Il nastro bianco

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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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Strani eventi accdono in una scuola di campagna nel nord della Germania durante l'anno 1913, sembrando una punizione rituale. Come il sistema scolastico ne subiscel'influenza e come la scuola ha un'influenza sul fascismo?
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primo piano
In un clima di opprimente attesa Haneke continua lucidamente e implacabilmente la sua analisi delle relazioni tra gli esseri umani
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Un villaggio protestante nel nord della Germania. Anni 1913-1914. La vita si presenta con i ritmi delle stagioni e con la sua monotona ripetitività. Fino a quando accade un fatto inspiegabile: il medico si frattura gravemente una spalla in seguito a una caduta da cavallo dovuta a un filo solido ma invisibile teso sul suo percorso. A raccontare gli avvenimenti è la voce di un anziano: all'epoca dei fatti era l'istitutore arrivato in loco da un paese non troppo lontano. L'attentato al medico però non resta isolato. Altri eventi si susseguiranno sotto lo sguardo attento e misterioso dei bambini delle varie famiglie.
Haneke continua lucidamente e implacabilmente la sua analisi delle relazioni tra gli esseri umani decidendo, in questa occasione, di incentrare la sua attenzione su un microcosmo che assurge a laboratorio del futuro della Germania. Grazie a un bianco e nero bergmaniano il regista austriaco costruisce un clima di opprimente attesa. Ciò che gli interessa non è la detection (scoprire chi sta all'origine degli inattesi episodi di violenza) quanto piuttosto riflettere su una società che sta ponendo a dimora i semi che il nazismo, dopo la Prima Guerra Mondiale, farà fruttificare.
Le relazioni tra gli adulti e tra questi e i bambini sono quanto di più algido e privo di un senso di umanità vera si possa concepire. Nei personaggi del Medico, del Pastore e del Barone si concretizzano tre modi di esercitare l'autorità e il sopruso (in particolare nei confronti della donna) che forniscono un modello da amare/odiare per i più piccoli. I quali finiscono con l'introiettare la violenza che domina la società, per quanto apparentemente celata dalle convenzioni. Il nastro bianco che il Pastore impone ai figli più grandi dovrebbe simboleggiare la necessità, per loro, di raggiungere una purezza che dovrebbe coincidere con l'acquisita maturità. Di fatto in quel piccolo mondo, in cui solo l'istitutore e la sua timida e consapevole innamorata, sembrano credere nella positività della vita il disprezzo domina. Non passeranno molti anni e quei nastri bianchi si trasformeranno in stelle di Davide. Ad appuntarli sul petto delle nuove vittime saranno proprio quegli ex bambini.

Premi e nomination Il nastro bianco MYmovies
Il nastro bianco recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Il nastro bianco
Primo Weekend Italia: € 119.000
Incasso Totale* Italia: € 620.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 30 gennaio 2011
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Premi e nomination Il nastro bianco

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Nastri d'Argento
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Golden Globes
1
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Festival di Cannes
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European Film Awards
3
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David di Donatello
0
1
Cesar
0
1
BAFTA
0
1
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L'apocalisse dietro l’angolo

sabato 31 ottobre 2009 di Lisbeth

L’apocalisse dietro l’angolo, l’incubazione del male, la genesi di mostri studiati in vitro nel loro farsi, crescere e moltiplicarsi, questo è il film vincitore della 62° edizione di Cannes, Il nastro bianco, già nel titolo così asettico, così totalmente dissanguato nella negazione che il bianco impone ad ogni sospetto di colore e dunque di libero fluire del sangue della vita. Gelido e tagliente come la coltre di neve che copre il villaggio, abbacinante come i campi che sembrano di ghiaccio anche continua »

* * - - -

Poche idee e tanto fumo

lunedì 2 novembre 2009 di tritono

Il pastore severissimo, la neve (apparentemente!) segno di serenità, il barone sfruttatore e populista, sua moglie insoddisfatta, i bambini tanto bravi a cantare i corali di Bach quanto ad ordire alcune crudeltà, tanti silenzi, tanto buio, e poi... i titoli che non si vedono se non aguzzando gli occhi. Basta come armamentario di espedienti, luoghi comuni, e strizzate d'occhio ad altre creatività, ammirate forse dall' aurore ma certo non possedute? Un film di maniera, della maniera un po' snob e continua »

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Un segno rigoroso, lontano da dio

giovedì 5 novembre 2009 di ciccio capozzi

“IL NASTRO BIANCO” di MICHAEL HANEKE; ITA-FRA-GER-AUSTRIA; 09. Germania, vigilia della I Guerra: in una comunità agricola apparentemente serena e ligia alle tradizioni, succedono episodi misteriosi in un crescendo di violenza. Palma D’Oro a Cannes 09, è un’opera costruita con un rigore visuale austero. Il suo bianco e nero (che in realtà è un colore “desaturato”), richiama con decisione un clima culturale, più che una scenografia, di carattere religioso. E’ un protestantesimo rigido, freddo, che continua »

* * - - -

Algido affresco d'epoca

martedì 24 agosto 2010 di Kronos

L'aspetto a mio avviso più interessante de "Il nastro bianco" è la puntigliosa ricostruzione della società d'inizio '900: il tessuto economico essenzialmente agreste e latifondista, la rigidissima educazione imposta ai figli, le regole di comportamento improntate a un formalismo ipocrita che oggi mette i brividi. Un affresco sociale in cui, nonostante la lontananza geografica, si sarebbero identificati senza difficoltà i nostri nonni e bisnonni. La vicenda raccontata da Haneke è variamente interpretabile: continua »

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DVD | Il nastro bianco

Uscita in DVD

Disponibile on line da sabato 14 dicembre 2013

Cover Dvd Il nastro bianco A partire da sabato 14 dicembre 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il nastro bianco di Michael Haneke con Susanne Lothar, Ulrich Tukur, Burghart Klaußner, Josef Bierbichler. Distribuito da Warner Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - tedesco, Dolby Digital 5.1. Su internet nastro bianco (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 7,49 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,50 €
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BIZ

Com' è perversa la natura umana

di Natalia Aspesi La Repubblica

Non era mai capitato che a un Festival si potesse giudicare quasi ogni film degno del massimo premio; ancor meno che fossero tra gli altri, ben tre film francesi (il quarto viene presentato oggi) a contendersi la Palma d' oro, per merito, e non per sciovinismo o perché presidente della giuria è questa volta Isabelle Huppert. Nella pagella di Le film Français i critici (francesi) assegnano7 Palme d' oro a Un prophète del francese Audiard, 4 a Les herbes folles del mito francese Renais e ieri era unanime l' assegnazione virtuale della vittoria a À l' origine del francese Giannoli. »

I piccoli mostri educati alla morte

di Mariuccia Ciotta Il Manifesto

1913, un villaggio della Germania del nord, ma l'atmosfera è quella di una comunità Amish, dominato da un glaciale ordine repressivo. Ai vertici il pastore protestante, il medico, il barone che dettano legge alle anime e ai corpi di poverissimi contadini e a uno stuolo di bambini e adolescenti, tutti biondi e inespressivi, terrorizzati dalle punizioni psicologiche e corporali inflitte dagli adulti. Il nastro bianco (Das weisse band) del regista austriaco (ma nato a Monaco) Michael Haneke, in gara, kolossal in bianco e nero di 2 ore e 25', pensato inizialmente come miniserie tv in tre parti, flash-back storico sulla genesi della disumanità, è un film che illustra «un sistema di educazione dal quale è emersa la generazione nazista», secondo il regista che ha presentato qui a Cannes nel '97 Funny Games e La pianista, Gran premio della giuria 2001, premiato anche per la migliore interpretazione di Isabelle Huppert (presidente della giuria di questa edizione). »

Nazisti si diventa da piccoli

di Roberta Ronconi Liberazione

Non c'è niente da fare, Michael Haneke è un regista che sa come disturbare la mente dei suoi spettatori. Da buon studioso di Freud, sa che l'orrore non necessariamente va fatto vedere (come nei suoi "due" precedenti Funny Games ), basta lasciarlo aleggiare, coltivarlo in vitro, darne presagio ed egli darà comunque i suoi frutti. E' il caso di Das Weisse Band (Il fiocco bianco) che il regista austriaco ha portato a questo concorso di Cannes, luogo dove ha già raccolto una Palma nel 2001 per La pianista e un premio alla regia per Niente da nascondere nel 2005. »

Il villaggio dei fanatici

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Michael Haneke ambienta il suo ultimo film, «Il nastro bianco», in un paese della Germania settentrionale dove tra la primavera del 1913 e l'estate del 1914 accadono terribili incidenti. Eine deutsche Kindergeschichte, è una «storia per bambini » tedesca: così suona in originale il sottotitolo di Il nastro bianco (Das Weiße Band, Germania, Austria, Francia e Italia, 2009, 144'). Ma certo non è una favola, il film in bianco e nero che Michael Haneke ambienta in un villaggio della Germania settentrionale. »

Il nastro bianco | Indice

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