Copia Originale

Film 2018 | Biografico, Commedia +13 106 min.

Titolo originaleCan You Ever Forgive Me?
Anno2018
GenereBiografico, Commedia
ProduzioneUSA
Durata106 minuti
Al cinema9 sale cinematografiche
Regia diMarielle Heller
AttoriMelissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells, Jane Curtin, Ben Falcone Anna Deavere Smith, Stephen Spinella, Julie Ann Emery, Joanna Adler, Marc Evan Jackson, Jennifer Westfeldt, Christian Navarro.
Uscitagiovedì 21 febbraio 2019
TagDa vedere 2018
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,42 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Marielle Heller. Un film Da vedere 2018 con Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells, Jane Curtin, Ben Falcone. Cast completo Titolo originale: Can You Ever Forgive Me?. Genere Biografico, Commedia - USA, 2018, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 21 febbraio 2019 distribuito da 20th Century Fox. Oggi tra i film al cinema in 9 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,42 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La vera storia di Lee Israel che, per contrastare la povertà, decise di contraffare lettere di persone celebri già decedute. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 3 candidature a BAFTA, ha vinto un premio ai Razzie Awards, 3 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, ha vinto 2 Spirit Awards, In Italia al Box Office Copia Originale ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 417 mila euro e 215 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,42/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,75
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Un grande film capace di rendere un personaggio difficile una gioia da incontrare.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 11 dicembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 11 dicembre 2018

New York, 1991. Lee Israel ha un grande talento e un pessimo carattere. L'alcolismo e la misantropia, le alienano qualsiasi possibilità di carriera. Licenziata per un bicchiere e un insulto di troppo, deve trovare un altro modo, e deve trovarlo presto, per sbarcare il lunario e curare il suo adorato gatto. Due lettere di Fanny Brice, rinvenute per caso in un libro della biblioteca e vendute a 75 dollari, le forniscono l'idea che cercava. Biografa talentuosa, mette a frutto la sua conoscenza della materia e il suo talento di scrittrice. Seduta alla macchina da scrivere compone finte lettere di grandi autori scomparsi. Affiancata da Jack Hock, spirito libero col vizio del sesso, Lee riesce nell'impresa. Almeno fino a quando l'FBI non si mette sulle sue tracce.

Copia originale non è una commedia ma si sorride sovente, è ambientato al debutto degli anni Novanta a New York ma le canzoni sono dei classici di un passato remoto (Jeri Southern, Peggy Lee, Dinah Washington), è dominato dall'insegna luminosa del "The New Yorker" ma la sua protagonista è una scrittrice nell'ombra.

Tutto è spostato nel film di Marielle Heller e tutto contribuisce a ricostruire l'illusione alla base del sorprendente processo di falsificazione di Lee Israel. Ma a guardarlo più da vicino e andando oltre la frode seriale, Copia originale racconta la vita di una donna che non trova il suo posto in un mondo che cambia, in una città dove chiudono le librerie e aprono gli Starbucks, dove aumentano gli spazi di coworking e si riducono quelli in cui respirare (e leggere) in pace, dove la decimazione della comunità gay avanza con quella della cultura artistica.

Autrice di diverse biografie popolari apparse nella Best Sellers List del "New York Times", Lee Israel è in caduta libera come la sua carriera. Ed è a questo punto della china che decide di fingersi qualcun'altra rimanendo incredibilmente se stessa. Perché le personalità celebri che 'interpreta' così bene nelle sue lettere condividono con lei il carattere sferzante e l'ingegno sfacciato. Scrittrice di inchiostro e bile, whisky e sangue, Lee Israel è una misantropa fuori norma e una compagnia non sempre piacevole. Una persona che non interessa alla gente e a cui d'altra parte non interessa la gente, a meno di non essere un gatto o Dorothy Parker.

La brillante creatività verbale, essenziale per la sua arte, diventa uno scudo che impone la riservatezza anche a prezzo della solitudine. Una solitudine testarda, che rifiuta qualsiasi possibilità di intimità e uno spirito affine e gentile come Anna, fan dei suoi libri e libraia a cui vende le sue lettere.

Copia originale, adattamento del romanzo (autobiografico) di Lee Israel ("Can you ever forgive me?"), svolge la sua formazione da falsaria autodidatta, sottolineando il suo genio nell'imitare gli stili precisi delle celebrità (Dorothy Parker, Louise Brooks, Margaret Mitchell, Noël Coward, Edna Ferber, Lillian Hellman e ancora) a cui aggiunge, per qualche dollaro in più, un surplus d'anima. D'altronde serve un'innegabile verve e padronanza della materia per ingannare così spesso e così a lungo specialisti e storici dell'arte. Alla sua morte, nel 2014, Lee Israel era più conosciuta per la sua carriera criminale che per quella giornalistica e letteraria. Marielle Heller la coglie al debutto degli anni Novanta, disegnando un ritratto caustico e malinconico di un'autrice che sognava un po' di riconoscenza da un ambiente che non le aveva mai dato davvero una chance. In questo senso, Copia originale è un grande film sulla fragilità dell'atto di scrivere. Una riflessione su un'arte impulsiva, arbitraria, capricciosa che spezza le vene delle mani e interroga un talento che qualche volta non c'è e qualche altra non viene riconosciuto.

Ma Copia originale è anche e soprattutto un film su Melissa McCarthy, confinata nelle commedie sregolate hollywoodiane, dove ha imposto lo stile scatologico e regressivo in cui eccelle. Attrice comica senza misura e misure (conformi), incarna superbamente e mestamente il suo primo ruolo drammatico. Dopo aver 'stirato' le meches bionde di Donald Trump al SNL (la caricatura di Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca dimesso), inciampa in una donna sovente sgradevole che riesce tuttavia a rendere empatica e profondamente umana. La sua Lee Israel si rivela un'antieroina irresistibile, quella vera un'occasione per sperimentare una gravità nuova, che frena gli istinti comici sfrenati e spinge sulle nuance drammatiche.

Da qualche parte tra attitudine irrispettosa e affermazione aforistica, si compone il profilo tragicomico di un'artista che ha rigettato per prima il mondo per paura di esserne respinta. È solo davanti a Jack Hock, il migliore e solo amico di Lee, che la guardia si abbassa. A interpretarlo è Richard E. Grant, ricordandoci che attore incredibile sia con una partitura all'altezza del suo valore. Gay gaudente e (auto)distruttivo, Jack forma con Lee un tandem etilico orgogliosamente disperato. Se lei si crede (a ragione) Dorothy Parker, lui si prende per Oscar Wilde in una geografia urbana di librerie preziose e di gay bar ospitali del West Village. Copia originale abita lì, in quei luoghi di resistenza e tolleranza, riuscendo in quello che a pochi biopic riesce: rendere un personaggio difficile una gioia da incontrare.

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VIDEO RECENSIONE
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 23 febbraio 2019
francesca meneghetti

 Il film  "Copia originale", della regista Marielle Heller, ispirato a una storia vera del 1991, ci procura anzitutto una piacevole full immersion nelle atmosfere di una New York che pare retrodatata, dai colori autunnali e vicina agli stilemi di Woody Allen: strade alberate, qualche stralcio del Central Park, diversi autobus, ma soprattutto molti interni: librerie antiquarie, bibliotech [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 febbraio 2019
Eugenio

All’inizio vediamo una, cinica, sporca e maleducata donna sulla cinquantina impegnata, mentre corregge bozze, a bere e a scatenare improperi verso il proprio superiore e le sue colleghe; poi, quasi istantaneamente, la stessa viene licenziata e con più debiti di Paperino (un po’ le assomiglia anche caratterialmente anche se i tre nipotini sono sostituiti da un’anziana gatta) [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 marzo 2019
Zarar

Coinvolgente interpretazione di Melissa McCarthy, nel film la scrittrice biografa Lee Israel che, in un momento di crisi creativa e conseguente grave difficoltà economica, agli inizi degli anni ’90, divenne una falsaria di lettere autografe di celebri scrittori, attività che esercitò per un certo periodo con successo, abile com’era nell’immedesimarsi nella personalit&a [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 febbraio 2019
kimkiduk

Recensioni ottime, candidature agli Oscar per le interpretazioni. Non ti aspetti il capolavoro ma ti aspetti un discreto film. Non è brutto, ma decisamente sopravvalutato. Le candidature dei due protagonisti, nettamente migliore Richard E. Grant, penso siano state fatte solo per numero che per vera speranza di vittoria. La storia, se pur vera, a volte è quasi noiosa e a maggior ragione, [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 febbraio 2019
foffola40

Due i protagonisti di questo film: la scrittirice di biografie che nessuno legge più che si consola bevendo e cerca di sbarcare il lunario con molta difficoltà, impreca con tutti e non paga i suoi debiti. Laltro, un omosessuale incontrato in un pub, compagno di bevute, dalla vita dissoluta, che forse vorrebbe aiutarla ma non ne è capace tanto che lascia morire la gatta della scrittrice [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 febbraio 2019
cardclau

72 1024x768 Il film di Marielle Heller pesca in una storia vera degli anni 90: la scrittrice di biografie di personaggi famosi, immagino stuzzichevoli per un certo tipo di essere umano, animato da una curiosità forse un po’ morbosa e maliziosa, Lee Israel (Melissa McCarty), ha esaurito la sua vena creativa o l’interesse dei lettori per quel tipo di argomento, [...] Vai alla recensione »

Frasi
Sono indietro con l'affitto da mesi e il mio gatto sta male...
Una frase di Lee Israel (Melissa McCarthy)
dal film Copia Originale - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 15 febbraio 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Con il profilo della giornalista Dorothy Kilgallen entrò nella Best Seller List del New York Times, ma sarebbe stata l'eccezione: il successo e Lee Israel (1939-2014) non si frequentarono spesso. Biografa per necessità, rosicona in servizio permanente effettivo ("Tre milioni di dollari a Tom Clancy? Solo perché è un maschio bianco che manco sa di essere un coglione"), caratteraccio d'ordinanza, igiene [...] Vai alla recensione »

domenica 24 febbraio 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Sarcastica, astiosa, misantropa. Così pare fosse la scrittrice Lee Israel, nata a New York nel 1939 e là morta settantacinque anni dopo. E sarcastica, astiosa e misantropa è la Lee Israel (Melissa McCarthy) di Copia originale (Can You Ever Forgive Me?, Usa, 2018, 106'). Ripercorrendo la sua autobiografia (Potrai mai perdonarmi? Memorie di una falsificatrice letteraria), Marielle Heller e gli sceneggiatori [...] Vai alla recensione »

domenica 24 febbraio 2019
Peter Travers
Rolling Stone

Melissa McCarthy è candidata all'Oscar come migliore attrice per Copia originale, la vera storia di Lee Israel, una solitaria e amareggiata scrittrice di biografie di celebrità che decide di diventare falsaria per pagare i conti quando il lavoro scarseggia. L'Academy in precedenza aveva nominato McCarthy come attrice non protagonista per Le amiche della sposa del 2011, il tipo di commedia chiassosa [...] Vai alla recensione »

sabato 23 febbraio 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Copia originale **** Può essere che non troviate i falsari interessanti, nel dubbio evitatelo. Aggravante: si parla di biografie, di scrittori e delle loro lettere, abilmente imitate da una scontrosa signora che si chiamava Lee Israel. Al cinema non vengono mai benissimo, chi scrive a macchina non fa spettacolo. Ma se i falsi vi interessano almeno un po', e assieme ai falsi vi interessano i motivi [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 febbraio 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Siamo un po' assediati dal marchio "storia vera" impresso sui titoli, invitati anche dal cinema a credere più convinti all'umano pathos delle narrazioni mentre siamo immersi in realtà sfuggenti, fake o "liquide". Qui troviamo la sopravvivenza metropolitana tra miseria e letteratura di Lee Israel, 50enne biografa di decaduta nomea, squattrinata, sgradevole e un po' alcolica condannata nei primi '90 [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 febbraio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Nel 2007 la Alfred A. Knopf pubblicò a cura di Barry Day The Letters of Noel Coward. Peccato che due succose letterine dell'importante epistolario non fossero autentiche: le aveva sapientemente vergate Lee Israel, giornalista e memorialista di discreta fama che, caduta in disgrazia dopo il flop di una sua biografia su Estée Lauder, aveva deciso di convertirsi in falsaria per pagare le bollette.

giovedì 21 febbraio 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Né giovane né bella, incline al bicchiere e fornita di un raro caratteraccio, Lee Israel è licenziata dal giornale per cui lavora. Autrice di biografie che nessuno compra, comincia allora a falsificare lettere di personaggi celebri per pagare le bollette. Le cose le vanno bene (è più spiritosa dei suoi modelli)? finché qualcuno non è insospettito da dichiarazioni troppo esplicite in una (presunta) [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 febbraio 2019
Fulvia Degl'Innocenti
Famiglia Cristiana

Una storia deliziosa, tragica e insieme ironica, incredibile ma del tutto autentica, visto che è tratta dall'autobiografia di Lee Israel. Scrittrice di fortunate biografie di personaggi hollywoodiani, dopo essere caduta in disgrazia nel mondo letterario e aver perso il lavoro per un bicchiere di troppo e un insulto gratuito al suo capo, si ritrova squattrinata, rintanata nel suo appartamento sporco, [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 febbraio 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Scrittrice di biografie in disgrazia non ha di meglio da fare per vivere se non falsificare lettere autografe di autori famosissimi e spacciarle per autentiche. Il diavolo però fa le pentole ma non i coperchi. E il giochino viene a galla. Affascinanti atmosfere anni Settanta per un film che ripropone stereotipi come la rapacità degli editori e lo scrittore alcolizzato, drogato e pure gay.

giovedì 21 febbraio 2019
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Lee Israel ha la lingua lunga e spesso anche asciutta. Così dalla sua bocca esce di tutto mentre in entrata è soprattutto alcol. Vive male e scrive benissimo. Il suo caratteraccio da misantropa le ha bruciato alle spalle ogni ponte, dopo un libro di successo non è stata più in grado di replicare, anzi ha fallito, su tutto il fronte. Il suo cruccio da novella disoccupata, ha perso l'ennesimo lavoretto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 febbraio 2019
Carlo Valeri
Sentieri Selvaggi

Le mille luci di New York. La malinconica bellezza dei suoi locali e delle sue insegne. I marciapiedi, i pub e i salotti in cui serpeggiano riflessioni sul blocco dello scrittore e sulla struttura narrativa lineare. È a tratti permeato da atmosfere alla Woody Allen Can You Ever Forgive Me? (titolo italiano Copia originale), anche se l'incantesimo romantico non nasconde il lato oscuro della Grande Mela, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 febbraio 2019
FaBio Vittorini
Duels.it

Che male c'è se una scrittrice di mezza età, brutta, dall'igiene approssimativa, accumulatrice compulsiva, al verde, mal vestita, che ama più i gatti che le persone, che tiene tutti a distanza (persino una sua pretendente libraia assai carina e gentile), che cerca di passare il più possibile inosservata, rifiutando lo star system e il marketing letterario, che insulta la sua agente, che non riesce [...] Vai alla recensione »

martedì 19 febbraio 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

C'è un modo semplice e non retorico per supportare la battaglia per la parità sessuale nell'industria del cinema, ed è fare passaparola per i film (ben) scritti, diretti, prodotti e montati da donne che ci consegnano personaggi femminili fuoriserie come la Lee Israel di "Copia originale" (in uscita il 21 febbraio). Tanto più se, come in questo caso, vederli significa fare un grande regalo a se stessi/e. [...] Vai alla recensione »

martedì 19 febbraio 2019
Fiaba Di Martino
Film TV

«Ma dopotutto, che importa se nessuno ti ama?» rifletteva fra sé e sé la quindicenne Minnie nel finale di Diario di una teenager, esordio di Marielle Heller. Alla stessa conclusione è giunta già da molto tempo e con molto più disincanto Lee Israel, biografa misantropa, malissimo in arnese, che, respinta per l'ennesima volta dalla sua agente - per il «fascistoide» Tom Clancy si sborsano milioni, ma [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 22 febbraio 2019
A cura della redazione

Lee Israel ha un grande talento e un pessimo carattere. L'alcolismo e la misantropia le alienano ogni possibilità di carriera. Due lettere di Fanny Brice rinvenute per caso e vendute a 75 dollari le forniscono l'idea di comporre finte lettere di grandi [...]

NEWS
martedì 20 novembre 2018
 

Un film biografico sulla vita Lee Israel che, dopo essere caduta in disgrazia, decise di contraffare delle lettere di scrittori e celebrità decedute per pagare l'affitto. Quando le falsificazioni cominciarono a sollevare dei sospetti, decise di rubare [...]

POSTER
martedì 13 novembre 2018
 

Un film biografico sulla vita Lee Israel che, dopo essere caduta in disgrazia, decise di contraffare delle lettere di scrittori e celebrità decedute per pagare l'affitto. Quando le falsificazioni cominciarono a sollevare dei sospetti, decise di rubare [...]

TRAILER
venerdì 7 settembre 2018
 

Un film biografico sulla vita Lee Israel che, dopo essere caduta in disgrazia, decise di contraffare delle lettere di scrittori e celebrità decedute per pagare l'affitto. Quando le falsificazioni cominciarono a sollevare dei sospetti, decise di rubare [...]

winner
razzie redeemer award
Razzie Awards
2019
winner
miglior attore non protag.
Spirit Awards
2019
winner
miglior scenegg.ra
Spirit Awards
2019
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