Corpus Christi

Film 2019 | Drammatico, +13 115 min.

Titolo originale Boze Cialo
Anno2019
GenereDrammatico,
ProduzionePolonia, Francia
Durata115 minuti
Regia diJan Komasa
AttoriBartosz Bielenia, Aleksandra Konieczna, Barbara Kurzaj, Eliza Rycembel, Tomasz Zietek, Leszek Lichota Lukasz Simlat, Zdzislaw Wardejn, Anna Biernacik, Lidia Bogacz.
TagDa vedere 2019
DistribuzioneWanted
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,42 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jan Komasa. Un film Da vedere 2019 con Bartosz Bielenia, Aleksandra Konieczna, Barbara Kurzaj, Eliza Rycembel, Tomasz Zietek, Leszek Lichota. Cast completo Titolo originale: Boze Cialo. Genere Drammatico, - Polonia, Francia, 2019, durata 115 minuti. distribuito da Wanted. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,42 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La vita di un ragazzo cambia a causa di un equivoco che lo fa diventare prete. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 4 candidature agli European Film Awards,

Consigliato sì!
3,42/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,33
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Trailer in italiano

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Nella storia (vera) di un 'prete abusivo' il ritratto di un Paese ripiegato su se stesso e incapace di guardare oltre.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 31 agosto 2020
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 31 agosto 2020

Daniel è un giovane che si trova in riformatorio per reati non solo di poco conto. Avrebbe voluto diventare sacerdote ma la sua fedina penale ora glielo impedisce. Quando però viene inviato, per un permesso lavorativo, in un paese lontano dal riformatorio viene creduto un prete e lui non fa nulla per smentire questa credenza diventando anche momentaneo sostituto del parroco.

Film che ha ricevuto la nomination per l’Oscar quale Miglior Film Straniero, questo secondo lungometraggio di finzione del trentottenne (all’epoca dell’uscita del film a Venezia) Jan Komasa si muove su un duplice equilibrio tanto instabile quanto, proprio per questo motivo, produttore di senso.

Perché sarebbe semplice ma anche riduttivo leggerlo come una vicenda (che trae origine da fatti realmente accaduti in Polonia in cui qualcuno si è spacciato come sacerdote) che mette in luce le profonde contraddizioni di un giovane magnificamente interpretato da Bartosz Bielenia. Il suo Daniel conosce la violenza e il lasciarsi andare all’alcol, alla droga e al sesso privo di qualsiasi elemento affettivo ma proprio per questo in qualche misura possiede una sensibilità che lo avvicina a chi ha sbagliato in passato ed è consapevole del fatto che non sarà difficile poter tornare a sbagliare.

La veste che indossa senza averne titolo diviene una sorta di corazza dentro la quale sente di poter sfidare i pregiudizi anche in modo plateale senza subire altre conseguenze che il mormorio di chi lo circonda e le non tanto velate minacce di chi detiene il potere locale. Il suo sguardo è costantemente quello di un cuore in allarme che teme di veder fallire non tanto il suo mascheramento quanto piuttosto il suo consapevolmente precario rapporto con Dio.

Chi invece non ha dubbi sul proprio rapporto con la divinità sentendosi dalla parte del giusto (qui sta la duplicità e forse la parte più interessante del film) sono coloro i quali, avendo perso i propri cari in un incidente di cui si è stabilito a priori il colpevole, hanno deciso di non dargli tregua neppure dopo morto. È qui, più che nel ritratto di un caso anomalo di assunzione dell’abito talare, che si colloca il nucleo di riflessione profonda del giovane sceneggiatore Mateusz Pacewicz. Perché riguarda tutti coloro che dicono di professare la fede cattolica ma che spesso vorrebbero piegarla al proprio volere, all’affermazione dei propri diritti (veri o presunti) cercando di trasformare Cristo nel proprio discepolo invece di assumerne il ruolo.

Non è un caso che il fragile e violento Daniel si volga verso il Crocifisso in una scena fondamentale del film, quasi chiedendo cosa fare a un Gesù che vuole che chi lo segue sia capace di compiere le proprie scelte che possono comportare errori ma che, se compiute senza la pretesa di giudicare (“Non giudicate per non essere giudicati perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati” Mt 7.1-2), riescono a conservare il senso della misericordia che alla brava gente del villaggio sembra mancare. Ne esce così il ritratto non solo della Polonia odierna ma di molte altre nazioni nel mondo (cattoliche ma non solo) ripiegate su se stesse e incapaci di guardare oltre.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 1 marzo 2020
CineFoglio

Presentato a Venezia-19, Jan Komasa si ispira ad eventi realmente accaduti, la vibe del momento, confezionando un film religioso e per finzione al margine della società polacca, riuscendo ad approdare al gran finale degli oscar nella ribattezzata categoria film internazionali - il fardello che porta sulle spalle ha un peso notevole con la nomineedell’anno scorso di Cold [...] Vai alla recensione »

domenica 22 novembre 2020
Cesare Premi

Avete presente quei film senza colonna sonora, che terminano bruscamente senza un finale preciso, coi titoli di testa e di coda che sfilano silenziosamente sullo schermo nero? Ebbene, si tratta dei cosiddetti film d’essai, un genere di filmografia non commerciale, non di puro intrattenimento, che può sembrare noiosa, un po’ da gente snob con pretese intellettuali.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 30 ottobre 2020
Gianluca Arnone
La Rivista del Cinematografo

In uno dei romanzi più controversi di Graham Green, Il potere e la gloria, il protagonista è un prete sacrilego, alcolizzato, godurioso e incapace di pregare; uno stato di abiezione che non gli impedisce comunque, braccato dai fedeli, di somministrare l'eucaristia e di perdonare i peccati. Perché Dio, scriverà padre Doncoeur nel recensire il romanzo sulla rivista Études, "è più forte della nostra miseria". [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 ottobre 2020
Vittorio Lingiardi
Il Venerdì di Repubblica

Gli occhi azzurrissimi di Daniel ardono di ghiaccio, di fede e di dolore. È il protagonista di Corpus Christi di Jan Komasa, storia polacca del risveglio spirituale di un giovanissimo ex detenuto che vuole diventare sacerdote ma l'entusiasmo della sua fede non basta a pulire i peccati che macchiano la sua fedina penale. Il sacerdote del carcere da cui tanto ha imparato glielo dice a chiare lettere: [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 ottobre 2020
Eugenio Arcidiacono
Famiglia Cristiana

Ognuno di voi può essere sacerdote, dice padre Thomas durante la Messa ai ragazzi di un riformatorio polacco. Tra questi c'è Daniel, che folgorato da quelle parole confida al religioso il suo desiderio di farsi prete una volta fuori. I suoi precedenti penali glielo impediscono, ma quando viene inviato a lavorare nella falegnameria di un paesino di campagna, il giovane finge di essere davvero un sacerdote [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 ottobre 2020
Barbara Corsi
VivilCinema

Quando l'abito fa il monaco: Corpus Christi è la storia di un giovane criminale, che è anche un prete e un agnello sacrificale. Daniel è tutte queste cose, secondo l'abito che indossa e l'ambiente in cui si trova, che può costringerlo in gabbia o permettergli di liberare le ali. Daniel sta scontando al riformatorio la pena per un grave delitto commesso in passato.

martedì 27 ottobre 2020
Adriano De Grandis
Film TV

Qual è la strada migliore per arrivare alla fede e professarla? Quella del bene, che si fonda su una omogeneità tra la vocazione e le azioni; o anche quella del male, che spalanca baratri esistenziali e incoerenze comportamentali, arrivando in modo tortuoso alla redenzione? E qual è il modo corretto di essere prete, quando prediche e gesti sono spesso opposti, al pari di quelle dei fedeli? Siamo in [...] Vai alla recensione »

martedì 17 settembre 2019
Luca Pacilio
Film TV

In un centro di recupero Daniel vive una trasformazione spirituale. Inviato come falegname in un piccolo paese, si finge prete approfittando dell'assenza del parroco locale. Da interprete di uno stile di vita dissoluto a controversa guida mistica, il giovane, grazie a un approccio irrituale e fondamentalmente laico, influenza la comunità colpita da una tragedia.

lunedì 2 settembre 2019
Alessandro Izzi
Close-Up

Perdonare non è dimenticare, dice il protagonista di Boe Ciao (Corpus Christi), piuttosto perdonare è Amore. Il senso del perdono, in questo piccolo film polacco che fino a un certo punto sembrerebbe porsi sulle orme di Kielowski per poi trovare strade più personali, risiede tutto nella capacità di conservare dentro il proprio cuore tutto il dolore del torto subito per trasformarlo in accoglienza [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Giampiero Raganelli
Quinlan

Daniel sta scontando la pena, per aver commesso un omicidio, in libertà vigilata lavorando presso una falegnameria. Una volta libero vorrebbe farsi prete ma i suoi precedenti penali glielo impediscono. Si spaccia per sacerdote in un piccolo paese rurale, e, per la malattia dell'anziano parroco, prende le redini della parrocchia. Diventerà molto popolare in quella comunità, per effetto dello stile anticonven [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
martedì 20 ottobre 2020
 

Regia di Jan Komasa. Un film con Bartosz Bielenia, Aleksandra Konieczna, Eliza Rycembel, Tomasz Zietek, Barbara Kurzaj. Guarda il trailer »

POSTER
venerdì 16 ottobre 2020
 

Daniel è un giovane che si trova in riformatorio per reati non solo di poco conto. Avrebbe voluto diventare sacerdote ma la sua fedina penale ora glielo impedisce. Quando però viene inviato, per un permesso lavorativo, in un paese lontano dal riformatorio [...]

NEWS
venerdì 25 ottobre 2019
 

Dopo Roma, all'interno della finestra "Da Venezia a Roma", dopo Milano nella cornice "Le vie del Cinema" e dopo Venezia in collaborazione con il Fondaco dei Tedeschi, il film Corpus Christi di Jan Komasa, premio per l'inclusione Edipo Re, verrà proiettato [...]

[LINK] EVENTO
giovedì 26 settembre 2019
 

Vincitore del Premio per l'inclusione Edipo Re, conferito da Edipo Re in collaborazione con l'Università degli Studi di Padova e la partecipazione di MYmovies, Corpus Christi di Jan Komasa arriva in sala a Milano, al Multisala Eliseo (Via Torino, 64), [...]

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