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We Are Who We Are, Guadagnino dopo Sorrentino e Sollima: Sky scommette sul talento italiano

La serie del regista di Chiamami col tuo nome aggiunge un nuovo tassello ad una produzione di titoli di qualità, apprezzati sia in patria che all'estero. Disponibile ogni venerdì su Sky e in streaming su NOW TV.
di Andrea Fornasiero

We Are Who We Are

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Francesca Scorsese . Interpreta Britney nel film di Luca Guadagnino We Are Who We Are.
martedì 20 ottobre 2020 - Sky

Larry Belardo era un Papa americano e si preoccupava, tra le altre cose, di uno scandalo di pedofilia tra le diocesi americane, ma nel complesso la sua vicenda si dipanava in Vaticano, circondato da italiani e francesi. Un melting pot perfettamente in linea con la produzione della serie The Young Pope che, come il suo sequel The New Pope, è nata per Sky Italia, la francese Canal+ e l'americana HBO. Guadagnino con We Are Who We Are  - disponibile ogni venerdì su Sky e in streaming su NOW TV - si trova in una situazione simile, solo senza i francesi, ma sceglie di rivolgersi ancor di più agli americani, che del resto ne hanno riconosciuto il talento prima di quanto sia accaduto in patria.

I suoi protagonisti sono i militari statunitensi e i loro figli di stanza in una base (fittizia) nei pressi di Chioggia. Interagiscono con gli italiani piuttosto raramente e quelli che lo fanno di più sono i personaggi comprimari. Inoltre il tutto ha luogo all'ombra della campagna elettorale di Trump del 2016.

Se la cornice è un mix di Italia e America, più di quanto non fosse in Chiamami col tuo nome, la storia è però più americana e ha per protagonisti due giovani in cerca della propria identità (sessuale ma non solo). Sono loro che devono imparare ad accettarsi per quello che sono, a fare proprio il titolo della serie,  “siamo chi siamo”. L'acronimo di questo titolo è WAWWA e viene messo ben in vista dalla grafica dei titoli di testa di ogni puntata, perché si aspira a farlo diventare una risposta per molte occasioni: una sorta di “Ok, Boomer”, una ribattuta pronta per chi si fa affari che non lo riguardano e cerca di dire agli altri come dovrebbero vivere. Un messaggio insomma decisamente attuale e molto vicino al comune sentire hollywoodiano, che soprattutto in TV spinge il progressismo della diversity. Senza tralasciare ovviamente i movimenti LGBTQ+, che non a caso festeggiano sotto lo slogan “Pride”, orgogliosi di essere chi sono per dirla come Guadagnino.

Grazie alla collaborazione con lui e con Sorrentino, Sky Italia è riuscita a diventare sia un partner importante per la TV americana – di certo più di quanto non abbiano saputo fare i colleghi tedeschi e Canal+ in Francia – sia un luogo di eccellenza tutta italiana di prestigio internazionale.

Con Sorrentino e Guadagnino si è puntato su artisti di casa già ben noti oltreoceano, tanto che entrambi avevano girato film almeno parzialmente americani (Sorrentino con This Must Be the Place, Guadagnino con Chiamami col tuo nome). Ma l'attenzione di Sky per gli autori passa anche per talenti cresciuti dal gruppo stesso o a cui è stata proprio Sky a dare la prima occasione importante. A partire da Stefano Sollima che, pur se figlio d'arte, ha potuto spiccare il volo solo con Romanzo Criminale e poi con Gomorra, fino ad arrivare a progetti cinematografici americani come Soldado e a un colossale sforzo produttivo internazionale come la miniserie ZeroZeroZero, coprodotta da Sky Italia con Amazon Prime Video e ancora Canal+.

Allo stesso modo Niccolò Ammaniti si era cimentato solo in occasionali sceneggiature, adattando i suoi stessi romanzi, prima di tuffarsi a capofitto nell'avventura di Il miracolo. Una storia completamente originale, pensata per il formato seriale televisivo e che lo scrittore ha voluto curare in ogni dettaglio, fino a partecipare alla regia e a dare indicazioni sulla realizzazione della sigla di testa. La serie è stata premiata al più prestigioso festival di settore, il francese Séries Mania, guadagnando un riconoscimento a Tommaso Ragno che forse anche per questo è arrivato a recitare nella quarta stagione di Fargo. Inoltre Ammaniti ci ha chiaramente preso gusto: sta infatti realizzando una nuova serie, questa volta tratta da un suo romanzo, Anna – ovviamente sempre con Sky.

Per il futuro il gruppo punta su altri autori già affermati in Italia e noti anche all'estero come Matteo Rovere, che torna nei territori di Il primo re per la prossima Romulus, e i fratelli D'Innocenzo, vincitori all'ultimo festival di Berlino con Favolacce e al lavoro su un progetto ancora senza titolo. Incassate le buone recensioni per We Are Who We Are e l'acquisto di Gomorra da parte di HBO Max, è sempre più chiaro che scommettere sul talento italiano è una strada vincente.


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