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John McEnroe: In the Realm of Perfection vince il Pesaro Film Fest

Premio del pubblico e menzione speciale della Giuria Studenti a América di Erick Stoll e Chase Whiteside.
di Paola Casella

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domenica 24 giugno 2018 - Festival

Nella sua graduale messa a fuoco identitaria sotto la direzione artistica di Pedro Armocida la Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro ha compiuto un ulteriore passo avanti con la 54esima edizione appena conclusasi con la cerimonia in piazza, che ha visto premiati due film in qualche modo rappresentativi delle due anime della gestione attuale.

Il premio Lino Micciché per il miglior film del concorso è andato a John McEnroe: In the Realm of Perfection di Julien Faraut, saggio visivo sullo sport e sul cinema, ma ancor più letteralmente sul gesto sportivo e quello filmico, nonché sul modo in cui i due possono coincidere.
Paola Casella

Un film che rivela l'anima filologica e la propensione alla riflessione sul linguaggio cinematografico propria della Mostra fin dalla sua fondazione. John McEnroe ha anche la caratteristica di abbinare all'approfondimento analitico quella misura di accessibilità per lo spettatore che è la cifra della nuova Mostra, poiché privilegia il dialogo con il pubblico all'ermetismo accademico (vedi l'apertura di questa edizione con Hollywood Party e le proiezioni in spiaggia di titoli di alta qualità filmica ma anche di grande appeal popolare).
La motivazione con cui la giuria ha premiato John McEnroe recita: "Per aver realizzato un film ossessivo e sorprendente, di rara raffinatezza stilistica, che, attraverso un montaggio di materiali di repertorio insieme cinematograficamente radicale e filologicamente rispettoso, ci svela, sequenza dopo sequenza, l'intimità del suo protagonista". Il film, che uscirà in Italia in autunno distribuito da Wanted, ha anche ottenuto il Premio Giuria Studenti con la seguente motivazione: "Per l'intelligente e stratificata esplorazione di linguaggi eterogenei, dal cinema allo sport, dalla didattica alla filosofia, sintetizzati in un'opera altamente innovativa che riflette sulla ricerca della perfezione e sull'ontologia dell'immagine in movimento".
Il Premio del Pubblico per la sezione Cinema in Piazza, così come la menzione speciale della Giuria Studenti, è andato invece ad un documentario che incarna l'altra anima della Mostra di Pesaro: América di Erick Stoll e Chase Whiteside, che narra con grande pathos e ancor più grande empatia la storia di tre fratelli messicani che imparano a prendersi cura della nonna affetta da demenza senile. Un racconto di solidarietà umana firmato da due registi statunitensi in controtendenza rispetto a quell'America spietatamente yankee che vorrebbe abbandonare gli ultimi e considerare come inutili fardelli gli esseri umani non appartenenti alla società produttiva.
Per la sezione Rimontaggi-Università vince il premio al Miglior Essay I came in at the end, the best was over. The Sopranos between collective imagination and reality di Gianluca Badii, Emanuele Pilonero ed Edoardo Spallazzi. Il premio Studio Universal per il Miglior cortometraggio di animazione italiano è andato invece a Merlot di Marta Gennari e Giulia Martinelli: almeno un riconoscimento al femminile nell'edizione che ha sostenuto la battaglia delle donne per l'affermazione nel cinema.


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