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Borg McEnroe, lo sport è vita. O la vita è sport?

Uno spettacolo emozionante e imponente che porta con se reali implicazioni psicologiche o morali. Al cinema.
di Jacopo Barbero, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Borg McEnroe

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Shia LaBeouf (Shia Saide LaBeouf) (32 anni) 11 giugno 1986, Los Angeles (California - USA) - Gemelli. Interpreta John McEnroe nel film di Janus Metz Pedersen Borg McEnroe.
lunedì 13 novembre 2017 - Scrivere di Cinema

"Il tennis usa il linguaggio della vita". È con questa frase di Andre Agassi che veniamo introdotti al racconto della rivalità tra due dei più grandi tennisti di tutti i tempi, Björn Borg e John McEnroe. Come in Rush la contrapposizione di Niki Lauda e James Hunt presentava due modi differenti di approcciarsi alla morte, così in Borg McEnroe, splendido esempio di cinema sportivo inconfondibilmente europeo, il tennis diviene una sorta di sfogo per l'interiorità.

McEnroe è tutto verbo, parola. Il suo gioco furente è accompagnato dallo sputo, dal sudore, dal tremito e dal fragore della voce. È un intelletto rapido, che non riesce a controllare il proprio corpo poiché, ribollente, esplode e travolge la propria fisicità, senza che essa riesca a tenere il passo.
Jacopo Barbero, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Borg invece è tutto corpo, poiché in lui l'anima stessa si è incarnata. Intelletto e corpo aderiscono, sono posti sullo stesso piano. Sono simultanei, un unisono. Solo così, come suggerisce l'allenatore interpretato da Stellan Skarsgård, ci si può concentrare su ogni singolo punto, senza pensare a ciò che è avvenuto prima e a ciò che ancora deve accadere. Solo così l'uomo può trasumanare e divenire "non umano", come suggerisce qualcuno nel film. Non a caso il vero protagonista è proprio lo svedese Borg: egli rappresenta il perfetto equilibrio nordico (la produzione è scandinava), ha una stabilità anche sentimentale che manca del tutto all'americano McEnroe, che si eleverà solo quando, giocando la partita di una vita, riuscirà a domarsi e a trovare quell'unisono di cui tanto si è parlato.


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