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George Takei

George Takei è un attore statunitense, è nato il 20 aprile 1937 a Los Angeles, California (USA). George Takei ha oggi 85 anni ed è del segno zodiacale Ariete.

Il volto di Sulu, mitico timoniere di Star Trek

A cura di Annalice Furfari

Impossibile ricordare George Takei per un ruolo diverso da quello che gli ha donato la fama mondiale: per tutti lui è Hikaru Sulu, timoniere della mitica nave stellare Enterprise di Star Trek, una delle serie tv più popolari di tutti i tempi. Eppure, questo attore americano di origini giapponesi è stato protagonista di una carriera basata su ruoli più vari rispetto a quella di molti dei suoi colleghi di Star Trek. Nel 2007 gli è stato dedicato l'asteroide "7307 Takei", a suggello di un successo realmente spaziale.

Gli esordi alla fine degli anni Cinquanta
George Takei nasce a Los Angeles il 20 aprile 1937. Figlio di una coppia di origini giapponesi, ha per padre un agente immobiliare con la passione per l'Inghilterra, che decide di chiamare il figlio in onore del re Giorgio VI, incoronato proprio nel 1937. Nel 1942 la famiglia di Takei viene spedita a Rohwer, un campo di internamento per giapponesi americani in Arkansas, dal quale è poi trasferita nel "Tule Lake War Relocation Center" della California. Questa, per il piccolo Takei, che ha appena cinque anni, è un'esperienza molto dolorosa, che si conclude solo alla fine della Seconda guerra mondiale, quando torna a Los Angeles con i genitori. La città del cinema, con i suoi set seducenti, plasma i sogni adolescenziali di Takei, che coglie ogni occasione, a partire dalle recite scolastiche, per mettere alla prova la sua precoce ambizione cinematografica. Dopo il diploma si iscrive all'Università di Berkeley, in California, dove studia Architettura. In seguito frequenta l'Università di Los Angeles, dove consegue il diploma di Arti teatrali nel 1960 e poi si specializza con un Master nel 1964. In seguito, si perfeziona all'Istituto "Shakespeare" di Stratford-upon-Avon, in Inghilterra, alla Sophia University di Tokyo e presso il Workshop Desilu a Hollywood. Intanto, Takei inizia a lavorare negli Studios: prima doppia cartoni animati giapponesi per la MGM, poi ottiene un piccolo ruolo in un episodio della serie tv Playhouse 90 (1959) e successivamente viene notato da un direttore casting della Warner Bros, che gli offre di recitare in un lungometraggio cinematografico, Lo zar dell'Alaska (1960) di Vincent Sherman, dramma ambientato in Alaska alla fine della Seconda guerra mondiale, con Richard Burton. Takei riesce a realizzare il sogno di diventare attore a Hollywood negli anni Sessanta, in un periodo in cui i volti asiatici in televisione o sul grande schermo sono molto rari. Eppure, lui appare al fianco di star come Jeffrey Hunter in All'inferno per l'eternità (1961) di Phil Karlson, Alec Guinness ne Il molto onorevole ministro (1962) di Mervyn LeRoy, James Caan in Linea rossa 7000 (1965) di Howard Hawks, Cary Grant nella sua ultima apparizione, Cammina non correre (1966) di Charles Walters, e John Wayne, nelle vesti di regista e attore, in Berretti verdi (1968), ambientato durante la guerra in Vietnam e accusato di aver glorificato le imprese degli americani nel corso di quel controverso conflitto. Takei ottiene poi dei piccoli ruoli in due commedie di Jerry Lewis, Il ciarlatano (1967) e Scusi, dov'è il fronte? (1970).

Il fenomeno di culto di Star Trek
Il successo e la popolarità per Takei arrivano in seguito al 1964, quando il giovane produttore Gene Roddenberry lo scrittura per il ruolo di Sulu nell'episodio pilota della serie televisiva Star Trek (1966) e subito dopo per la serie stessa. Il produttore della NBC è deciso a formare un cast multietnico per quello che sarebbe diventato un autentico fenomeno di culto, la più celebre serie tv spaziale di tutti i tempi. Takei interpreta il tenente Hikaru Sulu, timoniere che guida l'astronave Enterprise nel suo viaggio per l'universo, alla scoperta di nuovi mondi e sconosciute forme di vita. Sebbene all'inizio la serie non riscuota grande successo, l'ultima puntata, trasmessa il 3 giugno 1969, genera un passaparola che convince i vertici del network a riprogrammarla in tutto il mondo, dove iniziano a proliferare i fan club. Quello di Star Trek è un successo lungo più di trentacinque anni, che ha prodotto oltre cento romanzi, una serie di cartoni animati, una collana di fumetti, un parco a tema a Los Angeles e una mostra itinerante che ha girato il mondo per più di cinque anni. Takei ha preso parte a questo fortunatissimo progetto riprendendo il ruolo di Sulu anche al cinema, nei primi sei film tratti dalla serie, a partire da Star Trek (1979) di Robert Wise, per finire con Star Trek VI: Rotta verso l'ignoto (1991) di Nicholas Meyer, che ha lasciato il testimone al cast della serie Star Trek: The Next Generation (1991-1997). L'attore ha, inoltre, doppiato il personaggio di Sulu nella serie tv di animazione tratta da Star Trek (1973-1974).

Dopo Star Trek
Per Takei non è facile scrollarsi di dosso il personaggio di Sulu e, al termine di Star Trek, la sua carriera di attore subisce una battuta d'arresto. Forse è per questo che decide di ampliare i propri interessi, dedicandosi alla corsa come maratoneta, alla letteratura (nel 1979 scrive con Robert Asprin il libro di fantascienza "Mirror Friend, Mirror Foe") e alla politica. Nel 1973, infatti, corre per la carica di sindaco di Los Angeles e, anche se perde per poco, viene nominato membro del consiglio di amministrazione della Southern California Rapid Transit District, dove presta servizio fino al 1984, contribuendo ai progetti per la metropolitana. Sposato nel 2008, con rito buddhista, con il suo compagno di sempre, Brad Altman, Takei è attivista per i diritti degli omosessuali, come conferma la sua presenza nel documentario 8: The Mormon Proposition (2010) di Reed Cowan e Steven Greenstreet, incentrato sulla lotta della Chiesa mormone contro i progetti di parificazione del matrimonio omosessuale negli Stati Uniti. Takei si batte anche per i diritti dei giapponesi che vivono in America. Seppur con minore intensità rispetto ai decenni precedenti, negli anni Novanta e Duemila l'attore porta avanti anche la sua carriera cinematografica e televisiva. Nel 1990 incarna il viceammiraglio Baron Takahashi nel drammatico Giuramento di sangue di Stephen Wallace, storia di un capitano dell'esercito australiano, avvocato nelle vita civile, che nel 1946 denuncia il comandante giapponese di un campo indonesiano dove, durante la Seconda guerra mondiale, sono stati massacrati più di trecento prigionieri. In tv lo vediamo in innumerevoli camei in diverse serie e sitcom di successo, come Futurama e Will & Grace. Con il suo timbro baritonale diventa una delle voci immediatamente riconoscibili del programma radiofonico "The Howard Stern Show", molto popolare negli Stati Uniti. Naturale poi che i suoi trascorsi gli portino ruoli in film di fantascienza, come Oblivion (1994) di Sam Irvin e il suo sequel, Oblivion 2: Backlash (1996). È, inoltre, uno dei doppiatori del cartone animato Disney Mulan (1998) di Barry Cook e Tony Bancroft, oltre che dei popolarissimi Simpson. Dal 2007 al 2010 Takei interpreta Kaito Nakamura nella serie televisiva di successo della NBC Heroes, che racconta le storie di persone normali che scoprono di possedere capacità sovrumane. Kaito Nakamura, che compare in tutte le quattro stagioni della serie, è un uomo d'affari giapponese, padre di uno dei personaggi principali, Hiro, il giovane, grande fan di Star Trek, che scopre di poter viaggiare nel tempo e nello spazio. Nel 2011 Takei torna al cinema per interpretare l'enigmatico professore di Economia Ed Matsutani nella commedia sentimentale L'amore all'improvviso di Tom Hanks, storia di un uomo di 45 anni che perde il lavoro in un ipermercato e decide di iscriversi all'università, dove si invaghisce di una bellissima professoressa. Nel 2013 l'attore dà voce al software di intelligenza artificiale della macchina del tempo S.T.E.V.E. nel film di animazione Free Birds - Tacchini in fuga di Jimmy Hayward.
Mite e gentile, Takei brilla per simpatia sui social network. Infatti, la sua pagina Facebook ha attirato oltre cinque milioni di "followers", con i suoi post umoristici, spesso legati alla fantascienza, alla cultura gay e alla satira politica, che gli hanno permesso di conseguire l'appellativo di "tipo più divertente su Facebook".

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