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Sky Cinema Collection, il canale si accende con un omaggio alla forza delle donne

Al via dall'8 marzo con una programmazione di oltre 40 titoli interamente dedicata al mondo femminile.
di Marzia Gandolfi

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venerdì 8 marzo 2019 - Sky

Thelma è vittima di un abuso, Louise colpevole di aver ucciso l'uomo che non aveva capito che "no, è no". Realizzato nel 1991, il film culto di Ridley Scott si rivela ferocemente attuale e soffia sulle ceneri ancora ardenti dell'affaire Weinstein. "Thelma & Louise vivranno per sempre" c'è stampato sulla t-shirt di una delle manifestanti che in questi giorni affollano le strade del mondo e che confluiranno l'otto marzo in una grande piazza ideale per celebrare la Giornata internazionale della lotta per i diritti delle donne. In teoria, perché in pratica si preferisce chiamarla "festa della donna", sulla scia delle sempiterne operazioni di marketing: "un diamante per sempre" o "una manicure comprata, la seconda regalata". Lo smalto, naturalmente, è sempre rosa. Ma come non smettono di sottolineare le politiche UE in materia di parità tra uomini e donne, l'otto marzo è una giornata creata in una prospettiva militante, l'otto marzo non è San Valentino e nemmeno la Festa della Mamma. L'otto marzo è una bella occasione per ricordare il cammino che resta da percorrere.

Sky Cinema Collection, canale 303, illustra in una galleria di oltre quaranta titoli alcune stazioni di un percorso a ostacoli che vede le donne impegnate da sempre in prima linea. Una 'collezione' di titoli che ripercorrono le tappe conquistate in attesa di coprire la distanza che separa i due generi in termini di diritti umani e civili.

Il più rappresentativo in questo senso è La battaglia dei sessi, pamphlet politico e femminista interpretato da Emma Stone e Steve Carell. Al di là del match leggendario tra Billie Jean King e Bobby Riggs, il film di Valerie Faris e Jonathan Dayton racconta una doppia liberazione. Quella collettiva delle giocatrici di tennis che si affrancano dalla dominazione maschile e creano negli anni Settanta un torneo femminile professionale, e quella intima della protagonista, che scopre fuori campo la propria omosessualità.

Servizio vincente anche per Cristiana Capotondi (Nome di donna) che avrà (legalmente) la meglio sull'omertà delle colleghe e sull'abuso di potere del direttore della struttura presso cui è impiegato il suo personaggio, una giovane madre che sogna un domani migliore per la sua bambina. Diretto da Marco Tullio Giordana, Nome di donna ha l'urgenza di tutti i suoi film: cambiare il mondo e renderlo un posto migliore. Dopo il caso Weinstein, che ha rimesso in discussione i privilegi, la dominazione e i crimini sessisti, anche il cinema italiano prende la parola, si interroga e smonta il meccanismo del patriarcato.


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In foto una scena del film La battaglia dei sessi.
In foto una scena del film Nome di donna.

E dalla sua morsa provano a fuggire Thelma e Louise nel furioso road movie di Ridley Scott, storia di un week-end tra donne che volge in fuga tragica e precipita in un mondo di predatori verso una tomba aperta. Manifesto proto #MeToo, il viaggio di Susan Sarandon e Geena Davis lungo le strade americane, redige una lista quasi esaustiva dei volti della violenza e della dominazione maschile: tiranni domestici, camionisti osceni e molesti, stupratori recidivi. Un solo uomo sfugge alla gogna, il poliziotto compassionevole di Harvey Keitel che le insegue.

Passaggio all'atto in una società indifferente alla sorte delle donne è anche quello di Erin Brockovich, giovane donna senza lavoro, senza marito e con tre bambini a carico. Erin Brockovich, che scopre e denuncia la contaminazione dell'acqua in una cittadina della California, potrebbe essere il simbolo rassicurante di un'America dove la verità trionfa sempre sulla menzogna ma Steven Soderbergh elude il ritratto della santa e quello della pasionaria sociale. È ai poteri femminili che rende prima di tutto omaggio: come Erin Brockovich si veste, cammina, parla, sorride. Tutto è là o quasi perché più che al contenuto scottante del dossier, il film sembra interessarsi alla maniera di fare, così seducente e convincente, del personaggio e della sua protagonista, Julia Roberts. Ed è probabilmente lei il vero soggetto del film.

(S)oggetto di un grande omaggio è anche Jane Fonda, donna alfa nella vita e nel documentario Jane Fonda in cinque atti di Susan Lacy. L'attrice ritorna con emozione e onestà sui conflitti e i paradossi della sua vita di figlia, di sposa, di madre e di attivista. Bomba intergalattica in Barbarella, militante durante gli anni della guerra in Vietnam, regina dell'aerobica di cui vanta i benefici in migliaia di videocassette (vendute), moglie di un magnate della televisione, chi è veramente Jane Fonda? Probabilmente un po' di tutto questo e ancora.


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In foto una scena del film Thelma e Louise.
In foto una scena del film Erin Brockovich.

Sorella di Nikita e di Léon, la pulzella di Luc Besson si batte invece in una guerra più antica contro gli inglesi (Giovanna d'Arco). Milla Jovovich, androgina e illuminata, attraversa il film in trance e con spirito ardimentoso. Innocente usata e poi abbandonata da una società scellerata, l'eroina di Besson scopre in sé una forza inattesa, una forma di grazia che soccombe sotto i colpi dell'intolleranza religiosa e conferma l'interesse dell'autore per le donne guerriere.

Guerriera del quotidiano è al contrario la protagonista di Sole Cuore Amore, barista romana con quattro figli da crescere e un marito da confortare perché nessuno gli offre una chance. Interpretato da Isabella Ragonese e diretto da Daniele Vicari, il film affronta l'eroismo ordinario, lontano dai riflettori e dai campi di battaglia, ma dannatamente sfinente. Una routine esistenziale che uccide in silenzio sulla banchina di una metro, da qualche parte tra Roma e Ostia, tra fatica e solitudine.

Sul fronte della malavita combatte invece Veronica Guerin, donna resistente, pugnace e poco permeabile alle intimidazioni. Diretto da Joel Schumacher e incarnato con energia da Cate Blanchett, Veronica Guerin - Il prezzo del coraggio rintraccia il destino vero di una giornalista irlandese assassinata nel 1996 per aver indagato sui boss dei traffici di droga di Dublino.

A partire dall'otto marzo potrete seguire su Sky un team di eroine che possono contare solo su loro stesse per la conquista di un'identità. Lancia in resta, avanzano insieme verso il futuro e quel volo finale e ribelle (Thelma & Louise), che visto oggi sembra più una nuova partenza che una fine.


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