La figlia oscura

Film 2021 | Drammatico, +13 121 min.

Regia di Maggie Gyllenhaal. Un film con Olivia Colman, Jessie Buckley, Dakota Johnson, Ed Harris, Peter Sarsgaard. Cast completo Titolo originale: The Lost Daughter. Genere Drammatico, - USA, 2021, durata 121 minuti. Uscita cinema giovedì 7 aprile 2022 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,05 su 36 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 6 aprile 2022

Tratto da un romanzo di Elena Ferrante, il film è diretto da Maggie Gyllenhaal, per la prima volta dietro la macchina da presa. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 2 candidature a Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 3 candidature a Satellite Awards, 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, 4 candidature e vinto 3 Spirit Awards, ha vinto un premio ai Directors Guild, 1 candidatura a ADG Awards, 1 candidatura a NSFC Awards, In Italia al Box Office La figlia oscura ha incassato 288 mila euro .

Consigliato sì!
3,05/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,66
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Una storia di amore materno totalizzante e desiderio di indipendenza faticosamente rivendicato.
Recensione di Paola Casella
venerdì 3 settembre 2021
Recensione di Paola Casella
venerdì 3 settembre 2021

Leda Caruso è una docente universitaria americana di letteratura italiana, in vacanza presso una località di mare vicino a Corinto. Sulla spiaggia dove si reca ogni giorno arriva come un uragano una numerosa e rumorosa famiglia di Queens che ha origini greche e probabilmente qualche legame con la malavita organizzata. Dopo la reazione di fastidio iniziale, Leda comincia ad osservare con interesse Nina, la giovane madre che fa parte del gruppo degli "invasori", e il rapporto fra Nina e la sua bambina riporta alla memoria della docente la propria relazione con le due figlie, ormai ventenni, quando erano ancora piccole. Una relazione complessa e per certi versi conflittuale che è venuta inevitabilmente a cozzare con il legittimo desiderio di Leda, brillante linguista, di avere una carriera nel mondo dell'accademia.

"Sono una madre snaturata", dirà Leda, e questa confessione, pronunciata ad alta voce sul grande schermo, ha un effetto dirompente.

L'attrice Maggie Gyllenhaal, alla sua prima prova come sceneggiatrice e regista di un lungometraggio per il cinema, così come Elena Ferrante nel romanzo "La figlia oscura" su cui è basato questo film, tocca un tema tabù, soprattutto in Italia, correndo il rischio del rifiuto a parte del pubblico già affrontato, ad esempio, da un libro e un film come Quando la notte. Il racconto dei sentimenti conflittuali di una madre verso la propria progenie, e in particolare verso le proprie figlie femmine, è raramente affrontato dalla letteratura e dal cinema proprio perché suscita una reazione di rifiuto e di condanna senza appello.

Invece è fondamentale esplorare le contraddizioni della maternità, soprattutto quando c'è in gioco l'affermazione individuale di un'intellettuale e di un'artista, cui l'espressione di sé richiede quella concentrazione che un figlio piccolo inevitabilmente toglie, soprattutto alle madri. Ed è fondamentale esplorare l'attaccamento viscerale, e allo stesso tempo la conflittualità istintiva, di una madre verso una figlia femmina, che porta con sé un confronto sull'accettazione (o meno) della propria identità femminile.

Gyllenhaal affronta entrambi gli argomenti attraverso una regia sensuale che resta incollata ai corpi e fa parlare la grana della pelle, esplora il contatto umano più diretto e materico, entra nell'intensità di sguardi che si vorrebbero mantenere nascosti e la concretezza di incubi che si vorrebbero rimuovere. Leda compie scelte non sempre condivisibili, almeno dal punto della morale (mediterranea e cattolica) immediatamente giudicante, ma Gyllenhaal sospende ogni giudizio, concordando solo sugli assunti di base che "i figli sono una responsabilità schiacciante" e che "l'attenzione verso il prossimo è la forma più pura di generosità".

Hélène Louvart, direttrice della fotografia di Alice Rohrwacher (anche per i due episodi de L'amica geniale da lei diretti), porta il suo decisivo contributo professionale ed emotivo creando un'aderenza tattile alla storia, e Olivia Colman, con la sua carica umana immediatamente percepibile, nei panni di Leda impedisce il totale distacco critico. Il commento musicale, a volte un po' troppo presente, di Dickon Hinchliffe alterna i toni caldi del jazz ad atmosfere più rarefatte e distoniche, riflettendo il contrasto interiore che anima questa storia di amore totalizzante e desiderio di indipendenza faticosamente rivendicato.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 16 giugno 2022
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“The Lost Daughter” è l’ambizioso esordio alla regia dell’attrice Maggie Gyllenhaal, che ha adattato il romanzo del 2006, “La figlia oscura”, di Elena Ferrante. Leda, professoressa di Letteratura italiana a Cambridge, ha deciso di passare le vacanze in un’isoletta greca. Prestando attenzione e curiosità ad alcune persone e [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 14 aprile 2022
Lorenzo Marchese
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giovedì 4 agosto 2022
 

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giovedì 28 luglio 2022
 

Maggie Gyllenhaal adatta per il cinema l'opera omonima di Elena Ferrante. Vai all'articolo »

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venerdì 18 febbraio 2022
 

Regia di Maggie Gyllenhaal. Un film con Olivia Colman, Jessie Buckley, Dakota Johnson, Ed Harris, Peter Sarsgaard. Da giovedì 7 aprile al cinema. Guarda il trailer »

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venerdì 21 gennaio 2022
 

Tratto da un romanzo di Elena Ferrante, il film è diretto da Maggie Gyllenhaal, per la prima volta dietro la macchina da presa. Vai all'articolo »

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martedì 19 ottobre 2021
 

Regia di Maggie Gyllenhaal. Un film con Jessie Buckley, Olivia Colman, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard, Paul Mescal. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
venerdì 3 settembre 2021
Paola Casella

Da un romanzo di Elena Ferrante, l'esordio alla regia di Maggie Gyllenhaal. In Concorso a Venezia 78 e dal 7 aprile al cinema. Vai all'articolo »

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