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Il grande dittatore
Un film di Charles Chaplin.
Con Jack Oakie, Charles Chaplin, Paulette Goddard, Henry Daniell, Reginald Gardiner.
continua»
Titolo originale The Great Dictator.
Commedia,
b/n
durata 128 min.
- USA 1940.
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Un barbiere ebreo è scambiato per Adenoid Hynkel, dittatore di Tomania, e in questa veste pronuncia un discorso umanitario. Satira penetrante e persino preveggente del nazifascismo in cui Charlot si sdoppia nel piccolo barbiere ebreo e nel dittatore Hynkel (Hitler): l'uno appare come l'immagine un po' sbiadita del vagabondo; l'altro ne è, per certi versi, il negativo. Primo film parlato di Chaplin. Da un dialogo ridotto all'essenziale (Charlot non può parlare) si passa, nel finale, all'invadenza della parola. Sequenze celebri: la rasatura al ritmo di una danza ungherese di Brahms; Hynkel che gioca col mappamondo; l'incontro tra Hynkel e Benzino Napaloni, dittatore di Bacteria. Anni dopo Chaplin espresse il suo dispiacere di averne fatto una commedia nella sua ingenua ignoranza di quel che veramente succedeva nella Germania nazista, ma il film è, comunque, una gioia da vedere ancora oggi. Distribuito in Italia nel 1949 con tagli di circa 4´, in particolare nella scena del ballo cui partecipano Hynkel, Napaloni (J. Oakie) e sua moglie (G. Hayle), personaggio totalmente rimosso, forse perché Rachele Mussolini era ancora in vita. Chaplin con le voci di A. Marcacci (il barbiere) e G. Bellini (Hynkel); C. Romano doppia invece Napaloni. Questa edizione mutilata passò in TV e in videocassetta (VHS e DVD Elleu). Nel '72 uscì una nuova edizione, ridoppiata con la voce di Oreste Lionello per Chaplin. Ridistribuito nelle sale italiane in edizione integrale restaurata nel dicembre 2002. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 5 |
Malinconia e ironia miscelati magistralmente
sabato 2 gennaio 2010
di Luca Scialò
Tecnicamente non è un capolavoro; ma il modo con il quale Chaplin racconta l'avanzata nazista in Europa è magistrale. Utilizza di fatti due delle sue armi migliori: la malinconia da un lato e l'ironia dall'altro. I protagonisti di una vicenda così drammatica e disumana sono trattati con un'ironia disarmante, al punto da irriderli completamente, ma il tutto è ricoperto da quel velo di tristezza e malinconia che sempre caratterizza i film di Chaplin. D'altronde si parla sempre di un periodo tragico continua » |
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| Il barbiere ebreo Charlie Chaplin si è sostituito al suo sosia, Adenoid Hynkel, dittatore nazista, e arringa le folle. - 1^ parte | |
| Mi dispiace, ma io non voglio fare l'imperatore. Non è il mio mestiere. Non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile. Ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci, sempre. Dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti. La natura è ricca, e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l'abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca a far le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà. La scienza ci ha trasformato in cinici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità. Più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità, la vita è violenza e tutto è perduto. (Pausa) L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti. La natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale e l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini... disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono io dico: non disperate. L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. | |
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| Il barbiere ebreo Charlie Chaplin si è sostituito al suo sosia, Adenoid Hynkel, dittatore nazista, e arringa le folle. - 2^ parte | |
| (Rivolto ai soldati) Soldati: non cedete a dei bruti! Uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa dire, cosa fare, cosa pensare! Che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini-macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore! Voi non siete macchine! Non siete bestie! Siete uomini! Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore! Voi non odiate. Coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! (Pausa) Ricordate, nel Vangelo di San Luca è scritto: "Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo”. Non in un solo uomo o in un gruppo di uomini ma di tutti gli uomini! In tutti voi! Voi, il popolo, avete la facoltà di creare le macchine, la forza di creare la felicità! Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse! E mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché tengono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia, siate tutti uniti! (L'ovazione di una folla oceanica accoglie la conclusione del suo discorso). | |
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| Reginald Gardiner e Charlie Chaplin volano senza saperlo all'incontro | |
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Che c'è là sotto? Si direbbe il sole. |
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Altre frasi celebri del film Il grande dittatore
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DVD | Il grande dittatoreUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 2 dicembre 2009
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di Alberto Crespi L'Unità
Non male, questa commediola di Natale: questo Chaplin si farà, anche se certo non ha la statura per competere al botteghino con due giganti come Boldi & De Sica. Va bene, bando alle ciance: è assolutamente ovvio che la riedizione del Grande dittatore sia il miglior film uscito nelle sale nel corso del 2002, perché nessun regista vivente è in grado di legare nemmeno le stringhe della scarpa destra di Chaplin (attenzione: abbiamo scritto “la destra” perché il grande Charlie era mancino, come potrete verificare rivedendo la straordinaria scena della rasatura al ritmo di Brahms). » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Che cosa potevano avere in comune Charlie Chaplin e Adolf Hitler? Il primo dava la vita a Charlot, magnifico grande ometto con i pantaloni sformati e la bombetta. Quello che così metteva in scena era un io multiplo, un io in continuo movimento, come se nessuna identità potesse contenere tutta la sua umanità. Proprio in questo inarrestabile transitare da un io all’altro Dolf Sternberger ( Ombre del mito, il Mulino) indica il cuore della sua comicità. E a noi pare che qui stiano anche il suo amore per la ricchezza della vita e la sua capacità di suscitare quello stesso amore in milioni di altri piccoli uomini e piccole donne. » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Miracolo a Vevey: nella cantina della grande villa sul lago di Ginevra, rifugio degli ultimi anni di vita di Charles Chaplin, viene ritrovata, qualche tempo fa, una valigia che nessuno ha più aperto da molti anni. È un vero scrigno: contiene un tesoro inestimabile, le immagini a colori girate sul set del Grande dittatore da Sidney, il fratello del regista che seguì una parte delle riprese. Che emozione vedere Charlot dietro la macchina da presa! La lavorazione durò quasi due anni, in incredibile coincidenza con l’inizio delle operazioni belliche di Hitler. » |
di Mario Gromo La Stampa
Ed eccoci al film che Chaplin dopo anni di silenzio, molteplici esitazioni, e parecchi pentimenti, fece seguire a Tempi moderni. Da allora il silenzio si rifece e tuttora permane. Tempi moderni aveva in sé tra molte altre belle pagine, una gemma incomparabile: il balletto delle macchine, sospeso tra la satira, l'allucinazione e la follia. Pregi e difetti di Tempi moderni si ritrovano ne Il dittatore, ma rarefatti i primi, e piuttosto pesanti i secondi. Il mimo è sempre straordinariamente ammirevole. » |
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