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Ultimo aggiornamento venerdì 15 febbraio 2019
Argomenti: Tutti i film del Marvel Cinematic Universe
Le vicende di T'Challa, re del Wakanda, nazione africana tra le più avanzate. La ricomparsa di uno storico nemico lo mette a dura prova, sia come re che come Black Panther. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 3 Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, ha vinto un premio ai BAFTA, 11 candidature e vinto 3 Critics Choice Award, ha vinto 2 SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, ha vinto un premio ai CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Black Panther ha incassato 7,2 milioni di euro .
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Il Wakanda, nazione dell'Africa centro-Orientale, si nasconde agli occhi del mondo. In apparenza Paese povero di risorse e speranze, nei fatti il più tecnologicamente avanzato del mondo, grazie alla presenza del vibranio, minerale alieno dalle inimmaginabili potenzialità. Quando T'challa sale sul trono, divenendo così la nuova Pantera Nera che protegge il proprio popolo, intende preservare la tradizione, ma un ritorno inatteso a Wakanda lo obbligherà a rivedere i propri piani.
Dopo il discusso caso di Wonder Woman a casa DC, è la volta di Black Panther, trasposizione su grande schermo delle avventure del più famoso e iconico supereroe di pelle nera.
Un episodio a sé stante del Marvel Cinematic Universe, che vive di vita propria, alla maniera di Dr Strange, e che comporta la genesi di un mondo invisibile, a cui tocca il compito di restituire il feeling dell'Africa centro-orientale e la tecnologia avveniristica di un Paese ipotetico.
Il lavoro scenografico di ricostruzione digitale è mirabile in questo senso, al pari di quello sui costumi e sulle caratterizzazioni di donne e uomini guerrieri. La fotografia di Rachel Morrison riesce a far rivivere i colori, i suoni, la rabbia e la natura selvaggia dell'Africa senza scivolare in pregiudizi da uomo bianco o da "colonizzatore", come i wakandiani apostrofano, i caucasici.
Oltre al lavoro su costumi e scenografia, straordinaria è la colonna sonora, e Black Panther si candida dichiaratamente a status symbol in fatto di tendenze, alla stregua di quel che Hair fu per la moda hippie o Shaft per la blaxploitation. A deludere invece, sono gli effetti speciali, e la post-produzione in cgi non sembra godere delle delizie tecnologiche del vibranio. Le scene di battaglia, sempre più diffuse verso l'epilogo, sono prigioniere di un'estetica da cartoon indegna di un'operazione di questa portata.
Ma Black Panther è soprattutto il primo film Marvel che si cala nella realtà politica e si pone di fronte a dubbi etici, prendendosi tutti i rischi del caso. Prima ci aveva provato solo Captain America: The Winter Soldier, ma il film di Ryan Coogler (Creed) va molto oltre in questo senso. In qualche caso il risultato è ambiguo o discutibile - la posizione nei confronti del terrorismo o di governi stranieri, il ruolo della CIA sullo scacchiere internazionale - ma è (forse) parte del gioco. L'escapismo totale stile Thor: Ragnarok resta una scelta più comoda, ma il cimento Marvel nell'affrontare i gangli della politica internazionale e voler uscire dalle derive fantasy è encomiabile. L'altra trappola sfidata da Ryan Coogler riguarda la questione razziale, e di conseguenza l'impossibilità di sfuggire agli stereotipi, ma Black Panther è curiosamente più coraggioso quando affronta una cultura lontana da quella americana e l'accetta nella sua diversità che quando cerca di edulcorare il tutto, inscenando un discutibile abbraccio con la CIA. È difficile infatti credere alla "simpatia" dei servizi segreti americani in un contesto simile, considerato il ruolo della CIA nella storia dei governi africani e dei sanguinosi colpi di stato che li hanno caratterizzati.
Non è comunque da sottovalutare il fatto che un film mainstream americano consideri schiavismo, razzismo e segregazione, ingiustizie da debellare, il che potrebbe rendere il tutto più ipocrita, o a seconda dei punti di vista, rappresentare un segno dei tempi e del loro progresso di consapevolezza. Certo è che la Marvel si pone coraggiosamente in un contesto socio-politico inatteso.
Dopo la morte di suo padre T'Chaka (avvenuta in Captain America: Civil War), T'Challa, interpretato da Chadwick Boseman, eredita il trono della fittizia nazione africana di Wakanda, ma come insegna la storia le successioni sono momenti politicamente turbolenti. Tanto più che il Wakanda non è affatto lo stato da terzo mondo che appare e dietro un'elaborata facciata si nasconde il Paese più avanzato del mondo, la cui tecnologia è sviluppata dal minerale vibranio, lo stesso dello scudo di Captain America, di cui in Wakanda ci sono grandi risorse per via di un asteroide di questo materiale precipitato millenni fa sul suo suolo.
T'Challa è un re africano e non ci sono stati molti film su questo soggetto in qualunque genere. Per cui rispetto agli altri film Marvel... è completamente diverso. Il protagonista è un regale, come Thor, ma è anche un terrestre e questo cambia molto le cose, perché gli dà un diverso contesto e lo avvicina alla realtà, anche se il film è ricco di elementi fantastici e tecnologie incredibili.
Ryan Cogler
Il dilemma al centro del film è la direzione politica da dare al Wakanda, perché T'Chaka prima di morire stava parlando alle Nazioni Unite e intendeva aprire maggiormente la nazione al mondo esterno. T'Challa non sa se vuole davvero procedere in questo senso e nel mentre deve affrontare gli effetti di questa politica all'interno della sua nazione, con rivali quali M'Baku, interpretato da Winston Duke, giovane leader della tribù Jabari che ritiene il Paese faccia anche eccessivo affidamento sul vibranio.
C'è poi una questione più personale ma dagli effetti devastanti: l'odio che Erik Killmonger (Michael B. Jordan, immancabile nei film di Cogler), nutre per la famiglia regale e dunque per T'Challa, tanto feroce e radicato da portarlo a far evadere il più pericoloso nemico di stato del Wakanda, Ulysses Klaue (Andy Serkis). Questi, che aveva perso un braccio in Avengers: Age of Ultron, intende ottenerne le risorse per nutrire la sua ossessione verso il vibranio. Munito ora di un braccio meccanico che nasconde una micidiale arma, sarà insieme a Killmonger il principale antagonista del film.
È la sola persona che è stata in Wakanda e ne ha visto la ricchezza che intende svelare al mondo. Crede sia un Paese profondamente ipocrita, perché finge di essere una nazione del terzo mondo. Klaue è un uomo che fa cadere governi, è un trafficante d'armi e sa come manipolare la gente. Andy Serkis.
T'Challa, alias Black Panther, ha dalla sua anche diversi alleati, tra cui abbiamo già conosciuto l'agente CIA Everett K. Ross interpretato da Martin Freeman e Ayo (Florence Kasumba) del suo corpo di guardie speciali, le Dora Milaje. Queste sono comandate da Okoya (Danai Gurira di The Walking Dead) e tra loro spicca Nakia (il premio Oscar Lupita Nyong'o), che opera come una sorta di spia e con T'Challa ha una relazione. Ci sono poi madre del protagonista, Ramonda (Angela Bassett), e sua sorella Shuri (Letitia Wright, nota per la serie Humans), che qui sembra essere la mente più geniale della famiglia e che nei fumetti ha indossato a sua volta il costume di Black Panther.
Ci sono inoltre W'Kabi (Daniel Kaluuya) e Zuri (Forest Whitaker), due guerrieri e consiglieri di T'Challa, e ha un ruolo anche Sterling K. Brown nei panni di N'Jobu, che sembra sia una non meglio precisata figura del passato di T'Challa. C'è insomma intorno al protagonista un ricchissimo cosmo di personaggi con complesse alleanze e inimicizie reciproche, costruito in anni di storie a fumetti a partire dall'apparizione di Pantera Nera nei Fantastici Quattro di Stan Lee e Jack Kirby. Apparso nel 1966, fu il primo supereroe nero mainstream, e le sue avventure proseguirono per mano di con autori come Don McGregor, Christopher Priest e negli ultimi anni lo scrittore militante Ta-Nehisi Coates.
Parte della storia ha a che fare con il rapporto tra la modernità e lo stato isolazionista di Wakanda. Ci sono persone appena oltre il confine che hanno bisogno di aiuto e che la nazione ha i mezzi per aiutarle, anche se potenzialmente rappresentano un pericolo. È una questione simile a quella dei rifugiati. Kevin Feige.
Non c'è mai stato un film con un simile investimento così radicato nella cultura nera e con un cast così fieramente black. Le reazioni che hanno suscitato già i primi trailer sono infatti di entusiasmo, di orgoglio e di novità, tutte cose che appartengono alla storia del personaggio e con cui anche il regista Ryan Cogler si è relazionato fin da bambino: «Ricordo di essere entrato in fumetteria e aver chiesto se ci fossero supereroi neri, che avevano il mio aspetto, e la prima cosa che mi hanno mostrato è stata Black Panther». Tanto che il boss della Marvel cinematografica Kevin Feige ha detto: «Ora sta facendo la stessa cosa, sta facendo scoprire la storia di T'Challa a un pubblico molto più ampio. Sta facendo questo film per il se stesso di 8 anni e per gli altri bambini di 8 anni, per ispirare la prossima generazione come noi siamo stati ispirati».
Ancora una volta sagra del politicamente corretto tra le fila della critica americana, la quale consegna per l’ennesima volta al pubblico recensioni spropositatamente entusiastiche nei riguardi di un film che non le merita. Al di là del perbenismo, della retorica, e della ritrosia dimostrata nel criticare un film che “per la prima volta mostra gli afroamericani come protagonist [...] Vai alla recensione »
Supereroi in versione black nell'Africa selvaggia progredita col vibranio, metallo alieno. Tornato a casa dalle avventure di "Captain America Civil War", lo scienziato acrobata T'challa Pantera Nera si batte per imporre il suo regno del Bene, e non mancano la Cia e il terrorismo. Nel 18° film del Marvel Cinemathic Universe (da "Iron Man" a "The Avengers" a "Guardiani della galassia") la Disney azzarda [...] Vai alla recensione »