Un'action comedy incentrata su un cacciatore di vampiri che finge di fare un altro lavoro. Espandi ▽
Bud Jablonski è separato dalla moglie e stenta a sbarcare il lunario, tanto che la ex sta valutando di trasferirsi in Florida. La donna del resto pensa di aver sposato un uomo che si occupa di ripulire piscine e non ha idea di essere invece stata al fianco di un cacciatore di vampiri! Purtroppo questa attività non è più redditizia come una volta per Bud, perché il sindacato l'ha espulso in seguito a molte infrazioni e il mercato clandestino di zanne di vampiro paga piuttosto male. Per impedire il trasferimento della figlia, Bud ingoierà il proprio orgoglio e si lancerà in una caccia al vampiro scatenata, al fianco di un imbranato impiegato del sindacato.
Horror proletario, leggero e soprattutto d'azione, Day Shift è tutt'altro che irresistibile e dà il meglio di sé in combattimenti ben coreografati, però privi di tensione.
L'ironia è ben poco sofisticata e neutralizza anche il poco horror che sopravvive alle scene d'azione sopra le righe. Day Shift segue la scia di Dal tramonto all'alba, ma dove il film di Rodriguez è rimasto celebre per un colpo di scena spiazzante, Day Shift è invece l'ennesimo film a usare vampiri in modo ipercinetico e ridicolo, oltretutto senza nemmeno lo splatter o i brividi del massacro di qualche protagonista. Recensione ❯
La rilettura contemporanea di "La peste" di Albert Camus, che racconta il disorientamento generato dalla
pandemia. Espandi ▽
È stata un’ottima idea ambientare “La peste” nella Napoli blindata dal lockdown da parte di Francesco Patierno che firma la regia e la sceneggiatura insieme allo scrittore napoletano Andrej Longo e a Francesco Di Leva, che interpreta il ruolo centrale del medico. Patierno sa dove posizionare la cinepresa e i suoi attori, soprattutto Di Leva e Antonino Iuorio, sanno come calarsi nel dramma interiore come in quello che li circonda. Insieme restituiscono per dialoghi e immagini lo scoramento di fronte all’inimmaginabile, e comunicano un messaggio di solidarietà e di resistenza al male peggiore di tutti, l’indifferenza.
La Napoli desertificata dal Covid è coprotagonista di questa storia di strazio privato e pubbliche negligenze, che non fa sconti all’omertà con cui la pandemia è stata accolta e all’opportunità politica in nome della quale è stata minimizzata, nel momento in cui sono mancate “regole, permessi, uomini, tempi”. Recensione ❯
L'influenza de Il mago di Oz su Lynch: un'analisi critica che incuriosisce, una collezione di suggestioni messa al servizio della ricerca. Documentario, USA2022. Durata 108 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Alexandre O. Philippe indaga i legami tra Il mago di Oz (1943) di Victor Fleming e l'universo
inquietante e fiabesco di David Lynch. Espandi ▽
Tra gli autori di cinema più amati dal pubblico e studiati dalle accademie, David Lynch ha ammantato la sua opera, già pervasa di un forte senso di inquietudine, del mistero più fitto. Con un movimento contrario, il regista Alexandre O. Philippe ripassa la filmografia lynchiana come lo si potrebbe fare solo in una sala di montaggio, per dimostrare il suo stretto e duraturo debito di ispirazione con un classico statunitense del 1939, altrettanto ricco di significati e livelli di lettura: Il Mago di Oz di Victor Fleming.
A sostegno di un'idea e di un testo di riferimento comune, il film può dispiegare così, nell'arco di oltre 100 minuti, un considerevole numero di immagini e suggestioni. E grazie allo split screen, la tecnica che moltiplica lo schermo in più parti, anche lo spettatore meno informato può apprendere con chiarezza i rimandi visivi e tematici.
Incorniciato in un'ambientazione teatrale mimetica di quell'immaginario, in un'ossessione cinefila al quadrato, se da una parte Lynch/Oz dà per scontata la conoscenza profonda dell'autore di Missoula e di un titolo fortemente allegorico come Il mago di Oz, dall'altra senz'altro incuriosisce a scoprirli o riscoprirli. Si pone, più che uno studio, come una collezione di suggestioni messa a servizio della ricerca. Recensione ❯
Anni dopo essersi trasferita in una remota cittadina, l'ex agente Pipa è di nuovo trascinata in un mondo oscuro quando viene rinvenuto un cadavere nella sua proprietà. Recensione ❯
La serie thriller tratta dall'omonimo romanzo di Harlan Coben. Espandi ▽
La scomparsa di un giovane poco dopo la morte di un amico porta gradualmente alla ribalta i segreti e le menzogne di un quartiere benestante e molto unito di Varsavia. Recensione ❯
In una prestigiosa accademia dove la competizione è serrata, scoccano scintille tra l'appassionata Emma Conroy e il ribelle Henry Walker mentre si preparano a diventare maggiordomi reali. Recensione ❯
Caleb, un ex assassino nascosto dal governo, riemerge quando il suo protetto, l'altrettanto mortale assassino noto come Banshee, scopre che una taglia è stata posta sulla testa di Caleb. Espandi ▽
Caleb, un ex assassino nascosto dal governo, riemerge quando il suo protetto, l'altrettanto mortale assassino noto come Banshee, scopre che una taglia è stata posta sulla testa di Caleb. Recensione ❯
La storia immortale di Filumena Marturano. Espandi ▽
Filumena Marturano è una donna con un passato da prostituta. Convive da anni con Domenico Soriano, un ricco pasticciere.
È lei a governare i suoi affari e l'amministrazione della casa mentre l'uomo continua a fare la bella vita illudendosi di essere ancora giovane.
Per costringerlo a sposarla, Filumena si finge in punto di morte, ma appena dopo la celebrazione del matrimonio, Domenico scopre l'inganno e chiede l'annullamento. Solo allora la donna gli rivela che uno dei suoi tre figli, cresciuti in segreto, è in realtà suo.
Le certezze dell'uomo vacillano e il desiderio di scoprire quale dei ragazzi è sangue del suo sangue inizia a consumarlo.
Per Filumena però " 'E figli so' ffigli. E so' tutti eguali ". Recensione ❯
L'avvincente storia di un amore proibito che svela quarant'anni di segreti e bugie al ritmo dei juke joint del profondo sud degli Stati Uniti. Espandi ▽
Il film segue un'indagine su un omicidio irrisolto che svela una storia piena di amori proibiti, inganni e un segreto. L'avvincente storia di un amore proibito che svela quarant'anni di segreti e bugie al ritmo dei juke joint del profondo sud degli Stati Uniti. Recensione ❯
Due sorelle tentano di conquistare la loro zia malata terminale. Espandi ▽
Macey e Savanna non hanno molto, ma hanno il piano perfetto. Con un bar sgangherato, che vacilla sull'orlo del fallimento, e le loro vite che non vanno da nessuna parte, le due sorelle cospirano per conquistare la loro zia Hilda, malata terminale - la matriarca prepotente e burbera della famiglia - nella speranza di diventare le beneficiarie della sua vasta proprietà. Ma, come Macey e Savanna scoprono presto, potrebbero esserci altri parenti che hanno avuto la stessa identica idea. Recensione ❯
Un accorato e potente documentario su Vincenzo Agostino, monumento vivente al dolore di Palermo. Documentario, Italia2022. Durata 65 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Vincenzo Agostino da ormai trentuno anni si batte con forza e determinazione nella richiesta di verità e giustizia sull'uccisione da parte della mafia del proprio figlio e della nuora. Espandi ▽
Io so chi siete: il documentario del regista Alessandro Colizzi e della sceneggiatrice Silvia Cossu, prende il titolo dalle parole che Ida Castelluccio, prima di morire per via di una pallottola nel cuore, urla agli assassini del marito. Da quel momento l'omicidio Agostino rimane avvolto per troppi anni nel mistero e nel silenzio, e da pochi anni è stato ripreso e ridiscusso in processo. a a muoversi nell'immobilità e a urlare a gran voce la necessità di un cambiamento, in Sicilia ci sono da anni i parenti delle innumerevoli vittime di omicidi a stampo mafioso; figli, genitori e nipoti di persone che si sono battute nel silenzio contro Cosa Nostra. Uno di questi è Vincenzo Agostino, vero e proprio “monumento vivente al dolore di Palermo” come viene definito nel documentario. Io so chi siete è un documentario privo di particolari picchi registici o pretese estetiche, è potente l'impatto. Perché il punto centrale è davvero l'urgenza del messaggio e della storia raccontata che, molto più che sulle immagini o sulle interviste riportate, passa attraverso il corpo e gli occhi di Vincenzo Agostino. Recensione ❯
Un film thriller politico e di spionaggio diretto da Jorge Coira. Espandi ▽
Il film Segue Juan, un agente che lavora per i servizi di intelligence, che fa capo anche a un'unità parallela coinvolta in attività illegali. Recensione ❯
Il trionfo dell'Italia nei mondiali dell''82 in un documentario dalle immagine inedite. Espandi ▽
Quando la nazionale italiana di calcio lascia il paese alla volta della Spagna, dove si giocano i campionati mondiali del 1982, il clima è prima disinteressato e poi, dopo tre pareggi iniziali, addirittura ostile nei confronti di una squadra che non convince e le cui convocazioni suscitano dubbi, a cominciare dal centravanti Paolo Rossi che non gioca da due anni. Messi di fronte all’ultimo appello in una partita decisiva contro l’Argentina di Maradona, gli azzurri si lanciano però in una cavalcata sorprendente e trionfale che nessuno si aspettava. Pochi momenti sportivi nella nostra storia sono così cinematografici come l’urlo di Tardelli, immagine simbolo di un torneo, di una generazione e di un’epoca intera. Ma tutto il mondiale del 1982 possiede in realtà la struttura drammatica perfetta, così imprevedibile nel suo rovesciamento che trasforma le tensioni e gli stenti iniziali in una incredibile vittoria finale, a Madrid contro la Germania Ovest. Lo racconta nel quarantennale del trionfo la Stand by me di Simona Ercolani, la quale rielabora per il cinema la ricetta televisiva che rese celebre Sfide. Un racconto minuzioso e le storie umane sono il trampolino che consente di abbandonarsi all’esaltazione una volta che la cavalcata si fa inarrestabile, e si finisce tutti a cantare “Cuccuruccucù Paloma” di Battiato con Bruno Conti. Recensione ❯
Una miniserie che ripropone il personaggio del cavaliere senza nome. Così la protagonista mentre porta avanti una sua personale idea di giustizia non esita a uccidere e compiere altri reati. Espandi ▽
Una giovane ragazza con un futuro luminoso, con la prospettiva di lavorare nell'azienda di famiglia, dopo la morte del padre scopre segreti che la portano a decidere di voler fare giustizia una volta per tutte. Si trasforma così in "The Woman", misteriosa assassina, che comincia a seminare il terrore in un piccolo villaggio del Montana in cerca di vendetta. Nessuno conosce la sua storia, né la profonda motivazione che la spinge ad agire, ma tutti sanno che finire sulla sua lista vuol dire rischiare la vita. Guidati dal terrore e dal panico di dover fronteggiare un pericolo sconosciuto e inarrestabile, gli abitanti della città cercano un modo per fermare la giustiziera senza nome. Implacabile l'abile assassina procede nell'eliminare una serie di persone. Ha un piano in mente ma non è chiaro quali siano le sue motivazioni e dove stia andando. Si limita prima di uccidere la sua nuova vita a rassicurarla che si tratta solo di un momento di transizione ed è capace di far evadere una detenuta solo per avere determinate informazioni. Recensione ❯
L'ultima mostra in assoluto dedicata al tesoro perché per volere del governo egiziano ora questo patrimonio immenso diverrà inamovibile e potrà essere visitato solo nella sua sede del Cairo. Espandi ▽
Pochi rumori e un forte pathos, qualche roccia frantumata sotto scalpelli e altri accurati attrezzi del mestiere; la materia si apre pian piano ed ecco che si inizia ad intravedere uno spiraglio e, con una luce soffusa, qualche piccolo dettaglio. E la tomba di Tutankhamon: un grande scrigno sotterraneo sigillato e, talmente profondamente nascosto, da non essere stato trovato per migliaia di anni.
Una leggenda che ha portato anche, negli anni novanta, uno dei protagonisti del documentario di Ernesto Pagano, il cantautore Manuel Agnelli, l'intensa voce narrante del film, a visitare l'Egitto e, in particolare, la valle dei Re, luogo mitico e suggestivo.
Il regista ricostruisce il momento della scoperta grazie a documenti storici che testimoniano gli scavi (che erano aperti al pubblico, soprattutto nel giorno dello svelamento, molto scenografico, della tomba); materiali fotografici e video raccolti da luoghi come il Metropolitan Museum di New York e il Griffith Institute di Oxford; interventi di studiosi, archivisti, curatori di musei, conservatori e produttori e le immagini immersive dell'installazione e del dietro le quinte della più ampia mostra mai realizzata su Tutankhamon, presso il Museo Egizio di piazza Tahrir del Cairo. Recensione ❯