Furore

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Un film di John Ford. Con Henry Fonda, John Carradine, Jane Darwell, Charley Grapewin, Doris Dowdon, Mae Marsh.
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Titolo originale The Grapes of Wrath. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 129 min. - USA 1940. MYMONETRO Furore * * * * 1/2 valutazione media: 4,80 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

NEWS | Un viaggio con alcuni dei principali film tratti da opere di autori che hanno vinto il Nobel.

La mente vola al loro stretto rapporto col cinema

sabato 12 ottobre 2019 - Pino Farinotti

I nobel per la letteratura: la mente vola al loro stretto rapporto col cinema La scrittrice polacca Olga Tokarczuk ha ottenuto il Premio Nobel per il 2018, non attribuito per le dimissioni di sei membri dell'organizzazione, legate ai presunti abusi sessuali commessi dal marito di una delle componenti dell'Accademia. Così le sarà consegnato quest'anno. Con lei il vincitore 2019 l'austriaco Peter Handke. Il Nobel letterario, su MYmovies, non può non evocare i film derivati dagli scrittori vincitori nei decenni. Ce ne sono molti naturalmente e spesso, non sempre, di qualità.

   

TELEVISIONE | In prima serata alle 21:00 un capolavoro metaforico, divertente e citazionista dei fratelli Coen.

Dove sei?, il film stasera in tv su iris

venerdì 23 giugno 2017 - a cura della redazione

Fratello, dove sei?, il film stasera in tv su Iris Tre galeotti (ma erano dentro per piccole cose) evadono. Sono Ulisse Everett (Clooney), Delmar (Nelson) e Pete (Turturro), incontrano un vecchio cieco che prevede che la loro ricerca (un bottino nascosto) finirà quando vedranno una mucca su un tetto. Incontrano un gruppo di fedeli che si battezzano in un fiume; un nero che ha venduto l'anima al diavolo per suonare la chitarra; poi incidono una canzone - cantano benissimo - su un disco rudimentale. Partecipano a una rapina col gangster pazzo Faccia d'angelo, si fanno derubare da un venditore di bibbie.

   

FOCUS | Ho visto The Hateful Eight e mi ha colpito, ma non vuol dire che mi sia piaciuto. È legittimo, il mio ultimo film è di 52 anni fa e i nostri stili sono diversi: per cominciare, le parole...

Che peccato… con tutto quel talento

venerdì 19 febbraio 2016 - John Ford

Caro Tarantino, che peccato… con tutto quel talento Da qui, dove sono ormai da tanto tempo, mi tengo informato, soprattutto su cose che possono in un certo senso riguardarmi, e interessarmi. Lo sapevo che hai grande successo, e che sei bravo, anche se i nostri stili non possono essere più diversi. Ma è legittimo, il mio ultimo western è di 52 anni fa. Il tuo film mi ha... colpito, questo non vuol dire che mi sia piaciuto. Per cominciare, le parole. Oh my Goth, quante! Ti dico che i miei John Wayne, Henry Fonda, James Stewart, Richard Widmark, William Holden e magari qualche altro, messi tutti insieme in tutti i miei film ne hanno pronunciate meno dei tuoi Samuel L.

FOCUS | ONDA&FUORIONDA di Pino Farinotti.

Qualcosa di personale

lunedì 8 giugno 2015 - Pino Farinotti

Fury, la guerra di Pitt: qualcosa di personale Il tank Fury, comandato dal sergente Brad Pitt, è sopravvissuto all'Africa, alla Normandia, ha attraversato la Francia, entrato in Germania e punta su Berlino. Il carro è un mezzo superato dagli omologhi tedeschi, ma il comandante compensa col coraggio, la competenza e la fede. E con la violenza. Abbiamo visto molti film su quella guerra, con gli alleati infinitamente più valorosi, organizzati, "cavallereschi" del nemico. Hollywood voleva rimandare quell'indicazione, soprattutto nei titoli prodotti negli anni della guerra.

   

FOCUS | ONDA&FUORIONDA di Pino Farinotti.

Dal libro al film con sentimento

domenica 22 marzo 2015 - Pino Farinotti

Suite francese: dal libro al film con sentimento Suite francese è il film diretto da Saul Dibb tratto dal romanzo di Irène Némirovsky, scrittrice nata in ucraina, francese per professione. Era di religione ebraica e la sua conversione al cattolicesimo non la salvò da Auschwitz, dove morì nel 1942. Il titolo è diventato un bestseller e un caso. In senso positivo per cominciare: sta avendo grande successo nelle sale. Suite francese è perfetto come modello di letteratura tradotto dal cinema. Una digressione. Il rapporto fra cinema e letteratura è sempre stato stretto e tormentato.

   

FOCUS | ONDA&FUORIONDA di Pino Farinotti.

Che non c'è, di clint eastwood

lunedì 12 gennaio 2015 - Pino Farinotti

L'ideologia, che non c'è, di Clint Eastwood Molta dialettica intorno ad American Sniper, il film di Clint Eastwood. I termini ricorrenti sono "eroe" e "ideologia". Narrasi la vicenda di Chris Kyle, soldato texano, dall'impressionante mira, che entra nel corpo speciale dei Navy Seal, viene spedito in Iraq e uccide 160 nemici "ufficiali", forse 250. La definizione di eroe americano è stata discussa, appunto, e "concettualmente" contestata. Insomma una parte di utenza, chiamiamola così, dice: come si può definire eroe quello che di fatto è un killer, che magari uccide dei bambini.

   

APPROFONDIMENTI | Sempre dalla parte degli umili, un cineasta dalla forte coerenza pubblica.

Ken loach

mercoledì 12 dicembre 2012 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Ken Loach Anche il John Ford di Furore o La via del tabacco era definito populista. Il termine, che indicherebbe un'attitudine alla lettura semplificata, viscerale e superficiale degli eventi politici, è in senso fordiano un sentimento al quale declinare stile e narrazione. L'adesione empatica agli umili e alle loro vicende. Vale il discorso anche per Ken Loach? Pensando a un film come Piovono pietre (1993), il suo capolavoro (ma chi scrive ama molto Sweet Sixteen, del 2002), sì. Grazie anche a una perfetta scenografia di Jim Allen, meno didascalico dello scrittore braccio destro del regista Paul Laverty, il film utilizza la forza di un genere, la commedia, in senso fordiano, come veicolo di empatia verso individui mai stereotipizzati (eccelle, in questo senso, il prete).

   

FOCUS | I migliori film scelti dai critici... non sono i migliori.

Onda&fuorionda di pino farinotti

domenica 2 settembre 2012 - Pino Farinotti

ONDA&FUORIONDA di Pino Farinotti La settimana scorsa ho analizzato i 10 film migliori di tutte le epoche secondo la classifica dettata dal magazine "Sight and Sound", che farebbe testo. La riproduco. 1. La donna che visse due volte (Hitchcock, 1958) 2. Quarto potere (Welles, 1941) 3. Tokyo Story (Ozu, 1953) 4. La regola del gioco (Renoir, 1939) 5. Aurora (Murnau, 1927) 6. 2001: Odissea nello spazio (Kubrick, 1968) 7. Sentieri selvaggi (Ford, 1956) 8. L’uomo con la macchina da presa (Vertov, 1929) 9. La passione di Giovanna d’Arco (Dreyer, 1927) 10.

   

FOCUS | Pino Farinotti scrive al critico televisivo del Corriere della Sera.

Lettera ad aldo grasso

venerdì 18 febbraio 2011 - Pino Farinotti

Lettera ad Aldo Grasso Caro Aldo Grasso. La premessa non può che essere questa: lei è competente e autorevole, uno che ha fondamentalmente ragione. Le dico che, come molti, mi sento garantito da lei. Naturalmente non voglio beatificarla, non le renderei un buon servigio. Nel tempo si è accreditato con le sue opinioni e indicazioni, e con le sue critiche, dirette e perentorie. Condivisibili. Mi permetto di dire che non è difficile criticare perentoriamente la televisione italiana, lo spazio c'è, vastissimo, ma lei ci mette del suo, intelligenza e ironia.

   

FOCUS | Non basta criticare, ci vogliono proposte, lo dicono tutti. Di Pino Farinotti.

Come il cinema ci salverà dalla tivù

lunedì 14 febbraio 2011 - Pino Farinotti

Come il cinema ci salverà dalla tivù Premessa Non posseggo gli strumenti di Renato Mannheimer, ma grazie a un sondaggio personale, magari empirico, ma certo sufficientemente credibile, mirato alla televisione e ai televisivi sulla bocca e negli occhi di tutti, non ho dovuto testare tanti soggetti per avere un risultato, è bastato un campione piccolo. L'indirizzo è parso subito chiaro e posso affermare quanto segue: Fedi, Vespe, Santori, Fiori, e tanti altri, e poi grandi fratelli e roba pomeridiana di pensiero neppure debole, di nessun pensiero.

   

FOCUS | L'eroe, lo sport, la politica.

Come eastwood racconta mandela

lunedì 1 marzo 2010 - Pino Farinotti

Invictus: come Eastwood racconta Mandela Sono molti gli aspetti che riguardano Invictus, il primo è diretto su Clint Eastwood ed è in chiave politica: perché il regista, dichiarato repubblicano, ha voluto affrontare un tema che non poteva che risolversi con una sorta di apologia? È una falsa domanda, semplicemente perché quando trattasi di Eastwood, la politica deve essere riletta. Si parla di contenuti, di personaggi e di eroi. Senza altre implicazioni che non siano quelle umane e della legittimità del racconto. Clint ha sempre avuto un debole per gli eroi.

FOCUS | Riflessione su Le ombre rosse.

Maselli e le sue ombre rosse

lunedì 7 settembre 2009 - Pino Farinotti

Maselli e le sue ombre rosse Ho visto Le ombre rosse di Citto Maselli. In sala c'ero io e un altro. I giovani di un centro sociale che si chiama "Cambiare il mondo" incontrano il professor Siniscalchi vecchio, storicizzato intellettuale comunista. Potrebbe nascerne un progetto di enorme impatto, persino di sostanza, ma poi tutto si arena in una palude di chiacchiere, dei giovani e dei vecchi compagni del professore. Il film è evocativo, a cominciare dall'estetica quasi violenta. Le prime immagini del centro sociale richiamano un girone dell'inferno.

FOCUS | Una rilettura non convenzionale della storia del cinema secondo Farinotti.

Quando eravamo i più bravi del mondo

venerdì 10 luglio 2009 - Pino Farinotti

Storia 'poconormale' del cinema: quando eravamo i più bravi del mondo Nel film I protagonisti di Altman il produttore Griffin (Tim Robbins), per incontrare uno sceneggiatore si reca a Pasadena, in una certa sala cinematografica dove proiettano Ladri di biciclette, in programmazione da anni. Pasadena, California, Hollywood, la terra del cinema che onora Vittorio De Sica. È un segnale importante, una legittimazione assoluta. Il posto del sogno e delle stelle privilegiava una vicenda di povertà italiana. I film colorati, coi modelli belli come divinità lasciavano posto a un'estetica opposta, povera com'era la realtà italiana di quel tempo.

FOCUS | In Gran Torino il regista-attore rivede idee e sentimenti.

Un americano "americano"

lunedì 23 marzo 2009 - Pino Farinotti

Clint Eastwood, un americano Nel suo film Gran Torino Clint Eastwood si chiama Kowalski. Eastwood è un regista assolutamente rigoroso, quasi pedante, non lascia nulla al caso, dunque la scelta di quel nome ha una ragione, e un'ispirazione. Stanley Kowalski, è notorio, è il protagonista di Un tram che si chiama desiderio, il dramma di Tennessee Williams. Stanley venne subito identificato, nella pièce e nel film, con Marlon Brando. Trattasi di uomo rozzo e violento, tutto istinto e niente cultura, sposato con Stella, che ospita a casa sua la cognata Blanche, donna del sud, romantica e sognatrice, anche se nasconde traumi e vizi pesanti.

NEWS | Esce "Ford at Fox", 24 opere del maestro del western con molti inediti.

Un prezioso cofanetto

venerdì 7 dicembre 2007 - Chiara Renda

John Ford, un prezioso cofanetto È stato uno dei più grandi registi di tutti i tempi, e sicuramente il più importante regista di western. È stato un maestro per un altro maestro come Orson Welles, il quale una volta ha dichiarato: "Ho imparato a fare film studiando i Vecchi Maestri, e con questo intendo John Ford, John Ford e John Ford". Esce in questi giorni in America un cofanetto contenente 24 degli oltre 50 capolavori realizzati dal maestro del western, molti dei quali fanno il loro debutto su dvd: "Ford at Fox", disponibile online al prezzo di 209.

   

NEWS | Si spengono insieme Bergman e Antonioni, due maestri della settima arte.

Addio al regista della crisi

martedì 31 luglio 2007 - Pino Farinotti

Antonioni, addio al regista della crisi Bergman e Antonioni. Un'uscita quasi contemporanea. Ricordo una vicenda simile esattamente trent'anni fa. Charlie Chaplin e Howard Hawks se ne andarono così, vicinissimi. E Chaplin purtroppo vampirizzò Hawks. Lo spazio dedicato all'americano era già saturo del ricordo e della commozione del giorno prima, quando tutti ci eravamo accorti che non solo avevamo perso un eroe massimo, ma il Cinema stesso, perché Chaplin era il Cinema e Hawks semplicemente un grande regista. Se si potessero misurare gli spazi dedicati dai media a Bergman e ad Antonioni, prevarrebbe certo lo svedese, che è un autore del mondo, che potrebbe far parte di una ristrettissima selezione di icone, se esistesse un monte Rushmore dei registi.

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