Il prigioniero coreano

Film 2016 | Drammatico 114 min.

Titolo originaleGeumul
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneCorea del sud
Durata114 minuti
Regia diKim Ki-Duk
AttoriRyoo Seung-Bum, Lee Won-Geun, Choi Gwi-Hwa, Jo Jae-Ryong, Won-geun Lee Young-min Kim, Guyhwa Choi, Min-seok Son, Ha-dam Jeong.
Uscitagiovedì 12 aprile 2018
DistribuzioneTucker Film
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film con Ryoo Seung-Bum, Lee Won-Geun, Choi Gwi-Hwa, Jo Jae-Ryong, Won-geun Lee. Cast completo Titolo originale: Geumul. Genere Drammatico - Corea del sud, 2016, durata 114 minuti. Uscita cinema giovedì 12 aprile 2018 distribuito da Tucker Film. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Trovatosi per caso in Corea del Sud, un pescatore nordcoreano si trova imprigionato tra le due ideologie.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Kim Ki-Duk torna al suo cinema delle origini con un film politico che critica regimi e sistemi ideologici delle due coree.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

Nam Chul-woo è un povero pescatore nordcoreano che nella sua barca ha l'unica proprietà e l'unico mezzo per dare da mangiare a sua moglie e alla loro bambina. Un giorno gli si blocca il motore mentre sta occupandosi delle reti in prossimità del confine tra le due Coree e la corrente del fiume lo trascina verso la Corea del Sud. Qui viene preso sotto controllo delle forze di sicurezza e trattato come una spia. C'è però chi non rinuncia all'idea di poterlo convertire al capitalismo lasciandogli l'opportunità di girare, controllato a distanza, per le strade di Seoul.

Kim Ki-Duk torna al suo cinema delle origini, quello che lo fece conoscere ai pubblici di tutto il mondo per l'attenzione che prestava agli emarginati dalla società e per la durezza di alcune situazioni portate sullo schermo.

Lo fa con il suo film forse più esplicitamente politico, destinato a non piacere né al di qua né al di là del 39° parallelo. Si può essere certi che al Nord non lo vedranno mai ma di sicuro anche al Sud non avrà vita facile. Perché il regista ha la consapevolezza di proporre una lettura decisamente scomoda per entrambe le parti in causa.
Il povero pescatore, colpevole solo di non aver voluto perdere, salvandosi a nuoto, la propria barca raggiunge quello che per la propaganda del duro regime di Kim Jong il è l'inferno capitalistico dinanzi al quale bisogna chiudere gli occhi per non correre il rischio di esserne tentati. Nam Chul-woo crede nel regime e i funzionari sudcoreani, seppur divisi sul da farsi, non fanno molto per confutare le sue credenze. C'è chi è dotato di un'arroganza di segno uguale e contrario a quella dei potenti del Nord e non mancano anche segni deteriori della società (ad esempio la prostituzione) che inducono quest'uomo semplice a chiedersi in cosa consista la democrazia. Gli verrà risposto con una frase emblematica: "Dove c'è una forte luce c'è sempre anche una grande ombra".

Si avverte in Kim Ki-Duk il dolore per una separazione che, proprio grazie alla contrapposizione dei due sistemi, consente da un lato di mantenere un regime di terrore e dall'altro di sentirsi giustificati nel costruire una società basata sul sospetto di infiltrazioni per cui ogni persona può essere considerata infida. Non si tratta qui di sole reti da pesca ma di due reti ideologiche contrapposte che di fatto si sostengono a vicenda per perpetuare il controllo del potere.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 31 marzo 2017
carloz5

Un film duro, diretto, forse troppo schematico, ma che avvince in particolare per l'ottima prova del protagonista. Uno spaccato delle due Coree che alla fine ti lascia senza scelta. Ed anche al protagonista la scelta viene negata contro ogni sua volonta. Consigliato, anche se difficilmente verrà distribuito.

NEWS
POSTER
giovedì 1 febbraio 2018
 

Nord e Sud, così uguali e così diversi. Kim Ki-duk riparte da dove aveva cominciato, indugiando sulla ferita, tuttora aperta, che lacera un Paese, la Corea, in due nazioni, separate e conflittuali. Attraverso l'allegoria del pescatore, che chiude gli [...]

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