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Departures |
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Un film di Yojiro Takita.
Con Masahiro Motoki, Ryoko Hirosue, Tsutomu Yamazaki, Kazuko Yoshiyuki, Takashi Sasano.
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Titolo originale Okuribito.
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 130 min.
- Giappone 2008.
- Tucker Film
uscita venerdì 9 aprile 2010.
MYMONETRO
Departures
valutazione media:
3,83
su
75
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Un violoncellista fallito si ritira con la moglie nel suo villaggio natale. Dopo la morte del padre, stringerà amicizia con l'eccentrico becchino locale…
![]() Vincitrice del premio Oscar come miglior film straniero, una storia delicata che riflette sulla morte con coraggio e consapevolezza |
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Nicoletta Dose
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Dopo lo scioglimento dell'orchestra, il violoncellista Daigo (Motoki Masahiro) rimane senza lavoro e decide di ritornare al paese d'origine. Assieme alla moglie Mika (Hirosue Ryoko), docile e mansueta come poche, si trasferisce nella sua vecchia casa in campagna alle porte di Yamagata. Qui comincia a cercare lavoro e si imbatte in un annuncio interessante, raggiunge l'agenzia e scopre che i viaggi dell'inserzione non sono vacanze alle Maldive ma dipartite nel mondo dell'aldilà. Titubante all'inizio, si lascia convincere dagli insegnamenti del capo, il becchino Sasaki (Yamazaki Tsutomu), e ritrova il sorriso perso da tempo. Quando la moglie scopre l'identità del suo nuovo mestiere, scappa di casa e lo abbandona solo in paese, dove in molti cominciano a snobbarlo. Ma il destino sta nuovamente per sorprenderlo, costringendolo a fare i conti con il passato, la morte della madre e l'allontanamento precoce del padre, fuggito chissà dove e mai più rivisto.
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premi nomination |
Premio Oscar 1 1 |
"partenze" all'orientale...
martedì 26 maggio 2009
di Utamara
Inizio con il dire che questo film è pura poesia, è un inno alla vita, a quella vera, quella con cui ogni persona prima o poi si deve scontrare, fatta di momenti semplici ma puri e reali. Il significato intrinseco che ho voluto vedere io (perchè a mio avviso spesso registi e sceneggiatori non cercano per forza il significato nascosto...) è quello di fermarsi e riflettere. Semplicemente riflettere. Perchè la morte è qualcosa che sta dietro l'angolo, ma non per questo bisogna averne paura. La storia continua » |
La dignità dell'ultimo viaggio della vita
giovedì 18 marzo 2010
di Luca Scialò
Daigo è un ottimo suonatore di violoncello, ma l'orchestra per cui suona viene sciolta; è così costretto a cercarsi un nuovo lavoro e rinunciare alla sua passione di sempre. Dedice di rispondere all'annuncio di un'agenzia che si occupa di viaggi, ma giunto sul posto per il colloquio, scopre che essa non si occupa di viaggi per vacanze verso mete lontane, bensì di prepare i defunti per l'ultimo viaggio della vita verso l'aldilà, attraverso la continua » |
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Departures,una buona occasione sprecata
domenica 28 febbraio 2010
di Paola Di Giuseppe
L’impressione sul film,dopo più di due ore,è che di una buona mezz’ora avremmo fatto volentieri a meno.Okuribito ha un grande difetto,non conosce la misura,e non si tratta solo di durata.E’ la misura che fa dire il necessario sfrondando il superfluo,rapisce lo spettatore con alchimìe sottilissime che non sentano la necessità di esibire simbolismi e squadernare con didascalica diligenza repertori di compiaciuta elegiaca intensità. Eppure Takita è pronipotino di Kurosawa,Mizoguchi,Ozu,qualcosa dovrebbe continua » |
La vita e la morte.... entrambe belle!!!
venerdì 19 marzo 2010
di gina barretta
La morte, quale evento nella vita di ciascuno, e` un soggetto difficile da trattare in un film e Departure lo affronta con grazia, dignita` e bellezza. Il simbolismo, elemento chiave nella cultura giapponese, si rivela attraverso la fusione del circolo della vita con il susseguirsi delle stagioni. L’attaccamento alla vita e` espresso attraverso il cibo, la musica, le relazioni umane e l’istinto di evitare il contatto con la morte finche` continua » |
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| la morte è un passaggio da un cancello | |
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| il "bruciatore" | |
| la morte è un cancello da oltrepassare per proseguire il proprio viaggio ... e ... l'ultimo acquisto della vita ma lo fà qualcun altro per te | |
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| Daigo (Motoki Masahiro) | |
| "Nell'antichità, quando gli uomini non avevano la scrittura, per comunicare, cercavano un sasso la cui forma esprimesse i loro sentimenti e lo inviavano all'altra persona. Chi lo riceveva, dalla sensazione al tatto e dal peso capiva i sentimenti di chi l'aveva inviato." | |
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Disponibile on line da martedì 19 ottobre 2010
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giovedì 10 marzo 2011 - Nicoletta Dose
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Il viaggio dell'addio con dignità e bellezza
di Natalia Aspesi La Repubblica
Sconfitti ma non rassegnati, abbattuti da furbe commediole o da giganteschi 3D, alcuni appassionati (ormai in estinzione e sbeffeggiati) di bel cinema, osano: andate a vedere Departures! Quando l' anno scorso vinse l' Oscar al miglior film straniero, battendo opere importanti come l' israeliano Valzer con Bashir e il francese La classe, quei pochi eletti ne sapevano qualcosa, e si pensò a una bizzarria hollywodiana. È vero, è un film giapponese, genere non più di moda dagli anni 70; è vero, i cadaveri sono apprezzati solo nei film horror soprattutto nel ruolo di morti viventi, mentre qui appaiono come defunti reali, al centro del dolore delle persone care, e da noi sarà tutto un toccarsi. » |
di Paola Casella Europa
L'anno scorso ha sbaragliato, a sorpresa, La classe e Valzer con Bashir vincendo l'Oscar come miglior film straniero, e finalmente arriva anche sui nostri schermi questo delizioso film giapponese che tratta il tema della morte con una franchezza e una delicatezza insospettabili. Il protagonista è un violoncellista che, dopo aver perso il lavoro, si ricicla (e scopre la sua vera vocazione) come "preparatore di defunti" per il loro ultimo viaggio. Niente di macabro, ma un inno alla compenetrazione fra vita e morte in un'epoca in cui la dipartita finale viene nascosta e negata, perché ci segnala i nostri limiti e ci ricorda i nostri doveri terreni. » |
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Una morte serena
di Alberto Crespi L'Unità
Il titolo significa, né più né meno, «decessi». Dipartite. Morti. Si poteva forse tradurlo dall'inglese, visto che il film è giapponese e si intitola, in originale, Okuribito. Ma non importa. Importa molto, invece, che questo notevole film esca in Italia per iniziativa del Cec di Udine e di Cinemazero di Pordenone che da anni organizzano in Friuli l'imprescindibile FarEastFestival, dove il film è passato. Departures ha vinto l'Oscar 2008 come miglior film straniero, davanti al super favorito israeliano Valzer con Bashir. » |
Dal Giappone, cadaveri da Oscar
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Giovane violoncellista rimasto senza lavoro trova impiego in quella che crede un'agenzia turistica. E si ritrova a lavare, vestire, truccare, massaggiare salme prima dell'ultimo viaggio. È il soggetto di Departures, Oscar per il film straniero lo scorso anno, distribuito dalla nuovissima Tucker (benvenuta!). Detta così sembra macabro e prosaico. Invece il mestiere che tocca in sorte al protagonista incrocia una nobile ancorché ingrata forma di artigianato (servono mani sensibili) a un rito religioso, il nokan (qui, come in molte pratiche buddhiste, conta la disponibilità interiore). » |
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