anni da "Kaos", evoca a una novella del 1910, appunto "Leonora, addio!", nella quale risuona un'aria del "Trovatore" verdiano dedicata [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2022
Francesco Costantini
Asbury Movies

Leonora addio è un titolo che vale doppio. Novella pirandelliana (1910), esordio solista di Paolo Taviani a quattro anni dalla morte del fratello Vittorio. In concorso a Berlino 2022, proprio quella Berlino lì che ai fratelli fece un bel regalo dieci anni fa. Era il 2012, il tempo di Cesare deve morire. Va detto che non avrebbe senso parlare di adattamento della novella in senso stretto.

martedì 15 febbraio 2022
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

"Non mi sono mai sentito tanto solo... Il dolce della gloria non può compensare l'amaro di quanto è costata". Dall'epistolario di Luigi Pirandello con la musa, amata Marta Abba, riemerge lo stato d'animo del grande drammaturgo, accademico italiano nel momento in cui, nel 1934, viene insignito del Premio Nobel. È la voce fuori campo dello stesso (a prestarla è Roberto Herlitzka) a introdurre la visione [...] Vai alla recensione »

martedì 15 febbraio 2022
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Ci sono nella Storia del cinema dei grandi autori che potremmo chiamare dei "maratoneti" del tempo - i primi che mi vengono in mente sono per esempio Bergman, Kurosawa, Kluge (che ha compito il 14 febbraio 90 anni) o Godard - i quali, nel corso delle loro lunghe carriere hanno mantenuto intatta una grande creatività anche in età avanzata. Ad essi possiamo ora aggiungere anche Paolo Taviani che a più [...] Vai alla recensione »

NEWS
BERLINALE
mercoledì 16 febbraio 2022
 

Il film di Paolo Taviani si aggiudica il riconoscimento della Fédération Internationale de la Presse Cinématographique. Al cinema. Vai all’articolo »

BERLINALE
martedì 15 febbraio 2022
Tommaso Tocci

Un dramma surreale e ostinatamente originale. In concorso alla Berlinale e dal 17 febbraio al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 4 febbraio 2022
 

Unico italiano in concorso alla Berlinale, il film racconta il rocambolesco viaggio delle ceneri di Pirandello da Roma ad Agrigento. Dal 17 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

BERLINALE
mercoledì 19 gennaio 2022
Tommaso Tocci

Presentato il programma del Festival di Berlino. Italia in concorso con Paolo Taviani. Attesissimo il ritorno di Dario Argento. Vai all’articolo »

NEWS
lunedì 22 novembre 2021
 

Un dramma surreale firmato da Paolo Taviani. Vai all'articolo »

winner
premio fipresci
Festival di Berlino
2022
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