| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Kenneth Branagh |
| Attori | Caitriona Balfe, Judi Dench, Jamie Dornan, Ciarán Hinds, Colin Morgan Lara McDonnell, Conor MacNeill, Zak Holland, Thea Achillea, Jude Hill. |
| Uscita | giovedì 24 febbraio 2022 |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,16 su 35 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 7 marzo 2022
Un giovane ragazzo e la sua famiglia operaia vivono la tumultuosa fine degli anni '60. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello, 6 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, Il film è stato premiato a Roma Film Festival, 6 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 1 candidatura agli European Film Awards, 11 candidature e vinto 2 Satellite Awards, 11 candidature a British Independent, a National Board, a Toronto, 9 candidature e vinto 3 Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, 1 candidatura a Goya, a AFI Awards, In Italia al Box Office Belfast ha incassato 1,9 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Belfast, 1969. Buddy vive con la mamma e il fratello maggiore in un quartiere misto, abitato da protestanti e da cattolici. Sono vicini di casa, amici, compagni di scuola, ma c'è chi li vorrebbe nemici giurati e getta letteralmente benzina sul fuoco, aizzando il conflitto religioso, distruggendo le finestre delle case e la pace della comunità. La famiglia di Buddy, protestante,si tiene fuori dai troubles, non cede alle lusinghe dei violenti e attende con ansia il ritorno quindicinale del padre da Londra, dove lavora come carpentiere. Emigrare è una tentazione, ma come lasciare l'amata Belfast, i nonni coi loro preziosi consigli di vita e d'amore, la bionda Catherine del primo banco?
Kenneth Branagh guarda all'indietro, al tempo della sua infanzia, e costruisce un sentito omaggio alla città che lo ha cresciuto, alla sua forza d'animo, il suo umorismo particolare, l'allegria e la tensione che ne facevano (ne fanno?) un posto unico al mondo.
Il punto di vista del suo alter ego di nove anni, Buddy, è il filtro attraverso cui passa ogni cosa, reso visivamente con un'inquadratura dal basso che denuncia una tendenza alla didascalia che permea sottilmente tutto il film, e che si ritrova, per esempio, nell'uso del canzoniere di Van Morrison: perfetto, ma appesantito da un uso eccessivo, spesso soltanto a rinforzo delle immagini. Che si tratti di peccati di ingenuità o di velleità poco importa, perché il film procede cosìconvinto e sicuro per la sua strada stilistica, assommando idee che sarebbe più corretto definire trovate (dal bianco e nero dei ricordi si esce solo quando si va al cinema o a teatro, perché l'arte è a colori, ma non la tivù, cattiva maestra) e opinabili strumenti grammaticali (abbondano i primi e primissimi piani), che finisce per avere una sua cifra ben definita, persino un suo gusto, senza dubbio una personalità.
L'esperienza teatrale ha insegnato a Branagh la potenza di fuoco di un buon cast, e in questo caso gli attori tutti, più e meno giovani, accompagnano alla bravura la loro indubbia fotogenia, illuminata dalla fotografia di Haris Zambarloukos, ma a svettare sono soprattutto Judy Dench e Charan Hinds, protagonisti dei momenti più belli dei film, nel ruolo dei nonni.
Nell'amarcord del regista, infine, e nel romanzo di formazione del giovane Buddy, non poteva mancare il cinema: mentre cerca di trovare la propria strada (spronato dai confusi ma terrificanti discorsi del pastore protestante), il piccolo cerca aiuto nei film: "Mezzogiorno di fuoco", "L'uomo che uccise Liberty Valance", "Chitty Chitty Bang Bang", si offrono di volta in volta come modelli di ruolo o alternative di vita, ampliando il bagaglio sentimentale del personaggio e l'orizzonte di senso del film.
“Belfast” (id. 2021) è il diciottesimo lungometraggio del regista-produttore nord-irlandese Kennet Branagh Ecco che arriva il punto di non-ritorno. L’attore-regista ha avuto una forza e un coraggio vivi ne girare e recitare (benissimo) pellicole da drammi shakespeariani. Intensi, belli, caricati. Poi….si è voluto dedicare al cinema ‘generalista’ [...] Vai alla recensione »
Chiude su di lei, Belfast di Kenneth Branagh, sul primo piano della nonna interpretata da Judy Dench, che appoggia il capo stanco al vetro di una porta-finestra e guarda in basso verso il vuoto. "Per quelli che sono rimasti", recita la didascalia. E aggiunge: "Per quelli che sono partiti. Per quelli che si sono persi". Lei, la nonna, ha da poco perso il marito.