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Max Schreck

Max Schreck (Maximilian Schreck) è un attore tedesco, è nato il 11 giugno 1879 a Berlino (Germania) e muore il 26 novembre 1936 all'età di 57 anni a Monaco di Baviera (Germania).

Quando nel 1920 il regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau decise di girare un film che avesse come soggetto la trama del romanzo sui vampiri più noto della storia, Dracula di Bram Stoker, la prima cosa di cui si preoccupò fu trovare l'attore adatto ad interpretare il ruolo del protagonista. Con l'aiuto dello sceneggiatore Henrik Galeen, il regista si mise subito in contatto con gli attori più noti del momento: un primo contatto lo portò a vagliare l'ipotesi di affidare la parte ad Alfred Abel, protagonista di alcuni successivi film di Fritz Lang, tra cui Il dottor Mabuse (1922) e Metropolis (1926). Forse le pretese economiche dell'attore costrinsero Murnau a rivolgersi altrove, visto che all'inizio delle riprese, sul finire del 1921, la parte fu affidata al meno noto (almeno dal punto di vista cinematografico) attore di prosa Max Schreck.
Nato a Berlino nel 1879, dopo una lunga gavetta sui palcoscenici di Berlino, Monaco, Erfurt, Brema, Lucerna e Francoforte in numerose e prestigiose compagnie stabili (tra cui quella di Max Reinhart), Max Schreck iniziò la sua carriera cinematografica nel 1920, ingaggiato da Ludwig Berger per interpretare un ruolo in Der Richter von Zalamea. Dopo l'esperienza da protagonista nel film di Murnau (1922), Schreck partecipò a molti altri film sotto la direzione di registi importanti, come Die Finanzen des Grossherzog dello stesso Murnau (1924), Ludwig II, König von Bayern di Wilhelm Dieterle (1930) e Die verkaufe Braut" di Max Ophüls (1932). Sposato con l'attrice Fanny Normann, Schreck morì a Monaco di Baviera nel 1936.
L'ordinanza del tribunale che nel 1922 costrinse Murnau a bruciare tutte le pellicole del suo Nosferatu. Eine Symphonie des Grauens contribuì certamente al diffondersi delle numerose leggende che ancora oggi gravitano attorno a questa pellicola. Tra queste si diffuse la teoria che ad interpretare il ruolo dell'orribile vampiro fosse in realtà lo stesso Murnau (altri dissero che si trattava di Alfred Abel, altri ancora del noto sceneggiatore Hans Ramo). Per un certo periodo si credette che il personaggio nascosto sotto il pesante trucco da vampiro fosse un tale di nome Hans Behal, in quanto nel 1930 venne messa sul mercato una versione sonorizzata e rimontata del film di Murnau intitolata Die zwolfe stunde (La dodicesima ora) in cui alcuni nomi degli attori furono deliberatamente cambiati per non incorrere in nuove questioni legali.
Il fatto che l'attore indicato dai titoli di testa nella versione originale, Max Schreck, fosse poco conosciuto nell'ambiente cinematografico, unito alla forza evocativa del suo nome (che tradotto in italiano suona più o meno come "Massimo Spavento"), fece sì che le leggende sul suo conto si diffondessero a tal punto da offuscare totalmente la realtà. Qualcuno arrivò perfino a sostenere che si trattasse di un vero vampiro scovato da Murnau in qualche vecchio castello cecoslovacco. Proprio su quest'ultima teoria bizzarra si basa la sceneggiatura dell'interessante film L'ombra del vampiro (2001) di Elias Merhige con John Malkovic (Murnau) e Willem Dafoe (Schreck).
Al di là delle leggende, oggi sfatate dalla documentazione offerta dagli archivi dei teatri berlinesi, Max Schreck è comunque destinato a restare nella storia del cinema: il suo mito è infatti ancora vivo e vegeto, come dimostra l'omaggio tributatogli dal regista Tim Burton, che nel 1992 battezzò col suo nome il cattivo capitalista nemico di Batman in Batman - Il ritorno.
L'orrendo vampiro di Max Schreck, avvolto in una vestaglia nera e caratterizzato dal disgustoso aspetto rattiforme, è ancora oggi ben impresso nel nostro immaginario. Infatti nessun altro attore, neppure Bela Lugosi o Christopher Lee, seppero offrire una lettura così sconvolgente del personaggio di Stoker. Solo Klaus Kinski, ricalcando proprio la maschera di Schreck e sotto la sapiente guida di un genio visionario come Werner Herzog, seppe riproporre il personaggio con tanta efficacia. Cranio rasato, lunghi artigli, ombre inquiete, sono ancora oggi i tratti distintivi di un vampiro orrendo ma affascinante nel senso più morboso del termine.
Nell'immaginario pubblico l'immagine del Nosferatu di Murnau si impose al punto che quando negli anni Quaranta il vignettista americano Charles Addams decise di dar vita alla sua insolita (e omonima) famiglia di pseudo-mostri non resistette alla tentazione di prestare i suoi tratti somatici allo scombinato Zio Fester (interpretato nella serie televisiva da Jackie Coogan e nella trasposizione cinematografica da Christopher Lloyd).

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