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matteo
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sabato 25 febbraio 2023
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vuoto a perdere
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Più che un horror mi è parso un film grottesco, traballante e superficiale. La psicologia del senso di colpa viene tagliata con l'accetta così come i personaggi sembrano maschere su un palcoscenico di cartapesta. Gli attori non mi convincono, men che meno la protagonista mai a proprio agio nella parte. Gli effetti speciali funzionano ma in modo rivoltante nella parte finale del film. Evidentemente il regista a corto di idee si lascia trasportare da una genesi splatter dei personaggi maschili della storia. Avevo altre aspettaive che già crollano nella scena che apre il film, come già notato giustamente sopra, una scena che può essere tutto tranne che tragica.
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Più che un horror mi è parso un film grottesco, traballante e superficiale. La psicologia del senso di colpa viene tagliata con l'accetta così come i personaggi sembrano maschere su un palcoscenico di cartapesta. Gli attori non mi convincono, men che meno la protagonista mai a proprio agio nella parte. Gli effetti speciali funzionano ma in modo rivoltante nella parte finale del film. Evidentemente il regista a corto di idee si lascia trasportare da una genesi splatter dei personaggi maschili della storia. Avevo altre aspettaive che già crollano nella scena che apre il film, come già notato giustamente sopra, una scena che può essere tutto tranne che tragica. Almeno fosse stato solo un incubo della protagosnista forse avrebbe ristabilito in extremis un senso a ciò che ci è stato proposto, ma il finale lascia supporre proprio il contrario, una realtà mostruosa quanto tangibile.
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figliounico
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sabato 9 novembre 2024
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horror surreale con sfondo femminista
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Horror surreale di Alex Garland con un plot drammatico nella prima parte che si evolve stancamente, ma comunque prima che si possa cambiare canale, in una visione onirica da introspezione psicanalitica, con allegorie sparse nella seconda, per planare poi velocemente in un finale sorprendente ad interpretazione libera con uno spunto realistico, la macchia di sangue sul mento lo confermerebbe, che induce suggestivamente a credere a un rapporto saffico tra la protagonista e l’amica giunta in soccorso con gravidanza artificiale in corso forse ad opera di un anonimo inseminatore, perché il maschio dovrebbe essere ridotto in questa visione femminista a semplice organo riproduttore o a fuco. L’uomo mutaforma, con tante facce ma una sola volontà prevaricatrice e femminicida dietro la maschera della divinità pagana dalla quale sembra essere stato germinato, è costretto ad auto partorirsi all’infinito per supplicare, da marito suicida minacciando la propria distruzione, amore, anche se in realtà vuole soltanto dominare e come un neonato tiranno esige il capezzolo materno per suggere la linfa vitale della madre così pure.
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Horror surreale di Alex Garland con un plot drammatico nella prima parte che si evolve stancamente, ma comunque prima che si possa cambiare canale, in una visione onirica da introspezione psicanalitica, con allegorie sparse nella seconda, per planare poi velocemente in un finale sorprendente ad interpretazione libera con uno spunto realistico, la macchia di sangue sul mento lo confermerebbe, che induce suggestivamente a credere a un rapporto saffico tra la protagonista e l’amica giunta in soccorso con gravidanza artificiale in corso forse ad opera di un anonimo inseminatore, perché il maschio dovrebbe essere ridotto in questa visione femminista a semplice organo riproduttore o a fuco. L’uomo mutaforma, con tante facce ma una sola volontà prevaricatrice e femminicida dietro la maschera della divinità pagana dalla quale sembra essere stato germinato, è costretto ad auto partorirsi all’infinito per supplicare, da marito suicida minacciando la propria distruzione, amore, anche se in realtà vuole soltanto dominare e come un neonato tiranno esige il capezzolo materno per suggere la linfa vitale della madre così pure. Apoteosi e liberazione nell’ultima sequenza, nascita di una nuova coppia di uguali che genera al di fuori del controllo asfissiante del potere maschile.
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