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L'odio |
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Un film di Mathieu Kassovitz.
Con Abdel Ahmed Ghili, Saïd Taghmaoui, Hubert Koundé, Vincent Cassel, Karim Balkhandra.
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Titolo originale La haine.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
b/n
durata 95 min.
- Francia 1995.
MYMONETRO
L'odio
valutazione media:
3,70
su
42
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Gioellino del cinema francese, da molti considerato un vero e prorpio capolavoro, si è aggiudicato il premio per la regia al Festival di Cannes 1995.
![]() Kassovitz osserva la banlieue senza paura di sporcarsi le mani, in un film folgorante, che non dà tregua |
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Annalice Furfari
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Una giornata in una delle tante banlieue parigine. Un giorno uguale a molti altri per l'ebreo Vinz, il maghrebino Said e il nero Hubert. Se non fosse che un loro amico, il sedicenne Abdel, è stato pestato dalla polizia in seguito agli scontri della notte precedente e adesso è sospeso tra la vita e la morte in ospedale. Durante i tumulti, Vinz ha trovato la pistola persa da un agente. Il ragazzo giura che la userà per vendicarsi, nel caso in cui Abdel muoia.
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premi nomination |
Festival di Cannes 1 0 |
E' la storia di un uomo che cade da un palazzo...
giovedì 26 marzo 2009
di I'Para
E'la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani, e a ogni piano, mentre cade, l'uomo non smette di ripetere: "Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene". Ma il problema non è la caduta: è l'atterraggio. E' la storia di una società, la nostra, che cade, cade e cade a precipizio. Sebbene sia consapevole di cadere, fa finta che vada tutto bene, che sia tutto apposto. Il problema arriverà quando ci schianteremo sfracellandoci a terra. E' un film che racconta continua » |
L'odio chiama odio
martedì 18 agosto 2009
di zema89
La haine ovvero l'odio non è altro che un piccolo capolavoro. Piccolo perchè a parer mio passato troppo inosservato, e perchè realizzato con un budget modesto e quindi privo degli effetti speciali o delle immagini computerizzate alle quali ormai tutti sono abituati. Eppure proprio per questo il film si presenta duro e crudo come la realtà, ad eccezione di un bianco e nero che sembra voler rispecchiare l'anima di una società, di un quartiere povero e malfamato in cui non trovano posto pace e serenità, continua » |
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Una gemma underground
domenica 26 settembre 2010
di galaxyofbubbles.blogspot.com
Banlieue parigina, un ragazzo viene pestato a sangue dalla polizia durante un'interrogatorio e finisce in coma profondo..è la fiamma che scatena una violentissima sommossa urbana contro le forze dell'ordine e che fà da premessa a questo rovente film d'esordio di Kassovitz (La Haine). Durante i tumulti un agente perde la pistola d'ordinanza ed è proprio Vinz, un ragazzo del ghetto (giovanissimo Vincent Cassel) ad impossessarsene e a giurare che nel caso in cui continua » |
Non poi così forte come si dice
domenica 5 dicembre 2010
di ralphscott
Stile di ripresa "nervoso",senza fronzoli,montaggio serrato,fotografia livida. Tutto sommato ne esce un buon film,forse in parte già superato. Cassel mostrava già una gran stoffa di attore continua » |
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| Hubert Koundé, frase iniziale | |
| È la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani... A ogni piano, mentre cade, l'uomo non smette di ripetere: "Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene". Questo per dire che l'importante non è la caduta ma l'atterraggio. | |
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| Hubert | |
| L'odio chiama odio! | |
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| Hubert | |
| Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: "Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio. | |
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Altre frasi celebri del film L'odio
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DVD | L'odioUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 24 agosto 2011
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
In bianco e nero, un giorno e una notte nella vita parigina di quei ragazzi della periferia senza studi e senza lavoro e senza niente, isterizzati dal vuoto e dall'assenza d'ogni collocazione sociale, nevrotizzati dalla mancanza di futuro, facilmente delinquenti perché privi di soldi, che in ogni metropoli del mondo mettono tanta paura agli altri, agli integrati. Ventiquattr'ore nella vita dei loro odiati nemici che li odiano, i poliziotti: l'odio reciproco è l'emblema del conflitto tra la società e i rifiutati, gli esclusi dalla società. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Tre sono i "difetti" di Mathieu Kassovitz. A soli 28 anni è del tutto padrone della macchina da presa. Kassovitz è troppo bravo, dunque. Almeno lo è dal punto di vista d'una critica afflitta da volontà di potenza, irritata perché non può distribuire giudizi e voti stando un paio di metri al di sopra dell'opera e dell'autore. In secondo luogo, e dallo stesso punto di vista, Kassovitz è troppo furbo, ha troppo senso dello spettacolo. Invece di abbandonare i suoi personaggi al grigio della periferia, li costruisce, li porta in primo piano, anche inventando per loro situazioni da quasi-commedia. » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Non si conosce davvero Parigi se non si è stati almeno una volta nella banlieue, la sua immensa periferia. Tante città giardino, certo, ma anche tanti ghetti riservati alle ultime ondate di immigrati. Palazzoni tutti uguali, paesi-dormitorio, treni metropolitani che fanno la spola con il centro della città, luogo mitico abitato da gente di altra razza, i ricchi ai quali tutto pare permesso. È qui che cova un odio profondo, generazionale, prepolitico contro una società che sembra escludere in modo inesorabile chi non è fin dall'inizio inserito nel giro giusto. » |
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