L'esorcismo di Hannah Grace

Film 2018 | Horror V.M. 14 85 min.

Titolo originaleThe Possession of Hannah Grace
Anno2018
GenereHorror
ProduzioneUSA
Durata85 minuti
Regia diDiederik Van Rooijen
AttoriShay Mitchell, Grey Damon, Kirby Johnson, Nick Thune, Stana Katic, Louis Herthum James A. Watson Jr., J.P., Valenti, Lexie Roth, Larry Eudene, Arthur Hiou.
Uscitagiovedì 31 gennaio 2019
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 1,38 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Diederik Van Rooijen. Un film con Shay Mitchell, Grey Damon, Kirby Johnson, Nick Thune, Stana Katic, Louis Herthum. Cast completo Titolo originale: The Possession of Hannah Grace. Genere Horror - USA, 2018, durata 85 minuti. Uscita cinema giovedì 31 gennaio 2019 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 1,38 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il turno di notte all'interno della camera mortuaria di un'ospedale si rivela un inferno quando un cadavere comincia a ribellarsi. In Italia al Box Office L'esorcismo di Hannah Grace ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 1,3 milioni di euro e 695 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente no!
1,38/5
MYMOVIES 1,75
CRITICA 1,38
PUBBLICO 1,00
CONSIGLIATO NO
Un film esorcistico-demoniaco diverso dal solito, carico di una sinistra atmosfera opprimente.
Recensione di Rudy Salvagnini
mercoledì 30 gennaio 2019
Recensione di Rudy Salvagnini
mercoledì 30 gennaio 2019

Una giovane ragazza, Hannah Grace, viene esorcizzata da un paio di sacerdoti, alla presenza di suo padre, perché posseduta da spiriti maligni. L'esito dell'esorcismo è tragico: i sacerdoti vengono uccisi e il padre, a sua volta, uccide Hannah, disperato. Tre mesi dopo, Megan Reed, ex poliziotta che ha lasciato il servizio per problemi, prende servizio per il turno di notte alla morgue di un grande ospedale, il Boston Metro Hospital. Il dottor Lewis che la conduce al posto di lavoro la avvisa che parecchia gente impressionabile ha dovuto lasciarlo perché non lo reggeva, ma Megan assicura che per lei quando uno muore, muore e basta. Fine della storia. Perciò lavorare a una morgue per lei non sarà un problema, anche se dovrà restarvi praticamente da sola per tutta la notte.

La prima notte di lavoro, Megan riceve subito un cadavere: svolge il suo lavoro e tutto va bene. La notte successiva, Megan riceve un altro cadavere, quello di una giovane donna. Non si accorge, però, che uno strano tipo che prima le aveva chiesto di entrare si intrufola dentro la morgue.

La ragazza è stata uccisa e mutilata da un ignoto assassino. La sua carta d'identità rivela che si tratta di Hannah Grace. Subito cominciano ad accadere cose strane e Megan si ritrova ad affrontare qualcosa di terribile.

Il filone esorcistico è uno dei più persistenti del cinema horror: non tantissimi titoli, ma prodotti con regolarità. In questo caso, l'esorcismo funge da premessa all'azione e non ne è lo sfogo finale. Questa è la piccola novità del film, che preferisce concentrarsi sulla protagonista, sulle sue difficoltà esistenziali dovute a un forte trauma subito in servizio e, conseguentemente, sulle sue paure a confronto con qualcosa di inatteso e spaventoso.

La gran parte del film è ambientata nella morgue di un ospedale metropolitano, in modo da accrescere l'isolamento e creare un clima claustrofobico che pone la protagonista da sola contro l'ignoto, senza apparente via di scampo: la particolarità e la cupezza intrinseca dell'ambiente sono sfruttate bene, anche attraverso elementi tecnologici, come la chiusura automatica delle luci e l'utilizzo dei sensori di movimento per l'accensione. La storia è molto esile, più che altro è una situazione all'interno della quale si sviluppa principalmente un confronto tra la protagonista e l'indemoniata, ma l'atmosfera macabra che si crea in un luogo così asettico e spersonalizzato contribuisce a generare un'apprezzabile tensione: in questo senso, c'è qualche analogia con Autopsy, che però era più compatto e inquietante.

La figura cadaverica di Hannah Grace ha una consistente efficacia drammatica e, soprattutto, orrorifica, richiamando in parte gli spettri - contorti e con le ossa schioccanti - degli horror giapponesi da The Ring in poi. L'idea che attraverso le morti altrui il corpo martoriato del cadavere si rigeneri è efficace e rimanda a miti sempiterni dell'horror come il vampirismo (già ai tempi del Dracula di Bram Stoker, il vampiro ringiovaniva dopo aver bevuto il sangue). La lotta contro il Male è anche un modo per la protagonista, interpretata con convinzione da Shay Mitchell (sin qui attiva soprattutto in televisione, in particolare con la serie Pretty Little Liars), di compiere un percorso esistenziale di redenzione, cercando di superare le proprie manchevolezze passate. In un cast mediamente convincente, sono particolarmente apprezzabili anche la fisicità e l'espressività di Kirby Johnson nel ruolo, non facile, di Hannah Grace.

L'olandese Diederik Van Rooijen, anche apprezzato regista di commercials, padroneggia con abilità la materia narrativa non troppo cospicua riuscendo a creare un film esorcistico-demoniaco in parte diverso dal solito, non solo perché l'esorcismo ne è un elemento minimale e propedeutico, ma soprattutto per la capacità di ibridare in modo abbastanza riuscito varie mitologie horror in un film di buon intrattenimento pur se con un finale un po' sbrigativo.

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Torna la possessione demoniaca.
Overview di Rudy Salvagnini
lunedì 17 dicembre 2018

La possessione demoniaca è uno dei temi più frequenti nell'horror, soprattutto a partire dalla rivoluzione tematica operata da un film epocale come L'esorcista di William Friedkin, che nel 1973 ha stabilito standard e schemi narrativi creando un vero e proprio sottogenere dell'horror. Da allora, si sono susseguiti con frequenza più o meno intensa, ma con una notevole regolarità, rappresentazioni demoniache di svariata tipologia, accompagnate in genere da esorcismi di ogni natura, più o meno efficaci.

La tenuta nel tempo dell'efficacia di questa minaccia avvertita dallo spettatore è direttamente proporzionale all'atavica paura di essere spossessati della propria identità, di perdere il controllo di se stessi per mano di forze superiori e ultraterrene, che ha da sempre caratterizzato l'essere umano.

Per questo motivo, se il vampiro o il licantropo - per quanto efficaci anch'essi come simboli del terrore - sono sempre stati visti più come babau dell'irreale, è sempre stata percepita come più "realistica" la minaccia del demonio, nelle sue varie incarnazioni. E in quanto tale, è una minaccia capace di radicarsi in modo più profondo nella psiche anche dell'uomo moderno, in qualunque contesto sociale, anche in quello urbano e metropolitano.

L'esorcismo di Hannah Grace, nuovo esempio del filone esorcistico di prossima uscita, ripropone stilemi e situazioni tipiche del genere, operando però una sorta di interessante inversione temporale: laddove in genere i film si concludono con un esorcismo, questo invece si apre con un esorcismo, ambientando poi il prosieguo della storia all'interno di un oscuro ospedale cittadino e in particolare della sua morgue, un po' come accadeva nel recente, e riuscito, Autopsy di André Øvredal. La frase di lancio, infatti, ci informa che la cosa più terrificante di un esorcismo è ciò che avviene dopo.

Prodotto con un budget di nove milioni e mezzo di dollari (il che lo colloca nei low budget di fascia alta), il film è diretto dall'olandese Diederik Van Rooijen, il cui curriculum è principalmente fatto di cortometraggi e di regie televisive, con alcune curiosità cinematografiche come Bollywood Hero, bizzarra ma non malvagia incursione nel mondo dell'industria filmica indiana.

Di rilievo è anche la sua esperienza in campo pubblicitario, con la regia di vari commercials di livello. Non ha invece particolari esperienze in campo horror e questo, se da un lato può essere stato un problema con riferimento al possesso dei meccanismi narrativi del genere, dall'altro può essersi risolto in un vantaggio per la capacità di rivolgere uno sguardo a quegli stessi meccanismi non condizionato da un approccio routinario. A garantire comunque la conoscenza della materia, è la presenza dello sceneggiatore Brian Sieve, che ha dedicato al genere tutta la sua - al momento ancora breve - carriera: dopo aver scritto due seguiti di Boogeyman - L'uomo nero (Boogeyman 2 - Il ritorno dell'uomo nero e Boogeyman 3), Sieve infatti si è dedicato alla serie Tv originata da Scream, il celebre film di Wes Craven (e dai suoi seguiti).

La protagonista, una dottoressa alle prese con il suo nuovo lavoro ospedaliero che le riserva sorprese non previste e per niente gradite, è Shay Mitchell, la cui fama è principalmente legata al suo ruolo in una serie televisiva di successo dalla lunga durata: Pretty Little Liars. Con questo ruolo, la Mitchell affronta una nuova e impegnativa sfida attoriale cercando di dare una svolta alla sua carriera uscendo dai confini televisivi.

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Recensione di Fiaba Di Martino
martedì 5 febbraio 2019

Emily Rose, Emma Evans, Jane Doe etc.: alla schiera di disgraziate e confondibili (fatta salva la seminale Regan) possedute si aggiunge la salma riluttante di Hannah Grace (contorsionista, come la Elena Fokina di Suspiria) il cui esorcismo, fallito, si consuma nelle prime battute del film. Segue la nottataccia obitoriale di un'ex sbirra tormentata dal passato che si servirà del demone ancora sottopelle di miss Grace in qualità di strumento purificatorio (gioco facile: la morta è in grado di rigenerarsi, camminare sulle pareti, levitare e persino prendere l'ascensore, ma bastano due colpi in canna a metterla fuori combattimento). Repertorio scadente di jump scare, brividi autoptici, trucchetti sonori, dimenticabili vittime sacrificali e rivelatorie ricerche su Google diligentemente in campo; il resto è letale stupidità.
Da Film TV, N. 6 del 5 febbraio 2019

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L'ESORCISMO DI HANNAH GRACE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 3 febbraio 2019
Nino Pellino

Il genere cinematografico dedicato ai film horror aventi come tema l'esorcismo vanta ormai nella sua storia molte pellicole, tra cui l'indimenticabile pietra miliare "L'esorcista" dei primi anni '70 e poi successivamente diversi seguiti che sono risultati più o meno riusciti. Quest'ultma pellicola del regista  Diederik Van Rooijien, secondo il mio punto di [...] Vai alla recensione »

domenica 28 aprile 2019
JK

Film pessimo che scopiazza un po' di qua e un po' di là non aggiungendo assolutamente nulla di nuovo al genere. Il film scorre per tutta la durata senza alcun colpo di scena. Non vale la pena guardarlo neanche per passare una serata a casa. Si salva soltanto la fotografia.

martedì 12 febbraio 2019
maxi kojak

Premetto che sono un discreto amante del genere ed ho visto tutti i film a partire da l'Esorcista (quello vero ed inimitabile), fino ad Emily Rose e compagnia bella. Diciamo che alla mia età è diffcile che i film attualmente suscitano paure e inquititudini, però nell'andare a vederli cerco sempre qualche emozione, qualcosa che ti rimane dentro, piccoli insegnamenti.

martedì 12 febbraio 2019
maxi kojak

Si può dire che sono un amante del genere, ed ho visto quasi tutti i film del filone a partire dal capostipite ed inarrivabile L'Esorcista (1973). Ormai film del genere non mi fanno più tanto effetto, paura o inquietitudine, essendo ormai adulto e vaccinato. Da film del genere ricerco comunque qualche emozione, qualche spunto, qualche insegnamento.

Frasi
Qualcosa è andato storto ed è morta durante il rito.
Una frase di Grainger (Louis Herthum)
dal film L'esorcismo di Hannah Grace - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 31 gennaio 2019
Francesco Grossi
Sentieri Selvaggi

C'è una scena che tutti gli spettatori si aspetterebbero come climax in un horror che parla di possessioni demoniache: la sequenza dell'esorcismo. La ragazza posseduta legata ad un letto al centro della stanza, il prete che blatera preghiere, la voce del demonio che urla maledizioni, il corpo che si contorce. Diederik Van Rooijen invece decide fare ciò che nessuno si aspetterebbe: iniziare il film [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 gennaio 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Hannah Grace muore durante un esorcismo. O così sembra, perché, appena arriva all'obitorio, il suo corpo inizia a sterminare gli inservienti. Ne sa qualcosa Megan che, al primo giorno di lavoro, chiusa nel seminterrato, deve fronteggiare la minaccia. La premessa era molto buona, ma lo svolgimento è da matita rossa. Un horror che non inquieta mai, tra cliché e bizzarre scelte di sceneggiatura.

giovedì 31 gennaio 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Nel prologo due preti sottopongono a esorcismo Hannah Grace con tutto l'apparato di crocefissi e acqua santa. Tre anni dopo Megan, expoliziotta in crisi, trova lavoro nella camera mortuaria di un ospedale. Un breve periodo di formazione e le capita un cadavere mutilato e deforme: quello di Hannah Grace, naturalmente. Poche ore dopo l'arrivo del corpo, alcuni colleghi di Megan scompaiono misteriosamente. [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 gennaio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Si sa, e se non lo sapessimo ce lo spiega il film: quando un esorcismo non va a buon fine, lo spirito diabolico trova nuovo alloggio? o, detto altrimenti, la morte può essere un inizio. Ne fa le spese Megan, ex-poliziotta che, lasciato il posto per problemi di panico dopo la morte di un collega, ha assunto il servizio notturno nella morgue di un grande ospedale di Boston.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
giovedì 31 gennaio 2019
A cura della redazione

Una giovane ragazza, Hannah Grace, viene esorcizzata da un paio di sacerdoti, alla presenza di suo padre, ma l'esito è tragico: i sacerdoti vengono uccisi e il padre, a sua volta, uccide Hannah, disperato.

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