Le donne e il desiderio

Film 2016 | Drammatico +13 104 min.

Titolo originaleZjednoczone Stany Milosci
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzionePolonia, Svezia
Durata104 minuti
Regia diTomasz Wasilewski
AttoriJulia Kijowska, Magdalena Cielecka, Dorota Kolak, Marta Nieradkiewicz, Andrzej Chyra Lukasz Simlat, Tomek Tyndyk.
Uscitagiovedì 27 aprile 2017
DistribuzioneCinema
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,75 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Tomasz Wasilewski. Un film con Julia Kijowska, Magdalena Cielecka, Dorota Kolak, Marta Nieradkiewicz, Andrzej Chyra. Cast completo Titolo originale: Zjednoczone Stany Milosci. Genere Drammatico - Polonia, Svezia, 2016, durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 27 aprile 2017 distribuito da Cinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,75 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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All'inizio degli Anni Novanta la Polonia vive un momento di rinascita. Quattro donne colgono l'occasione per scappare da una vita che non gli appartiene più. Il film è stato premiato al Festival di Berlino. In Italia al Box Office Le donne e il desiderio ha incassato 48 mila euro .

Consigliato sì!
2,75/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,75
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ

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Wasilewski firma una ricostruzione storica della Polonia attraverso il ritratto di quattro donne-simbolo della propria infanzia.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 20 febbraio 2016
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 20 febbraio 2016

Polonia 1990. I venti del cambiamento stanno soffiando con forza ed euforia e incertezza sul futuro sembrano dominare i pensieri delle persone. Quattro donne apparentemente realizzate decidono di attivarsi per prendere in mano le decisioni sulle proprie vite. Agata è moglie e madre ma non è felice e cerca una via d'uscita nell'amore per un sacerdote. Renata è un'insegnante ormai sul punto di andare in pensione che è attratta da Marzena, una giovane vicina di casa che è stata reginetta di bellezza e ha il marito che lavora in Germania. La sorella maggiore di Marzena è la dirigente della scuola in cui insegna Renata e ha una relazione con un medico, padre di un suo studente.

Tomasz Wasilewski ha la pretesa di riflettere con questo film su un periodo preciso della storia della Polonia contemporanea filtrandolo attraverso le vicende di alcune donne che gli ricordano gli anni di quando era un bambino decenne.

Purtroppo si ferma alla pretesa perché quello che dovrebbe essere un ritratto corale finisce con il configurarsi quasi come una staffetta in cui un personaggio cede lo schermo all'altro e si ritira sullo sfondo. Non servono a rendere più interessante alla narrazione neppure i mutamenti di punto di vista su una situazione (vedi il funerale) o un colpo di scena che riguarda una ragazzina. Va inoltre rilevato un insistito sguardo maschilista sulle protagoniste con la messa a nudo di corpi femminili in più di un'occasione decisamente superflua, cosa che una regista donna avrebbe probabilmente saputo come tenere sotto un più produttivo controllo.

Anche il contesto storico-sociale finisce con il restare sullo sfondo e non è sufficiente parlare della caduta del Muro o intitolare una scuola a Solidarnosc per pensare di avere offerto una ricostruzione storica che vada al di là dell'occasionale.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 3 maggio 2017
cardclau

Noi siamo dei privilegiati. La vita ci ha sempre trattato abbastanza bene per cui possiamo gridare ai quattro venti: "la vita è bella". Poi ci incontriamo col film polacco Le Donne e il Desiderio. Titolo interessante e stimolante la riflessione, non c'è che dire. Cominciano quindi le immagini. Una natura sempre desolata; sempre casermoni dove non ci andresti mai ad abitare; [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 maggio 2017
Flyanto

 In questi giorni esce nelle sale cinematografiche il film di un giovane regista polacco da noi ancora pressocchè sconosciuto, Tomasz Wasilewski, che già si distingue in maniera considerevole tra i nuovi artisti emergenti appartenenti al mondo del cinema. "Le Donne e il Desiderio" , questo è il titolo del suddetto film tradotto in italiano e peraltro quanto [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 maggio 2017
Paola D. G. 81

Ingannata dalla raffinata locandina e dall'Orso d'argento, mi aspettavo un film intimo e corale inserito in una interessante prospettiva storica e culturale. Mi sono trovata invece ad assistere a una sequenza di scene di sesso crude e squallide, piuttosto deprimenti e fini a se stesse, appiccicate con lo sputo a qualche citazione storica e a un panorama geografico e umano triste e vuoto.

lunedì 24 aprile 2017
no_data

In Polonia sono terminati gli anni del comunismo e il film si apre su una cena dove si discute dei nuovi consumi: le bibite gassate, i jeans e gli elettrodomestici. Per le quattro donne protagoniste il desiderio di benessere va di pari passi con quelli più intimi. Una straordinaria fotografia che cerca di cogliere un momento storico affascinante attraverso le sfumature dell'animo femminile.

lunedì 24 aprile 2017
Fabiana

Mi è piaciuto moltissimo il modo in cui si intrecciano le storie delle protagoniste.La fotografia ad opera di Oleg Mutu è magnifica e molto suggestiva.

venerdì 31 marzo 2017
Fabiana

Una storia emozionante delicata e toccante tutta al femminile, credo che ogni donna, almeno una volta nella vita si sia sentita come loro!  Fotografia particolarissima, consigliato a tutti gli amanti del buon cinema.

martedì 11 aprile 2017
Maria teresa

Sono molto contenta che questo film arrivi in Italia. L'ho visto a Berlino e mi aveva molto colpito per le tematiche affrontate e la splendida fotografia. Le donne raccontate nel film con le loro nevrosi, le loro storie, le loro paure, appassionano e coinvolgono lo spettatore. In particolare molte donne si ritroveranno nelle loro storie. Il giovane regista Wasilewski avrà di sicuro un futuro [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
venerdì 28 aprile 2017
Ilaria Ravarino

Le gomme da masticare impacchettate, insieme agli altri doni, sotto all'albero di Natale. Una pubblicità del Bounty, passata su un canale tedesco, che promette atolli, cocco, palmeti sfrangiati dal vento. Un papà lontano, che fa capolino saltuariamente da un vhs nel televisore. Polonia fine anni '80, il comunismo è caduto, il piccolo Tomasz ha quasi dieci anni. E il suo mondo, da quando il papà se ne è andato a New York per lavorare, è dominato dalle donne: sua sorella grande, le amiche di lei e sua mamma - il papà le comprerà una macchina rossa, così le ha promesso prima di andarsene - alle prese con un mondo tutto nuovo, inesplorato, pieno di promesse di libertà. Un mondo da costruire da capo. Un mondo ancora spaventosamente vuoto. Ed è precisamente quel mondo, visto attraverso gli occhi di tre donne, che Tomasz Wasilewski racconterà 25 anni dopo, diventato regista, nel sottilmente autobiografico Le donne e il desiderio.

"La caduta del comunismo, e gli anni successivi, li ho vissuti introiettando la prospettiva di mia madre e mia sorella. All'improvviso, dopo essere state per così tanto tempo senza libertà, si erano ritrovate in un mondo aperto. E si sono sentite perse. Da una parte avevano voglia di cogliere le nuove opportunità, dall'altra ne avevano paura, non sapevano come. Quando allevi un animale in gabbia non puoi aspettarti che esca se gli apri la porta: per lui ormai quella gabbia è diventata casa". Con il suo terzo lavoro dietro alla macchina da presa, dopo aver raccontato l'universo femminile anche nel potente In the Bedroom, Wasilewski a 36 anni entra così di diritto nella riserva particolare dei cosiddetti women's directors, i registi che amano le donne. Artisti che scelgono il punto di vista femminile per raccontare il mondo, operando spesso un transfert con attrici che non di rado diventano muse, sorelle, confidenti, in qualche caso amanti. Registi accomunati, spesso, da un'infanzia dominata da una figura materna carismatica, forte, capace di sostituire o sovrapporsi alla metà paterna. Pedro Almodovar, l'amico È il caso di Pedro Almodovar, alfiere e capostipite dei registi che amano le donne: "Sento di poter raccontare storie più ricche e avvincenti attraverso i personaggi femminili. Credo sia anche una questione culturale. In Spagna le donne sono più estroverse, esplicite, dirette, capaci di non prendersi sul serio. Gli uomini sono da sempre relegati, a livello culturale, in tre ruoli: il macho, il latin lover, l'uomo di casa. Vanno bene per raccontare storie di epica, magari, ma non per raccontare ciò che interessa a me: la vita ordinaria, di ogni giorno". Cresciuto nella città rurale di Almagro, due sorelle più grandi e un fratello, famiglia di agricoltori, Almodovar non ha mai nascosto l'importanza che la madre, Francisca Caballero, ha avuto nella sua formazione: "Molti dei miei personaggi sono ispirati a lei. Lei aveva la capacità di piegare la realtà ai suoi desideri, fondamentalmente per risolvere problemi. Campo nel quale, come tutte le donne della mia famiglia, eccelleva. Le donne, io credo, sono straordinarie attrici naturali".

Con il suo terzo lavoro dietro alla macchina da presa, dopo aver raccontato l'universo femminile anche nel potente In the Bedroom, Wasilewski a 36 anni entra così di diritto nella riserva particolare dei cosiddetti women's directors, i registi che amano le donne. Artisti che scelgono il punto di vista femminile per raccontare il mondo, operando spesso un transfert con attrici che non di rado diventano muse, sorelle, confidenti, in qualche caso amanti. Registi accomunati, spesso, da un'infanzia dominata da una figura materna carismatica, forte, capace di sostituire o sovrapporsi alla metà paterna.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 27 aprile 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Premiato a Berlino per la sceneggiatura, Le donne e il desiderio esce con un titolo italiano che lo fa sembrare un film erotico. Niente di meno vero, se "erotismo" è la definizione gioiosa del sesso. Qui le scene di accoppiamento non mancano; ma (a cominciare da un rapporto consumato in fretta nei bagni tra una preside e un suo ex-allievo) sono tra le più meste e deprimenti a memoria di cinema.

giovedì 27 aprile 2017
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Sembra lontanissima la caduta del muro di Berlino con tutte le sue implicazioni. Se Tomasz Wasilewski, classe 1980, ha sentito il bisogno di riflettere sul periodo immediatamente successivo e sul panorama etico del suo paese, non sarà certo per compiere un'operazione nostalgica con Le donne e il desiderio, Orso d'argento per la sceneggiatura alla Berlinale.

giovedì 27 aprile 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Polonia, 1990. Una moglie annoiata si invaghisce del pretino locale; una preside è l'amante di un medico sposato, anche se lui è stufo; una insegnante, lesbica, è gelosa della sua vicina, ex miss. Quattro storie per raccontare, dopo la caduta del regime comunista, una sessualità repressa che ora vuole esplodere nel nuovo clima di libertà. II film, però, cade spesso nel ridicolo, tra corpi nudi costantemente [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 aprile 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Alla caduta del Muro, in una periferia terminale di falansteri e fango a Varsavia, Agata madre di famiglia è innamorata del giovane parroco, la 30enne ex miss Marzena cerca un baricentro corteggiata dall'anziana prof Renata, e la sorella di Marzena non si dà pace scaricata dall'amante diventato vedovo. Le storie si aprono una nell'altra come Matrioska.

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Berlino
2016
Magdalena Cielecka nella parte di Iza
Marta Nieradkiewicz nella parte di Marzena
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