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Il cacciatore
Un film di Michael Cimino.
Con Christopher Walken, John Savage, Robert De Niro, Meryl Streep.
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Titolo originale The Deer Hunter.
Drammatico,
durata 183 min.
- USA 1978.
- VM 14
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premi nomination |
Premio Oscar 8 7 |
Golden Globes 1 5 |
Straordinario racconto...
mercoledì 10 ottobre 2001
di Alexis
Un anno prima di "Apocalypse Now", Cimino colpiva al cuore del problema vietnamita, rastrellando ben 5 Oscar e innalzandosi al rango di regista di grande prestigio. "The deer hunter" è questo: tre ore di autentico spettacolo, come da tempo non si vedeva più. Inno ai grandi sentimenti: eroismo, amicizia, violenza. Il film è da considerare tra i più belli mai realizzati grazie alla regia di Cimino e alla superba prova recitativa di De Niro e Walken. continua » |
Quando l'uomo smarisce se stesso...
martedì 22 agosto 2006
di pannone
"Il Cacciatore" di Michael Cimino si colloca sicuramente ai primi posti di una folta filmografia antimilitarista che ritrae senza veli le brutalità dei conflitti che hanno dilaniato il secolo scorso; l'assurdità di ogni guerra raccontata attraverso la più eclatante disfatta del mito americano nel ventesimo secolo: il Vietnam. Le atroci sequenze della roulette russa cui sono sottoposti tre soldati, operai della provincia americana imprigionati dai Viet Cong, Micahel(un meraviglioso Robert De Niro), continua » |
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Il film
lunedì 16 febbraio 2009
di giorpost
La decade degli anni 70 ha regalato al mondo diversi modi per trascorrere ore spensierate, liete, divertenti o spunti culturali di rilievo per scatenare dibattiti, chiacchierate, scambi d'opinione. Oltre alla disco music e ai pantaloni a zampa d'elefante, oltre all'acceso scontro politico (sfociato spesso in spargimento di sangue), oltre al rock graffiante dei Led Zeppelin e dei Deep Purple e a quello sintetizzato/psico/allucinato dei Pink Floyd, oltre tutto ciò, è arrivato nel '78 (per sigillare continua » |
Un inferno di metallo e sentimenti
lunedì 20 agosto 2007
di Shippo
Sangue e ancora sangue;un fiume che porta via vite ma non cancella i sentimenti. Tanti anni sono passati da quando Michael Cimino decide di descriverci la preda e il predatore,l'evoluzione di ciascuno,la loro fine,triste e silenziosa. Anni in cui la gloria ha suggellato questo film,insieme ai suoi attori(De Niro,Merlyl Streep,Walken)e fatto ricordare altri(l'ultima interpretazione sofferta ma decisa di John Cazale,dato che pochi mesi dopo morirà di cancro). Quello che vi parla non è un adulto continua » |
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| La regola di caccia che segue Michael Vronsky (Robert DeNiro) | |
| Ricordati: un solo colpo. Il cervo non ha un fucile, e tu devi sparare un solo colpo. Questà è lealtà! | |
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| L’organizzatore della roulette russa, in Vietnam | |
| Chiec-chiettì, muiaipuassì. Zurian-i-tzentzè! Tunan-i-muaiau-i-u-chienchien! Muwa-muwa-so-ia-so-ia. Minonan. Iaso-iae! | |
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| meryl streep a robert de niro | |
| Avresti mai pensato che la vita sarebbe cambiata cosi tanto? | |
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Altre frasi celebri del film Il cacciatore
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DVD | Il cacciatoreUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 14 novembre 2001
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Tre camerati, appartenenti a una comunità di oriundi russi della Pennsylvania, vengono mandati nel Vietnam: dagli orrori della guerra solo Robert De Niro tornerà integro, ma senza più voglia di sparare nemmeno ai cervi. Degli altri due, uno resterà invalido e il più fragile cercherà la morte in un’assurda ripetizione coatta della tortura inflittagli dai Cong durante la prigionia: la roulette russa. Alla seconda prova come regista dopo Una calibro 20 per lo specialista, Michael Cimino ha imbastito una specie di Guerra e pace in 183 minuti affrontando un vasto affresco di ambiente operaio, insolito per Hollywood, e intercalandolo coti violente immagini della «sporca guerra»poco gratificanti per le due parti in causa. » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Chi al funerale dei grandi miti (il Lavacro giallo, la Pace a stelle e strisce...) non ha indossato l'abito nero dell'orfano, perché a suo tempo si scelse i genitori fra i maestri del dubbio, ha oggi il privilegio di vedere Il cacciatore senza strazi emotivi, e di seguire con qualche distacco le polemiche suscitate dal film. Trova infatti impertinente becchettarsi su un'opera che non ha altro spessore ideologico se non quello intrinseco a ogni colosso hollywoodiano, dove come si sa non è la scelta del campo politico ciò che conta ma la capacità di calare i fermenti di un'epoca negli stampi dello spettacolo, di adoperarli come elementi - fungibili sotto ogni stella - del gran teatro della storia. » |
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