Grand Budapest Hotel

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Un film di Wes Anderson. Con Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe.
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Titolo originale The Grand Budapest Hotel. Commedia, durata 100 min. - USA 2014. - 20th Century Fox uscita giovedì 10 aprile 2014. MYMONETRO Grand Budapest Hotel * * * 1/2 - valutazione media: 3,84 su 111 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
antonio montefalcone venerdì 11 aprile 2014
benvenuti nel grande film di anderson! Valutazione 4 stelle su cinque
95%
No
5%

L’ottava pellicola di Wes Anderson è una commedia eccentrica, veloce ed elegante; esempio di grande cinema, fantasioso e inusuale, raffinato e intelligente; formalmente e stilisticamente curato con rigorosa e geometrica precisione, energia e competenza. Quest’ultima sua fatica non è da meno rispetto alle sue precedenti e mirabili opere: ogni elemento del film s’integra efficacemente, dando vita ad un risultato brillante e affascinante. Vincitore del Gran Premio della Giuria a Berlino ’14, “Grand Budapest Hotel” ha la sua forza e il suo motivo di interesse nel ritmo indiavolato, pieno di gag surreali e omaggi ad un certo cinema d’epoca, dal Chaplin de “Il grande dittatore”, alle sofisticate commedie di Lubitsch e Wilder, o ai film di Mamoulian e Goulding; oltre che a stilemi tecnici tipici del passato (nonostante è ripreso in digitale celebra la pratica, anche datata, dell’analogico: vedi i formati di ripresa dei film muti). [+]

[+] assolutamente d'accordo! (di una voce)
[+] a antonio montefalcone (di ennas)
[+] uno dei migliori film dell'anno (di tom87)
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catcarlo martedì 15 aprile 2014
grand budapest hotel Valutazione 5 stelle su cinque
82%
No
18%

Su di un film come questo, o ti limiti a ‘è una meraviglia da vedere assolutamente’ o ci scrivi una tesi di laurea. Qualsiasi soluzione intermedia finisce per risultare incompleta già mentre la si compone, ma, visto che la prima alternativa è un po’ sbrigativa e non c’è il tempo per la seconda, vedrò di arrampicarmi sugli specchi, mettendo innanzitutto le mani avanti: non ho letto nulla delle opere di Stefan Zweig a cui la pellicola è ispirata. L’ultimo lavoro di Wes Anderson mette in mostra una leggerezza e una godibilità rare, regalando al pubblico poco meno di cento minuti di sorridente divertimento sorretto da un invidiabile senso del ritmo e da una capacità di costruire e sbrogliare situazioni che rievoca a pieno titolo il tocco alla Lubitsch. [+]

[+] condivido pienamente (di cizeta)
[+] messo bene in evidenza (di una voce)
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andrea giostra lunedì 23 febbraio 2015
il trionfo dell'immaginazione e della fantasia! Valutazione 5 stelle su cinque
81%
No
19%

 

Il trionfo dell’immaginazione più accattivante e avventurosa che un bravo regista, qual è Wes Anderson, possa esprimere: il film è senza dubbio alcuno un’opera d’arte. Il cast di attori è stellare e la loro recitazione è brillante e di un’impeccabile classe. Ispirato ad uno dei romanzi del noto scrittore austriaco degli anni ‘20-‘30 Stefan Zweig, il film è colmo di una vivacità narrativa, arricchita da una bellissima scenografia, una fotografia molto originale e da costumi disegnati e costruiti con una maestria di gran stile e di gran classe, che lo rende unico e difficilmente ripetibile nel suo genere. [+]

[+] fantasia e humor (di luciano mazzzotti)
[+] ottima recensione (di no_data)
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linus2k domenica 13 aprile 2014
un nuovo mondo nell'universo di anderson Valutazione 5 stelle su cinque
74%
No
26%

Wes Anderson è come un ottimo chef pluristellato ed ogni volta che ti rechi al suo ristorante sai già più o meno il menù che ti servirà: conosci bene ingredienti, materie prime, gusto nel metterle insieme, sai che scegliendo quel ristorante ritroverai un clima piacevole ed in un certo senso conosciuto, ma ci vai perché sai anche che lo chef, nonostante il suo tocco riconoscibile, ti saprà donare l'ennesima esperienza unica e avvolgente.
Ecco… andare al “Grand Budapest Hotel” è questo… aver voglia di colori saturi, di attenzione maniacale all’immagine, ai dialoghi, ai personaggi, aspettarsi il solito gruppo di attori feticcio che sono disposti a lavorare per Wes anche gratis (ed anche per apparire 10 miseri minuti) e comunque alla fine portarsi a casa un’altra fetta di quel meraviglioso e caldeiscopico mondo del regista texano, comunque diverso da quelli precedenti ma in perfetta continuità stilistica. [+]

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samuelemei venerdì 25 aprile 2014
la "grazia magistrale" di wes anderson Valutazione 5 stelle su cinque
89%
No
11%

In un grigio cimitero della Mittel-Europa una ragazza rende omaggio alla tomba di uno scrittore. La giovane ha in mano un libro che si intitola “Grand Budapest Hotel”. Lo apre e all’improvviso la magia ha inizio: si schiudono più lucenti che mai gli universi narrativi di Wes Anderson. Comincia un viaggio a ritroso nel tempo. 1985: l’anziano scrittore ci spiega come è venuto a conoscenza della storia che ha ispirato il suo libro. 1965: il giovane autore, durante un soggiorno al decaduto Grand Budapest, incontra il misterioso quanto solitario Mr Moustafa che accetta di raccontare la storia della sua vita e le avventurose circostanze che lo portarono a diventare da umile fattorino al grande proprietario del prestigioso albergo. [+]

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filippo catani lunedì 14 aprile 2014
una commedia ironica e surreale Valutazione 4 stelle su cinque
72%
No
28%

Negli anni Trenta il gestore di un albergo intrattiene con i suoi ospiti relazioni di vario genere specialmente con alcune anziane signore. Una di queste alla sua morte gli dona un preziosissimo quadro. Il figlio però non è di questo avviso e il proprietario dell'hotel, aiutato dal fido valletto, inizia una serie di infinite peripezie.
Gran Premio della giuria a Berlino per un film che si inserisce a pieno titolo nel filone del regista W. Anderson. La storia è ambientata in una repubblica immaginaria che potremmo immaginare essere collocata nell'Est Europa. Per il resto ci sono situazioni degne o di un giallo con Poirot sulle eredità o di un vero e proprio thriller riviste in chiave ironica. [+]

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vapor venerdì 18 aprile 2014
una fiaba per adulti Valutazione 4 stelle su cinque
65%
No
35%

E' una bella storia quella che Anderson ci racconta con il suo consueto stile narrativo, uno stile pittoresco e allo stesso tempo elegante,con una grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi, puntualmente dipinti come individui dotati di un forte humor dall'accento vagamente britannico e principesco, il tutto rappresentato con inquadrature sempre impeccabili che ben si sposano con la mimica precisa e buffonesca dei suoi personaggi. Questa fiaba per adulti è raccontata all'interno di una cornice narrativa doppia, un artificio che aumenta l'atmosfera fiabesca del nucleo centrale del racconto, di per sè lineare e divertente, a tratti un po' appesantito da un eccesso didascalico che rallenta lo svolgimento della trama, stavolta condita da un che di macabro che non guasta. [+]

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jules_winnfield lunedì 19 gennaio 2015
welcome to grand budapest hotel! Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Candidato a ben 9 categorie per gli Oscar 2015, Grand Budapest Hotel si presenta come un'opera innovativa e curata sotto ogni punto di vista, dotata di un ricchissimo cast di attori,e si avvale di una decisa regia.Il film si snoda su una tripartizione temporale, favorita dall'uso di vari flashback, che portano lo spettatore ad ammirare quello che era il Grand Budapest Hotel, e le avventure del protagonista (Ralph Fiennes), che qui è il concierge Monsieur Gustave,e del giovane neoassunto portiere dell'Hotel, Zero, col quale stringe un fortissimo legame di complicità che si svilupperà per tutta la durata del film.Il paesaggio immaginario di Zubrowka nel quale è collocato l'Hotel,è stato creato dal regista per rendere più ovvia la contrapposizione degli anni del 30 in cui è ambientato il film , e quelli nostri, accomunati entrambi dalle influenze delle truppe naziste( anche se nel film non vengono chiamate così, avendo un simbolo diverso). [+]

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stevegary mercoledì 23 aprile 2014
uno squisito confetto dai colori pastello. **** Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Così tenera nella sua terrena e sincera verità che racconta, Grand Budapest Hotel è la più agrodolce fotografia della natura umana; raccontata e predicata come altissima e trascendente (che è sì vero, ma mai ne saremo testimoni o consapevoli) ma in sfacciata onestà una bucolica raccolta di volontà sempre terrene e profane. Noi che ci sentiamo dei e ci perdiamo dietro ad un quadro o ad un uomo affascinante come Monsieur Gustave. Questo, il film quindi Anderson, lo racconta benissimo fin dal principio della storia che ci racconta Zero, nel suo botta e risposta con Jude Law. “Perché bionde?” “Perché lo erano tutte.” Le donne del Grand Budapest erano tutte bionde anche se non lo erano, perché stereotipo che stringe all'osso l'immagine della donna: femmina che vuole amore e passione. [+]

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diomede917 sabato 26 aprile 2014
wes anderson all'ennesima potenza Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%



Con quest'ultima opera Wes Anderson racchiude tutto il suo cinema fatto di personaggi bizzarri che vivono all'interno di spazi architettonici ben definiti come se fossero dei quadri, cromaticamente acceso e storie d'amore intense anche se fortemente improbabili all'inizio.
E non è un caso che intitoli e ambienti al Grand Budapest Hotel il suo intreccio narrativo che si dipana in ben 4 spazi temporali altrettanto caratterizzati da un proprio stile e un proprio colore.
La base di tutto è il libro dedicato a questo Hotel scritto da uno scrittore affascinato dal suo bizzarro proprietario incontrato alla fine degli anni '60, il quale nello spazio temporale ben definito di una cena decide di raccontare la straordinaria storia del concierge Gustav e del suo garzoncello Zero Mustafa. [+]

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