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domenica 19 gennaio 2020

Fabrice Luchini

Un francese disilluso

Nome: Robert Luchini
68 anni, 1 Novembre 1951 (Scorpione), Parigi (Francia)
occhiello
La sola cosa che mi impedisce di amarlo come vorrei, è il suo troppo amore. Quando mi amano troppo, io, automaticamente amo meno.
dal film Le notti della luna piena (1984) Fabrice Luchini  Octave
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Fabrice Luchini
Cesar 2017
Nomination miglior attore per il film Ma Loute di Bruno Dumont

Cesar 2016
Nomination miglior attore per il film La corte di Christian Vincent

Festival di Venezia 2015
Premio coppa volpi migliore interpretazione maschile per il film La corte di Christian Vincent

Cesar 2014
Nomination miglior attore per il film Molière in bicicletta di Philippe Le Guay

Cesar 2013
Nomination miglior attore per il film Nella casa di François Ozon

European Film Awards 2013
Nomination miglior attore europeo per il film Nella casa di François Ozon



L'attore francese è il critico letterario Jean Michel Rouche e cerca di smascherare un falso letterario ne Il mistero Henri Pick. Dal 19 dicembre al cinema.

Fabrice Luchini e il mistero Henri Pick

domenica 8 dicembre 2019 - Fabio Secchi Frau cinemanews

Fabrice Luchini e il mistero Henri Pick Quando, un sabato notte, entrò in una discoteca per lanciarsi nella musica soul, non si aspettava di certo che, invece, gli avrebbero proposto un ruolo cinematografico. Non aveva nulla di particolarmente attraente Fabrice Luchini: un po' di incertezza negli occhi, un po' di noia nel volto... E oggi, ad anni di distanza da quella famosa notte, è uno degli attori che più emoziona il pubblico francese. Inorridisce di fronte alla mondanità ed è una delle star più ritrose che si conosca. Perfetto interprete di commedie e drammi, si è lasciato sedurre da Eric Rohmer, che ha cercato di evidenziare una differente qualità recitativa con un rispettivo successo nel risultato ottenuto. Fabrice Luchini ha cuore. Tiene troppo ai ruoli che interpreta ed è il vincitore morale di ogni vicenda che viene narrata. Sposato perfettamente con la sua immagine disincanta e romantica, apre però lo spiraglio a fortuite e folgoranti intuizioni che gli consentono di diventare la macchina motrice della trama, nonché di donare un tocco magico al cinema francese attraverso semplici riflessi di quello che forse è se stesso.
Figlio di immigrati italiani - i suoi genitori erano infatti venditori di legumi originari di Assisi - cresce nel quartiere di Goutte-d'or a Parigi. Sua madre riesce a trovargli un lavoro come apprendista parrucchiere (a soli tredici anni) in un salone chic di rue Matignon, dove lui cambierà il suo nome da Robert a Fabrice.
L'attore reso popolare da Eric Rohmer, torna al cinema nei panni di un critico letterario che tenta in ogni modo di smascherare un falso ne Il mistero Henri Pick. VAI ALLA BIOGRAFIA COMPLETA

   

La pellicola è tratta da una commedia teatrale.

Potiche, il nuovo film di François Ozon in concorso

sabato 4 settembre 2010 - Gabriele Niola cinemanews

Potiche, il nuovo film di François Ozon in concorso P otiche, ovvero "bella statuina", Catherine Deneuve dice di non esserlo mai stata, o quasi: "In alcuni momenti ho avuto l'impressione di essere usata per il mio aspetto più che per me stessa, ma mai a livello di Potiche, lei non si muove, non parla, sta dove la si mette e fa star bene quelli che sono con lei". Il film affonda molto nella situazione degli anni '70 rischiando di essere fuori dal tempo ma trovando un'insperata contemporaneità: "Ciò che ho molto amato nell'opera teatrale è come i rapporti siano descritti in profondità" racconta Ozon "Le donne della generazione di mia madre si identificavano molto e la Deneuve lo rende benissimo, specie nelle cruciali scene iniziali che nell'opera teatrale erano molto più leggere mentre io ho voluto più gravi".
La situazione delle donne dunque non è cambiata? "Trovo sia migliorata anche se lentamente" dice Catherine Deneuve "Eppure in tantissimi luoghi le donne sono discrimnate non fanno carriera o non vengono pagate come gli uomini a parità di lavoro". Mentre quella politica? "Sicuramente si, è mutata, ed è il cuore di tutto" dice Ozon "È il motivo percui ho voluto mantenere l'ambientazione degli anni '70. Oggi quel tipo di divisione e di poca comunicazione tra comunisti e borghesia non c'è più ed era un motore comico fortissimo".

Il mistero Henri Pick

Il mistero Henri Pick

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(mymonetro: 3,04)
Un film di Rémi Bezançon. Con Fabrice Luchini, Camille Cottin, Alice Isaaz, Bastien Bouillon, Josiane Stoléru.
continua»

Genere Commedia, - Francia, Belgio 2019. Uscita 19/12/2019.
Parlami di Te

Parlami di Te

* * - - -
(mymonetro: 2,38)
Un film di Hervé Mimran. Con Fabrice Luchini, Leïla Bekhti, Rebecca Marder, Igor Gotesman, Clémence Massart-Weit.
continua»

Genere Commedia drammatica, - Francia 2018. Uscita 21/02/2019.
Ma Loute

Ma Loute

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Bruno Dumont. Con Fabrice Luchini, Juliette Binoche, Valeria Bruni Tedeschi, Jean-Luc Vincent, Didier Desprès.
continua»

Genere Commedia, - Germania, Francia 2016. Uscita 25/08/2016.
La corte

La corte

* * * - -
(mymonetro: 3,48)
Un film di Christian Vincent. Con Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen, Eva Lallier, Miss Ming, Berenice Sand.
continua»

Genere Commedia, - Francia 2015. Uscita 17/03/2016.
Gemma Bovery

Gemma Bovery

* * * - -
(mymonetro: 3,09)
Un film di Anne Fontaine. Con Fabrice Luchini, Gemma Arterton, Jason Flemyng, Isabelle Candelier, Niels Schneider.
continua»

Genere Drammatico, - Francia 2014. Uscita 29/01/2015.
Filmografia di Fabrice Luchini »

mercoledì 8 gennaio 2020 - Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier sono i protagonisti di una perfetta rappresentazione della crisi politica. Da giovedì 30 gennaio al cinema.

Alice e il sindaco, il poster italiano del film

a cura della redazione cinemanews

Alice e il sindaco, il poster italiano del film A qualche mese dalle elezioni municipali, il sindaco di Lione non ha più idee. Dopo trent'anni di vita politica è come svuotato. In suo soccorso, l'entourage comunale recluta una giovane normalista. Il ruolo di Alice Heimann è rigenerare la capacità di pensare del sindaco e la visione necessaria all'azione politica. Introdotta nel cerchio della fiducia, Alice rivela un'agilità innata per la 'cosa politica' fornendo carburante alla macchina municipale. E la macchina riparte ma gli scossoni e i sobbalzi non tarderanno a costringerla alla sosta forzata. La politica, reale o sognata, diventa il terreno di (gran) gioco di un autore audace e ispirato, erede di Rohmer, a cui l'ultimo film fa esplicitamente riferimento. Marzia Gandolfi, MYmovies Diretto da Nicolas Pariser, Alice e il sindaco è una perfetta rappresentazione della della crisi democratica che ha colpito la Francia, egregiamente interpretata da Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier.

Presentato al Festival di Cannes 2019 dove ha vinto l'Europa Cinemas Label della Quinzaine des Réalisateurs, Alice e il sindaco - di cui oggi vi presentiamo il poster italiano - arriverà nelle sale da giovedì 30 gennaio distribuito da Bim Distribuzione e Movies Inspired.

   

venerdì 3 gennaio 2020 - Un sindaco ricerca nuovi stimoli nel confronto con una giovane e brillante filosofa. Tutto inizialmente sembra funzionare, ma non durerà a lungo. Da giovedì 30 gennaio al cinema.

Alice e il sindaco, il trailer italiano del film con Fabrice Luchini

Massimiliano Carbonaro cinemanews

Alice e il sindaco, il trailer italiano del film con Fabrice Luchini “Mi sono svegliato una mattina e non avevo più idee... Lei mi deve aiutare a pensare”, a dirlo è uno stanco e svuotato Fabrice Luchini che consapevolmente chiede aiuto alla gioventù arguta e sfrontata di Anais Demoustier nella divertente commedia Alice e il sindaco, diretta da Nicolas Pariseral cinema da giovedì 30 gennaio e di cui MYmovies.it presenta in anteprima il trailer ufficiale italiano.
 

Presentato al Festival di Cannes 2019, Alice e il sindaco ha vinto il premio Europa Cinemas Label della Quinzaine des Réalisateurs e ottenuto un ottimo riscontro di critica e pubblico.
Massimiliano Carbonaro, MYmovies.it
Girato a Lione, Alice e il sindaco racconta della crisi esistenziale del primo cittadino della città francese dopo 30 lunghi anni dedicati alla politica. A soccorrerlo arriva una giovanissima laureata in filosofia, Alice, capace di restituirgli l'energia di un tempo grazie ai suoi modi anticonvenzionali.

Film di situazioni ma soprattutto di attori, Alice e il sindaco ruota tutto attorno alla bravura di Fabrice Luchini (al cinema in Italia con Il mistero Henri Pick) che dà il volto al sindaco Paul Théraneau, uomo disilluso e oramai privo della brillantezza di una volta. A fare da contraltare al celebre attore, che si conferma secondo i suoi standard altissimi, troviamo Anais Demoustier nei panni di Alice Heimann, che in una sequenza gli dice implacabile: “Sarò diretta. Non ha l'impressione di non poter risolvere neanche un problema? Perché penso che i cittadini abbiano questa sensazione”.

È interessante che l'attrice francese, affermatasi in film come Marguerite & Julien - La leggenda degli amanti impossibiliLa casa sul mare, sia originaria proprio di Lione, dove il film è ambientato. 

Alice e il sindaco offre anche uno splendido spaccato della politica locale, dei problemi e delle questioni che i sindaci sono costretti continuamente ad affrontare fino a quando tutto non sembra ripetitivo e inutile. Fino a perdere le idee e gli entusiasmi che hanno alimentato la carriera politica. Una storia talmente verosimile da costringere Luchini a negare categoricamente che il suo personaggio sia ispirato a sindaci realmente in carica in passato. 

sabato 21 dicembre 2019 - Una commedia, ma anche thriller. Ma anche, o forse soprattutto, il ritratto sentimentale di due anime sgualcite. Al cinema.

Il mistero Henri Pick, un film vivace, recitato con ironia e intelligenza da un fuoriclasse come Luchini

Giovanni Bogani cinemanews

Il mistero Henri Pick, un film vivace, recitato con ironia e intelligenza da un fuoriclasse come Luchini A Zagabria c’è il Museo degli amori interrotti. Oggetti che raccontano fallimenti di vite sognate, felicità infrante. In Bretagna può ben esserci, allora, la Biblioteca dei libri rifiutati. Una stanzina, poco più. Piena di manoscritti rilegati alla bell’e meglio in copisteria. Il ripostiglio di tutte le parole scritte e mai germogliate. Un cimitero di speranze, e in fondo anche l’immagine delle tante vite incompiute, senza trionfo, di cui è pieno il mondo. 

È bella l’idea alla base del "mistero di Henri Pick". Che in Bretagna, nel Finisterre, dove la terra finisce e comincia un mare spettinato e scorbutico, vicino alla bandierina del calcio d’angolo del mondo, un pizzaiolo abbia scritto un capolavoro. E che dopo la sua morte qualcuno lo scopra, nella Biblioteca dei libri rifiutati. Trasformandolo nel caso letterario del momento. 

È un capolavoro davvero? Lo ha scritto davvero quel pizzaiolo anonimo? E se non lui, chi? E perché tutti quei riferimenti a Puskin, alla letteratura russa? Un critico letterario crede che sia tutta una pagliacciata. E va ad investigare. 

 

Il critico ha il volto, il cinismo, l’ironia di Fabrice Luchini. Attorno a lui si costruisce un film che è commedia, ma anche thriller. Ma anche, o forse soprattutto, il ritratto sentimentale di due anime sgualcite, finite tutte e due nella provincia del vivere. Il critico, con le sue certezze minate da quel “caso” letterario a cui non crede; e la figlia del pizzaiolo, sola e con un figlio da crescere sulla linea di fondo del mondo. 
MYmovies.it
Tratto da un romanzo di David Foenkinos, diretto da Rémi Bezançon – già autore di film di animazione, e di Le premier jour du reste de ta vieIl mistero Henri Pick ha ritmo, suspense, ironia, con Luchini che catalizza ogni inquadratura, trasformato in un commissario Maigret senza pipa, e con molti meno chili. O forse, più che dalle parti di Simenon, siamo dalle parti di Agatha Christie: al posto dell’assassino, c’è da scoprire chi ha veramente scritto quel libro. La lista dei sospetti è lunga. O forse…

La prima cosa che colpisce è la qualità dei dialoghi. Le citazioni in greco dei critici letterari da talk show televisivo, che disquisiscono con barbetta e disinvoltura tutta francese sul “pithanon adunatòn” e sull’ “apithanon dunatòn”. Che poi, stringi stringi, è il discutere se sia meglio una brutta realtà o una bella bugia. E che a sua volta è il tema stesso del film. 

Dialoghi che raggiungono l’acme quando Luchini, discutendo con la figlia del pizzaiolo – molto meno sprovveduta del previsto – fa una parodia dello stile di Marguerite Duras, e di come la Duras avrebbe scritto una lettera padre/figlia: “È il padre che scrive. È il padre che decide di scrivere alla figlia. Scrivere non è parlare. Scrivere è tacere. Scrivere è gridare senza voce…”. 

Ogni voce, nel film, è giusta. Parlano bibliotecarie di provincia, amiche dei salotti letterari in una casa brètone, redattrici editoriali ciniche e disinvolte; ognuno ha la sua lingua, il suo modo di citare autori letterari, con semplicità o raffinatezza: un gran lavoro, quello fatto sui registri verbali di ogni personaggio. I cinéphiles, invece, sentiranno un fremito nel vedere apparire sullo schermo Hanna Schygulla, icona del cinema di Fassbinder, in un’apparizione breve e memorabile. 

Visivamente, in un film molto convenzionale, con i volti illuminati fin troppo “bene” – quei backlight costanti su Luchini, a staccarlo dallo sfondo, un po’ troppo glamour – e che filma la Bretagna con affetto e semplicità, la sequenza che colpisce di più è il finto servizio giornalistico anni ’80 che mostra la nascita della Biblioteca. L’immagine traballante, la sgranatura, le righe, i colori saturi ci portano, con un brivido di nostalgia, alle riprese U-Matic di allora. E si pensa: che fortuna che non ci siano più! In quei pochi minuti è bravissimo Marc Fraize, che interpreta il fondatore della biblioteca. In pochi tratti disegna un personaggio maldestro, appassionato, che ti vien voglia di stringere fra le braccia. 
La struttura narrativa va avanti con un’ipotesi dopo l’altra, per accumulazione di false piste: del resto, anche nei romanzi di Georges Simenon si va avanti così, per accumulazione, e nessuno si è lamentato. Si accumula invece in ogni angolo la colonna sonora di Laurent Perez Del Mar, riempiendo ogni spazio, guidandoci in ogni momento. E non è detto che sia un bene.

Infine, se esistesse il “credibilometro”, una macchina che misurasse il grado di credibilità delle soluzioni narrative, verso il finale l’indice andrebbe in rosso. Senza entrare troppo nel dettaglio, il Caso è chiamato a fare gli straordinari, sistemando un po’ troppe cose. E rimane un po’ di amarezza per la poca attenzione che viene data, in tutto il film, al suo eroe dimenticato, al Milite Ignoto di questa guerra letteraria: il pizzaiolo bretone.

Ma tutto questo conta poco. Rimane, mentre esci dalla sala, il gusto di un film vivace, recitato con ironia e intelligenza da un fuoriclasse come Luchini e da una Camille Cottin che gli tiene testa come meglio non si potrebbe.

martedì 17 dicembre 2019 - Guida completa all'offerta cinematografica di un Natale da record.

Film di Natale al cinema. Da Pinocchio a Star Wars, ecco cosa vedere tra Natale e Capodanno

Ilaria Ravarino cinemanews

Film di Natale al cinema. Da Pinocchio a Star Wars, ecco cosa vedere tra Natale e Capodanno Quello del 2019 sarà un Natale cinematografico ricchissimo, capace di portare al cinema famiglie e bambini, amici e amiche, fidanzati e nonni, entusiasti delle feste e persino chi, il Natale, non lo sopporta proprio - e come ogni anno trova rifugio in un “tempio” speciale: la sala cinematografica.

Ognuno, insomma, quest’anno troverà il suo film sotto all’albero. Basta solo un po’ di attenzione per scegliere il “pacchetto” giusto.

NATALE IN FAMIGLIA
I più grandi adoratori del Natale sono, da sempre, i bambini. È dunque scontato che l’offerta natalizia pensi soprattutto a loro e alle famiglie. Oltre all’evento speciale de I Goonies di Richard Donner, che per tre giorni ha riportato al cinema il classico per ragazzi del 1985, le feste celebrano il cinema d’avventura, possibilmente fantasiosa e fantastica, con due grandi titoli che puntano alla vetta del box office: il 18 dicembre Star Wars - L'ascesa di Skywalker di J.J. Abrams, terzo capitolo della nuova trilogia di Star Wars incentrato sullo scontro tra Kylo Ren (Adam Driver) e Rey (Daisy Ridley), e Jumanji: The Next Level di Jake Kasdan, con Dwayne Johnson e Jack Black, di ritorno nella giungla video-ludica per una missione speciale. 

Guardano ai bambini, ma non solo, anche i cartoni animati pronti per la sala in area natalizia. Si parte con Paw Patrol Mighty Pups - Il film dei super cuccioli di Charles E. Bastien, al cinema dal 21 dicembre, con i protagonisti dell'omonima serie tv rielaborati in chiave di supereroi, per arrivare il giorno di Natale allo spionaggio in stile 007 del buddy movie Spie sotto copertura di Nick Bruno e Troy Qua. E celebrare, da capodanno in poi, l’anniversario dei 45 anni di vita dei famosi giocattoli tedeschi con Playmobil: The Movie di Lino DiSalvo.

Puntuali come le strenne, a Natale arrivano anche le commedie per famiglie. Quelle classiche all’italiana, il 12 dicembre con Il primo Natale di Ficarra e Picone, e dal primo giorno dell’anno con il debutto alla regia di Checco Zalone Tolo Tolo, ambientato a Malindi e scritto con Paolo Virzì. E se il disincanto ironico di Fabrice Luchini è dal 19 dicembre il motore del “thriller lieve” Il mistero Henri Pick di Rémi Bezançon – storia di un misterioso autore di best seller su cui indaga un critico letterario – gioca invece sulla nostalgia della commedia alla Bridget Jones il nuovo film dello statunitense Paul Feig, Last Christmas, storia di un (goffo) amore sbocciato a Londra durante le feste.

NATALE D’AUTORE
Sarà un Natale pieno di grazia anche per i cinefili e gli appassionati del cinema dei grandi autori, con l’arrivo sullo schermo il 19 dicembre del Pinocchio di Matteo Garrone, trasposizione fedele della favola di Collodi, con un cast che spazia da Roberto Benigni a Gigi Proietti, da Rocco Papaleo a Massimo Ceccherini, e una storia nata per intrigare anche i più piccini. Altra grande firma del nostro cinema, Ferzan Ozpetek dal 19 dicembre torna al melò romano con La dea fortuna, il racconto di una coppia in crisi (Stefano Accorsi e Edoardo Leo) sconvolta dall’imprevisto arrivo di un bambino. E per iniziare l’anno con il cinema “giusto” ecco Ken Loach, dal 2 gennaio con Sorry We Missed You, con Kris Hitchen e Debbie Honeywood, in un film sulle spietate condizioni di lavoro dei corrieri al tempo della new economy. 

IL NATALE DELLE DONNE
Mai come quest’anno l’offerta natalizia è stata popolata da grandi storie di donne, ritratti femminili intensi, spesso perturbanti, lontani da qualsiasi cliché. Come, dal 12 dicembre, quello della madre apparentemente perfetta di Cate Blanchett in Che fine ha fatto Bernadette? di Richard Linklater, donna amorevole e lavoratrice, che decide all’improvviso di sparire avventurandosi da sola in Antartide. È battagliera e femminista la Petrunya di Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Strugar Mitevska, premio Lux al miglior titolo europeo, in sala dal 12 dicembre con una vicenda, tratta da una storia vera, di emancipazione e cocciuta libertà.

È invece il racconto al femminile di un’amicizia che diventa attrazione, e poi passione, quella del film in costume Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma, al cinema dal 19 dopo il premio per la miglior sceneggiatura a Cannes; ruotano infine intorno all’amore familiare due film molto diversi, ma entrambi con grandi protagoniste femminili: il 24 dicembre The Farewell - Una bugia buona di Lulu Wang, con la cantante e attrice Awkwafina nei panni di una giovane americana tornata in Cina per gli ultimi giorni di vita dell’amata nonna, e dal 2 gennaio 18 regali di Francesco Amato, con Benedetta Porcaroli e Vittoria Puccini, storia vera di una malata terminale che, prima di morire, prepara per la sua bambina appena nata diciotto regali – uno per ogni compleanno fino alla maggiore età.

L’ALTRO NATALE
Ma è una potente figura femminile anche la protagonista di Nancy, in sala dal 12 dicembre, uno dei film che abitano la “dark side” del cinema delle feste: un thriller sul concetto di identità e verità con una straordinaria Andrea Riseborough nei panni di una bugiarda seriale, decisa a farsi adottare da una coppia che ha perso, trent’anni prima, l’unica figlia. Per gli amanti delle indagini arriva inoltre il 19 Il terzo omicidio di Hirokazu Kore'eda, dramma legale su un avvocato alle prese con un caso solo apparentemente risolto. 

Ma il Natale più alternativo è, senza dubbio, quello proposto dai documentari, due titoli molto diversi l’uno dall’altro e distribuiti nell’arco del periodo festivo. Santa Subito di Alessandro Piva, al cinema dal 9 dicembre, che ripercorre - aderendo alla brutale realtà dei fatti - la tragica storia dell’assassinio di Santa Scorese, uccisa da uno stalker a 23 anni, e il filosofico Escher - Viaggio nell'infinito di Robin Lutz, al cinema dal 16 dicembre: un tuffo nella vita e nell'arte dell'incisore e grafico olandese Maurits Cornelis Escher indagato nel suo rapporto con il concetto di infinito.

venerdì 13 dicembre 2019 - In anteprima su MYmovies 6 avvincenti minuti iniziali del film diretto da Rémi Bezançon e tratto dall’omonimo libro di David Foenkinos. Dal 19 dicembre al cinema.

Il mistero Henri Pick, Fabrice Luchini svela il grande imbroglio

Massimiliano Carbonaro cinemanews

Il mistero Henri Pick, Fabrice Luchini svela il grande imbroglio Un autore sconosciuto, un libro che lascia il segno nei cuori - e come non potrebbe intitolandosi "Les Dernières Heures d’une histoire d’amour" - e un cast capitanato da Fabrice Luchini sono alla base della divertente commedia francese Il mistero Henri Pick, al cinema da giovedì 19 dicembre. 
 

Il film è tratto dall'omonimo libro di David Foenkinos, scrittore e sceneggiatore francese che ha vinto anche il celebre premio Goncourt per il suo romanzo Charlotte.
MYmovies.it
Il mistero Henri Pick è un indagine letteraria e sentimentale che si avventura in quei luoghi dove ancora la letteratura e la parola scritta hanno un ruolo importante nella vita degli uomini. Tutto si gioca sulla reale identità dell'autore di un libro diventato improvvisamente un best seller, firmato da uno sconosciuto che viveva in un piccolo paesino della Bretagna e che di professione faceva il pizzaiolo. Non stupisce quindi che un importante critico letterario, volto televisivo di un programma di recensioni, interpretato da Fabrice Luchini, incalzi la moglie dell'autore oramai scomparso con una certa saccente brutalità arrivando a chiederle come si vede nell'incalzante sequenza iniziale che MYmovies presenta in anteprima: "È sicura che sia stato suo marito a scrivere il romanzo?". 

Ma la donna era totalmente ignara delle passioni culturali del marito: "Non l'ho mai visto leggere... se ha scritto di nascosto poteva anche leggere di nascosto". Capire cosa si celi quindi dietro il pizzaiolo bretone capace di scrivere un capolavoro unico nella sua vita e lasciarlo non pubblicato nella altrettanto affascinante biblioteca che raccoglie i manoscritti rifiutati dagli editori è per il critico letterario fondamentale. Tanto da mettere a rischio il lavoro e il matrimonio. 
 
A fianco a Luchini troviamo nel cast Camille Cottin, in Italia conosciuta grazie alla serie Chiedi al mio agente (titolo originale Dix pour cent), nei panni della figlia del pizzaiolo–scrittore, ma anche la celebre attrice tedesca, Hanna Schygulla, vista in Il matrimonio di Maria Braun e Storia di Piera.

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