Rimini

Film 2022 | Drammatico, 114 min.

Regia di Ulrich Seidl. Un film Da vedere 2022 con Michael Thomas (II), Georg Friedrich, Hans-Michael Rehberg, Claudia Martini. Cast completo Genere Drammatico, - Austria, Francia, Germania, 2022, durata 114 minuti. Uscita cinema giovedì 25 agosto 2022 distribuito da Wanted. - MYmonetro 3,46 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 17 giugno 2022

Due fratelli si riuniscono per la morte della madre. Si ridivideranno ma il passato li raggiungerà.

Consigliato sì!
3,46/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,92
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un ritratto appassionato con una performance straordinaria del protagonista.
Recensione di Tommaso Tocci
venerdì 17 giugno 2022
Recensione di Tommaso Tocci
venerdì 17 giugno 2022

Per una Rimini invernale, fredda e desolata, si aggira la figura impellicciata di Richie Bravo, cantante austriaco ormai di una certa età che non si arrende al declino e insegue ancora i fasti di una carriera ferma agli anni ottanta. I fan ormai sono quelli dei centri anziani e delle comitive apposite, pochi ma sempre accaniti. Richie li premia con la dedizione di un performer instancabile, la stessa che mette nel lavoro di gigolo con cui arrotonda lo stipendio. Con un fratello in Austria e un padre malato, l'uomo non ha particolari legami, ma le cose cambiano quando una ragazza a un concerto lo approccia sostenendo di essere sua figlia.

Caustico e graffiante, sempre consacrato a un cinema che vuole mettere a disagio lo spettatore e provocarne la sensibilità, il regista austriaco Ulrich Seidl torna con Rimini al racconto di finzione dopo i documentari In the Basement e Safari.

La trilogia di Paradise, che li precedeva, è ormai distante un decennio; un intervallo che ha fatto bene a Seidl, il cui stile rischia spesso di diventare stantio nel suo crudele distacco. Pur contenendo tutti gli ingredienti della brutale caricatura che potevamo aspettarci, Rimini stupisce invece con un ritratto appassionato e quasi tenero di un uomo fuori dal tempo, dagli angoli un po' smussati come ci appaiono ora quelli di Seidl stesso.

Il profilo di Richie Bravo è spietato, grottesco e profondamente umano. Dietro gli elementi più vistosi (i costumi, le canzoni, l'adorazione delle vecchie signore, le scene di sesso), c'è una sofferenza autentica e dei guizzi di scrittura che sanno rendere il personaggio molto più tridimensionale di quanto sembri. Gran parte del merito è dell'attore Michael Thomas, in una performance semplicemente straordinaria che viene da lontano; lavora infatti con Seidl dai tempi di Import/Export, in una collaborazione che ora ci appare come una lunga preparazione al ruolo che probabilmente ne definirà la carriera.

Seidl e Thomas spostano sempre più in là la soglia dell'assurdo e della provocazione, lasciando allo spettatore il compito di seguirli diligentemente. Lungo il cammino si apprezza l'altra trovata vincente, quella di utilizzare la cittadina romagnola come lo scarno teatro dell'esistenza crepuscolare di Richie. Seidl la espone al freddo e alla nebbia, ne svuota di senso i luoghi del divertimento estivo, e la popola di migranti per sottolineare gli interessanti contrasti tra interno ed esterno. La casa dello stesso protagonista, simulacro di poster e memorabilia di un passato ormai lontano, diventerà espressione ultima di questo contrasto. 

Come già capitava a Mickey Rourke nel The Wrestler di Aronofsky, Richie è una creatura per la quale si finisce a provare un'empatia tattile, che si annida nelle strane pieghe di pelle consumata e dei tessuti incongrui che la ricoprono. Che Seidl sia riuscito in questa impresa è un'aggiunta importante alle correnti di disagio che continua a far scorrere sotto traccia e di cui è maestro: Rimini parla di discriminazione, declino morale e di padri che condannano i figli, mentre tutt'attorno il loro mondo si fa inesorabilmente minuscolo. 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 25 giugno 2022
Nicola Falcinella
L'Eco di Bergamo

Rimini d'inverno è una città deserta, dove ci sono solo turisti tedeschi in là con l'età e immigrati che stazionano negli angoli. Almeno così la vede il regi- sta austriaco Ulrich Seidl nel suo film «Rimini», presentato in febbraio in concorso al Festival di Berlino. Protagonista è il cantante di mezz'età Richie Bravo, che si esibisce in hotel e locali scalcagnati davanti a un pubblico di anziani. Vai alla recensione »

sabato 12 febbraio 2022
Marina Pavido
Cineclandestino

Tra i titoli più attesi di questa 72° edizione del Festival di Berlino v'è sicuramente Rimini, l'ultima fatica del controverso cineasta Ulrich Seidl. Ancora una volta, dunque, il regista di Vienna ha dato vita a uno spietato ritratto del mondo in cui viviamo, senza paura di "calcare la mano" o di sconvolgere lo spettatore come solo lui sa fare. Ma andiamo per gradi.

sabato 12 febbraio 2022
Luca Mosso
Il Manifesto

Rimini, d' inverno, può essere grigia di nebbia. E può capitare che ci nevichi pure. Nel 2018 cadeva la più abbondante nevicata degli ultimi anni e Ulrich Seidl, che solo qualche mese prima aveva rimandato a casa la troupe, non si lascia sfuggire l' occasione e di corsa riorganizza il set di Rimini. Le sorti di un film meditato da anni insieme a Veronika Franz si giocano nell' arco di un paio di settimane: [...] Vai alla recensione »

sabato 12 febbraio 2022
Giampiero Raganelli
Quinlan

Lo sguardo sull'umanità occidentale di Ulrich Seidl trova la sua dimensione ideale nelle situazioni climatiche estreme e anacronistiche, a partire da quella arsura e quella solarità viennesi di Canicola, il film che lo fece conoscere, che nella capitale austriaca si manifestano per soli pochi giorni all'anno. Ora una Rimini invernale, uggiosa, immersa nella nebbia più fitta, è al centro del suo nuovo [...] Vai alla recensione »

sabato 12 febbraio 2022
Tommaso Isabella
Film TV

Dopo il funerale della madre, Richie Bravo torna a Rimini, dove vive della sua icona appassita di cantante, intrattenendo turisti tedeschi coi suoi successi Schlager, offrendosi come gigolò alle sue fan attempate, e per il resto ubriacandosi e giocando alle slot. Ma il passato torna a presentargli il conto quando la figlia abbandonata ricompare, esigendo un risarcimento per le sue negligenze.

venerdì 11 febbraio 2022
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Insieme a Michael Haneke, Ulrich Seidl, classe 1952, è il regista austriaco forse più noto internazionalmente. Della sua nutrita filmografia, iniziata nel lontano 1980, ricordiamo soprattutto un riuscito Canicola (2001) mentre tra il 2012 e il 2013 ha realizzato una trilogia che ha avuto un'ampia eco di interesse e che porta i nomi delle virtù teologali.

NEWS
[LINK] FESTIVAL
venerdì 17 giugno 2022
Tommaso Tocci

Il ritorno di Seidl con un Michael Thomas nell'interpretazione della carriera. Al Biografilm e dal 25 agosto al cinema. Vai all'articolo »

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