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La mia amica Zoe, un film sospeso tra trauma e commedia sulle cicatrici invisibili lasciate dalla guerra

Un film che trova un equilibrio sorprendente tra umorismo e dramma, parlando di relazioni, amicizia, famiglia, identità, perdita e guarigione. Dall'11 giugno al cinema.
di Simone Granata

La mia amica Zoe

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venerdì 6 giugno 2025 - Overview

Dall’11 giugno arriva nelle sale italiane, distribuito da Europictures, La mia amica Zoe (2024), film d’esordio alla regia di Kyle Hausmann-Stokes — presentato fuori concorso al Torino Film Festival 2024 — che affronta il tema del trauma post-bellico attraverso la storia di Merit (Sonequa Martin-Green), veterana tornata dall’ Afghanistan e profondamente segnata dall’esperienza della guerra.
Merit ha difficoltà a reintegrarsi nella vita civile e ha scelto di isolarsi, fatta eccezione per gli incontri con il dottor Cole (Morgan Freeman), il terapeuta del VA (il sistema di assistenza per i veterani), e nel frattempo deve confrontarsi — come già rivelato dal titolo originale: My Dead Friend Zoe —  con la perdita della sua migliore amica Zoe (Natalie Morales), caduta in battaglia, che continua ad apparirle come un fantasma accompagnandola costantemente nella sua quotidianità, talvolta con commenti sarcastici, talvolta con dolcezza.

La situazione si complica ulteriormente quando Merit viene chiamata da sua madre nella vecchia casa di famiglia sul lago a prendersi cura del nonno Dale (Ed Harris), un reduce del Vietnam affetto da demenza senile, con cui ha sempre avuto un rapporto conflittuale.


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Al suo debutto nel lungometraggio, il regista e co-sceneggiatore Kyle Hausmann-Stokes, con un passato da paracadutista nell’esercito degli Stati Uniti d’America durante la guerra in Iraq, riesce ad imprimere uno sguardo personale su tematiche complesse con una sensibilità autentica, figlia anche dell’esperienza diretta vissuta come militare — la storia è ispirata a eventi reali. 
Nel restituire le molteplici sfaccettature emotive dei personaggi, il film si avvale delle performance di due “veterani del cinema” quali Morgan Freeman ed Ed Harris, e soprattutto dell’attrice protagonista Sonequa Martin-Green — già nota soprattutto per la serie televisiva The Walking Dead e ora alla prima vera importante prova cinematografica — assolutamente padrona di un ruolo non facile, in cui lascia trasparire man mano sprazzi di vulnerabilità.
La mia amica Zoe trova un equilibrio sorprendente, mescolando umorismo e dramma, ilarità e commozione, scavando sotto la superficie e parlando di relazioni, amicizia, famiglia, identità, perdita e guarigione. Un film sospeso tra trauma e commedia, che offre un punto di vista originale e sincero sulle cicatrici invisibili lasciate dalla guerra, mettendo anche a confronto generazioni diverse e distanti.


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