Il Palazzo

Film 2021 | Documentario, 100 min.

Anno2021
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata100 minuti
Regia diFederica Di Giacomo
Uscitamercoledì 16 marzo 2022
TagDa vedere 2021
DistribuzioneDugong
MYmonetro 3,53 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Federica Di Giacomo. Un film Da vedere 2021 Genere Documentario, - Italia, 2021, durata 100 minuti. Uscita cinema mercoledì 16 marzo 2022 distribuito da Dugong. - MYmonetro 3,53 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 14 marzo 2022

Un ritratto struggente e intenso di una comunità di amici che si ritrova insieme molti anni dopo per celebrare la vita e la morte prematura dell'amico più emblematico del gruppo. In Italia al Box Office Il Palazzo ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 2,9 mila euro e 1,3 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,53/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,06
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un documentario che cresce nel segno dell'incompiutezza indagando sulla necessità dell'arte.
Recensione di Paola Casella
domenica 5 settembre 2021
Recensione di Paola Casella
domenica 5 settembre 2021

Nel 2018 Mauro Fagioli moriva a 47 anni. Da tempo era recluso all'ultimo piano di un palazzo della Roma bene dove esercitava la sua unica attività, portare a termine il film dei suoi sogni con materiali raccolti nell'arco di vent'anni: ore e ore di girato peripatetico cui avevano partecipato volontariamente tutti i suoi amici. Quegli stessi amici si ritrovano sul terrazzo condominiale del palazzo per celebrare la veglia funebre di Fagioli, ricordandone l'impresa mancata. Alcuni non si rivedevano da anni, e colgono quell'occasione per ripercorrere il passato comune e riallacciare (o meno) i loro rapporti.

Il documentario di Federica Di Giacomo, già autrice del magnifico Liberami, si pone ad un immaginario crocevia fra Estate romana, The Disaster Artist e Il grande freddo, raccontando dal di dentro un mondo specificatamente romano: quello degli aspiranti cinematografari e della corte che si crea loro attorno.

E pone infinite domande sull'arte e la sua necessità, sul rapporto fra ego e creazione, sulla differenza fra talento e velleità, sulla capacità di rimanere autentici e concreti di fronte alle sirene di una vocazione mai confermata, lasciando al suo racconto, che cresce nel segno dell'incompiutezza, la possibilità di dipanarsi con calma e precisione per la durata della rielaborazione del lutto.

A poco a poco si definiscono i "ruoli in commedia": la giornalista che chiede ostinatamente la verità e definisce il lavoro di Fagioli "deliri senza senso", lo scrittore divorato dall'amara consapevolezza di non aver realizzato le sue aspirazioni (ma è il coautore di questo documentario, dunque qualcosa di buono l'ha certamente fatto); il disincantato ironico che pone a se stesso le domande del pubblico; la "crocerossina" che si è fatta custode della memoria di Fagioli. Gli uomini campano di espedienti, le donne si rimboccano le maniche ma covano la frustrazione di non essere ciò che la cinepresa di Fagioli aveva fatto loro credere.

Se questi fossero personaggi di finzione forse non ne comprenderemmo così bene l'irresolutezza, ma Di Giacomo costruisce al montaggio l'arco narrativo di ognuno di loro lasciando spazio a sorprese e rivelazioni, e solo alla fine ricostruendo il puzzle dell'esistenza di Fagioli e del suo entourage. La regista e cosceneggiatrice riesce a mantenere una sospensione di giudizio spesso colorata di ironia ma mai di dileggio verso questi personaggi "dediti al fallimento".

Coprotagonista rimane quel palazzo "a mezzo metro dal cielo" i cui frequentatori, nel salire le scale, "ad un certo punto si stancano e rimangono al piano dove sono arrivati". Il che non è solo il destino dei molti wannabe che arrivano a Roma con l'idea di "fare cinema", ma quello di tutti noi, che ad un certo punto della vita realizziamo che non arriveremo mai alla cima, e che il livello a cui ci siamo fermati è quello delle nostre reali capacità. Questi "creatori del niente" pensavano di poter realizzare capolavori e invece sono solo sopravvissuti a se stessi: il che succede a molti, anche al di fuori dell'ambiente artistico.

In mezzo, convitato di pietra, c'è quel Mauro Fagioli che ci appare prima giovane e vanesio, poi malato e disfatto, accanto a Rocco, il "cantante senza pubblico" proprietario del Palazzo, che svende via via gli appartamenti per finanziare la "malattia di esprimersi" sua e dell'uomo il cui unico capolavoro è stato creare un'illusione per tanti.

Questo circolo di sedicenti artisti è l'incarnazione dei narcisismi di una generazione e di una certa realtà romana tuttora ben presente, a livelli diversi di cultura (spassose la pronuncia errata di Eraclito e il progetto sul trattato di teologia solare), e i quadri bianchi che appaiono di sfuggita in una galleria, sotto lo sguardo perplesso di due visitatrici, sono il simbolo delle opere d'arte mai realizzate cui tutti aspiravano, in una Roma dove oggi, comunque, "con la cultura non si mangia".

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 22 marzo 2022
Roberto Manassero
Film TV

Il tempo è una costruzione, la vita è una costruzione, la giovinezza è una costruzione. Le immagini, soprattutto, sono una costruzione, anche se le immagini, a differenza delle persone, non hanno pensieri e per questo colgono in modo spietato la povertà delle illusioni; la miseria, per l'appunto, delle costruzioni umane che spesso sono chiamate a raccontare.

giovedì 17 marzo 2022
Matteo Mazza
Duels.it

La fine e il suo inizio. Dove sta il confine tra delirio e creatività, lucidità e follia, arte geniale e inganno fatale, ispirazione e manipolazione? Un film come Il palazzo s'interroga su questo confine e cammina senza timore verso una direzione che tratteggia i contorni di un fantasma, un'entità invisibile, una presenza che inghiotte il tempo, intreccia fascino, schegge di memoria personale e storia [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 settembre 2021
Edoardo Zaccagnini
Close-up

«La malattia dell'espressione», dice uno dei protagonisti del film. E forse potrebbe essere un sottotitolo del documentario Il palazzo di Federica Di Giacomo, presentato, come evento speciale, a Venezia 78, nelle "Giornate degli Autori". Racconta (principalmente) la vita di Mauro, un aspirante, non realizzato, regista cinematografico. E (anche) la storia di Rocco, aspirante, non realizzato, almeno [...] Vai alla recensione »

martedì 14 settembre 2021
Pedro Armocida
Film TV

Dopo Liberami, Federica Di Giacomo realizza un altro film di fantasmi che dal passato si confrontano con quello che sono oggi. Lo spunto è un edificio nel centro di Roma, a due passi da San Pietro, che, grazie al proprietario, negli anni 80 dà asilo a un'eclettica comunità di amici. Tra questi il più carismatico è Mauro, che quotidianamente trasforma gli spazi in set cinematografico grazie alle neonate [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 settembre 2021
Matteo Mazza
Duels.it

La fine e il suo inizio. Dove sta il confine tra delirio e creatività, lucidità e follia, arte geniale e inganno fatale, ispirazione e manipolazione? Un film come Il palazzo s'interroga su questo confine e cammina senza timore verso una direzione che tratteggia i contorni di un fantasma, un'entità invisibile, una presenza che inghiotte il tempo, intreccia fascino, schegge di memoria personale e storia [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 settembre 2021
Mario Turco
Sentieri Selvaggi

La facciata nobiliare di un palazzone possente ed allo stesso tempo decadente situato su una delle vie consiliari di Roma ed una terrazza con vista, nemmeno a dirlo, sul Cupolone di San Pietro. Due donne che s'aggirano come spettri in un un attico fantasmatico alla ricerca di cimeli e ricordi - e che, come spesso accade, evocano i secondi scambiandoli per i primi - ed un ragazzotto che saltella nudo [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 settembre 2021
Daria Pomponio
Quinlan

È un film pieno di vita Il palazzo, nonostante ruoti narrativamente intorno al tema della morte, e lo è non solo per le storie che racconta, ma anche a un livello ontologico, per quel suo sfarfallare, oscillante e volubile, tra presente e passato, riprese di oggi e materiali d'archivio personali di un gruppo di amici, scavando così nei ricordi del loro passato e portando alla luce quel sentimento così [...] Vai alla recensione »

domenica 5 settembre 2021
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

"Lo sai, sono dedito alla decadenza". "Sto scrivendo un trattato di teologia solare". "Io chiedo a te di farmi parlare di me". "Dai, levami il banner dal numero". "Sto finendo di pensare". "In questi giorno sono in bancarotta, se mi facessi lavorare una settimana potrei pagarmi il debito al bar". "Spero di non averti offeso con la mia semplicità disarmante".

NEWS
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lunedì 14 marzo 2022
 

Un ritratto struggente e intenso di una comunità di amici che si ritrova insieme molti anni dopo per celebrare la vita e la morte prematura dell'amico più emblematico del gruppo. Vai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
domenica 5 settembre 2021
Paola Casella

Un'opera che cresce nel segno dell'incompiutezza e si interroga sulla differenza tra talento e velleità. Alle GdA. Vai all'articolo »

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