Men

Film 2022 | Horror,

Titolo originaleMen
Anno2022
GenereHorror,
Regia diAlex Garland
AttoriJessie Buckley, Rory Kinnear, Paapa Essiedu .
Uscitagiovedì 25 agosto 2022
DistribuzioneVertice360
MYmonetro 2,50 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alex Garland. Un film con Jessie Buckley, Rory Kinnear, Paapa Essiedu. Titolo originale: Men. Genere Horror, 2022, Uscita cinema giovedì 25 agosto 2022 distribuito da Vertice360. - MYmonetro 2,50 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 16 giugno 2022

Il dramma di una donna che parte per una vacanza. Ma non ci sarà niente di piacevole. Al Box Office Usa Men ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 7,6 milioni di dollari e 3,3 milioni di dollari nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO
CONSIGLIATO NÌ
La mascolinità tossica rielaborata sotto forma di allegoria folk-horror nella campagna britannica.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 25 maggio 2022
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 25 maggio 2022

Dopo avergli comunicato la volontà di divorziare, sfociando in un violento alterco coniugale, Harper assiste alla morte del marito, James, senza sapere se si tratti di suicidio, come da lui minacciato, o di una fatalità. Il senso di colpa e l'ossessione di aver causato la tragedia spingono Harper a isolarsi in una villa nella campagna inglese del Gloucestershire. Qui fa la conoscenza di Geoffrey, l'eccentrico padrone di casa, e in seguito di una serie di individui di crescente e inquietante bizzarria, tutti con lo stesso volto di Geoffrey.

Si potrebbe pensare a un adattamento, sotto forma di allegoria horror, del tipico stereotipo che recita "in fondo gli uomini sono tutti uguali". Perché in apparenza Alex Garland in Men questo mette in scena, utilizzando un solo attore, Rory Kinnear, per rappresentare sei personaggi differenti e altrettante maschere di mascolinità tossica: da un pastore inopportuno a un silenzioso stalker, passando per un poliziotto e un eccentrico padrone di casa.

Dopo la provocazione sulle intelligenze artificiali sexy di Ex Machina e l'enigmatica fantascienza di Annientamento, Garland adatta una tecnica di suspense ormai collaudata anche alla vicenda di Men.

Gli effetti visivi e la fotografia insistono sull'uso di colori accesi - in particolare il verde squillante delle colline Cotswolds - per aumentare l'atmosfera di inquietante irrealtà delle situazioni in cui si trova Harper, ovvero una successione di spaventosi avvenimenti che corrispondono ad altrettanti simbolismi, per nascondere traumi subiti e le conseguenze degli stessi.

L'interpretazione è lasciata allo spettatore ed è ancora una volta libera, potrebbe trattarsi di una allucinazione della protagonista Harper, così come di un effettivo viaggio nell'incubo di un villaggio infestato. Ma la risposta ha poca importanza. L'espediente soprannaturale, che si serve di affascinanti location, tra cui una chiesa ricca di simboli pagani, è il dispositivo utilizzato per dare corpo al senso di colpa di Harper e per perpetuare la persecuzione del marito defunto, violento ancor più nell'atteggiamento vittimistico e passivo-aggressivo che negli abusi corporali.

Non esiste soluzione per il tarlo atavico della misoginia, sembra dire Garland. Anche oggi, in un mondo che ne ha esposto con forza le malefatte, il maschilismo si serve di tecniche più subdole ma altrettanto efficiaci per mantenere un controllo oppressivo sul femminino.

Moltissimi i riferimenti in questo senso alla mitologia greca - Leda e il cigno, le sirene e Ulisse - e alla letteratura dell'orrore, a partire dai rimandi alla tradizione del gotico di Arthur Machen di "Il grande dio Pan", in cui le brughiere inglesi nascondono un sottobosco di ancestrali demoni lascivi e perversi.

Nonostante le prove attoriali di Kinnear - plurimo e capace di attraversare registri molto differenti, di far ridere e di terrorizzare - e di Buckley - di nuovo intrappolata in un mondo di uomini dalle identità mutevoli, dopo Sto pensando di finirla qui - il meccanismo di Garland mette in luce, tuttavia, inattese fragilità.

Di per sé la sceneggiatura quasi abbozzata, che preferisce stilizzare e non approfondire, può apparire più una scelta che un limite, ma ogni passaggio simbolico viene evidenziato e rimarcato con eccessive spiegazioni, quasi a presupporre che il pubblico necessiti di queste per comprendere quel che è ovvio.

L'indeterminatezza e lo sbilanciamento tra parti ermetiche e didascaliche finisce così per rendere Men generico e ai limiti dello scontato, nella sua analisi psicologica su un tema già abbondantemente visitato in questi anni. Rimane l'indubbio talento nella messa in scena, ma, come già con Annientamento, le aspettative generate da un'opera fondamentale dell'ultimo decennio come Ex Machina rimangono inappagate.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 7 giugno 2022
Roberto Manassero
Film TV

Il prestige horror, o elevated horror, di cui su questa rivista si è scritto molto (vedi Film Tv n. 20/2022), si prende e si fa prendere parecchio sul serio. Anche (e soprattutto, visto il nome del regista, Alex Garland) nel caso di film come Men, che nelle scelte estetiche patinate e paratelevisive - l'inizio è emblematico: una scena al ralenti bagnata da un'orrenda luce giallastra, seguita da una [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 maggio 2022
Francesco Ruzzier
Cineforum

Quello di Alex Garland è un cinema dall'approccio quasi "scientifico". La sua fantascienza sembra da sempre più interessata alla "science" che alla "fiction", riuscendo però, nonostante questo, a regalare storie in perfetto equilibrio tra i due elementi. Non è sicuramente un caso che le coordinate narrative dei racconti di Garland conducano sempre i protagonisti ad appartarsi o a rinchiudersi in un [...] Vai alla recensione »

martedì 24 maggio 2022
Enrico Azzano
Quinlan

È sempre ricco di spunti il materiale narrativo di Alex Garland, eppure sembra sempre mancare qualcosa ed esserci qualcos'altro di troppo. Ecco, è un po' così anche la sua ultima fatica, Men, presentata alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2022. Un horror produttivamente quasi pandemico, ma in realtà non così piccino, anzi. Al femminile, anche se gli uomini abbondano minacciosamente.

lunedì 23 maggio 2022
Antonio D'Onofrio
Sentieri Selvaggi

Il cinema di Garland anche quando se ne allontana resta emanazione di una matrice algebrica computazionale. Elementi comuni ad Ex Machina ed Annihilation, come anche la collocazione spaziale isolata in luoghi lontani dal centro urbano, insidiati dalla natura e pronti a raccogliere i rumori che si spargono nel vuoto, sono la rappresentazione di una solitudine soprattutto interiore.

NEWS
TRAILER
lunedì 30 maggio 2022
 

Regia di Alex Garland. Un film con Jessie Buckley, Rory Kinnear, Paapa Essiedu. Da giovedì 25 agosto al cinema. Guarda il trailer »

CANNES FILM FESTIVAL
mercoledì 25 maggio 2022
Emanuele Sacchi

Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs e prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 9 febbraio 2022
 

Dal regista di Ex Machina, un horror con Jessie Buckley e Rory Kinnear. Guarda il trailer »

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