Knight of Cups

Film 2013 | Drammatico, +13 118 min.

Regia di Terrence Malick. Un film con Christian Bale, Cate Blanchett, Natalie Portman, Brian Dennehy, Antonio Banderas. Cast completo Titolo originale: Knight of Cups. Genere Drammatico, - USA, 2013, durata 118 minuti. Uscita cinema mercoledì 9 novembre 2016 distribuito da Adler Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,68 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 11 novembre 2016

Il film è stato presentato in concorso al Festival di Berlino 2015. Al Box Office Usa Knight of Cups ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 540 mila dollari e 56,7 mila dollari nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,68/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,58
PUBBLICO 2,97
CONSIGLIATO NÌ
L'errare di uno sceneggiatore cacciatore di perle in un universo di strass e paillettes.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 8 febbraio 2015
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 8 febbraio 2015

Rick è un uomo in crisi e in cerca di senso. Sceneggiatore a Los Angeles, ha perduto il contatto con la realtà e cerca la sua interpretazione nei tarocchi. Sospeso tra i set di Hollywood e le strade di L.A., Rick passa da un party all'altro e da una donna all'altra, provando a doppiare suo padre e a contenere suo fratello. Risvegliato nel profondo da un terremoto e da una voce ancestrale, insegue un dolore in Nancy e l'amore totale in Elizabeth. In mezzo, letti e piscine in cui godere, soddisfare, rivoltarsi e intorpidire. Davanti "la strada per l'oriente", quella di una favola antica e di una perla che Rick ha finalmente ricordato di cercare.
Abbiamo atteso The Tree of Life, come la maggior parte dei film di Terrence Malick, per anni e con un'impazienza ossequiosa. All'improvviso l'autore americano ha colmato i lunghi intervalli di tempo della sua produzione, realizzando a breve distanza due film. L'accelerazione la comprendiamo meglio alla luce di To the Wonder e di Knight of Cups, pure emanazioni di quel'albero. Albero che il sarcasmo ha voluto abbattere e un rispetto reverenziale 'ascendere'. Perché il cinema di Terrence Malick produce riflessioni divergenti nel tentativo di cercarvi l'ordine narrativo o la razionalità dello stile.
Se storia, personaggi e luoghi si rinnovano, To the Wonder sboccia una storia d'amore a Parigi e la smarrisce negli States, Knight of Cups insegue l'errare di uno sceneggiatore cacciatore di perle in un universo di strass e paillettes, la messa in scena è quella di The Tree of Life. Quei piani, quegli spazi, quei tempi infiniti e quei vuoti di tempo, quella maniera di precipitare in apnea dentro gli infinitesimali frammenti della vita, quei monologhi interiori, i presentimenti, lo sguardo liquido, i liberi accostamenti, l'assenza di coordinate, le aritmie, che producevano lo stupore nei film precedenti, lo hanno infine disattivato. Il luogo comune ha divorato progressivamente la meraviglia.
Knight of Cups, storia di un cavaliere errante che cerca una coppa e finisce nel calderone (di Hollywood), si alimenta ancora di una prospettiva filosofica e di inquadrature tra terra e cielo, tra mare e cielo, gettando lo sceneggiatore di Christian Bale nei marosi, nella crisi e nel dubbio della sua coscienza. 'Smazzando' immagini come carte dei tarocchi, Malick scandisce il film in capitoli accordati agli arcani (la Luna, l'Appeso, l'Eremita, la Papessa, etc) e infila un percorso iniziatico e una dimensione superiore, in cui il disordine della mondanità sfuma nel silenzio che 'sente' il divino. Knight of Cups rilancia la contraddizione tra la percezione della vita rivelata e il travaglio (in)gestito da Rick, che frequenta le dimore delle stars, 'guidato' dalla mappa di David Cronenberg. Perché Knight of Cups si muove con maniera nell'industria dell'intrattenimento, tra strip e draggy dance party, tra club e photo shoot. Daccapo il dualismo, da un lato la realtà sublime di chi scrive le immagini, dall'altro le ricadute materiali dell'uomo. Rick abita nel paese dei sogni (e del sogno) ma ha smarrito lo stupore, quello che Malick ci rovescia in primo piano come l'onda di un oceano. L'oceano che lo ha annegato e da cui adesso Rick prova a riemergere. A questo giro di giostra è la coppa del titolo il richiamo ancestrale, l'archetipo legato alla necessità che ha sempre avuto l'uomo di raccogliere e trattare l'acqua della vita che per la sua natura sfugge alla presa.
A sfuggire alla comprensione è pure l'irriducibile ambizione di filmare l'infilmabile interiorità dell'essere, insistendo sul corpo offeso di un homeless e su quello magnificato di una modella. A rammaricare amaramente è scoprire che per Malick non conta niente altro che la meraviglia. Un sentimento di viva sorpresa che rivela dentro pagine straordinarie un'esperienza amatoriale delle cose umane.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 4 giugno 2017
bergat

E' la seconda volta che questo regista riesce a turlupinarmi. E un film squisitamente manierista, senza capo ne' coda. L'unica cosa positiva è l'uso del grandangolo attraverso il quale ci offre la posibilità di visione di paesaggi fantastici e case di lusso. La storia non c'è, se escludiamo la visione alterata della mente del personaggio principale, che si trascina [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Pensi che quando raggiungerai una certa età le cose inizieranno ad avere un senso. Poi scopri che sei perduto, come lo eri prima. Suppongo che questa sia la dannazione. I pezzi della tua vita non si riuniscono mai. Vengono solo... sbattuti in giro"
Joseph (Brian Dennehy)
dal film Knight of Cups - a cura di Morg
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Terrence Malick colpisce ancora. Dopo la palma d'oro a Cannes con The Tree of Life (2011) e il passaggio a Venezia con il controverso To the Wonder (2013), il grande regista americano tornò l'anno scorso a Berlino, dove nel '99 aveva vinto l'Orso d'oro con La sottile linea rossa. Qualcuno sperò in un ritorno alle origini. Speranza vana. Questo Knight of cups (una figura dei tarocchi) conferma infatti [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
lunedì 9 febbraio 2015
 

Natalie Portman è stata protagonista due volte sul red carpet della 65a edizione del Festival di Berlino. Dopo la presentazione di The Seventh Fire, ieri ha sfilato per la premiere dell'attesissimo Knight of Cups di Terrence Malick: il regista, assente [...]

NEWS
domenica 8 febbraio 2015
Gabriele Niola

Il più schivo e invisibile tra gli autori americani, Terrence Malick, è anche quello che alla Berlinale vanta il cast più prestigioso. Christian Bale e Natalie Portman faranno infatti da portabandiera del film (con la consueta voce che il regista sia [...]

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