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Patrice Leconte

Patrice Leconte. Data di nascita 12 novembre 1947 a Parigi (Francia). Al cinema il 15 settembre 2022 con il film Maigret. Patrice Leconte ha oggi 74 anni ed è del segno zodiacale Scorpione.

Patrice Lecont-raire

A cura di Fabio Secchi Frau

Jean Rochefort e Daniel Auteuil sono, oltre che i lumi del suo cinema, i suoi migliori amici. Regista di un cinema sconcertante per leggerezza e poesia che è passato da modesto intrattenitore da sala a un impedibile autore di serie A per il suo mix di delicatezza e ambiguità. Patrice Leconte è un maestro dei contrari, da sempre: amore e indifferenza, vita e morte, ascoltatori e parlatori, chi prende il treno e chi li guarda, si alternano in una danza di sequenze che hanno fissato il suo stile con solidità e sensibilità.
Dopo l'infanzia trascorsa a Tours, ha cominciato ad appassionarsi al cinema già nell'adolescenza quando, a soli 15 anni, ha diretto alcuni piccoli filmini amatoriali. Nel 1967, si trasferisce nella capitale francese, dove frequenta l'Istituto di Alti Studi Cinematografici. Collaboratore dei "Cahiers du cinéma", inizia a realizzare alcuni cortometraggi e, contemporaneamente, interviene nella rivista "Pilote", per la quale produce illustrazioni e numerosi spot pubblicitari fra il 1970 e il 1974.
Nel 1976, realizza il suo primo lungometraggio, la commedia Il cadavere era già morto, storia di due poliziotti pasticcioni degli anni Cinquanta, che scoprono un assassinio. La pellicola si segna per il suo lieve umorismo e per aver messo in luce colui che sarà uno dei suoi attori feticcio: Jean Rochefort. Prolifico autore, sarà il regista di una ventina di opere cinematografiche ottenendo un buon successo internazionale, grazie alla sua ironia e alle ambientazioni stravaganti e lontanamente angoscianti. Il cinema di Leconte ha la caratteristica di essere del tutto artigianale, infatti realizza personalmente le inquadrature dei suoi film. «Ho cominciato a fare da solo le inquadrature [...] e da allora non ho più lasciato la macchina da presa a nessuno, semplicemente perché l'inquadratura fa parte integrante della regia». Fra i suoi film più riusciti: Tandem (1987), sempre con Rochefort, L'insolito caso di Monsieur Hire (1989), tratto da un romanzo di Georges Simenon, e per finire l'indimenticabile Il marito della parrucchiera (1990) con la nostra Anna Galiena in una versione sessualmente conturbante. Gli anni Novanta sono gli anni di conferma del suo stile. È un cinema che parla di seduttrici fatali (Il profumo di Yvonne, 1994), ma soprattutto di quell'aristocrazia che si va spegnendo e che, come ben mostra nel suo capolavoro Ridicule (1996), con Fanny Ardant e Rochefort, è viziosa e velenosa. Quattro César, un David di Donatello e una nomination all'Oscar per questa pellicola ambientata nella corte di Versailles, apprezzata per il suo stile asciutto e limpido. Segue La ragazza sul ponte (1999), storia d'amore fra Daniel Auteuil, nella parte del lanciatore di coltelli Boris, e Vanessa Paradis in quella della tentata suicida Adele, girato interamente in bianco e nero e considerato uno dei più bei film sentimentali che la Francia abbia sfornato nell'ultimo decennio di secolo. Mentre il nuovo millennio porta il lento e curioso L'amore che non muore con il trio Juliette Binoche, Emir Kusturica e Daniel Auteuil (che diverrà anche lui uno dei suoi attori feticcio).
Infine, con la grazia sapiente che lo contraddistingue, firma il suo miglior film L'uomo del treno, con Jean Rochefort e Johnny Hallyday, bizzarra storia di uno scambio di vite che vinse il David di Donatello come miglior film straniero. Dirigerà poi Laetitia Casta nel ruolo di una prostituta d'alto borgo ne Rue Des Plaisirs (2002), Sandrine Bonnaire nei panni di una paziente di un finto psicanalista ne Confidenze troppo intime (2004), nonché di nuovo Auteuil ne Il mio migliore amico (2006). Nel 2012 stupisce con un film d'animazione molto particolare, La bottega dei suicidi.
Regista di indubbio talento, da sempre circondato da attori che conoscono bene il loro mestiere, Leconte è decisamente raffinato e prezioso nel suo stile. Non manca mai del "necessaire" che lo fa un autore tipicamente francese: piccante, ideale, sobrio, completo. E ogni sua pellicola è denotata da un tocco di classe inarrivabile, au contraire di molti altri connazionali.

Prossimi film

Ultimi film

Documentario, (Francia - 2004), 80 min.

Focus

APPROFONDIMENTI
giovedì 27 dicembre 2012
Mauro Gervasini

Patrice Leconte, classe 1947, parigino di nascita ma cresciuto a Tours, si dà al cartone animato. La bottega dei suicidi, nelle sale dal 28 dicembre, è il suo primo film di animazione, tratto da una bande dessinée di Jean Teulé. A dire il vero, però, è un ritorno al passato perché in gioventù Leconte fu redattore della più celebre rivista di fumetti francesi, Pilote, che poi Tiziano Sclavi, prima di inventare Dylan Dog, cercò di esportare anche in Italia senza grosso successo

INCONTRI
giovedì 16 giugno 2011
Ornella Sgroi

Sembra timido, Patrice Leconte. Nei suoi abiti informali, dietro gli occhiali da vista leggeri che gli danno un'aria semplice e sofisticata. Molto francese. Seduto in poltrona sul palcoscenico del Palazzo dei Congressi di Taormina, microfono in mano, di fronte alla platea di studenti e giornalisti presenti alla Masterclass, il regista francese non sembra molto a suo agio. Almeno fino a quando non si comincia a parlare di cinema

News

A Gorizia dal 19 al 25 luglio.
Il regista francese torna al cinema con il suo primo film d'animazione.
Il regista di La ragazza sul ponte a Taormina per una masterclass sul cinema.
Dal 27 ottobre all'1 novembre al Cinema Gnomo di Milano.
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