Dizionari del cinema
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
lunedì 28 settembre 2020

Articoli e news Paola Cortellesi

46 anni, 24 Novembre 1973 (Sagittario), Roma (Italia)

Al Giffoni l'attrice romana si conferma la più amata dagli italiani.

Tutti pazzi per la Cortellesi

Tutti pazzi per la Cortellesi Per Paola Cortellesi è stato un anno indimenticabile. Dopo tanta gavetta è diventata, quasi senza accorgersene, la più amata dagli italiani. E dalle italiane. Adulti e bambini. Per lei – fresca di David di Donatello e Ciak d’oro - un’ovazione al Giffoni Film Festival, applaudita dai ragazzi che l’hanno scoperta in tv con "Zelig" ma anche dai loro fratelli maggiori che l’hanno amata quest’anno in tre pellicole, Femmine contro maschi di Fausto Brizzi, Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno e C’è chi dice no di Giambattista Avellino.
La amano gli uomini, perché è indiscutibilmente una bella donna e non lo ostenta, la amano le donne perché è intelligente e non lo nasconde. Lei si concede, firma decine di autografi e nessun ospite, fino a oggi, ha preso seriamente quanto lei la missione. Parla a lungo con i bambini, sorride a tutti, si lascia fotografare da chi la ferma per strada. Poiché ha il dono di un bel cervello, risponde serena a ogni domanda dei giornalisti, anche a quelle più spinose che tentano di metterla contro la collega Vanessa Incontrada. Solo a una domanda si rifiuta di dire la verità. Ma i suoi occhi radiosi non sanno mentire. E chi l’ha vista in quel momento arrossire, ma solo per un istante, sa che nel suo futuro, oltre al lavoro, c’è un progetto altrettanto importante.

Qual è la sua opinione sul Giffoni Film Festival?
Ce ne vorrebbero tanti, di festival così. È una bellissima maratona che riunisce artisti di ambienti diversi, e che ha in programmazione film stupendi come In un mondo migliore di Susanne Bier. È fondamentale che i giovanissimi vedano un film di quel genere a questa età.

Lei ha successo al cinema, in radio, in tv. Ha ancora bisogno del teatro?
Certo. Mi sono dedicata al mio ultimo spettacolo per 3 anni, perché amo il teatro e perché volevo ricambiare l’affetto del pubblico. A teatro hai davvero la sicurezza che lo spettatore ti abbia scelto, che esca di casa per vedere te e soltanto te.

Infatti con Gli ultimi saranno gli ultimi ha messo a segno 189 repliche. È record?
Non credo. Il testo era scritto da Massimiliano Bruno, mio collega, amico e regista di Nessuno mi può giudicare. È la storia che ha funzionato: era il racconto tragicomico e umoristico, trattato col registro della commedia, di una precaria incinta che è tra i primi silurati per smaltire il personale di una fabbrica.

Tornerà anche al cinema con Massimiliano Bruno?
Lui sta scrivendo il prossimo film e spero davvero di essere coinvolta. Ma non è detto. Di certo, a meno che non ci cada un meteorite sulla testa, prima o poi torneremo a lavorare insieme.

Al cinema meglio comica o drammatica?
Mi piace molto cambiare registro e ruoli. L’importante, comunque, non è tanto il registro che bisogna usare quanto la storia che si deve a raccontare.

Come giudica l’esperienza a "Zelig"?
Benissimo. Ma "Zelig" funzionava anche senza di me, grazie soprattutto al grande mattatore Claudio Bisio. Quella sì che è una scuola tutta italiana, una rassegna di comici divertenti e professionali.

Per Vanessa Incontrada, che ha lavorato prima di lei a "Zelig", l’ambiente è maschilista.
Posso parlare della mia esperienza personale. Conosco Vanessa solo artisticamente e non so commentare le sue dichiarazioni. L’ambiente a "Zelig" per me è ideale, non credo che sia maschilista.

Tornerà alla conduzione del programma?
Sì, ripeterò l’avventura in tv l’anno prossimo. Gli autori mi hanno chiesto di aggiungere un pizzico di varietà all’italiana alla trasmissione. È un’occasione unica che mi rende felice, perché spettacoli come "Fantastico" erano un’eccellenza nel nostro paese, e recuperarli attraverso "Zelig" non sarebbe male.

In tv ha floppato solo su Rai Tre. Ha capito perché?
Non ho idea di come funzioni il calcolo dello share. Noi abbiamo fatto del nostro meglio nell’unica rete che ce lo permetteva, soprattutto grazie a Ruffini che ci lasciava una grande libertà d’espressione. Quello show non era affatto facile. Abbiamo scelto di portare in video cose più teatrali e meno televisive, e per questo credo meno digeribili.

Della fiction cosa pensa?
Le due fiction cui ho partecipato, quella su Maria Montessori e Le cose che restano, erano bellissime e dedicate a grandi momenti storici. Adesso farò una parte in Tutti pazzi per Amore, perché mi piace fare qualcosa di musicale. Funny Girl è uno dei miei film preferiti, vorrei tanto diventare una nuova Barbra Streisand.

È vero che sarebbe vicina al matrimonio?
Eddai.…

   

Cortellesi e Argentero in un film di denuncia sulle raccomandazioni.

Si può dire no: anche alla commedia all'italiana

Si può dire no: anche alla commedia all'italiana C’è chi dice no, un titolo che è tutto un programma. In sala dall’otto aprile, il film di Giambattista Avellino con Luca Argentero, Paola Cortellesi e Giorgio Albertazzi, dice no a molte cose. No alla risata fine a se stessa e no alla stucchevole leggerezza con cui da tempo si dipinge la giungla del precariato, bomba sociale addomesticata dalla nuova commedia all’italiana che in questo film non esplode ma scoppietta, meno innocua del normale. No ai raccomandati nel cast, e la garanzia è nei nomi: prima di tutti quelli di Paola Cortellesi e Luca Argentero, due vittime del piccolo schermo abilitate con sospetto al cinema dalla lunga gavetta delle fiction. E no all’happy-happy end, nessuna rassicurante pacca sulle spalle prima di uscire dal cinema, perché al centro del film c’è un dramma, la raccomandazione e il precariato, «che abbiamo scelto di raccontare dopo aver osservato situazioni analoghe a quelle del film vissute sulla pelle di molte persone care - ha detto il produttore Marco Chimenz - che ci hanno spiegato come funzionano questi meccanismi umilianti nelle università e negli ospedali, e il torbido sistema dei concorsi»

Con Nessuno mi può giudicare, l'attrice affronta con leggerezza un argomento scottante.

Cortellesi, escort per fiction

Cortellesi, escort per fiction «Il film l’abbiamo scritto un anno prima che scoppiasse lo scandalo dell’Olgettina»: alla conferenza stampa di Nessuno mi può giudicare, la commedia di Massimiliano Bruno sul mondo del sesso a pagamento al cinema dal 16, il regista mette le mani avanti di fronte a qualsiasi riferimento all’attualità politica. Resta il fatto che il titolo originale della pellicola, "Escort in love", è diverso da quello che oggi campeggia sul cartellone: «Per preparare il film ho parlato con molte escort, che mi hanno raccontato cose che sono emerse dopo – dice Bruno – È inevitabile che al cinema si parli anche di attualità: se in questo momento la nostra classe politica non ci rende orgogliosi, non si può tacere. Ma la verità è che io volevo girare una commedia sui sentimenti e sull’umanità delle persone, soprattutto quelle che amo, e cioè chi si fa il mazzo onestamente». Nel cast vecchi compagni di palcoscenico del regista-attore come Anna Foglietta, Caterina Guzzanti e Rocco PapaleoMax Bruno è il più grande sostenitore del teatro romano»), oltre a un inaspettato, sorprendentemente “coatto” Raoul Bova in coppia con la reginetta del film Paola Cortellesi. Che nei panni di Alice, escort viziata e snob della Roma bene, dice di essersi sentita perfettamente a suo agio: «Con Massimiliano è facile lavorare, abbiamo cominciato insieme in quelle cantine romane che oggi si chiamano teatri off. Lui è in grado di affrontare temi anche sgradevoli con una leggerezza mai superficiale. Quando mi ha proposto il ruolo, ho accettato subito».

Un thriller psicologico che scorre attraverso l'immaginario infantile.

La fisica dell'acqua: Traumi liquidi

La fisica dell'acqua: Traumi liquidi Madre e matrigna allo stesso momento, nella nostra cultura l'acqua vive la contraddizione di essere sorgente vitale per eccellenza al cui interno si annida una pulsione mortifera. La vita umana ha inizio nell'acqua e in essa trova una sua parte fondamentale, ma la sua natura mutevole e non accogliente ne mette in luce fin dalla prima infanzia anche un lato oscuro. Il cinema ha fatto proprio nel corso del tempo questo stato perturbante e inquieto dell'acqua, questa sospensione fra purezza e paura, trasformandola di volta in volta nel luogo del sogno, dell'astrazione, dell'ignoto, dei meccanismi della memoria. Unire l'elemento acqua alla perdita dell'innocenza è il presupposto de La fisica dell'acqua, film che affronta le paure dei bambini e la complessità con cui essi guardano alle figure adulte all'interno delle pratiche del thriller psicologico. Il bambino che guarda è in questo caso Alessandro, sette anni e un'ossessione per i principi fisici e le dinamiche biologiche naturali. Da quando il padre è morto, Alessandro vive solo con la madre Giulia in una casa che si affaccia sul lago. L'arrivo improvviso dell'ambiguo zio Claudio scatenerà una serie di complessi, piccole gelosie e diaboliche macchinazioni. Nel mettere in scena questo conflitto amletico, la doppia sfida del regista Felice Farina vede da una parte la scelta di affidare a due attori di popolarità televisiva le dinamiche tensive del thriller, e dall'altra la decisione di affrontare un genere che sfugge alle consuetudini produttive italiche e che è costato al film un lungo travaglio produttivo.

La pièce di Cristina Comencini diventa un film diretto da Enzo Monteleone, regista di uomini ‘convertito’ (meravigliosamente) alle donne.

Due partite: le amiche (complici, amanti, mamme)

Due partite: le amiche (complici, amanti, mamme) Dopo aver diretto, lungo la linea del fuoco, la ricostruzione della tragica disfatta dell'esercito italiano nel deserto africano durante la Seconda Guerra Mondiale, un film di guerra ma anche un film contro la guerra, Enzo Monteleone traspone al cinema la pièce di successo di Cristina Comencini. Il regista di uomini, di loser, di rapinatori gentili e di storie "vere", guarda il mondo femminile raccolto dentro un salotto e intorno a un tavolo a "giocarsi" la partita. Dirigendo otto attrici "in stato di grazia", l'autore padovano filma e racconta la bellezza irraggiungibile delle donne. In tempi storici diversi ma nello stesso luogo, quattro madri e quattro figlie confessano dietro alle carte la loro infelicità e il loro male di vivere. Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher danno vita a un campionario femminile sospeso tra il desiderio di maternità e quello di incarnare l' "umanità femminile" di Rilke. A Roma per presentare il loro film, le attrici "di ieri e di oggi" ci introducono ai loro personaggi e ai condizionamenti culturali che ne hanno determinato il destino e compromesso lo splendore.

Con le 4 storie Sky Original dirette da Maria Sole Tognazzi e tratte dai romanzi di Alicia Giménez Bartlett, la Cortellesi si conferma un'interprete versatile e perfettamente a suoi agio nei ruoli drammatici. Il secondo episodio è da oggi disponibile su Sky e in streaming su NOW TV.

Paola Cortellesi non è solo un'attrice 'da commedia'. Petra ne è la conferma

lunedì 21 settembre 2020 - Paola Casella da SKY

Paola Cortellesi non è solo un'attrice 'da commedia'. Petra ne è la conferma Paola Cortellesi è un'attrice a tutto tondo. Può sembrare una banalità specificarlo, e invece è necessario, perché persiste ancora l'equivoco che sia semplicemente "un'attrice comica", oppure, senza nemmeno usare la parola attrice, "una comica". È vero, Cortellesi è molto spiritosa, sa fare cabaret, ha creato maschere spassose come l'argentina di Macao o la Signorina Felicina, la Mapi, Sharon o Silvana, ed è stata brillante co-conduttrice di Mai dire gol e di Zelig, dove si è dimostrata bravissima nelle imitazioni.

È anche vero che spesso l'abbiamo vista in commedie anche molto divertenti, in cui faceva molto, molto ridere. Ma questo fa di lei "un'attrice di commedia", non necessariamente "un'attrice comica". E spesso - fateci caso, perché lei l'ha fatto - Paola ha scelto ruoli in cui, dietro alle gag e alle battute, c'era un disagio autentico, un dolore percettibile, una differenza economica e sociale che faceva male, oltre a far sorridere.

Pensiamo ad esempio alla neovedova di Nessuno mi può giudicare, che si ritrova al Quarticciolo senza un soldo e si improvvisa escort, o alla dottoressa di C'è chi dice no, scalzata dal solito raccomandato nel Paese del demerito premiante, o all'architetto piena di idee per rinnovare il Corviale cui tocca farsi passare per un uomo per essere presa sul serio in Scusate se esisto! Anche Monica, che tira su da sola il proprio figlio in un quartiere periferico in Come un gatto in tangenziale, è conscia dei limiti della sua condizione sociale e vorrebbe una vita migliore.

Poi però nel curriculum di Cortellesi ci sono anche i ruoli drammatici: quelli per il piccolo schermo, da Maria Montessori a Nilde Iotti passando per il personaggio di Nora in Le cose che restano, e quelli per il grande, come Nina ne Il posto dell'anima o Claudia in Passato Prossimo, come Baba, la sorella di Luca Flores in Piano, solo o la tenerissima Luciana, operaia incinta che deve confrontarsi con la perdita del lavoro e la disoccupazione cronica (nonché le distrazioni) del marito. Infine Sara, coprotagonista di Figli, riesce a incarnare molto bene la disperazione di certe madri che faticano a ritrovare la propria identità di donna e di lavoratrice e si confrontano con genitori egocentrici, un'economia allo sbando e la mancanza totale di aiuti sociali nei confronti di chi ha l'ardire di mettere su famiglia in Italia.

Dunque Paola Cortellesi è perfetta per calarsi nei panni di Petra Delicato, la detective di Barcellona protagonista delle opere della scrittrice spagnola Alicia Giménez Bartelett, nelle quattro storie crime intitolate appunto Petra e prodotte da Sky, disponibili da lunedì 14 settembre, per 4 lunedì, su Sky e in streaming su NOW TV.

La protagonista diventa qui un'ispettrice della Squadra Mobile di Genova, catapultata dall'archivio in prima linea. Diretta e sbrigativa, single alla ricerca del proprio posto nel mondo dopo due matrimoni falliti, la Petra di Paola Cortellesi ha anche una vena ironica che ben si adatta alla sua sagacia naturale. La regia è di Maria Sole Tognazzi, che già aveva diretto Paola in Passato prossimo, e alla sceneggiatura, oltre a Furio Andreotti, Ilaria Macchia ed Enrico Audenino, c'è Giulia Calenda, che ha già lavorato insieme alla Cortellesi ai copioni di tutti gli ultimi film diretti da Riccardo Milani, compagno di vita dell'attrice, da lei interpretati.

E se avessimo ancora dubbi sul potenziale drammatico di Paola Cortellesi, basta riascoltare certi suoi celebri monologhi: quello sulla "vostra generazione che si è mangiata tutto" alla madre in Figli, quello contro il bullismo e quello contro la violenza sulle donne durante il two women show Laura & Paola, quello sul valore delle parole declinate al femminile ai David di Donatello. Monologhi anche ironici, certo, ma di grande spessore drammatico: ovvero "comici un par de ciufoli", come direbbe Paola.

Con Gli ultimi saranno ultimi, Massimiliano Bruno cerca un dialogo più fitto con la commedia all'italiana. Dal 12 novembre al cinema.

La ragazza con la pistola nell'Italia che cambia

domenica 15 novembre 2015 - Roy Menarini da FOCUS

La ragazza con la pistola nell'Italia che cambia Una delle verità di questi anni è che non è chiaro cosa il nostro pubblico si aspetti dal cinema italiano. Il motivo per il quale la nostra produzione ha insistito tanto sulla commedia, nel nuovo secolo, non è solo un fatto di eredità storiche o di mera obbedienza al botteghino (che ovviamente pesa parecchio), ma anche di incertezza nel target da parte di sceneggiatori e registi. Di recente, la commedia - e con lei tutta la quota del cinema italiano al box office - ha subito un ridimensionamento. Ed è probabile che sia questo il motivo per cui quest'anno stiamo assistendo a progetti diversi e a esperimenti meno prevedibili, come - per rimanere alla stagione in corso - Alaska, Per amor vostro o questo Gli ultimi saranno ultimi, che anche nel solo atto di mettere in mano una pistola a Paola Cortellesi mostra uno scarto abbastanza sorprendente.

   

L'attrice protagonista di Gli ultimi saranno ultimi, dal 12 novembre al cinema, e stasera in Nessuno mi può giudicare, in streaming su MYMOVIESLIVE Nuovo Cinema Repubblica.

Paola Cortellesi, artista completa

Paola Cortellesi, artista completa Paola Cortellesi è un'artista completa: recita in maniera sublime, canta come Ella Fitzgerald, scrive benissimo, è bella e spiritosa, insomma, è quasi insopportabile". A dirlo è Alessandro Gassmann, coprotagonista di Gli ultimi saranno ultimi, la commedia scritta e diretta da Massimiliano Bruno interpretata dalla Cortellesi prima a teatro e ora al cinema.
Paola Cortellesi sa fare tutto, e bene. Ciò che la salva dall'essere un classico caso di "brava ma basta", e dunque dal diventare insopportabile, è che è umile e simpatica: non c'è un attore o regista che abbia lavorato con lei che non ne decanti la generosità, la gentilezza, lo stile. "Oltre che una grande artista, è una brava persona", ha sintetizzato Walter Veltroni quando, da presidente di giuria del Sabaudia Film Fest, le ha consegnato un premio speciale che va ad aggiungersi al David di Donatello come miglior attrice protagonista per Nessuno mi può giudicare (in streaming su MYMOVIESLIVE Nuovo Cinema Repubblica stasera alle 21), al Premio Nino Manfredi per Scusate se esisto!, al Ciak d'Oro come personaggio del 2011 e al riconoscimento come miglior attrice al Roma Fiction Fest per lo sceneggiato Maria Montessori - Una vita per i bambini.
Il problema, semmai, è se l'Italia sia in grado di valorizzare un talento tanto eclettico: attrice, sceneggiatrice, cantante, imitatrice, showgirl. I rari esempi prima di lei hanno ricevuto nel nostro Paese un'accoglienza mista a metà fra l'ammirazione e il fastidio, come se quel tipo di talento "stroppiasse", e non riuscisse a emergere in nessuna categoria. Proprio per questo Paola Cortellesi si organizza da sola, scrivendosi gli spettacoli teatrali e i copioni cinematografici, scegliendo (spesso, ma non sempre) un regista come Riccardo Milani che esalta le sue possibilità artistiche, e non solo perché è suo marito e padre di sua figlia, e circondandosi di attori che, con lei vicino, danno il meglio di sé: basti pensare al duetto comico in macchina con Carlo Verdone in Sotto una buona stella, o a Raoul Bova che grazie a Paola acquista leggerezza e autoironia.
Al cinema la Cortellesi ha dimostrato che ci si può trasformare da cabarettista ad attrice comica con sfumature anche drammatiche, e che non è necessario essere poco attraente per far ridere il pubblico italiano: qui il suo precedente è Monica Vitti. Privilegia la commedia (o forse è la commedia che privilegia lei), ma si sintonizza soprattutto con storie sui disagi della contemporaneità: da Se fossi in te a C'è chi dice no, da Scusate se esisto! a Gli ultimi saranno ultimi, ha raccontato la malattia mentale, la disoccupazione e la discriminazione di genere. Ne Il posto dell'anima ha descritto fabbriche italiane che chiudono, morti sul lavoro, malattie ambientali. Se fossimo in America si direbbe che Paola Cortellesi ha chutzpa, termine ebraico che in Italia si traduce "con le palle", come se il coraggio fosse un attributo esclusivamente maschile. Se fossimo in America, Paola Cortellesi avrebbe già vinto almeno un Oscar. Qui da noi invece si conquista il suo pubblico pezzettino per pezzettino o, come direbbe lei, "mollichella mollichella".
Il suo appeal sta nella normalità, il suo viso è da vicina di casa, quella simpatica e non strappona che ti presta il sale se ne hai bisogno e ti porta il gelato se sei stata mollata, o ti nasconde la Gazzetta dello Sport se la tua squadra ha perso.
Paola Cortellesi non sarà mai una diva, e meno male. È un diesel, ti entra sottopelle scusandosi per il disturbo, e alla fine la conoscono tutti (per parafrasare il titolo di una commedia di Aldo, Giovanni e Giacomo, i primi a sceglierla per il suo debutto sul grande schermo, Chiedimi se sono felice). Ti fa ridere perché è intelligente ma non saputella, è sexy ma è buffa e impacciata. E l'Italia che sa farle spazio è l'Italia che vorremmo.

   

Giovedì 7 aprile i tre protagonisti del film hanno incontrato i lettori.

C'è chi dice no su MYmovies LIVE!Chat

mercoledì 30 marzo 2011 - a cura della redazione da APPROFONDIMENTI

C'è chi dice no su MYmovies LIVE!Chat Giovedì 7 aprile i lettori di MYmovies hanno avuto la possibilità di chattare con Luca Argentero, Paola Cortellesi e Paolo Ruffini, i protagonisti del film C'è chi dice no di Giambattista Avellino, nelle sale da venerdì 8 aprile. Un nuovo evento che ha portato i protagonisti del cinema a contatto diretto con il pubblico: durante l'appuntamento i partecipanti hanno potuto chattare e porre liberamente domande agli ospiti i quali hanno risposto in video dalla piattaforma MYmovies LIVE!.

   

Una clip esclusiva anticipa la battaglia sociale dei protagonisti.

C'è chi dice no, meritevoli di tutto il mondo unitevi!

mercoledì 30 marzo 2011 - Nicoletta Dose da VIDEO

C'è chi dice no, meritevoli di tutto il mondo unitevi! All'invadenza della raccomandazione arrogante c'è chi manda a quel paese e gira i tacchi. I tre protagonisti di C'è chi dice no, il nuovo film di Giambattista Avellino (finora visto alla regia dei comici Ficarra e Picone ne Il 7 e l'8 e La matassa), in uscita nelle sale l'8 aprile, sono stanchi di subire la prepotenza di chi, grazie a un cognome importante, o un conto in banca consistente, ruba i posti di lavoro migliori a chi invece se li meriterebbe. Luca Argentero è un giornalista di talento che scrive con passione ma guadagna quel che basta per sopravvivere, Paola Cortellesi è un medico riconosciuto che si vede soffiare ingiustamente una promozione e Paolo Ruffini è un genio del diritto penale che, dopo anni di assistenza a un barone universitario, viene sorpassato dal genero impreparato di quest'ultimo. I tre si ribellano e la clip in esclusiva su MYmovies anticipa quella che sarà la missione che traina la commedia: torturare, rendere la vita impossibile e infine sconfiggere i nemici di un'etica onesta e meritocratica. Nella scena in anteprima Luca Argentero, con abiti da intellettuale di sinistra e spiccato accento toscano, offende con aria distinta i ricchissimi commensali di una cena, i rappresentanti più illustri di una generazione di prepotenti raccomandati. Cortellesi e Ruffini si uniscono fieramente al liberatorio insulto.

   

   
   
   


Figli

Dal monologo di Mastandrea
Data uscita: 23/01/2020
Regia di Giuseppe Bonito. Genere Commedia, produzione Italia, 2020.

Il film è tratto dal monologo recitato Valerio Mastandrea e scritto da Mattia Torre "I figli ti invecchiano".

Nilde Iotti, il tempo delle donne

Storia di una grande donna
Regia di Peter Marcias. Genere Documentario, produzione Italia, 2020.

Un ritratto intimo e politico di Nilde Iotti, tra testimonianze e archivio.

Come un gatto in tangenziale... Ritorno a Coccia di Morto

Cortellesi e Albanese ancora insieme
Data uscita: 16/12/2020
Regia di Riccardo Milani. Genere Commedia, produzione Italia, 2020.

Il film è il sequel del film campione d'incassi Come un gatto in tangenziale. Ancora non ci sono dettagli sulla trama.
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
mercoledì 23 settembre
A Tor Bella Monaca non Piove Mai
martedì 22 settembre
L'hotel degli amori smarriti
giovedì 10 settembre
La mia banda suona il pop
mercoledì 9 settembre
Fantasy Island
martedì 8 settembre
Doppio sospetto
mercoledì 2 settembre
Villetta con ospiti
giovedì 27 agosto
Dopo il matrimonio
mercoledì 26 agosto
Qua la zampa 2 - Un amico è per se...
giovedì 6 agosto
Last Christmas
Georgetown
Queen & Slim
mercoledì 5 agosto
Alice e il sindaco
Altri prossimamente » Altri film al cinema » Altri film in dvd » Altri film in tv »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2020 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità