Tu ridi

Film 1998 | Drammatico +16 99 min.

Anno1998
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata99 minuti
Regia diPaolo Taviani, Vittorio Taviani
AttoriSabrina Ferilli, Turi Ferro, Antonio Albanese, Luciano Virgilio, Frida Bruno Lello Arena, Luca Zingaretti, Giuseppe Cederna, Nicole Grimaudo.
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 2,50 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Paolo Taviani, Vittorio Taviani. Un film con Sabrina Ferilli, Turi Ferro, Antonio Albanese, Luciano Virgilio, Frida Bruno. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1998, durata 99 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 2,50 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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I Taviani riaffrontano Pirandello quattordici anni dopo. Roma, anni Trenta: un baritono triste aspetta la notte per liberarsi con grandi risate. La pr... Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento,

Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO NÌ

I Taviani riaffrontano Pirandello quattordici anni dopo. Roma, anni Trenta: un baritono triste aspetta la notte per liberarsi con grandi risate. La pratica è terapeutica fino a un certo punto, finirà suicida. Calligrafia e maniera. I veri Taviani sono lontani.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dai racconti di Luigi Pirandello Tu ridi (1912) e La cattura (1918). "Felice": ex baritono (Albanese) che lavora tristemente come impiegato al Teatro dell'Opera nella Roma degli anni '30, di notte, sognando, inspiegabilmente ride. "Due sequestri": Sicilia, oggi. Un bambino (Spedicato), figlio di un mafioso collaboratore di giustizia, vive segregato in un albergo disabitato di montagna in compagnia di un carceriere (Arena). Sullo stesso monte, cent'anni prima, è accaduto un altro sequestro, ma la distanza tra i due crimini è immensa. Dopo Kaos i Taviani tornano a Pirandello. Nel 1° racconto confluiscono elementi di altre tre novelle ( L'imbecille , Sole e ombra , E due! ) cui si aggiungono la dimensione dell'opera lirica (con apporti di Nicola Piovani) e della protervia fascista. Nel 2° il nucleo pirandelliano è incastonato nella storia di un altro sequestro di efferata atrocità, ispirato a un fatto di cronaca, per mettere a confronto due diversi tipi di criminalità e il cambiamento dei tempi, in peggio. Qui sono in evidenza le due belle prove di attore di Turi Ferro e Lello Arena come nell'altro episodio quella di un Albanese di cupa e stralunata intensità. Pur non mancando di momenti alti e di tratti di ammirevole finezza, il risultato complessivo è di "un film scostante, ma vivo, informe ma sentito, sbilanciato ma goduto e sofferto al tempo stesso. Talvolta di testa, e altrove di cuore, mai di fiuto" (F. De Bernardinis). Un'opera fuori moda sotto il segno della morte che, con Teatro di guerra e La vita è bella , fa macchia nell'assenza e nella rimozione del tragico che contraddistinguono il cinema italiano degli anni '90. Il che spiega forse la perplessità della critica e il rifiuto del pubblico.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Sul mare d'ottobre, a Sabaudia, s'incontrano il più stralunato degli attori italiani, Antonio Albanese, e la più allegra delle attrici, Sabrina Ferilli: ma al centro del film sta Luigi Pirandello con quattro sue novelle, alcune scene vengono anche girate nel suo studio-museo romano al quartiere Nomentano rimasto intatto dal 1936, dal giorno di dicembre in cui morì.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Nell’Italia cinematografica della fine degli anni 60 e di una parte dei 70, Paolo e Vittorio Taviani rappresentavano lo spirito dei tempi. Lo rappresentavano nel senso che lo mettevano in scena e in quello che lo simboleggiavano. Peraltro, i due fratelli parevano esserne anche la coscienza critica. Naturalmente, è difficile che si critichi davvero quello di cui si è (e si vuole essere) simbolo.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

La musica di Rossini, l’azzurro del mare, il volto di una donna (la solare Sabrina Ferilli): tre motivi per vivere, che appaiono insieme, come per miracolo, a Felice (Antonio Albanese), il protagonista del primo episodio (Felice, appunto) di Tu ridi, di Paolo e Vittorio Taviani. Ma, a dispetto del suo nome, l’uomo è il ritratto stesso dell’infelicità.

Irene Bignardi
La Repubblica

Sceneggiatura liberamente tratta dalle novelle di Luigi Pirandello, annunciano i titoli di testa del film con cui Paolo e Vittorio Taviani ritornano al mondo di Kaos a quattordici anni di distanza. E andando a ripercorrere i sei volumi delle Novelle per un anno pubblicate da Mondadori (ma come si sa le edizioni pirandelliane ormai abbondano) ci si renderà conto che quel "liberamente" è questa volta [...] Vai alla recensione »

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