Wax - We are the X

Film 2015 | Drammatico +13 103 min.

Anno2015
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata103 minuti
Regia diLorenzo Corvino
AttoriGwendolyn Gourvenec, Jacopo Maria Bicocchi, Davide Paganini, Rutger Hauer, Andrea Sartoretti Jean-Marc Barr, Andrea Renzi.
Uscitagiovedì 31 marzo 2016
DistribuzioneDistribuzione Indipendente
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,25 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Lorenzo Corvino. Un film con Gwendolyn Gourvenec, Jacopo Maria Bicocchi, Davide Paganini, Rutger Hauer, Andrea Sartoretti. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2015, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 31 marzo 2016 distribuito da Distribuzione Indipendente. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,25 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il viaggio attraverso il Sud della Francia e la Costa Azzurra si rivela per due uomini e una donna molto più arduo del previsto. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello,

Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,00
CONSIGLIATO SÌ
Corvino gira con una competenza, un gusto e una cura negli aspetti tecnici che promette bene per il suo futuro di regista di qualità.
Recensione di Paola Casella
venerdì 18 marzo 2016
Recensione di Paola Casella
venerdì 18 marzo 2016

Due trentenni aspiranti filmmaker ricevono l'incarico di realizzare uno spot televisivo in Costa Azzurra con la promessa di un compenso di 500mila euro e un fondo spesa composto da pezzi da 500. All'aeroporto di Fiumicino si unisce loro la francese Joelle, che si occuperà del casting dello spot e faciliterà le comunicazioni in loco. Inizia così un road movie picaresco che riassume la precarietà cui sono costretti i giovani che lavorano (o cercano di lavorare) nell'audiovisivo oggi, ma anche il resoconto di un ménage à trois che fa omaggio (e un po' anche il verso) a The Dreamers e Y tu mama tambien, molto più che a Jules e Jim.
Lorenzo Corvino si cimenta con il suo primo lungometraggio dopo una lunga esperienza come autore di corti, assistente alla produzione e alla regia, e autore di making of, ed è evidente che nel corso di una carriera di tuttologo, come sono per forza di cose quelli che vogliono fare cinema oggi, ha imparato molto, soprattutto dal punto di vista tecnico. L'idea è quella di girare l'intera storia con gli smartphone, come se fosse narrata in soggettiva dai tre protagonisti (anche se alcune scene beneficiano di un inspiegabile, stilisticamente parlando, terzo occhio), e Corvino è molto abile nel mescolare tecniche 2.0, riproducendo dal punto di vista del linguaggio filmico la frammentarietà delle vite dei trentenni di oggi, quelli che, spiega Wax - We are the X, "in alcuni Paesi sono stati ribattezzati i Sacrificabili".
Alcune trovate sono davvero efficaci nel movimentare la grammatica filmica: ad esempio mostrando come una finestra che riprende chi filma all'interno dell'inquadratura di ciò che viene filmato (immaginate il riquadro in basso a destra nelle conversazioni Skype) superi quella necessità di un campo e controcampo che rende immediatamente "vecchio" certo cinema (soprattutto italiano).
Corvino e il suo cast mostrano una buona capacità nei dialoghi e nelle improvvisazioni, nella scelta di alcuni dettagli (come quel 500 che ritorna quando si parla di denaro, rendendolo una X senza valore) e alcune dolorose considerazioni sulla situazione economica e politica in cui versa l'Italia e su come una generazione (ormai almeno due o tre) ha assorbito il messaggio che sia meglio arraffare qualcosa oggi che allevare una gallina ovaiola pensando al domani. In questo senso la bulimia cinematografica di Corvino è un buon esempio di forma che aderisce al contenuto, e una cartina di tornasole di quella sindrome da carpe diem che anima molti trentenni contemporanei. Alcune intuizioni sono davvero azzeccate, come quella di definire i GenX "figli unici di famiglie allargate", o di descrivere gli italiani come un popolo che "non risolve i problemi, li sistema, trasformando i problemi in sistema". E anche se è vero, come dice Wax - We are the X, che oggi "della qualità non frega niente a nessuno", Corvino dimostra di saper girare con una competenza, un gusto e una cura negli aspetti tecnici che promette bene per il suo futuro di regista di qualità.
Il problema sorge nell'accentramento (indubbiamente forzato dalla necessità) di tutti i ruoli nella sola figura di regista, soggettista, sceneggiatore, produttore, e in particolare con l'incapacità di costruire una linea narrativa solida e coerente. Corvino riversa in Wax - We are the X tutto ciò che ha imparato e tutto ciò che vuole dire, un classico errore da principiante che ha paura di non avere una seconda opportunità. Il continuo saltare attraverso i generi, le continue digressioni (particolarmente fastidiosa quella che riguarda il personaggio femminile, cui sono dedicate la parentesi melodrammatica e l'effetto Bilitis, come se fossero intrinsechi al suo essere donna), l'ossessiva frammentazione dell'inquadratura alla lunga stancano e confondono. Il troppo stroppia, e la presenza di un terzo occhio, possibilmente non Generazione X (non parliamo di anagrafe, ma di cultura cinematografica), avrebbe intimato al regista di eliminare almeno un terzo delle esibizioni pirotecniche per evitare l'effetto "bravo ma basta". Questa continua parcellizzazione è sì un segno dei tempi che racconta, ma di fatto toglie la possibilità di una comunicazione coesa con il pubblico e di una prospettiva autoriale più ampia, mantenendo il film ancorato ai suoi cento trucchi visivi e diluito in mille rivoli narrativi.
Il finale, poi, è l'elemento in assoluto più problematico, come in Noi e la Giulia (ma anche in Tutta la vita davanti e C'è chi dice no, per fare altri esempi): dopo aver raccontato una storia di precarietà contemporanea in spasmodica attesa di una rivalsa generazionale (e possibilmente epocale) non è corretto, eticamente prima ancora che cinematograficamente, sospendere l'epilogo, privando il film di una chiusa definita che sia davvero di consolazione e di esempio per i trentenni contemporanei.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 25 marzo 2016
IGussoni

Ho visto questo film quasi un anno fa, al festival del cinema europeo di Lecce. E io sono di Milano, quindi è un bel viaggio per vedere un film. Ma quando qualcosa ti colpisce, ed è anche avvolta da un alone di mistero, perchè ancora non sai se ci saranno altre occasioni di vederla, influisce sulle tue scelte al punto che, una piccola vacanza tra amiche diventa la scusa per andar [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 marzo 2016
no_data

Ho visto che WAX è tra le prossime uscite. E ho potuto leggere che addirittura MyMovies lo ha persino recensito. Io ho visto WAX in Francia ad un festival dedicato al cinema italiano. Mi chiedevo se mai sarebbe stato distribuito in Italia. Un'opera così originale ed eclettica non ricordo di averla mai vista nel nostro Paese. Concordo con Paolo Casella sulla competenza registica.

giovedì 31 marzo 2016
esmith29

We are x è l'esplicita metafora della situazione che vive un'alta percentuale di giovani, non solo gli appartenenti alla genearazione dei protagonisti. Il risultato è di per se un ulteriore metafora di come gli italiani siano storicamente e culturalmente portati ad individuare le criticità che li circondano, ma non in grado di metter in atto quei cambiamenti, quelle azioni, [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 marzo 2016
Gigcinema

Ho visto WAX a fine gennaio a Parigi, era in una rassegna di film italiani. Sono stato incuriosito dal trailer che trovo molto interessante. In quell'occasione in sala era presente il regista e la bellissima e bravissima attrice francese Gwendolyn Gourvenec. Credo che finalmente in Italia si riesca ad innovare anche al cinema con questo film. Il selfie, che prima non sopportavo, riesce ad essere [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Interessante l'esperimento dell'esordiente Lorenzo Conino, in quello che potrebbe essere definito come il primo selfie movie, film, cioè, girato in soggettiva usando il cellulare. Un road movie con tre protagonisti, due italiani e una francese, che attraversa luoghi e generi cinematografici per raccontare i «sacrificabili», i trentenni, cioè, senza certezza nel futuro.

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