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Caterina va in città |
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Un film di Paolo Virzì.
Con Sergio Castellitto, Alice Teghil, Margherita Buy, Claudio Amendola, Antonio Carnevale.
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Commedia drammatica,
Ratings: Kids+13,
durata 90 min.
- Italia 2003.
MYMONETRO
Caterina va in città
valutazione media:
3,25
su
40
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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La macchina da presa di Virzì ci racconta un'altra storia di adolescenti: Caterina, dalla provincia alla città, contesa dai rampolli dell'alta società e dagli "alternativi" di sinistra.
![]() Amaro e cinico come solo i maestri della commedia all'italiana sapevano essere, Virzì si conferma credibile cantore della nostra società |
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Davide Verazzani
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Caterina, tredicenne figlia di un professore di filosofia fallito e di una casalinga repressa, lascia la provincia con la famiglia e si trasferisce a Roma. Qui, si inserisce con disinvoltura nella vita cittadina, divisa fra l'amicizia con la figlia di un sottosegretario fascistoide e quella con la figlia di due "alternativi" sinistroidi. Virzì, dopo i tentennamenti e la mezza delusione di "My name is Tanino", torna con vigore al suo territorio prediletto, quello della commedia a sfondo sociale e politico. In questo caso la posizione è un po' sfumata, e meno definita che in precedenza: al centro della vicenda, infatti, non è più la lotta di classe o le amarezze della classe operia, ma la vacuità di valori di una gioventù che non sa più a cosa appigliarsi, dato che neppure i genitori offrono certezze condivisibili. Amaro e cinico come solo i maestri della commedia all'italiana sapevano in passato essere, Virzì si candida ad essere il cantore più credibile della crisi di una società che si morde incessantemente la coda, oltre che un ottimo direttore di attori.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 2 0 |
David di Donatello 1 0 |
Caterina va...
martedì 1 febbraio 2005
di diario notturno
Giancarlo (Sergio Castellitto) è un insegnante frustrato. Ha una moglie che lo sopporta. La presunta brava mogliettina (Margherita Buy). Una figlia molto dolce e con gli occhi spalancati verso il mondo. Finalmente ottiene il trasferimento e crede di lasciarsi alle spalle le frustrazioni tornando con la propria famiglia in città: Roma. E' questa la cornice di una storia nuova. Una storia che presto comincerà a guadagnare in intensità. Caterina è il pretesto per raccontare tutto quanto c'è intorno. continua » |
Uccidiamo questo cinema italiano
mercoledì 31 dicembre 2003
di Vinz
Il titolo parla già abbastanza..ma Sergio Castellitto e Margherita Buy erano un indice di stimolo per lo spettatore a vedere il film. Lo stesso Paolo Virzi, autore di un discreto lavoro con Ovo Sodo, doveva essere garanzia perlomeno di un lavoro di qualità, e invece no..Questo film è la canonizzazione estrema della società moderna. Questa differenza, così devastante tra città e provincia, esiste solo nelle fantasie del regista ed è esasperata in ogni futile occasione. La protagonista Caterina, che continua » |
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Provinciali in città
giovedì 13 aprile 2006
di BrownB
Anche io come Caterina sono un provinciale,uno che è nato e vissuto in un piccolo paese dove i valori sono quello degli amici d'infanzia,della famiglia,del piacere nello stare coi parenti,della vita all'aria aperta.Sono valori diversi da quelli che spingono la "gente di città",diversi ma non necessariamente migliori.Questa differenza fa si che i punti di riferimento del provinciale siano profondamente diversi. Il punto di vista espresso nel film rende bene questo senso di smarrimento di chi si trova continua » |
Caterina vive ...
giovedì 30 agosto 2007
di RaffaelloLamarca_donRafla
Gli occhi di una ragazzina di provincia assaggiano la capitale e il suo cuore e la sua personalità ne escono rinnovati e maturati. Ora lei saprà scegliere la sua vita e la sua linea. Ecco come minimizzerei questa commedia di Virzì ( non nuovo a questo genere) che ha dato spazio come pochi al conflitto che i ragazzi vivono al loro interno divisi tra sfarzo e cultura non sapendo scegliere. L'ottimo Castellito da professore isterico non sa più scegliere non sa più trovare una via per avere un pò di continua » |
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| Caterina | |
| Le mosche hanno occhi per guardare dappertutto, i pesci, occhi per guardare a lato, ma gli uomini...gli uomini hanno occhi coi quali possono solo guardare avanti! | |
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| Sergio Castellitto - Giancarlo Iovannoni | |
| "Voi siete la peggior classe che un professore possa augurarsi." Gli alunni, assopiti, non si curano di lui e sono occupati a fare altro. "Ma c'è un'altra cosa che voglio dire" ...Suona la campanella e tutti se ne vanno. | |
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| La giovane Carolina Liquanello sta leggendo un libro di un autore surrealista praghese. Il professore Sergio Castelletto sbircia il titolo in copertina, e commenta | |
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“Retrogusto acre della vendemmia”. Carino, un po’ ridondante…però certe volte è colpa della traduzione. Sai, i traduttori tendono sempre un po’ ad appiattire tutto. L’ha tradotto mia madre dal ceco. |
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Altre frasi celebri del film Caterina va in città
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DVD | Caterina va in cittàUscita in DVD
Disponibile on line da domenica 1 aprile 2007
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Ci sono pure Roberto Benigni, l'ex ministro Giovanna Melandri, Michele Placido, Maurizio Costanzo a rappresentare cortesemente se stessi nella nuova commedia divertente, amara e riuscita diretta da Paolo Virzì a trentanove anni, Caterina va in città, la cui storia condensa due classiche predilezioni del regista: i ragazzini che salvano (o dannano) il mondo; la satira della gente di destra e della gente di sinistra che popola perennemente l'Italia (come nel suo Ferie d'agosto, 1996). Le ambizioni sembrano anche maggiori. » |
di Federico Calamante Duellanti
Caterina, sull'autobus, mostra il biglietto al controllore. Lui la ignora. Cucciolo perduto nella metropoli, Caterina è esclusa dalla più elementare prova di esistenza: la visibilità. Rimbalzata tra pariole e zecche, camuffata dai vestiti che le appiccicano addosso, schiacciata dalle invadenti frustrazioni del padre e dalla passione clandestina della madre (l'amore fra i panni stesi sul tetto, da Scala a Muccino, è il vero "luogo comune" della commedia all'italiana), rischia di perdersi il suo "io di prima". » |
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di Enzo Natta Famiglia Cristiana
Il problema non è stare a destra o a sinistra, ma sopra o sotto”, diceva un comico. Giancarlo, insegnante, vorrebbe star sopra. E gli va stretto il paesino di provincia nel quale vive con la moglie Agata e con Caterina, la figlia tredicenne. Eccolo perciò toccare il cielo con un dito il giorno in cui arriva l’agognato trasferimento a Roma, il luogo giusto per emergere e mettersi in evidenza. Insomma, per star sopra. Nei suoi piani, Caterina è una pedina: una buona scuola, buone amicizie che potrebbero tornare utili. » |
di Paolo D'Agostini La Repubblica
La famiglia Iacovoni si trasferisce a Roma da Montalto di Castro. Giancarlo (Castellitto) è un insegnante che odia studenti, parenti e provincia. Agata (Buy) è provinciale, sottomessa, maldestra. L'adolescente Caterina ama la musica, tace e osserva. L'impatto sarà duro. Frustrato e roso da smanie di rivalsa, Giancarlo manda la figlia al liceo più esclusivo precipitandola nella fossa dei leoni di un confronto destra-sinistra a lei estraneo e giocato tutto tra figlie (parimenti orribili) dell'élite politico-intellettuale, governativa o no tristemente omologata dallo stesso birignao. » |
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