L'odio

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Un film di Mathieu Kassovitz. Con Abdel Ahmed Ghili, Saïd Taghmaoui, Hubert Koundé, Vincent Cassel, Karim Belkhadra.
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Titolo originale La haine. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 95 min. - Francia 1995. - Mikado Film uscita giovedì 21 settembre 1995. MYMONETRO L'odio * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
i'para giovedì 26 marzo 2009
e' la storia di un uomo che cade da un palazzo... Valutazione 5 stelle su cinque
89%
No
11%

E'la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani, e a ogni piano, mentre cade, l'uomo non smette di ripetere: "Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene". Ma il problema non è la caduta: è l'atterraggio. E' la storia di una società, la nostra, che cade, cade e cade a precipizio. Sebbene sia consapevole di cadere, fa finta che vada tutto bene, che sia tutto apposto. Il problema arriverà quando ci schianteremo sfracellandoci a terra. E' un film che racconta uno dei problemi di una società gravemente malata: migliaia di persone, povere, sono relegate, in Francia nelle banlieu, ma anche negli altri stati nelle cosiddette baraccopoli, o negli USA nei ghetti neri come il Bronx. [+]

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zema89 martedì 18 agosto 2009
l'odio chiama odio Valutazione 4 stelle su cinque
85%
No
15%

La haine ovvero l'odio non è altro che un piccolo capolavoro. Piccolo perchè a parer mio passato troppo inosservato, e perchè realizzato con un budget modesto e quindi privo degli effetti speciali o delle immagini computerizzate alle quali ormai tutti sono abituati. Eppure proprio per questo il film si presenta duro e crudo come la realtà, ad eccezione di un bianco e nero che sembra voler rispecchiare l'anima di una società, di un quartiere povero e malfamato in cui non trovano posto pace e serenità, in cui non trovano posto i "colori". I tre ragazzi protagonisti delle vicende sono di origine straniera e giocano a fare i duri in una difficile realtà in cui sono cresciuti, che li ha inevitabilmente condizionati, ma dalla quale se potessero scapperebbero senza alcun ripensamento. [+]

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galaxyofbubbles.blogspot.com domenica 26 settembre 2010
una gemma underground Valutazione 5 stelle su cinque
82%
No
18%

Banlieue parigina, un ragazzo viene pestato a sangue dalla polizia durante un'interrogatorio e finisce in coma profondo..è la fiamma che scatena una violentissima sommossa urbana contro le forze dell'ordine e che fà da premessa a questo rovente film d'esordio di Kassovitz (La Haine). Durante i tumulti un agente perde la pistola d'ordinanza ed è proprio Vinz, un ragazzo del ghetto (giovanissimo Vincent Cassel) ad impossessarsene e a giurare che nel caso in cui il ragazzo in coma perdesse la vita, lui pareggerè i conti uccidendo un poliziotto. Scoprirà poi che prendere una vita non è facile come credeva. [+]

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oldpulp giovedì 29 marzo 2012
il problema non è la caduta ma l'atterraggio. Valutazione 5 stelle su cinque
60%
No
40%

Il film, che ha consacrato il mancato talento di Mathieu Kassovitz, è non solo un gran film, è una metafora su una malsana società, nella quale odio porterà sempre a altro odio, l'uomo cadrà sempre più in basso e ad ogni piano si ripeterà sempre "fino a qui tutto bene" fin quando arriverà alla fine, all'annullamento stesso dell'uomo che, consumato dall'odio profondo verso se stesso, si distruggerà.
La movimentata regia e gli attori sono ottimi, su tutti l'arrabbiatissimo Vincent Cassel e il bravo Hubert Koundè, che è in un certo senso il protagonista del film e l'unica personalità razionale all'interno del gruppo. [+]

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filippo catani martedì 29 aprile 2014
cosa risolve l'odio? Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Banlieue parigina. Tre ragazzi vivono di espedienti fin quando uno di loro recupera una pistola persa da un poliziotto la sera precedente durante gli scontri che hanno ridotto in fin di vita un loro amico. Il giovane ha tutta l'intenzione di volersi vendicare contro l'odiata polizia.
Ambientato all'interno di una singola giornata e in bianco e nero, questo film raccontava con grande lucidità e senza filtri la situazione delle banlieu parigine che qualche anno dopo furono teatro di ferocissimi scontri. La vita è difficile e l'unico scopo pare quello di aggregarsi in bande per lottare contro la polizia. Kassovitz però ci restituisce la complessità di un mondo fatto di improvvisate grigliate sui tetti, murales e break dance. [+]

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noa84 giovedì 22 gennaio 2015
piccola perla underground Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

La storia di un ragazzo pestato a sangue dalla polizia, gesto che accresce ancora di più l'odio dei giovani delle banlieue verso le forze dell'ordine che in quei contesti, allora come oggi dovendo imporre la loro autorità riescono a dare il peggio. Il film offre uno spaccato di vita del ghetto francese, con le dure regole della strada, una triste realtà che fa da cornice ad un' apparentemente normale giornata di questi tre amici che giocano a fare i duri perchè in quell'ambiente è la legge del più forte che va per la maggiore, ma che a tratti suscitano quasi tenerezza e se avessero potuto scegliere non avrebbero certo scelto di nascere e vivere confinati in un ghetto senza speranze per il futuro. [+]

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parsifal giovedì 25 maggio 2017
jusqu'ici tout va bien Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

M: Kassovitz è il demiurgo unico e solo di questa memorabile opera del 1995. Girato in bianco  e nero per motivi di rigore stilistico, al fine di descrivere pienamente, dal punto di vista strettamente visivo, le atmosfere difficili e contrastanti dell' ambiente in cui si svolge gran parte della vicenda narrata, ovvero le banlieu parigine. Inizia tutto prendendo spunto da una vicenda di cronaca; il giovane Abdel, abitante nei sobborghi parigini, viene fermato per un controllo dalle forze dell'ordine e gravemente ferito in corcostanze decisamente poco chiare. Ne segue una rivolta che coinvolge la stragrande maggioranza dei giovani del luogo. Tra loro ci sono i protagonisti del film; Said (Said Thaigoumai) magrebino vispo e dalla battuta pronta, Hubert ( Hubert Koundè)  nero francese di terza generazione e Mathieu ( Vincent Cassel) Ebreo bianco. [+]

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federicomsdelvecchio lunedì 6 novembre 2017
l'odio. un film pasoliniano di kassovitz Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

 Ci sono un nero, un arabo e un ebreo. Non è l’inizio di una barzelletta da Bar dello Sport, sono i protagonisti de “L’odio”, film in cui verrà descritta la loro giornata successiva alla guerriglia con la polizia, causata dal grave ferimento del sedicenne Abdel durante un interrogatorio.
Vinz(Vincent Cassel), Saïd e Hubert sono degli aspiranti rivoluzionari che passano il loro tempo raccontandosi aneddoti, girovagando per le strade della banlieue di Parigi senza meta e fumando qualche spinello. Il senso di noia è amplificato dalla mancanza di dilatazione temporale, infatti il film si sviluppa interamente nell’arco di una giornata. [+]

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brando fioravanti sabato 14 luglio 2012
fino a qui tutto bene Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

Il film si apre con una storia. Un uomo cade dal cinquantesimo piano e ad ogni piano per farsi coraggio dice fino a qui tutto bene,il problema non è la caduta, ma l'atterraggio. Tre giovani di etnie diverse vengono ripresi durante il corso della giornata. Vengono continuamente mostrati gli oarari come se stessero cadendo e la tragedia finale fosse l'atterraggio. I giovani della periferia parigina non hanno un futuro preciso vivono nel disagio e cercano continuamente un identità. Violenti e scontrosi solo come protesta verso una società che li emargina. Fotografia bellissima , scene crude e toccanti per un film che non lascia indifferenti.Dedicata a Giorgio Giannecchini 

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noia1 venerdì 29 settembre 2017
"fino a qui tutto bene ..." Valutazione 5 stelle su cinque
0%
No
0%

Una giornata nella malfamata zona periferica di una città francese, non la peggiore o la migliore, una come tante immerse nella propria cinica quotidianità.
Mathieau Kassovits si è un po’ perso per strada, saranno i soldi o forse l’autocompiacimento solito a cui costringono questi tempi esasperatamente esaltanti. Resta il fatto che quando sul biglietto da visita c’è un film come L’odio vale sempre la pena darci un occhio, penso che se anche nei prossimi vent’anni dovesse continuare a sfornare robaccia come fa da qualche anno a questa parte un illuso come me a sperarci in una sua rinascita lo troverà sempre.
Un’opera sentita e la cu brutalità arriva dritta al cuore perché sì i discorsi sono urlati e lo sfondo orribilmente degradato ma par di stare a teatro, è tutto palesemente grottesco ed ironico ad un livello che la lucida onestà viene fuori senza filtri, non servono d’altronde per quanto l’intera vicenda è scherzosa e sopra le righe. [+]

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