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Il nastro bianco |
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Un film di Michael Haneke.
Con Christian Friedel, Leonie Benesch, Ulrich Tukur, Ursina Lardi, Burghart Klaußner.
continua»
Titolo originale Das Weiße Band.
Drammatico,
b/n
durata 144 min.
- Austria, Francia, Germania 2009.
- Lucky Red
uscita venerdì 30 ottobre 2009.
MYMONETRO
Il nastro bianco
valutazione media:
3,48
su
76
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Strani eventi accdono in una scuola di campagna nel nord della Germania durante l'anno 1913, sembrando una punizione rituale. Come il sistema scolastico ne subiscel'influenza e come la scuola ha un'influenza sul fascismo?
![]() In un clima di opprimente attesa Haneke continua lucidamente e implacabilmente la sua analisi delle relazioni tra gli esseri umani |
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Giancarlo Zappoli
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Un villaggio protestante nel nord della Germania. Anni 1913-1914. La vita si presenta con i ritmi delle stagioni e con la sua monotona ripetitività. Fino a quando accade un fatto inspiegabile: il medico si frattura gravemente una spalla in seguito a una caduta da cavallo dovuta a un filo solido ma invisibile teso sul suo percorso. A raccontare gli avvenimenti è la voce di un anziano: all'epoca dei fatti era l'istitutore arrivato in loco da un paese non troppo lontano. L'attentato al medico però non resta isolato. Altri eventi si susseguiranno sotto lo sguardo attento e misterioso dei bambini delle varie famiglie.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 2 |
Nastri d'Argento 0 1 |
Golden Globes 1 1 |
Festival di Cannes 1 0 |
European Film Awards 3 4 |
David di Donatello 0 1 |
César 0 1 |
BAFTA 0 1 |
L'apocalisse dietro l’angolo
sabato 31 ottobre 2009
di Lisbeth
L’apocalisse dietro l’angolo, l’incubazione del male, la genesi di mostri studiati in vitro nel loro farsi, crescere e moltiplicarsi, questo è il film vincitore della 62° edizione di Cannes, Il nastro bianco, già nel titolo così asettico, così totalmente dissanguato nella negazione che il bianco impone ad ogni sospetto di colore e dunque di libero fluire del sangue della vita. Gelido e tagliente come la coltre di neve che copre il villaggio, abbacinante come i campi che sembrano di ghiaccio anche continua » |
Poche idee e tanto fumo
lunedì 2 novembre 2009
di tritono
Il pastore severissimo, la neve (apparentemente!) segno di serenità, il barone sfruttatore e populista, sua moglie insoddisfatta, i bambini tanto bravi a cantare i corali di Bach quanto ad ordire alcune crudeltà, tanti silenzi, tanto buio, e poi... i titoli che non si vedono se non aguzzando gli occhi. Basta come armamentario di espedienti, luoghi comuni, e strizzate d'occhio ad altre creatività, ammirate forse dall' aurore ma certo non possedute? Un film di maniera, della maniera un po' snob e continua » |
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Un segno rigoroso, lontano da dio
giovedì 5 novembre 2009
di ciccio capozzi
“IL NASTRO BIANCO” di MICHAEL HANEKE; ITA-FRA-GER-AUSTRIA; 09. Germania, vigilia della I Guerra: in una comunità agricola apparentemente serena e ligia alle tradizioni, succedono episodi misteriosi in un crescendo di violenza. Palma D’Oro a Cannes 09, è un’opera costruita con un rigore visuale austero. Il suo bianco e nero (che in realtà è un colore “desaturato”), richiama con decisione un clima culturale, più che una scenografia, di carattere religioso. E’ un protestantesimo rigido, freddo, che continua » |
Algido affresco d'epoca
martedì 24 agosto 2010
di Kronos
L'aspetto a mio avviso più interessante de "Il nastro bianco" è la puntigliosa ricostruzione della società d'inizio '900: il tessuto economico essenzialmente agreste e latifondista, la rigidissima educazione imposta ai figli, le regole di comportamento improntate a un formalismo ipocrita che oggi mette i brividi. Un affresco sociale in cui, nonostante la lontananza geografica, si sarebbero identificati senza difficoltà i nostri nonni e bisnonni. La vicenda raccontata da Haneke è variamente interpretabile: continua » |
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DVD | Il nastro biancoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 21 aprile 2010
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Com' è perversa la natura umana
di Natalia Aspesi La Repubblica
Non era mai capitato che a un Festival si potesse giudicare quasi ogni film degno del massimo premio; ancor meno che fossero tra gli altri, ben tre film francesi (il quarto viene presentato oggi) a contendersi la Palma d' oro, per merito, e non per sciovinismo o perché presidente della giuria è questa volta Isabelle Huppert. Nella pagella di Le film Français i critici (francesi) assegnano7 Palme d' oro a Un prophète del francese Audiard, 4 a Les herbes folles del mito francese Renais e ieri era unanime l' assegnazione virtuale della vittoria a À l' origine del francese Giannoli. » |
I piccoli mostri educati alla morte
di Mariuccia Ciotta Il Manifesto
1913, un villaggio della Germania del nord, ma l'atmosfera è quella di una comunità Amish, dominato da un glaciale ordine repressivo. Ai vertici il pastore protestante, il medico, il barone che dettano legge alle anime e ai corpi di poverissimi contadini e a uno stuolo di bambini e adolescenti, tutti biondi e inespressivi, terrorizzati dalle punizioni psicologiche e corporali inflitte dagli adulti. Il nastro bianco (Das weisse band) del regista austriaco (ma nato a Monaco) Michael Haneke, in gara, kolossal in bianco e nero di 2 ore e 25', pensato inizialmente come miniserie tv in tre parti, flash-back storico sulla genesi della disumanità, è un film che illustra «un sistema di educazione dal quale è emersa la generazione nazista», secondo il regista che ha presentato qui a Cannes nel '97 Funny Games e La pianista, Gran premio della giuria 2001, premiato anche per la migliore interpretazione di Isabelle Huppert (presidente della giuria di questa edizione). » |
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Il villaggio dei fanatici
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Michael Haneke ambienta il suo ultimo film, «Il nastro bianco», in un paese della Germania settentrionale dove tra la primavera del 1913 e l'estate del 1914 accadono terribili incidenti. Eine deutsche Kindergeschichte, è una «storia per bambini » tedesca: così suona in originale il sottotitolo di Il nastro bianco (Das Weiße Band, Germania, Austria, Francia e Italia, 2009, 144'). Ma certo non è una favola, il film in bianco e nero che Michael Haneke ambienta in un villaggio della Germania settentrionale. » |
Nazisti si diventa da piccoli
di Roberta Ronconi Liberazione
Non c'è niente da fare, Michael Haneke è un regista che sa come disturbare la mente dei suoi spettatori. Da buon studioso di Freud, sa che l'orrore non necessariamente va fatto vedere (come nei suoi "due" precedenti Funny Games ), basta lasciarlo aleggiare, coltivarlo in vitro, darne presagio ed egli darà comunque i suoi frutti. E' il caso di Das Weisse Band (Il fiocco bianco) che il regista austriaco ha portato a questo concorso di Cannes, luogo dove ha già raccolto una Palma nel 2001 per La pianista e un premio alla regia per Niente da nascondere nel 2005. » |
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