Un’opera entrata di diritto nella storia alta del cinema, summa della pluripremiata ditta Scorsese–De Niro. Ora su TIMVISION.
Se si dovesse indicare la summa della ditta Scorsese – De Niro, molto attiva, credo che il titolo unico sarebbe Toro scatenato (1980). Senza nulla togliere a film come Taxi Driver e New York New York.
Robert e Martin erano fatti per intendersi, con quell’approccio sacrale verso la professione e la vocazione alla ricerca complessa, a volte dolorosa. Il cinema come missione alla quale devi dare tutto se stesso. Come quando, proprio in Toro scatenato, De Niro, fedele al vangelo dell’Actor’s Studio, secondo il quale devi “essere” il personaggio che interpreti, ingrassò trenta chili e, per tornare al peso normale si attenne a una dieta che per poco non lo uccideva.
In quel film interpreta Jake La Motta, il pugile di origine italiana, che divenne campione del mondo dei pesi medi nel 1949. Il titolo glielo tolse Ray Sugar Robinson, eroe massimo di quello sport. La Motta e Robinson si incontrarono sei volte, La Motta vinse una sola volta e anche questo diventava un elemento prezioso nel racconto di Scorsese: un antagonismo furibondo e un complesso doloroso per il (quasi sempre) perdente. Che La Motta fosse davvero un toro, dalla fibra d’acciaio, sta nella realtà: è morto nel 2017, a 96 anni. La domanda è: e se non avesse preso tutti quei pugni?
De Niro aveva trentasette anni e con tanta maniacale palestra presentava un fisico da vero pugile. Scorsese non risparmia niente, nella violenza sul ring e nei disastri della vita privata, famigliare e sociale del pugile. Ricordabili certe sequenze e istantanee: Jake con quella pancia che deborda fra pantaloni e camicia; quando con un martello cerca di estrarre le pietre dalla cintura di campione per impegnarle; le attenzioni della moglie per tenere a bada l’erezione del marito per non compromettere il match del giorno dopo.
La performance di De Niro riesce a distinguersi in un contesto molto ricco e frequentato, le storie dei pugili, che sono sempre “cinematografiche” e hanno visto impegnati attori come Errol Flynn, Paul Newman, Kirk Douglas, Sylvester Stallone, Will Smith e Russell Crowe. Ma la cintura di campione continua a cingere i fianchi di De Niro.
Toro scatenato è un titolo assunto nella storia alta del cinema. Da allora è presente nelle classifiche importanti, ai primi posti. Possiede elementi per entrare nel cartello delle “eccezioni artistiche” grazie anche alla scelta del bianco e nero… violento, che attribuisce al film una drammaticità maggiore.
Nel 1981 concorse agli Oscar con otto nomination, per il film e la regia Scorsese si vide battere da Robert Redford col suo Gente comune. Ci furono legittime polemiche. Ma De Niro nessuno poteva batterlo ed ebbe il premio.