Il film è un western contadino cantato, nel paesaggio rurale dove ebbe luogo la vita e la lotta di Rocco Scotellaro, poeta e militante meridionalista. Espandi ▽
Guastamacchia è un contadino cantore che attraversa la Lucania interna cercando lavoro e riportando alla memoria versi e strofe del passato, Quella della trasmissione orale attraverso il canto è la modalità di comunicazione e di conservazione di una cultura contadina che rischia altrimenti di scomparire. Nume tutelare di questo percorso tra presente e passato è lo scrittore e poeta Rocco Scotellaro.
Alessandra Lancellotti va alla ricerca, dopo la distruzione avvenuta progressivamente tra gli anni ’50 e ’60, dell’eredità contadina al contempo superata e necessaria. Alla base c’è l’opera di Rocco Scotellaro, poeta, scrittore, uomo politico scomparso all’età di trent’anni. Scotellaro ha cantato quella Lucania esaltandone le qualità ancestrali e Lancellotti rende omaggio a lui e al territorio. Vede nel presente, dopo lo svuotamento della civiltà contadina e la fine di quella industriale l’emergere di una realtà post industriale che farà definitivamente scomparire l’agricoltura. Ci sono immagini nel film in cui sembra di vedere “Il seminatore” di Van Gogh che si muove su un terreno su cui si scorgono le tracce del passaggio di macchinari agricoli.
È in questa compresenza che la regista legge l’esigenza di non distruggere il passato, seppure con tutta la sua dimensione patriarcale, in favore di un futuro di cui non si sono ancora comprese le finalità.