| Titolo originale | My Dead Friend Zoe |
| Anno | 2024 |
| Genere | Commedia, Drammatico, Guerra, |
| Produzione | USA |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Kyle Hausmann-Stokes |
| Attori | Sonequa Martin-Green, Natalie Morales, Utkarsh Ambudkar, Gloria Reuben Ed Harris, Morgan Freeman, Rich Paul, Drew Rausch. |
| Uscita | mercoledì 11 giugno 2025 |
| Distribuzione | Europictures |
| MYmonetro | 2,89 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 5 giugno 2025
La storia di una forte amicizia al femminile che va oltre la morte. In Italia al Box Office La mia amica Zoe ha incassato 17,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Stato dell'Oregon, ai giorni nostri. Merit Charles è una giovane meccanica specializzata dell'esercito statunitense che ha militato in Afghanistan nel 2016 e si ritrova a frequentare suo malgrado un gruppo terapeutico su ordine del tribunale, dopo aver causato per negligenza un grave incidente. Il suo trauma non è una conseguenza di quell'incidente, è il ricordo di una grande amica e commilitona, Zoe Ramirez, che ha perso la vita. Zoe è così presente nella memoria di Merit che la giovane donna la vede ovunque. Zoe è la sua ombra, e le ripete che non deve raccontare ciò che ha vissuto: dunque durante le riunioni di terapia, fra reduci affetti da sindrome post traumatica, Merit rimane in silenzio. La situazione si complica quando la madre di Merit chiede alla figlia di assistere suo nonno Dale, un ex tenente colonnello che mostra i primi sintomi dell'Alzheimer e vive da solo in una baita sul lago.
La mia amica Zoe è il lungometraggio di esordio alla regia e sceneggiatura di Kyle Hausmann-Stokes, un reduce di guerra che racconta, trasfigurandola creativamente, una storia realmente accaduta.
Il suo intento è fortemente educativo e la confezione del film risulta piuttosto convenzionale, quasi didattica, ma c'è una grande sincerità al suo interno e un evidente desiderio di condividere la propria esperienza con il pubblico: il che è proprio quello che Merit non riesce a fare, e che non riguarda solo i reduci di guerra ma tutti coloro che, dopo un episodio traumatico, non riescono a parlarne.
Il film ha un'altra freccia al suo arco, ed è la presenza di Ed Harris, che non solo interpreta il nonno Dale con tipica varierà di sfumature e profondità d'animo, ma smarca La mia amica Zoe dal rischio di diventare un manifesto in quota MAGA: la reputazione politica ed etica di Harris tiene lontani la retorica e il patriottismo più becero, mettendo invece in luce quello più nobile. E il momento in cui il tenente colonnello rievoca il ricordo bruciante dell'accoglienza riservata ai reduci del Vietnam dal pubblico yankee è davvero commovente. Sonequa Martin-Green è molto credibile (e bellissima) nei panni di Merit (meno Natalei Morales in quelli di Zoe, e non solo perché in molte scene è solo una proiezione di Merit), e l'attore e rapper di origine indiana Utkarsh Ambudkar fornisce un sollievo comico benvenuto nell'alleggerire la drammaticità della storia.
I titoli di coda rivelano ciò che era abbastanza intuibile, ovvero che tutti gli attori (più o meno professionisti) in scena sono anche veterani, compreso Morgan Freeman che ha il ruolo del terapeuta. L'appunto che si può fare al film, a parte la già citata convenzionalità della confezione (che però nelle ricostruzioni del trauma riesce a restituire in maniera quasi epidermica l'impatto che certi eventi hanno su chi soffre di sindrome post traumatica), è quello di sottovalutare l'impatto a lungo termine dell'Alzheimer sui caregiver. Ma non si può non voler bene a un film con un'intenzione così genuina e un'urgenza testimoniale così sincera.
Dall'11 giugno arriva nelle sale italiane, distribuito da Europictures, La mia amica Zoe (2024), film d'esordio alla regia di Kyle Hausmann-Stokes - presentato fuori concorso al Torino Film Festival 2024 - che affronta il tema del trauma post-bellico attraverso la storia di Merit (Sonequa Martin-Green), veterana tornata dall' Afghanistan e profondamente segnata dall'esperienza della guerra.
Merit ha difficoltà a reintegrarsi nella vita civile e ha scelto di isolarsi, fatta eccezione per gli incontri con il dottor Cole (Morgan Freeman), il terapeuta del VA (il sistema di assistenza per i veterani), e nel frattempo deve confrontarsi - come già rivelato dal titolo originale: My Dead Friend Zoe - con la perdita della sua migliore amica Zoe (Natalie Morales), caduta in battaglia, che continua ad apparirle come un fantasma accompagnandola costantemente nella sua quotidianità, talvolta con commenti sarcastici, talvolta con dolcezza.
La situazione si complica ulteriormente quando Merit viene chiamata da sua madre nella vecchia casa di famiglia sul lago a prendersi cura del nonno Dale (Ed Harris), un reduce del Vietnam affetto da demenza senile, con cui ha sempre avuto un rapporto conflittuale.
Al suo debutto nel lungometraggio, il regista e co-sceneggiatore Kyle Hausmann-Stokes, con un passato da paracadutista nell'esercito degli Stati Uniti d'America durante la guerra in Iraq, riesce ad imprimere uno sguardo personale su tematiche complesse con una sensibilità autentica, figlia anche dell'esperienza diretta vissuta come militare - la storia è ispirata a eventi reali.
Nel restituire le molteplici sfaccettature emotive dei personaggi, il film si avvale delle performance di due "veterani del cinema" quali Morgan Freeman e Ed Harris, e soprattutto dell'attrice protagonista Sonequa Martin-Green - già nota soprattutto per la serie televisiva The Walking Dead e ora alla prima vera importante prova cinematografica - assolutamente padrona di un ruolo non facile, in cui lascia trasparire man mano sprazzi di vulnerabilità.
La mia amica Zoe trova un equilibrio sorprendente, mescolando umorismo e dramma, ilarità e commozione, scavando sotto la superficie e parlando di relazioni, amicizia, famiglia, identità, perdita e guarigione. Un film sospeso tra trauma e commedia, che offre un punto di vista originale e sincero sulle cicatrici invisibili lasciate dalla guerra, mettendo anche a confronto generazioni diverse e distanti.
Merit è una veterana dell'esercito che deve fare i conti con il peso della sua esperienza in Afghanistan e prendersi cura del nonno, il cui alzheimer sta progredendo rapidamente. Una serie di flashback la mostrano al fronte insieme alla sua amica Zoe, che ha una visione della vita diversa dalla sua. Almeno questo è quello che ricorda durante le sessioni di terapia di gruppo.