Mr. Robot

Film 2015 | Drammatico

Regia di Sam Esmail, Jim McKay, Tricia Brock, Deborah Chow, Nisha Ganatra, Niels Arden Oplev, Christoph Schrewe. Una serie con Rami Malek, Carly Chaikin, Portia Doubleday, Christian Slater, Martin Wallström. Cast completo Titolo originale: Mr. Robot. Genere Drammatico - USA, 2015,

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La serie ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a Critics Choice Award,

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L'hackeraggio non è mai stato così appassionante.

Malek, un giovane ingegnere informatico di New York che lavora come esperto di sicurezza informatica. Affetto da un disturbo antisociale, e dipendente dalla morfina, il ragazzo è pesantemente paranoico e soffre di allucinazioni che lo fanno vivere in un costante stato di ansia. Nella vita privata è uno stalker informatico che tratta le persone come computer da hackerare per scoprirne i segreti più intimi e spesso agendo come una sorta di giustiziere informatico. Un giorno viene avvicinato da Mr. Robot, un misterioso anarchico-insurrezionalista, che lo invita a far parte di un gruppo di hacktivisti conosciuti con il nome di fsociety. Il manifesto di fsociety è liberare l'umanità dai debiti con le banche e smascherare i corruttori che stanno distruggendo il mondo.

Ideata, scritta e diretta da Sam Esmail, Mr. Robot va in onda in America su USA Network, mentre in Italia è disponibile su Infinity e su Premium Stories. Esmail, americano di origini egiziane, aveva esordito al cinema con Comet, ma è Mr. Robot a portarlo al successo. La serie si ispira al cinema degli anni 90 e in particolare a Fight Club, inoltre il pilot ha diversi punti in comune con quello di Dexter. Ha per protagonista Elliot, un hacker che vuole sabotare l'onnipresente E Corp, un uomo geniale ma dalla doppia personalità, interpretato da Rami Malek, mentre il suo alter ego Mr. Robot, che ha le fattezze di suo padre, ha il volto di Christian Slater - entrambi vincitori rispettivamente di un Emmy e di un Golden Globe. Partecipano inoltre: Carly Chaikin (Suburgatory) come la sorella di Elliot, Darlene; Portia Doubleday nei panni dell'amica Angela, infiltrata alla E Corp; Martin Wallström è Tyler Wellick prima nemesi e poi forse alleato di Elliott; Michael Cristofer è il presidente della E Corp; BD Wong (Jurassic Park) è il misterioso Whiterose, a capo della Dark Army ma pure ministro della sicurezza nel governo cinese.

Episodi: 10
Regia di Sam Esmail.

Più fantascientifica dei precedenti capitoli, la terza stagione si conferma come la più elegante della Tv

Recensione di Andrea Fornasiero

Elliot è sopravvissuto a stento a un colpo di arma da fuoco, grazie all'intervento di Irving, che lavora direttamente al servizio di Whiterose. Quando si riprende, intende trovare un modo di impedire alla Dark Army di portare a termine il proprio piano e per questo si infiltra di nuovo nella E Corp, tentando questa volta di proteggerla dall'interno. La sua altra personalità, Mr. Robot, ha però un progetto differente ed è in combutta con Angela. Darlene invece ha scoperto che l'FBI ha tutto su di loro e così cerca di collaborare con Dominique Di Pierro, nel mentre Philip Price cerca di convincere Whiterose e la Cina a sostenere la sua moneta virtuale Ecoin, ma a Whiterose interesssa solo l'annessione del Congo, che ha le risorse naturali per completare i suoi esperimenti con un reattore nucleare.

Più fantascientifica che nelle annate precedenti ma sempre anche molto cruda, con situazioni da noir disperato, Mr. Robot si avvicina in questa stagione a Utopia e si conferma la serie più elegante della Tv grazie alla regia di Sam Esmail, che firma tutti gli episodi in prima persona.

Se già le prime puntate hanno notevoli pezzi di bravura, come il piano sequenza all'interno del torneo di hacker, o come le scene allucinate dove Elliot vede tutti - e anche se stesso - con emoji al posto della testa, Sam Esmail si supera nel quinto episodio, realizzato interamente in piano sequenza (spezzato solo dalle interruzioni pubblicitarie della trasmissione originale). Un tour de force impressionante e molto concitato, che ci butta nel mezzo di una rivolta in cui vengono invasi e vandalizzati gli uffici della E Corp. Elliot cerca in una corsa contro il tempo di fermare un attentato terroristico, mentre nella seconda parte dell'episodio, con totale specularità, qualcun altro cerca invece di portarlo a termine. L'episodio successivo invece propone un confronto mai così frontale tra il protagonista e il suo alter ego, dove la percezione del tempo è continuamente alterata dallo scambio di personalità. Esmail inoltre mantiene la propria principale marca stilistica, quella del decadrage per cui inquadra i personaggi ai margini o persino agli angoli dell'inquadratura, ma ne riduce la frequenza in modo da renderla meno insistita e ripetitiva.

Si diverte per altro anche ad aggiornare l'invettiva di Elliot contro i mali della società, figlia di quella del protagonista di Fight Club e al centro del primo episodio della serie. Solo che il pilot di Mr. Robot non era stato girato da lui, bensì da Niels Arden Oplev, con cui vince questa sorta di sfida a distanza di due anni, superando il precedente per intensità e virtuosismo. Nel cast, oltre a essere divenuto una presenza regolare il grande BD Wong nei panni di Whiterose, entra Bobby Cannavale (Vinyl, Boardwalk Empire), con una pettinatura a dir poco eccentrica. Interpreta il sicario Irving, una figura coeniana, che ama raccontare aneddoti e appare placido ma è capace di violenze terribili. Non molto diversamente da un altro quieto ma letale sicario di Dark Army, Leon, interpretato da Joey Bada$$, gradito ritorno in scena in alcune puntate di questa stagione.

Si potrebbe criticare questa annata di Mr. Robot per come faccia girare a tratti a vuoto i propri personaggi e per la cocciutaggine nel non rivelare quasi nulla del piano di Whiterose, introdotto nel primo episodio di questa stagione ma rinviato all'anno venturo. D'altra parte i vari personaggi hanno tutti un arco narrativo compiuto e la loro prospettiva sul mondo si fa meno schematica e manichea, inoltre tutto è raccontato così bene e con una tale attenzione all'aspetto formale che poco importa alla fine se l'intreccio principale è avanzato di pochi centimetri. Grazie a brillanti soluzioni visive e sonore, Mr. Robot dà il meglio di sé nello stile con cui si dispiega e il suo linguaggio, profondamente cinematografico, ha una sostanza che va oltre la trama. Oltre a essere un gioia per gli occhi, ci fa sinuosamente scivolare in un mondo, sia fisico sia cerebrale, dall'atmosfera paranoica senza via d'uscita.

Episodi: 12
Regia di Sam Esmail, Jim McKay, Tricia Brock, Deborah Chow, Nisha Ganatra, Niels Arden Oplev, Christoph Schrewe.

La stagione 2 di Mr. Robot, il 'dopo sbronza della rivoluzione'

Recensione di Andrea Fornasiero

La seconda stagione di Mr. Robot va in onda negli States, sul canale basic cable USA Network, dal 13 luglio 2016, quando la serie ha già incassato due Golden Globe (Miglior Drama e Miglior Attore Non Protagonista per Christian Slater) e una nomination per Rami Malek come protagonista, oltre a sei nomination per gli Emmy - che saranno assegnati a settembre, quando la serie vincerà per il Miglior Attore Protagonista e la Miglior Colonna Sonora originale a firma di Mac Quayle. Come se questo non bastasse la prima annata di Mr. Robot è diventata uno straordinario successo sul web, generando una moltitudine di discussioni tra i fan, suscitando l'interesse e l'approvazione della community degli hacker e ottenendo largo spazio anche sui media mainstream.

La serie insomma arriva in Tv con un pesante carico di aspettative, che la prima stagione di certo non aveva, tanto da essere divenuta l'alfiere di un rinnovamento nella programmazione di USA Network, che in seguito a Mr. Robot cerca di dare un taglio più dark e complesso alle proprie serie con titoli come Eyewitness e l'onirica Falling Waters.

L'autore di Mr. Robot Sam Esmail, tutt'altro che intimidito dal successo ottenuto, gioca al rialzo: ottiene dalla rete la regia di tutti gli episodi e riesce a girare così tanto materiale da aumentare da 10 a 12 gli episodi della stagione. Anche dal punto di vista narrativo non prende scorciatoie e la seconda annata si apre su quello che definisce "il dopo-sbronza della rivoluzione", ossia un periodo di cupo e confuso assestamento dopo il radicale finale della stagione precedente. Lo status quo in cui troviamo i personaggi infatti è subito frammentato, con il protagonista Elliot chiuso in un ritiro a casa della madre dove cerca di combattere la propria malattia mentale e in particolare la sua seconda personalità: il machiavellico Mr. Robot che gli appare con le fattezze del padre deceduto anni addietro.

Elliot vive dunque in una autoimposta separazione dagli altri personaggi e l'unica persona che incontra è praticamente Leon, interpretato dal rapper newyorkese Joey Bada$$ e capace di riempire i silenzi di Elliot con la propria loquacità a base di filosofia e citazioni di Seinfeld. A segnare un'altra netta differenza c'è poi l'uscita di scena del principale antagonista della scorsa annata, Tyrell Wellick, divenuto l'uomo più ricercato del mondo (anche dalla moglie Joanna) e forse in realtà ucciso dallo stesso Elliot, come sembra lasciar intendere la sequenza d'apertura della stagione.

Sempre più isolata appare anche la posizione di Angela, amica d'infanzia di Elliot infiltrata nella E-Corp dove la sua carriera procede spedita verso i piani più alti della inquietante corporazione. È attraverso di lei e dei suoi numerosi incontri con il megalomane CEO Philip Price, che la serie racconta le conseguenze della crisi causata dall'attacco hacker della F-Society. Come già aveva anticipato la scena post-titoli di coda della prima stagione, dove Philip incontrava il leader della Dark Army Whiterose nelle vesti però maschili di Zhang - nientemeno che il ministro della State Security cinese - esiste una cospirazione molto elaborata in cui Philip e Whiterose operano in un rapporto enigmatico. Quest'ultima, apparsa molto brevemente nella prima annata, è molto più presente nella seconda stagione e sarà tra i personaggi principali della terza, del resto l'interpretazione di BD Wong - già lunghissima presenza in Law & Order: Special Victim Unit e che ritroveremo anche in Iron Fist - ne ha fatto una immediata fan favorite e la sua identità di cinese transgender arricchisce la serie di ulteriori sfumature di diversità.

Anche il team di F-Society capitanato da Darlene non se la passa benissimo e vive in clandestinità in una smart house occupata in un clima di paranoia. Del resto a dare loro la caccia c'è un altro nuovo personaggio: l'agente della divisione cyber crime dell'FBI Dominique "Dom" DiPierro, interpretata da Grace Gummer, la figlia di Meryl Streep già vista al cinema in The Homesman e Frances Ha e in Tv in The Newsroom ed Extant.

Questo stato molto frammentato da cui riprende il racconto vedrà lentamente riavvicinarsi le diverse linee narrative, non senza un radicale colpo di scena, più spiazzante di quello della prima annata. Se in rete la seconda stagione è stata accolta un po' meno bene della precedente, le vanno comunque riconosciute la straordinaria ambizione e una coerenza stilistica unica, tanto che USA Network continua a credere fortemente nel progetto. Per la terza annata il cast si arricchisce infatti dell'ottimo Bobby Cannavale (reduce da Vinyl, in Mr. Robot interpreterà un rivenditore di auto usate, che chissà come entrerà nel complesso intreccio) ed è confermato alla regia di tutti gli episodi lo showrunner Sam Esmail, che ha richiesto e ottenuto più tempo con la partenza della nuova stagione a ottobre 2017.

Episodi: 10
Regia di Sam Esmail, Jim McKay, Tricia Brock, Deborah Chow, Nisha Ganatra, Niels Arden Oplev, Christoph Schrewe.

Da Kubrick a Fight Club, tutte le ispirazioni di Mr. Robot

Recensione di Andrea Fornasiero

Apparsa a sorpresa quasi come un UFO a turbare il rassicurante panorama dei "blue-sky drama" che hanno sempre caratterizzato il canale USA Network (titoli come: Graceland, Royal Pains, White Collar, In Plain Sight), nel 2015 Mr. Robot introduce nel canale uno sguardo nerissimo, disincanto e pessimista, sulla società contemporanea.
La serie racconta il mondo degli hacker e della ribellione alla concentrazione di potere del capitalismo 2.0 con spirito genuinamente rivoluzionario, cogliendo lo zeitgeist di movimenti come Occupy Wall Streer e Anonymous. Il protagonista, Elliot Anderson, è un programmatore geniale, che viene reclutato dal misterioso Mr. Robot nel suo gruppo rivoluzionario, la FSociety. Insieme a loro partecipa a un elaborato piano per cancellare il debito accumulato dai milioni di cittadini con il braccio bancario della E Corp. Elliot, che soffre di schizofrenia, fa uso di droghe pesanti e parla spesso in voice over, chiama la società Evil Corp e ne fa il simbolo di tutti i mali del mondo moderno.

"Il tono a cui ho sempre associato la serie è quello dei thriller dei tardi anni 90. Se7en, Fight Club, The Game, di David Fincher, e pure I soliti sospetti, Il sesto senso... fu davvero un grande periodo. Oggi quei film di medio budget non si vedono più [...] Potrebbe essere stata l'ultima grande era dei thriller paranoici"
Sam Esmail

Se tutto questo ricorda molto da vicino Fight Club, aggiornato nell'era del web, non è certo un caso. Sam Esmail, l'autore della serie, riconosce di essersi largamente ispirato al film di Fincher per la prima stagione, tanto da aver anche dichiarato l'omaggio usando, alla fine del nono episodio, uno stesso brano musicale: Where Is My Mind dei Pixies.

La citazione di questi titoli da parte di Esmail di nuovo non arriva a caso, per esempio nel primo episodio di Mr. Robot Elliot, parlando con la sua analista, si lancia in un'invettiva ispirata da vari dettagli della stanza in cui si trova, come Kaiser Sose aveva costruito la propria storia in I soliti sospetti prendendo ispirazione da una bacheca durante l'interrogatorio. Inoltre sia The Game, sia Il sesto senso fanno parte di quel filone costruito su un colpo di scena che ribalta quello che ci è stato mostrato, chiedendoci quindi di riconsiderare ciò a cui abbiamo assistito, in sostanza di rivedere il film. Una struttura che allora andava molto di moda, questa del cinema detto anche mindbender, e che sicuramente Mr. Robot fa propria, conservandola anche nella seconda stagione (vedi articolo) dove sono superati i debiti verso Fight Club. Per altro tipo di gioco con lo spettatore si era già visto in Tv con Lost ed è tornato di grande attualità, dopo Mr. Robot, con serie come Westworld e Legion.

Un altro elemento ripreso dai thriller di quel periodo è sicuramente American Psycho, dove la sociopatia del protagonista sembra essere stata pienamente ereditata da Tyrell Welling. Il Vice Presidente della E Corp infatti è mosso da un inestricabile groviglio di delirio di onnipotenza, paranoia e frustrazione, quest'ultima così radicata cercare sfogo ben oltre le pratiche BDSM tra le mura domestiche fino a sfociare nell'omicidio.

Tra le altre citazioni, tutte riconosciute da Esmail, segnaliamo Kubrick e in particolare Arancia Meccanica per la voce over oltre che per il gusto simmetrico della messa in scena. Il primo episodio presenta poi un dialogo sulla rivoluzione su una ruota panoramica, un po' come nel Terzo uomo di Carol Reed con Orson Welles, e ovviamente il nome Tyrell rimanda alla corporation di Blade Runner.

Il titolo contiene poi una citazione implicita nel font utilizzato, lo stesso della software house SEGA, che era all'apice del proprio successo proprio negli anni 90. Esmail spiega di aver voluto creare una giustapposizione tra l'effetto nostalgico del font e la contemporaneità radicata nella serie: un immediato ed evidente contrasto tra l'era analogica e quella digitale.

La prima stagione della serie, anche se Esmail non ha mai citato il film, sembra vicina anche al thriller tedesco Who Am I? dedicato proprio al mondo degli hacker e a sua volta ispirato a Fight Club. Al di là di diverse similitudini, il film e la serie divergono però nella risoluzione - in Who Am I? sembra esserci una personalità dissociata all'opera ma la paranoia si rivela poi una messa in scena - e soprattutto nella rappresentazione delle pratiche di hackeraggio, su cui Esmail è estremamente rigoroso

La prima stagione di Mr. Robot, oltre a diversi premi ai Golden Globes e agli Emmy, ha ottenuto anche apprezzamenti da figure di assoluto rilievo come Matthew Weiner, l'autore di Mad Men, Damon Lindelof, il principale showrunner di Lost e l'autore di The Leftovers, e Steven Soderbergh, che con The Knick ha fatto da apripista a Esmail per ottenere la regia di tutti gli episodi della seconda e della terza stagione. Del resto la prima annata è solo l'inizio del viaggio di Mr. Robot, un primo atto che riconosce le proprie fonti d'ispirazione per andare oltre e tracciare una propria e più personale strada nelle stagioni successive.

NEWS
INFINITY
venerdì 30 marzo 2018
 

Con la terza stagione, arrivano su Infinity 10 nuovi episodi di Mr. Robot, la serie creata nel 2015 da Sam Esmail vincitrice di numerosi riconoscimenti internazionali. Una nuova stagione che riparte dal colpo di scena della seconda stagione.

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