Easy - Un viaggio facile facile

Film 2016 | Commedia +13 91 min.

Anno2016
GenereCommedia
ProduzioneItalia, Ucraina
Durata91 minuti
Regia diAndrea Magnani
AttoriNicola Nocella, Libero de Rienzo, Barbara Bouchet, Ostap Stupka, Veronika Shostak Lorenzo Acquaviva.
Uscitagiovedì 31 agosto 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneTucker Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,30 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Andrea Magnani. Un film Da vedere 2016 con Nicola Nocella, Libero de Rienzo, Barbara Bouchet, Ostap Stupka, Veronika Shostak. Cast completo Genere Commedia - Italia, Ucraina, 2016, durata 91 minuti. Uscita cinema giovedì 31 agosto 2017 distribuito da Tucker Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,30 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Easy sembra aver fallito in tutto ma forse ha di fronte a sé l'occasione per riscattarsi. E parte per un viaggio tutt'altro che tranquillo. In Italia al Box Office Easy - Un viaggio facile facile ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 222 mila euro e 60,5 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,30/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,80
PUBBLICO 3,10
CONSIGLIATO SÌ
Uno dei film più coraggiosi del cinema italiano, un road movie originale che fa sorridere senza smettere di far riflettere.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 8 agosto 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 8 agosto 2017

Isidoro, per i familiari Easy, ha 35 anni ed è stato una promessa dell'automobilismo competitivo fino a quando non ha cominciato a prendere peso. Ora vive con la madre e si imbottisce di antidepressivi. Fino al giorno in cui il fratello gli chiede un favore speciale: un operaio ucraino è morto sul lavoro e la salma va riportata in Ucraina senza troppe formalità. Easy può così tornare a guidare...un carro funebre.

Il tema dell'on the road con un feretro che va riportato per la sepoltura nella sua terra d'origine è stato declinato in vari modi sul grande schermo. Andrea Magnani ha saputo trovare una modalità originale per rileggerlo. In tempi di Veloce come il vento e di Fast & Furious non era un'impresa facile.

Anche perché Magnani non si limita, grazie a uno straordinariamente efficace Nicola Nocella, a presentarci un novello Candide che torna a conoscere un mondo che è profondamente mutato da quando lui si è chiuso in un triste isolamento. Ci viene infatti anche proposto un sottobosco imprenditoriale italiano privo di scrupoli, perfettamente rappresentato dal fratello che vuole occultare una morte bianca sfruttando l'ingenuità e la passione repressa per la guida di Easy. Ma non solo, perché il viaggio è costellato di inconvenienti a volte provocatori di risate e in altri casi tendenti alla riflessione sullo stato dell'Unione. Non quella americana bensì quella europea. Perché in questo trasferimento verso Est con bara al seguito si ha modo di scorgere quell'Europa a due velocità di cui si è a lungo è parlato in un passato recente. Da un lato un'Italia che ha un rapporto ambivalente con i migranti (da respingere ma anche da sfruttare) e poi, più si va verso Oriente, Paesi in cui la dimensione rurale ha ancora una grande importanza. Easy li scopre con uno sguardo interrogativo dapprima protetto da una barba invadente e poi con un volto messo a nudo come progressivamente viene messa a nudo la realtà che lo circonda. Conservando intatto il mandato di non fare spoiler va però detto che il finale del film è, dal punto di vista della sceneggiatura, uno dei più coraggiosi del recente cinema italiano. Onore al merito.

EASY - UN VIAGGIO FACILE FACILE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 27 settembre 2017
Itimoro

Rilevo che qualche critico ha parlato dell'interpretazione di Nocella come degna di un film muto. E' un'ottima osservazione. Andrebbe però aggiunto che con il "muto" e desolato Isi, che si trova solo e in un Paese straniero dove non capisce una parola di quel che gli viene detto,  si confidano tutti: la figlia abbandonata di Taras, il prete che si sta spretando, la [...] Vai alla recensione »

sabato 18 novembre 2017
ADELIO

 Si torna finalmente a vedere dei film italiani di qualità.  Easy può sicuramente annoverato tra i film dell’assurdo  ma con un taglio fotografico di altri tempi e con piglio “neorealista” che irride proprio quel mondo sovietico che ha prodotto il realismo nel cinema. Una bella idea quella del viaggio di due emarginati, uno vivo ma morto dentro e l’altro [...] Vai alla recensione »

domenica 10 settembre 2017
loland10

“Easy. Un viaggio facile facile” (2017) è il primo lungometraggio del regista riminese Andrea Magnani.             “E adesso cosa faccio?”. Ecco che la domanda di Isidoro, detto Easy, dopo aver raggiunto il suo scopo rimane sospesa e persa. Rimanere?, Tornare indietro?, Continuare la storia?, Evaporare?, Basta così [...] Vai alla recensione »

domenica 24 settembre 2017
ValeTabu

Sono andata a vedere il film con degli amici. E' stata un po' una delusione. Il finale mi ha lasciata perplessa, come molti film di nuovi registi italiani sembra che non abbia una costruzione logica. Peccato. Comunque è sempre una esperienza...

domenica 24 settembre 2017
ValeTabu

Sinceramente un po'una delusione. Non ha un finale e troppi luoghi comuni.

mercoledì 13 dicembre 2017
Emanuele 1968

Come si suol dire << dorme di più lo sveglio che il dormiente >> forse un film carico di significati, un film d'autore, un film cosi, alla fine il pubblico non mi pareva soddisfatto.

sabato 2 dicembre 2017
uppercut

Csspita! che bella sorpresa! un film piacevole, intelligente, fatto col cuore, con una cura di altri tempi ad ogni livello: scrittura, fotografia, sceneggiatura e, non da ultimo, interpretazione. Un film che segna una lezione e anche una strada: uscire dai confini, provare a mettere tra parentesi, magari anche solo per una stagione, i tinelli milanesi e le borgate romane e.

martedì 17 ottobre 2017
no_data

un protagonista al quale è impossibile non affezionarsi, persone e ambienti che restano negli occhi e nel cuore. la sceneggiatura ha forse qualche sbavatura, ma alcuni tocchi di grande eleganza e delicatezza (Easy che si trasforma dopo aver perso la barba, la capacità di comprendersi fra persone che parlano lingue diverse, una fotografia che raramente si vede nei film italiani non di [...] Vai alla recensione »

domenica 8 ottobre 2017
Eccome!

Metto quattro stelle, perché intrattiene e diverte abbastanza, ma usando personaggi e vicende originali.  Gli ingredienti, i luoghi, i fatti sono diversi da quelli delle produzioni americane e di molte europee: di questo film vi ricorderete anche tra qualche anno, mentre di molti altri...

domenica 24 settembre 2017
MarioP

Andato a vederlo con tante forse troppe aspettative, Non ci tornerei. Mi è sembrato prevedibile e sinceramente senza un vero sviluppo, Il film cerca di catturare simpatie e emozioni ma non penso in maniera costruttiva. Un fumettone senza esserlo e purtroppo una storia senza sviluppo. Sarà meglio il prossimo semza dubbio.

mercoledì 30 agosto 2017
bao

EASY è uno di quei ( pochi ) film italiani che ti lasciano contento: hai visto raccontare una bella storia, che se vuoi ci vedi la morale e i simboli ma anche no, ché una bella storia non ne ha mica bisogno. È un film fatto di immagini più che di parole, fa ridere e intenerire. Andateci, ci manderete gli amici.

mercoledì 30 agosto 2017
bao

EASY è uno di quei ( pochi ) film italiani che ti lasciano contento: hai visto raccontare una bella storia, che se vuoi ci vedi la morale e i simboli ma anche no, ché una bella storia non ne ha mica bisogno. È un film fatto di immagini più che di parole, fa ridere e intenerire. Andateci, ci manderete gli amici.

FOCUS
INCONTRI
venerdì 1 settembre 2017
Giancarlo Zappoli

Cominciamo con una domanda da salone di barbiere: Nocella con barba e senza barba. Perché?
C'era il bisogno di mettere a nudo Isidoro/Easy come capita un po' a tutti noi quando arriviamo in luoghi sconosciuti. Nocella, che di solito non ha la barba, ci si era abituato così come ai chili in più che gli avevo fatto prendere. Era per lui un modo nuovo di abitare il proprio corpo come se fosse sconosciuto.

Il tema del lavoro nero era presente sin dall'inizio nella sceneggiatura?
Sì, non c'erano invece le conseguenze che deve subire il fratello responsabile della morte dell'operaio. Mi interessava proporre una riflessione sulla maniera spiccia con cui talvolta in Italia vogliamo pensare di risolvere i problemi.

Senza fare spoiler ti confermo la mia convinzione che il finale del film sia decisamente coraggioso. Cosa ci puoi dire in proposito?
Posso invitare gli spettatori ad osservare come all'inizio Easy sia seduto su un comignolo e di confrontarlo con l'ultima inquadratura.

Cosa puoi dirci della realtà rurale che si attraversa nel corso del viaggio. Sono location che sembrano avere un significato preciso.
La realtà rurale è stata presente da sempre nello script. La mia idea era che nello smarrirsi ci si potesse ritrovare in luoghi e situazioni che noi diamo per superate ed invece esistono realmente anche se noi le abbiamo trasformate in fiction. La nostra società è costantemente 'connessa'. Io volevo mostrarlo nella prima parte per poi man mano abbandonarli per entrare in un'altra realtà.

La meta è l'Ucraina. Si tratta di una scelta legata alla coproduzione o ci sono altri motivi?
Inizialmente pensavo a un'altra nazione. Poi, mentre sviluppavo la sceneggiatura in un workshop europeo una produzione ucraina l'ha letta e mi ha proposto di girarlo da loro perché gli era molto piaciuta. Ho accettato di fare un viaggio con loro e ho scoperto un Paese che mi donava le cose che mi servivano per il film. Da un lato la difficoltà di comunicare e dall'altro gli spazi immensi, le pianure senza fine che non trovi altrove. Solo dopo è partita la co-produzione.

Come è stato lavorare con cast e troupe del luogo?
Eravamo solo in tre italiani: io, Nocella e l'aiuto regista Marco Cervelli. A parte il direttore della fotografia che parlava in un ottimo inglese, il nostro non si poteva definire oxfordiano e anche da parte loro c'erano molte difficoltà. Ma la diffidenza iniziale si è trasformata, come per magia, in una collaborazione che si avvaleva anche della gestualità. Sono nate delle amicizie che durano.

Di tutti gli incontri che fa Easy nel percorso due mi sembrano particolari: la famiglia cinese e il sacerdote. Ce ne vuoi parlare?
All'inizio i cinesi (che sono effettivamente presenti con ristoranti anche in Ucraina) dovevano essere una famiglia con padre e madre. Facendo il casting ho invece trovato una donna con due figlie e un'anziana con un volto molto interessante e ho deciso di creare una famiglia tutta al femminile. Gli incontri che fa Isidoro, se ci fai caso, sono con persone che stanno perdendo qualcosa. Le cinesi perdono l'attività del ristorante, il prete sta lasciando la tonaca per una nuova vita.

Alla fine ti soffermi sul rito della sepoltura. Era necessario per lavorare sulla metafora o anche perché in Ucraina la religiosità ortodossa ha ancora un suo peso?
Ne ha molto. Il rito era dovuto perché nei Carpazi la religiosità è ancora molto forte. In quella scena tutti i figuranti sono vere persone del villaggio. Hanno scavato loro con la vanga la fossa e i cumuli che si vedono. Nella scena dell'arrivo di Easy quegli stessi figuranti non riuscivano a trattenersi dal ridere. La novità della presenza di una troupe ne suscitava l'ilarità ed è stato difficile trovare il modo di inquadrare senza che in campo ci fosse qualcuno che rideva o guardava in macchina. Nella scena del funerale il pope era un attore che aveva imparato le formule di rito e le pronunciava con grande serietà. In quel momento tutto è cambiato; le parole erano quelle delle sepolture e, anche se erano consapevoli della finzione, si sentivano come se non si potesse prendere in giro Dio. Tutti erano diventati seri e raccolti.

Un'ultima domanda: che effetto vi ha fatto l'accoglienza avuta a Locarno?
Facciamo ancora adesso fatica a rielaborare l'emozione vissuta in quella sala con 3000 persone presenti ed entusiaste (era la prima mondiale del film). Anche la stampa ci ha subito accolto con favore e non possiamo fare altro che ringraziare il Festival per l'esperienza vissuta.

FOCUS
mercoledì 23 agosto 2017
Giancarlo Zappoli

Il cinema in generale ha bisogno, oggi più che mai, di storie che si muovano controcorrente. La cinematografia italiana, nelle sue postazioni più avanzate, sembra aver recepito questa esigenza ed Easy - Un viaggio facile facile ne costituisce un ottimo esempio. Di film prodotti o coprodotti dall'Ucraina non ne arrivano molti sui nostri schermi e i pochi che hanno raggiunto le nostre sale erano legati a quanto accaduto a Kiev a partire dal 2013 quando le proteste filoeuropeiste contro il presidente Janukovyč, politicamente fedele a Mosca, sfociarono nelle manifestazioni di Piazza Maidan che lo costrinsero alla fuga provocando la reazione dei russi che considerano l'Ucraina come facente pare del loro bacino di influenza.

Nel 2015 avevamo visto The Russian Woodpecker di Chad Gracia che, pur facendo riferimento a un presunto complotto legato all'esplosione nella centrale nucleare di Chernobyl, non perdeva occasione per denunciare una continuità di fatto tra l'oppressione sovietica e il controllo stretto e poliziesco del presente da parte di un governo in gran parte legato a Putin.

Under Electric Clouds di Alexey German Jr. confermava il senso di profondo disagio ancora presente dopo tanti anni dalla caduta dei Soviet raccontando, dal punto di vista ucraino, una Russia perduta in una sorta di terra di nessuno in cui il putinismo al potere alimenta un'interessata amnesia collettiva. Si arrivava poi con Winter on Fire alla narrazione dei 93 giorni della rivolta di Piazza Maidan fino al primo spargimento di sangue da parte delle cosiddette forze dell'ordine.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 31 agosto 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

La passione di Isidoro alla guida di un carro funebre Campione di go-kart in ritiro Isidoro, detto Easy, è incaricato dal fratello trafficone di riportare nella Kamianka ucraina la salma di un operaio morto sul lavoro. Easy, che è un tipo depressivo, obeso e imbottito di psicofarmaci, parte malvolentieri, contando di cavarsela nel più breve tempo possibile; invece perde l'auto e deve procedere senza [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 agosto 2017
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Sezione Cineasti del presente, concorso, titolo italiano, si fa per dire, Easy, regista esordiente, Andrea Magnani, attori poco noti a parte Libero Di Rienzo e Barbara Bouchet, che non essendoci Tarantino non fa scattare entusiasmi. Quindi tocca vederlo, come si dice ai festival, per dovere e per spirito di bandiera, perché dopo troppi francesi, tanti tedeschi e diversi svizzeri, fa anche comodo un [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 agosto 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Isidoro, detto Easy, giovane depressivo che s'imbottisce di psicofarmaci e aumenta di peso a vista d'occhio, è incaricato dal fratello di riportare nella Kamianka ucraina la salma di un operaio morto sul lavoro. Però il poveretto perde l'automobile e la strada, quindi s'inoltra senza un soldo in territori di cui non conosce la lingua, trascinandosi la bara come Franco Nero in Django.

giovedì 10 agosto 2017
Nicola Falcinella
La provincia

Il 70° Locarno Festival va verso la conclusione di sabato sera dopo due giornate di pioggia, continuando a proporre una selezione con titoli molto stimolanti. Tra le sorprese c'è "Easy", opera di debutto del friulano Andrea Magnani con Nicola Nocella, noto per "Il figlio più piccolo" di Pupi Avati. Un road-movie da Grado all'Ucraina, protagonista Isidoro detto Easy, ex promettente pilota automobilistico, [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 agosto 2017
Valter Vecellio
Il Dubbio

Il bello di un festival del cinema come quello di Locarno è che puoi tranquillamente trascurare le grandi produzioni, i "red carpet", e trasformarti in un cacciatore di "pepite". Se ne trovano. Easy per esempio, curiosa produzione italo-ucraina, un film diretto da Andrea Magnani. Riminese che divide il suo tempo tra New York e Trieste, Magnani si è finora dedicato a sceneggiature, documentari e cortometragg [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 11 dicembre 2017
Paola Casella

"Fabrique du Cinéma è una rivista trimestrale free press nata cinque anni fa con la missione di raccontare il nuovo cinema italiano e di premiare i talenti emergenti, dando voce ad un mondo di cui si è parlato poco", esordisce Tommaso Agnese, strategic [...]

NEWS
lunedì 2 ottobre 2017
 

Il palmarès di Easy - Un viaggio facile facile si arricchisce di un nuovo premio: l'opera prima del regista Andrea Magnani si è infatti aggiudicata il Grand Prix du Jury al festival Annecy Cinéma Italien! A premiare l'insolito e divertente road movie [...]

VIDEO RECENSIONE
mercoledì 30 agosto 2017
 

Isidoro, per i familiari Easy, ha 35 anni ed è stato una promessa dell'automobilismo competitivo fino a quando non ha cominciato a prendere peso. Ora vive con la madre e si imbottisce di antidepressivi.

VIDEO
giovedì 3 agosto 2017
 

In attesa della presentazione del film al 70esimo Festival di Locarno, in programma martedì 8 agosto nella sezione Cineasti del Presente, e dell'uscita al cinema del 31 agosto, è ora online una clip del film Easy - Un viaggio facile facile di Andrea Magnani. [...]

VIDEO
lunedì 28 agosto 2017
 

Isidoro, detto Easy, ha 35 anni, molti chili di troppo e una bella depressione: vive con la madre e passa il tempo davanti alla Playstation. Giornate lente, immobili, spese ingozzandosi di psicofarmaci e meditando (più o meno convintamente) il suicidio. [...]

TRAILER
mercoledì 26 luglio 2017
 

Isidoro, detto Easy, ha 35 anni, molti chili di troppo e una bella depressione: vive con la madre e passa il tempo davanti alla Playstation. Giornate lente, immobili, spese ingozzandosi di psicofarmaci e meditando (più o meno convintamente) il suicidio. [...]

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