La Corea del Nord e quella del Sud possono essere intese come un simbolo delle differenze fra l'occidente e il comunismo. Trattasi di mondi diversi, opposti. È notorio. Una sintesi generalizzata, senza tanti racconti e analisi, può stare nelle immagini del fotografo Jacob Laukaitis, che mette a confronto alcune istantanee della vita nei due Paesi: uno scenario corale di gente che sta bene in un camping a fronte di uno schieramento di persone sull'attenti davanti all'icona del leader Kim Jong-un; un parcheggio della Corea del Sud senza un posto libero, e quello del Nord con una sola macchina; un ambiente di studenti del Sud rilassati e allegri e quello del Nord dove tutti sono immobili e schierati. E poi due stazioni, una dinamica e luccicante, l'altra tetra con gente che sembra rassegnata. La radice di queste differenze ha una data precisa, il 25 giugno del 1950, quando truppe nordcoreane attraversarono il 38° parallelo e invasero la Corea del Sud. L'Onu reagì, gli Usa si assunsero la responsabilità maggiore e il generale MacArthur accorse in aiuto del Sud. Dopo vicende alterne venne ristabilito il vecchio confine e i due Paesi divennero, di fatto, protettorati degli Usa e della Russia e della Cina. Da allora, i modi di vita furono... relativi. Nei decenni le evoluzioni portarono alle immagini, e all' identità, descritte sopra. La variabile di questa epoca è, appunto, Kim Jong-un, il cosiddetto signore della guerra, con la sua politica, i suoi azzardi, il suo modo di gestire il potere e il popolo. Sappiamo.



