Grand Budapest Hotel

Film 2014 | Commedia, 100 min.

Titolo originaleThe Grand Budapest Hotel
Anno2014
GenereCommedia,
ProduzioneUSA
Durata100 minuti
Regia diWes Anderson
AttoriRalph Fiennes, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe Jeff Goldblum, Harvey Keitel, Jude Law, Bill Murray, Edward Norton, Saoirse Ronan, Jason Schwartzman, Léa Seydoux, Tilda Swinton, Tom Wilkinson, Owen Wilson, Tony Revolori, Larry Pine, Giselda Volodi, Florian Lukas, Karl Markovics, Volker Michalowski, Neal Huff, Bob Balaban, Fisher Stevens, Wallace Wolodarsky, Waris Ahluwalia, Jella Niemann, Marcel Mazur, Robert Bienas, Manfred Lindner, Oliver Claridge, Bernhard Kremser, Kunichi Nomura, Anna Rademacher, Heinz-Werner Jeschkowski, Steffen Scheumann, Sabine Euler, Renate Klein, Uwe Holoubek, Francesco Zippel, Enrico Hoffmann, Daniel Steiner, Marie Goyette, Hendrik von Bültzingslöwen, Paul Schlase, Jeno Orosz, Gyula Lukács, Darin Damjanow, Dar Ronge, Georg Rittmannsperger, Dirk Bossmann, Arwin Lobedann, Robin Hurlstone, Jutta Westphal, Matthias Holfert, Lisa Kreuzer, Gisela Bech, Birgit Müller (II), Ursula Kuhnt, Monika Krüger, Wolfram Nielacny, Reinhold Hegelow, Steffen Nixdorf, Rainer Reiners, Milton Welsh, Piet Paes, Michaela Caspar, Sabine Urig, Heike Hanold-Lynch, Roy Macready, John Peet, Carl Sprague, Golo Euler, Jürgen Schwämmle, Frank Jacob, Claudia Jung, Roman Berger, Michael Benthin, Matthias Matschke, Lennart Meyer, Alfred Hänel, Manpreet Gerlach, David Adamik.
Uscitagiovedì 10 aprile 2014
TagDa vedere 2014
Distribuzione20th Century Fox Italia
MYmonetro 3,75 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wes Anderson. Un film Da vedere 2014 con Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe. Cast completo Titolo originale: The Grand Budapest Hotel. Genere Commedia, - USA, 2014, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 10 aprile 2014 distribuito da 20th Century Fox Italia. - MYmonetro 3,75 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 9 gennaio 2015

Protagonista del film è M. Gustave (Ralph Fiennes), impeccabile concièrge del Grand Budapest Hotel. Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto 4 Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, 4 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 11 candidature e vinto 5 BAFTA, 1 candidatura a Cesar, 11 candidature e vinto 3 Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office Grand Budapest Hotel ha incassato 4,7 milioni di euro .

Grand Budapest Hotel è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
3,75/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,90
PUBBLICO 3,61
CONSIGLIATO SÌ
Una riflessione sull'arte del narrare che può permettersi di parlare della realtà profittando di quanto di meno realistico si possa escogitare.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Monsieur Gustave è il concierge ma di fatto il direttore del Grand Budapest Hotel collocato nell'immaginaria Zubrowka. Gode soprattutto della confidenza (e anche di qualcosa di più) delle signore attempate. Una di queste, Madame D., gli affida un prezioso quadro. In seguito alla sua morte il figlio Dimitri accusa M. Gustave di averla assassinata. L'uomo finisce in prigione. La stretta complicità che lo lega al suo giovanissimo neoassunto portiere immigrato Zero gli sarà di grande aiuto.
Per occuparsi di questo film di Wes Anderson (presentato in apertura alla 64^ Berlinale) è necessaria una premessa di carattere letterario. Il film è dedicato a Stefan Zweig, scrittore austriaco tra i più universalmente noti tra gli anni Venti e Trenta. Animato da un convinto pacifismo si vide bruciare nel 1933 ciò che aveva scritto dai nazisti. È alle sue opere (tra cui un solo romanzo) che il regista ha dichiarato di ispirarsi per questo ennesimo viaggio in un mondo tanto immaginario quanto affollato di riferimenti alla realtà. A partire da quella che potrebbe sembrare solo una raffinata scelta tecnica e che invece diviene una precisa indicazione di senso. La ratio del film (cioè il formato della proiezione) cambia tre volte e finisce con lo stabilizzarsi sulla cosiddetta "academy ratio" che è stata quella della storia del cinema classico fino a quando arrivarono il CinemaScope e il VistaVision. Questo ci rivela come Anderson abbia voluto rifarsi alle opere dei Lubitsch e dei Wilder innervandolo con il suo ormai classico caleidoscopio di situazioni e di attori. Perché in questa occasione ai quasi immancabili Bill Murray ed Owen Williams si aggiungono new entries che vanno da Ralph Fiennes a Murray Abraham passando per l'esordiente Tony Revolori che non solo si carica del ruolo di coprotagonista ma finisce con il rappresentare l'immigrato costantemente nel mirino di tutti i razzismi grazie anche al suo volto che è quasi un coacervo di etnie (figlio di guatemaltechi sembra talvolta arabo e talvolta ebreo). Come il Chaplin de Il grande dittatore e il già citato Lubitsch di Vogliamo vivere Anderson vuole farci sorridere delle innumerevoli avventure a cui sottopone i suoi protagonisti. Questo però non cancella, anzi accentua, la riflessione su quelle frontiere che troppo a lungo in Europa hanno costituito punti di non ritorno per decine di migliaia di persone arrestate e fatte sparire e oggi si ripresentano con altre modalità meno tragicamente evidenti ma sempre fondamentalmente ostili.
Questo film però vuole essere anche, fin dal suo tanto astratto quanto acutamente lieve inizio, una riflessione sull'arte del narrare. Un'arte che può permettersi di parlare della realtà profittando di quanto di meno realistico si possa escogitare. Le stanze del Grand Budapest Hotel sono innumerevoli quanti i personaggi che le abitano o vi entrano anche solo per un'inquadratura. L'instancabile e vivace fantasia di Anderson possiede la chiave di ognuna di esse.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 11 aprile 2014
Antonio Montefalcone

L’ottava pellicola di Wes Anderson è una commedia eccentrica, veloce ed elegante; esempio di grande cinema, fantasioso e inusuale, raffinato e intelligente; formalmente e stilisticamente curato con rigorosa e geometrica precisione, energia e competenza. Quest’ultima sua fatica non è da meno rispetto alle sue precedenti e mirabili opere: ogni elemento del film s’integra efficacemente, dando vita ad [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Vedete, ci sono ancora deboli barlumi di civiltà lasciati in questo mattatoio barbaro che una volta era conosciuto come umanità. Infatti è quello che abbiamo a disposizione nel nostro modesto, umile, insignificante ... oh, fanculo"
Una frase di Il signor Gustave (Ralph Fiennes)
dal film Grand Budapest Hotel - a cura di Elena Rossi
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ah, che bel film. Una commedia tra favola e operetta, scritta e diretta da un Wes Anderson in gran forma, che viaggia a ritroso nel tempo, inventando cinema a ogni cambio di scena. Siamo negli Trenta, nell'immaginario stato europeo di Zubrowka. I tanti vip in vacanza nel lussuo su albergo di montagna pendono dalle labbra dell'impeccabile concierge Gustave H.

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lunedì 23 febbraio 2015
 

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mercoledì 16 aprile 2014
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Guardare un film di Wes Anderson significa sentirsi a casa. È come andare a trovare un gruppo di vecchi amici in attesa che arrivi qualcuno per iniziare l'azione. È questa la peculiarità di questo giovane regista che, come la maggior parte dei grandi [...]

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Dario Zonta

Alzi la mano chi non vorrebbe essere a Berlino per l'anteprima mondiale del nuovo film di Wes Anderson, The Grand Budapest Hotel. Sarebbe sufficiente questa "visione" per dirsi soddisfatti e tornare a casa rimborsati, anche se c'è molto altro sopra e [...]

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