La bottega dei suicidi

Film 2012 | Animazione 85 min.

Titolo originaleLe magasin des suicides
Anno2012
GenereAnimazione
ProduzioneFrancia, Canada, Belgio
Durata85 minuti
Regia diPatrice Leconte
AttoriBernard Alane, Isabelle Spade, Kacey Mottet Klein, Isabelle Giami, Jean Paul Comart, Pierre-François Martin-Laval Laurent Gendron, Pino Insegno, Fiamma Izzo D'Amico, Luca Baldini, Maria Laura Baccarini, Umberto Broccoli, Gabriele Lopez, Alex Polidori.
Uscitavenerdì 28 dicembre 2012
DistribuzioneVidea
MYmonetro 2,32 su 34 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Patrice Leconte. Un film con Bernard Alane, Isabelle Spade, Kacey Mottet Klein, Isabelle Giami, Jean Paul Comart, Pierre-François Martin-Laval. Cast completo Titolo originale: Le magasin des suicides. Genere Animazione - Francia, Canada, Belgio, 2012, durata 85 minuti. Uscita cinema venerdì 28 dicembre 2012 distribuito da Videa. - MYmonetro 2,32 su 34 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes 2012, un esilarante film animato in 3D. In Italia al Box Office La bottega dei suicidi ha incassato 77,7 mila euro .

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Consigliato nì!
2,32/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,95
PUBBLICO 2,02
CONSIGLIATO NÌ
Una commedia nera che sterza e lascia il posto a un elogio della bellezza di vivere.
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 19 dicembre 2012
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 19 dicembre 2012

La crisi sembra senza fine, la città è un crogiuolo di persone sole, imbottigliate nel traffico, ogni cosa è oggetto di multa, persino il suicidio sulla strada pubblica, tutto è grigio e triste. Solo un luogo è ancora frequentatissimo, colorato e più vitale che mai: la bottega dei suicidi di Mishima Touvache e famiglia. Qui, tra corde, veleni, funghi letali e lamette affilate, ognuno può trovare il modo di scrivere con successo la dolce e rapida fine di una vita fallimentare. E gli affari vanno alla grande, almeno fino a quando Lucrèce Touvache non dà alla luce il suo terzogenito: un bambino che è l'incarnazione inaspettata della gioia di vivere.
Nonostante l'humour noir sia nato in Francia, dalle provocazioni surrealiste di Bréton, il luogo dove è cresciuto meglio è indubbiamente il suolo inglese, nella letteratura come al cinema. Il film di Patrice Leconte, suo malgrado, non fa che dimostrarlo.
La libertà espressiva concessa dalla tecnica animata è ben sfruttata: senza esagerazioni, il disegno alleggerisce le dinamiche più macabre e dà ritmo agli eventi all'occorrenza, specie quando il piccolo Alan decidere di scuotere le coscienze dei suoi famigliari e prende l'iniziativa alla lettera. Il tratto guarda invece all'immaginario visivo di Sylvain Chomet, il più amato ed esportato degli animatori francesi, senza però possederne la poesia dei dettagli né il romanticismo amaro. Anche le figurine grottesche di Burton sono senza alcun dubbio ben presenti nella mente di Leconte e collaboratori, ma la filosofia che muove i due registi non potrebbe essere più difforme. Basti pensare ai "diversi" burtoniani, figure solitarie, outsider loro malgrado, che non hanno paura di dialogare con l'aldilà e per questo appaiono strani e oscuri in un contesto di entusiasti di massa: qui, al contrario, la gente è delusa e sofferente, "andarsene" è una soluzione di moda e il diverso è il bimbo che sorride e non si perde d'animo. Troppo in breve, però, la black comedy, che per definizione dovrebbe avvolgere la sala nel malessere e suscitare il riso come un esorcismo, lascia il posto ad un elogio nemmeno troppo giustificato (narrativamente, s'intende) della bellezza di vivere e di fare le bolle di sapone. I teschi che in Burton sarebbero diventati simboli di un diritto all'individualità e di uno scomodo essere "contro", finiscono per dar forma alle dolcissime crêpes dei Touvache e volume ai loro affari, mentre le tristi canzonette monocordi che non danno tregua al film cambiano di soggetto ma restano tristi allo stesso modo.
Modificando il finale rispetto al romanzo firmato da Jean Teulé, Leconte rivendica infine apertamente la volontà di cambiare radicalmente disegno alla favola dolceamara di partenza, ma sono troppe le lacune di sceneggiatura perché non ci si senta un po' truffati. Tuttavia, a meno di non trapassare, nessuno si aspetti di venir rimborsato.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Da un romanzo di Jean Teulé, adattato e dialogato da Leconte, prodotto da Gilles Podesta con musiche di Étienne Perruchon. In una città e in un'epoca imprecisata, un fenomeno collettivo di depressione spinge un numero crescente di adulti a togliersi la vita con soddisfazione della famiglia Tuvache che vende ogni genere di strumento per suicidarsi. Quando M.me Tuvache partorisce il terzogenito Alan, cominciano i problemi: il bambino rivela un'indole allegra e ottimista. Leconte ambienta la storia in una Parigi grigiastra e impoverita, un misto tra il 13° arrondissement e la Corea del Nord (parole sue). Qua e là non mancano trovate originali ma non è un film riuscito. Cade nel manierismo e man mano che procede perde in ritmo e inventiva e si chiude con una lieta fine melensa.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 26 aprile 2013
Linus2k

Lo dico subito: "La bottega dei suicidi" è uno dei peggiori film d'animazione che abbia visto in tutta la mia vita! L'attesa era di una animazione per adulti, una storia noir che avrebbe potuto guadagnare dal disegno quel tono di poesia che solo il disegno sa aggiungere, e dalla Francia mi attendo ormai un cinema d'animazione di grandissima qualità.

mercoledì 2 gennaio 2013
Fabiana Dantinelli

Patrice Leconte ha abituato il pubblico alla stravaganza delle sue pellicole, sempre caratterizzate da un tocco estroso, certamente unico, d'altra parte è stato "l'uomo dietro la macchina da presa" di film come "Il marito della parrucchiera" e l'indimenticabile "La ragazza sul ponte", l'esordio nell'animazione non poteva dunque essere da meno. "La bottega dei suicidi" si presenta quindi con le carte [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 aprile 2013
Sisma

A volte sembra difficile poter giustificare le idee, le motivazioni e soprattutto i propositi che spingono a produrre un’opera artistica, di qualsiasi genere sia. Si può dire che la bottega dei suicidi avesse un soggetto interessantissimo con il quale si sarebbe potuto girare un buon film, ma in pratica l’idea è stata sviluppata in modo imbarazzante.

giovedì 18 luglio 2013
Lynette

La storia è ambientata in una cittadina francese, ai giorni nostri, dove la vita di tutti è deprimente e senza speranza a causa della crisi. Non c'è più nulla da fare, nessuna possibilità di un futuro migliore, alla gente non rimane altro da fare che ricorrere al suicidio. Per questo motivo, solo una famiglia se la cava bene: i Tuvache, propietari della "Bottega [...] Vai alla recensione »

mercoledì 5 giugno 2013
Storyteller

Nell'insieme mi è piaciuto. È un film che conta non tanto per quel che dice apertamente, ma per quello che lascia trapelare. Roboante e squinternato, non va analizzato secondo criteri di logica o profondità intellettuale, ma nell'ottica di un'allegoria provocatoria, contraddittoria (vedi il finale catartico) e quantomai attuale. Qui non si parla di giovani outsiders in conflitto con il mondo, ma [...] Vai alla recensione »

martedì 23 luglio 2013
Giorg99

.  Leconte ambienta la storia in una città sinistra e triste - una sorta di incrocio tra il 13° distretto di Parigi e una città qualsiasi della Corea del Nord -  in cui l'unica oasi di colore è rappresentata dal negozio per aspiranti suicidi. Le facciate dei palazzi sono minacciose e alte e, di conseguenza, il sole non risplende mai nelle strade, rendendo inquietante [...] Vai alla recensione »

sabato 5 gennaio 2013
Luca Salvetti

Ieri sera Leconte ed i suoi produttori hanno letteralmente "scippato" a me ed ai miei tre compagni di sventura - che mi pare concordano con la mia seguente stroncatura totale - la speranza di vedere un film d'animazione quantomeno decente. Purtroppo non è stato così: il film delude pesantemente su tutti i fronti. A partire dalla trattazione del soggetto che, in linea [...] Vai alla recensione »

sabato 29 dicembre 2012
Flyanto

 Film d'animazione dove si narra dello stato di depressione e di crisi esistenziale in cui è caduta la maggior parte degli esseri umani che, per risollevarsi e liberarsi dalle loro quotidiane angosce e malesseri, decidono di terminare la propria vita, recandosi nel negozio della famiglia Touvache e cercare qui un modo a loro più confacente di togliersi la vita.

domenica 30 dicembre 2012
ch.soccini

come da punteggio postato: film decisamente mediocre. per non dire noioso, banale, melenso come nemmeno mary poppins avrebbe potuto essere. nessuno si strappi i capelli se non si riesce a trovare questo cartoon nelle sale e nessuno perda mezza giornata come ho fatto io per vedere l'ultimo lavoro del, comunque, beneamato Leconte. adam, il bambino protagonista del film, controcorrente rispetto alla sua [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 gennaio 2013
kiumbo

Premetto che ho voluto vedere questo film fin dal primo trailer, e che adoro i film d'animazione. Il primo impatto con "la Bottega dei suicidi" è ottima, i disegni sono belli, l'atmosfera della metropoli in cui domina tristezza e grigio è azzeccata, e le automobili ipertrofiche conferiscono quel tocco futuristico/retrò che adoro. 5 minuti dopo, però, già partono con le canzoni, che accompagneranno [...] Vai alla recensione »

domenica 13 gennaio 2013
paolob1977

La cosa che più ricorderò di questo film sono gli 85 minuti di vita sprecati guardando un'opera che è stata una deluzione dall'inizio alla fine, sia dal punto di vista della trama, sia da quello tecnico. Partendo dal secondo punto, vanno evidenziate le traduzioni delle canzoni (bastava lasciarle in francese con sottotitoli, è facile, davvero!).

venerdì 11 gennaio 2013
marioventura

Film decisamente vuoto. Canzoni terribili, probabilmente nella traduzione in italiano diventate pessime. Film vuoto. MI aspettavo molto di piu dal titolo. Un cartone per adulti! il risultato finale un cartone ne' per adulti ne' per bambini.

martedì 1 gennaio 2013
brian77

Non prende mai vita. E ha pure momenti didascalici, terribilmente banali o peggio (addirittura con spottone antifumo senza un minimo di ironia).

sabato 13 luglio 2013
Elveticman1

Mi sono molto sorpreo che un cartone si incentri in parte alla morte (Figurarsi al suicidio), a me è piaciuto il film (nonostante la trama), non per il tema del suicidio, ma per i tentativi dell'ultimogenito ad migliorare la situazione in città ed convinviere la sua famiglia in cui la  trama si capisce sono "pro" al suicidio a convincierli he la vita è bella [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 gennaio 2013
ANIMASAPIEN

Io sono il vero animasapien, ed ho da poco scopetro questa recensione a mio nome; volevo solo sapere CHI HA FALSIFICATO IL MIO ACCOUNT SCRIVENDO RECENSIONI A MIO NOME. A me il film è piaciuto e non scriverei mai roba simile (la mia unica recensione è quella di monkeybone, più qualche commento quà e là). Quindi esorto il colpevole a farsi avanti dato che VOGLIO sapere [...] Vai alla recensione »

sabato 22 marzo 2014
DANIELE 69

Assolutamente mediocre. Forse in mano a Burton sarebbe potuto diventare un quasi capolavoro, ma purtroppo di Tim Burton non c'è traccia. Insopportabili le canzoni che ti accompagnano lungo tutto il film. Una commedia nera che dura 10 minuti e si trasforma in lunga agonia a prescindere del messaggio che in qualche modo si voleva trasmettere e che si può anche condividere. Me [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 gennaio 2013
ANIMASAPIEN

Decisamente brutto come film immagine tetre che potrebbereo sconvolgere un bambino non approvo assolutamente la scelta di volerlo fare come cartone animato. Per poi non parlare di come è stato fatto imaggine poco nitida(in un cartone animato come anno fatto bho) scritte non leggibili o immensamente grandi ecc...... in questo film perartro la depressione te manda già dai disegni ,frasi [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2013
pressa catozzo

Un bel cartone animato con giudizi troppo severi,vuoi dalla critica, vuoi dal pubblico. Quando si è in salute nessuno vuole morire, quando uno sta male altrettanto. Aimè nessuno è eterno e se morire ci rende tristi una nascita ci riaccende il piacere della vita. Si muore di vecchiai, si muore di malattia, si muore per un incidente o ci si ........ BUONA VISIONE credo che tra un po di tempo non mancherò [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2013
Onufrio

Macabro film d'animazione francese ambientato in un mondo molto triste dove tante persone decidono di farla finita; è qui che viene in soccorso la bottega dei suicidi, un negozietto di una famiglia Adams dei giorni nostri che dà gli "ultimi" consigli alla gente che vuol farla finita, soddisfatti o rimborsati, tutto procede bene per la famigliola, ma la nascita del terzo [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 aprile 2013
fabgan

Film carino, sicuramente di gusti difficili, la storia poteva essere sviluppata meglio. Un film che si incentra sul cupo di questa crisi che sta attraversando il mondo, una crisi economica ma sopratutto una crisi esistenziale. In questi casi come accade nella triste realtà che stiamo vivendo la gente più disperata che ha perso la propria voglia di vivere mette fine alla propria vita, si suicida. Vai alla recensione »

giovedì 27 giugno 2013
Fra1980

Molto bella la grafica: ho notato, e ciò mi ha colpita molto, alcuni rimandi (naturalmente resi con stile "fumettistico") a Picasso, De Chirico e Dalì.. Però ha solo questo!!! Pessima la storia: molto monotona e scontata e a tratti troppo ostentata. Orrende le parti musicali: sembrano tutte uguali.. e per la qualità dei testi e della musica sono nettamente troppo [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 maggio 2013
Cenox

Dal trailer mi era sembrata una buona idea, ma mi sono decisamente diovuto ricredere dopo aver visto l'intero film: innanzitutto ciò che non si poteva vedere dal trailer erano le tantissime canzoni che cantano più o meno tutti e che anche a chi piacciono (a me no, a meno che non valgano veramente la pena, vedi Aladdin per esempio!) non possono assolutamente non essere sembrate troppe; [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 dicembre 2012
renato volpone

Il macabro attira sempre e la sala era piena di gente in cerca di orrori e curiosità, ma qualcuno ha abbandonato prima della fine del film. E’ un cartone animato che racconta di un piccolo negozio che, in una società in crisi e depressa, dispensa metodi infallibili per aspiranti suicidi. I metodi sono illustrati con dovizia di particolari, ad esempio quello del sacchetto di plastica [...] Vai alla recensione »

Frasi
"La ruota del destino va e il nostro amore vincerà!"
Marilyn (voce nella versione originale) (Isabelle Giami)
dal film La bottega dei suicidi - a cura di Maria Severini
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Cristina Piccino
Il Manifesto

Preceduto dal divieto ai minori di diciotto anni, poi revocato, l'esordio nell'animazione del regista di Il marito della parrucchiera è arrivato ieri in sala. Protagonista è una assai bizzarra famiglia, il signor Touvache e consorte, che con l'aiuto dei figli mandano avanti la loro bottega anch'essa piuttosto strana. Sugli scaffali ordinati, infatti, i Touvache sfoggiano tutto ciò che occorre per suicidarsi [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Dopo tante inutili polemiche, tutti possono per fortuna recuperare il cartoon anti-natalizio «La bottega dei suicidi» firmato dal regista noto per ben altre performance «dal vivo» Patrice Leconte. Sormontato idealmente dall'epigrafe «Se la tua vita è un fallimento, fai della morte un successo», il film tratto da un romanzo di Jean Teulé è una deliziosa incursione europea nei territori paradossali che [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

L'ultimo film in uscita quest'anno è un cartoon che par poco definire insolito. Tanto da sconcertare la Commissione per la revisione cinematografica che, nei giorni scorsi, aveva imposto al film il divieto ai minori di 18 anni (poi ritirato, su ricorso del distributore Videa). In una città lugubre e tinta di grigio, sotto la morsa della crisi economica, la frequenza dei tentativi di suicidio è di uno [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Tristezza soffocata dal cemento, la gente non vuole più vivere, eppure in mezzo allo sconforto c'è chi fa cassa: "La Bottega dei Suicidi", che Mishima (omonimo del poeta giapponese che fece harakiri) e Lucréce Tuvache gestiscono con i figli. Il segreto del successo? Porte aperte a depressi cronici e disperati con tutto quel che serve per farla finita, e così l'attività del negozio va di lusso.

Thomas Sotinel
Le Monde

La bottega dei suicidi comincia con toni decisamente cupi, con l'andare avanti dei minuti si colora lentamente di rosa, il che non è necessariamente un segno di buona salute. L'emorragia d'inchiostro rosso finisce per rendere anemico un film che per la maggior parte del tempo è comunque interessante e (a momenti) perfino sorprendente. In una città grigia e verticale, che deve molto a Parigi e a New [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Pubblico

Patrice Leconte ha commosso il mondo - quello più radical chic, almeno - con Confidenze troppo intime e aveva nel suo curriculum un paio di gioielli come L'uomo del treno e La ragazza sul ponte. È sempre stato un cineasta raffinato, a volte oltre il limite della leziosità, e bravo nel restituire al pubblico le emozioni che quest'ultimo desiderava sentire.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Un film francese di animazione. Che, contemporaneamente, è anche un musical. Con un'altra singolarità, che è scritto e diretto da un regista fra i più apprezzati del cinema francese, Patrice Leconte, come basterebbero a confermarlo "Il marito della parrucchiera" e "Ridicule", nei Novanta, e, in anni più recenti, "L'uomo del treno" e "Il mio migliore amico".

Vincenzo Cerami
Il Sole-24 Ore

Il protagonista di questo inquietante e coraggioso film francese d'animazione, «La bottega dei suicidi», diretto da Patrice Leconte, si chiama, non a caso, Mishima Touvache ed è proprietario di un negozio in cui sono in vendita strumenti utili per un suicidio sicuro e sbrigativo. Il richiamo, tutt'altro che vago, al grande scrittore giapponese Yukio Mishima, morto suicida nel 1970 nella più teatrale [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La proiezione al Festival di Cannes era blindata: niente giornalisti, solo scolaresche, spiegò l'inflessibile addetto. Il giorno dopo, le polemiche; non tutti i bambini avevano gradito, qualcuno era scoppiato a piangere. Lo scandaletto è tornato in mente quando abbiamo letto del divieto ai minori di diciotto anni, accompagnato dai commenti di chi perlopiù il film l'aveva sentito raccontare.

NEWS
NEWS
giovedì 27 dicembre 2012
Tirza Bonifazi

Superato il rischio del divieto di visione ai minori di 18 anni, e dopo l'anteprima nazionale che si è tenuta al Cinema Fiamma di Roma la scorsa settimana, arriva finalmente in sala il film d'animazione (per adulti) di Patrice Leconte.

VIDEO
lunedì 17 dicembre 2012
Nicoletta Dose

Il regista Patrice Leconte gira il suo primo film d'animazione, dopo aver conquistato, grazie alla commedia ironica Il mio migliore amico e alle tragedie umane L'uomo del treno e Confidenze troppo intime, critica e pubblico internazionale.

GALLERY
giovedì 22 novembre 2012
 

Ispirato all'omonimo romanzo di Jean Teulè, è in arrivo in Italia l'irriverente lungometraggio d'animazione La bottega dei suicidi firmato dal regista francese Patrice Leconte. Si tratta di una commedia noir che racconta un modo diverso di affrontare [...]

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