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La nuova edizione delle Giornate degli Autori è pronta a lasciare il nido

Un programma ricchissimo per la sezione autonoma della Mostra di Venezia che quest’anno compie 18 anni. 

mercoledì 28 luglio 2021 - Mostra di Venezia

Un concorso di dieci lungometraggi e sei eventi speciali scelti dalla direttrice artistica Gaia Furrer; una rassegna di cinema italiano indipendente nello spazio delle Notti Veneziane; una giornata-evento promossa con Isola Edipo. “Abbiamo lasciato il nido”, annunciano le Giornate degli Autori, sezione autonoma che avrà luogo durante la Mostra del Cinema di Venezia, per questa 18esima edizione dall’1 all’11 settembre, non più nella sede storia della Villa degli Autori ma nella “nuova Sala Laguna, dove trovano posto lo Spazio Incontri, che ospiterà incontri e attività professionali, un’area dedicata esclusivamente alla stampa nazionale e internazionale e gli uffici delle Giornate”, afferma Furrer. “Un nuovo punto d'incontro che vi invitiamo a vivere e visitare nei giorni della Mostra”.
 

MYmovies sarà streaming partner della manifestazione, e “Biennale Channel sarà nutrito anche dall’offerta di Giornate degli Autori”, afferma il Delegato Generale Giorgio Gosetti. “Da quest’anno grazie a MYmovies cercheremo di sviluppare meglio il dialogo tra la sala e il virtuale”. MYmovies offrirà anche un Premio per la creatività ad un giovane talento fra quelli presentati da Giornate.

“La questione dell’identità è centrale in tutti i film della selezione”, continua Furrer. “Ciascuno dei dodici autori che hanno firmato i dieci film in concorso (due le co-regie) ci ha teso la mano per accompagnarci in un viaggio alla ricerca di sé”. L’unico italiano in concorso è Californie di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, protagonista un’adolescente di origine marocchina che vive nel napoletano. Sempre in concorso Virginie Efira, reduce dal film scandalo di Cannes Benedetta,  è una donna dalla doppia identità nell’hitchcockiano Madeleine Collins del francese Antoine Barraud, e una ragazza rumena dovrà ritrovare se stessa nella clinica dove è rinchiusa per disintossicarsi dalle droghe in Imaculat di Monica Stan e George Chiper Lillemark.

In Tres del catalano Juanjo Giménez la protagonista è una sound designer che soffre di una malattia neuroacustica, mentre un poliziotto omosessuale deve confrontarsi con il Brasile maschilista di Bolsonaro in Deserto Particular di Aly Muritiba; e un’amicizia aiuterà a sopravvivere a un lutto nell’argentino Piedra Noche di Iván Fund con fra gli interpreti Alfredo Castro

Anche i luoghi hanno la loro importanza: la Cina della pandemia nel film di apertura del concorso, Shen Kong di Chen Guan; la Siria occupata da Israele nel 1967 in Al Garib di Ameer Fakher Eldin; la Francia in cui una ragazza di origine magrebina intercetterà i percorsi del fondamentalismo islamico in Tu me ressembles della giornalista egiziana Dina Amer, i cui produttori esecutivi sono Spike Lee e Spike Jonze; o infine la Polonia in cui ritorna una donna per accudire il padre che ha perso la memoria in Anatomia di Ola Jankowska.


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