In Spettacolo di varietà Fred Astaire è Tony Hunter, cioè se stesso. Era il 1953, non faceva un film da cinque anni, per molte ragioni, una era la morte del figlio. Vincente Minnelli lo convinse a rientrare. Il soggetto: Tony viene richiamato a Broadway da un guru del teatro classico che intende affidargli la parte di protagonista nel Faust. Dunque niente di più lontano dal musical tradizionale. Tutti lo incoraggiano, lo stimolano "Tony Hunter nuova maniera... riavrai il successo di prima..." Diligentemente Tony&Fred sta al gioco, ma non è proprio il suo genere. Viene continuamente corretto, deve ripetere, la prima ballerina lo tratta con sufficienza. Finché sbotta: "Non sono Nijinsky, e nemmeno Marlon Brando, ma ho divertito tanta gente, mi pare.... buonanotte". E lascia il set. Astaire era Astaire, un "reale", perché cambiarlo?