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Triage
Un film di Danis Tanovic.
Con Colin Farrell, Paz Vega, Christopher Lee, Kelly Reilly, Jamie Sives.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 99 min.
- Irlanda, Belgio 2009.
- 01 Distribution
uscita venerdì 27 novembre 2009.
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![]() Fra ferite di guerra e ferite della memoria, una fotografia in campo lungo ma fuori fuoco delle atrocità belliche
Edoardo Becattini
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Mark e David sono due fotoreporter di guerra impegnati nei luoghi degli scontri fra iracheni e curdi sul finire degli anni Ottanta. Amici di lungo corso, hanno un approccio molto differente alla vita e al modo di concepire un'istantanea: David ricerca la bellezza delle forme anche nelle zone più martoriate, mentre Mark cattura ogni atrocità senza altro filtro che quello dell'obbiettivo della sua fotocamera. Quando il conflitto comincia a intensificarsi e il popolo curdo si prepara all'offensiva, David decide di tornare a Dublino, dove lo aspetta la moglie prossima a partorire, mentre Mark vorrebbe documentare il proseguire dello scontro da vicino. In seguito ad un incidente, Mark viene ferito e trasportato nel campo di soccorso dove l'unico medico presente, il dottor Talzani, decide chi vive e chi muore applicando un rigido triage, sistema di smistamento dei pazienti che prevede un colpo di pistola per i feriti più gravi. Una volta rientrato a Dublino, Mark porta con sé un progressivo decadimento fisico e psicologico causato da un ricordo che non intende far riemergere. |
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Lontani i tempi di robert capa!
sabato 28 novembre 2009
di Paola Di Giuseppe
Triage vuol dire smistamento dei soggetti infortunati in base alla gravità delle loro condizioni. I colori dei codici utilizzati nel film si riducono a giallo,e si viene curati,blu e il dottore del campo di guerra pratica una veloce eutanasia con un colpo di pistola per impedire inutili sofferenze, visto che di accanimento terapeutico,in quelle condizioni,non si può davvero parlare. Ambientato nella prima parte nel Kurdistan in guerra con l’Iraq di Saddam verso la fine degli anni ’80, a Dublino continua » |
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| non esistono schemi in guerra nè per i vivi nè per i morti | |
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APPROFONDIMENTI | Triage: il primo red carpet.Il festival del film di roma si apre con il nuovo film di una vecchia conoscenza
venerdì 16 ottobre 2009 - Gabriele Niola
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La guerra di Tanovic
di Natalia Aspesi La Repubblica
Il Festival di Roma si inaugura con un film che ci dice quanto la guerra sia una brutta cosa; poco più di un mese fa il Leone d' Oro della Mostra di Venezia è andato a un film che mostra quanto la guerra sia una cosa brutta; non c' è cinemanifestazione in cui manchi un film che racconti quanto sia brutta la guerra, qui ce ne sono almeno tre o quattro (da uno scontro tra eserciti cinesi nel deserto del Gobi di 2000 anni fa, alla rappresaglia nazista di Marzabotto del 1944); e anche i film in circolazione, pure comici, ci dicono che la guerra è proprio brutta. » |
Il buonismo retorico del noir con bombe
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Tanovic, celebrato per No man' s land, ritenta il colpo di guerra che rende infelici colpevoli. Manda due fotoreporter in Kurdistan, ne fa tornare a casa uno provvisto di nevrosi per quel che ha visto (il medico poco misericordioso) e la morte dell' amico narrata in un ritardato finale. Le buone intenzioni e l' ardore di Farrell però soccombono di fronte al buonismo retorico del ritorno a casa, dei peggiori anni della nostra vita. Noir con le bombe in cui i riferimenti a Franco sono tutti fuori posto, così come Christopher Lee. » |
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Già visti tormenti di reduci
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Un film di guerra e di psiche, già visto e commovente, pacifista ed elegante, ha inaugurato il festival di Roma. Il messaggio di Triage di Danis Tanovic con Colin Farrell, Paz Vega e Christopher Lee, coproduzione ispano-franco-irlandese, lo conosciamo bene: la guerra fa schifo e lascia brutte tracce nella personalità di chi l'ha fatta o l'ha vista. I motti sono due: all'inizio, «In guerra si muore oppure non si muore. È così e basta»; al termine, «Soltanto i morti hanno visto la fine della guerra», firmato Platone. » |
Conflitto nella mente
di Lietta Tornabuoni La Stampa
I film che incassano di meno sul mercato italiano, pare, sono quelli di guerra, incluso Lebanon che è buono e ha vinto un Leone d'oro: si vede che la guerra non è più un genere cinematografico, ma una minaccia presente. In Triage di Danis Tanovic, tratto da un romanzo di Scan Anderson, ci sono due arditi fotoreporter che da anni ormai frequentano ogni possibile guerra: adesso sono nel Kurdistan combattente; uno è logorato, stanco, vuol tornare a casa dalla moglie incinta, e se ne va; l'altro vuol ancora seguire i combattimenti. » |
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