| Titolo originale | The Master |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 137 minuti |
| Regia di | Paul Thomas Anderson |
| Attori | Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Laura Dern, Ambyr Childers Rami Malek, Jesse Plemons, Kevin J. O'Connor, Christopher Evan Welch, W. Earl Brown, Lena Endre, Darren Le Gallo, Jillian Bell, David Warshofsky, Fiona Dourif, Katie Boland, Madisen Beaty, Joshua Close, Josh Fadem, Aaron Farb, Martin Dew, Barlow Jacobs, Dan Brown, Bill Blair. |
| Uscita | giovedì 3 gennaio 2013 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,33 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 31 gennaio 2013
Argomenti: Opus
Dramma ambientato negli anni cinquanta e incentrato sul rapporto tra un intellettuale carismatico e un giovane vagabondo. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 3 candidature a Golden Globes, 4 candidature a BAFTA, 7 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office The Master ha incassato 1,4 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Freddie Quell è un soldato uscito dalla Seconda Guerra Mondiale con il sistema nervoso a pezzi. A poco servono le cure che l'esercito gli offre, se non a rendere esplicita un'ossessione per il sesso. A ciò si aggiunge un forte interesse per l'alcol che si traduce in misture che lui stesso si prepara e che offre agli altri con esiti non sempre positivi. Finché un giorno, in modo del tutto casuale, Freddie incontra Lancaster Dodd. Costui ha inventato un metodo di introspezione che sperimenta sul disturbato Marine, il quale sembra trarne giovamento. Da quel momento ha inizio un sodalizio che li vedrà percorrere insieme un lungo tratto di strada. Anche se il loro viaggio finirà con l'offrire loro esiti assolutamente diversi.
Il film che è stato forse il più atteso alla 69^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia si rivela perfettamente in linea con l'autorialità di un regista che ha sempre cercato di scrutare il lato oscuro della psiche e dei comportamenti umani senza alcuna intenzione di scandalizzare ma con il desiderio di fare molto di più: cercare cioè di comprenderne le ragioni. Potremmo dire che queste si traducono nel suo cinema con un solo termine: solitudine. Soli, profondamente soli erano i protagonisti di Magnolia nel loro tentativo di sfuggire alle piaghe che spesso si erano inferti da soli. Solo era Il petroliere, bruciato dalle fiamme dei pozzi in cui scorre l'oro nero delle coscienze asservite al Dio Denaro. Soli sono Freddie e Lancaster. Il primo alla ricerca di donne di sabbia che plachino la sua sete sessuale ma anche inconsciamente desideroso di incanalare la propria violenza in forme socialmente accettabili. Il secondo, dotato di un potere di fascinazione su uomini e donne bisognosi di 'credere' a vite passate e pronti ad immergersi in dinamiche ipnotiche che li facciano sfuggire a un presente difficile da controllare. Il tutto, da una parte e dall'altra, in un dominio in cui la razionalità non possa infiltrarsi; pena il crollo del castello di illusioni.
L'ispirazione a Hubbard, il fondatore di Dianetics, è esplicita ed innegabile ma Paul Thomas Anderson è abilissimo, ancora una volta, nello spiazzare lo spettatore. Chi si aspettava un pamphlet cinematografico sulla capacità di irretire e depredare economicamente gli adepti alla setta, non lasciando loro quasi nessuno spiraglio di fuga, si trova di fronte a tutt'altro. Freddie e Lancaster sono due uomini (perfetta la scelta di Phoenix e Hoffman) che si confrontano mettendo in gioco tutti i loro comportamenti devianti. La differenza tra di loro sta nel modo in cui riescono a gestirli. Alla fine del film si ripensa allo spazio angusto in cui i due si erano incontrati la prima volta mettendolo a confronto con quello in cui finiscono con il ritrovarsi uniti e al contempo divisi più che mai e ci si accorge che in quelle due location si sintetizza il senso di un'opera che sa andare oltre la contingenza della setta miliardaria. L'ultima inquadratura poi riapre il film e chiude l'analisi di una psiche.
il tema non è banale ma molto trattato in letteratura e anche nel cinema . Questa volta però ha fatto scalpore l'analogia con Scientology ( vari attori ne fanno parte) ma non è bastato per rendere interessante il film. Di una lentezza esasperante quasi il regista volesse ipnotizzare anche lo spettatore, si parla di due persone disturbate : Freddy ( padre etilista, madre in manicomio) oltre ai geni [...] Vai alla recensione »
Premiato alla Mostra di Venezia con il Leone d'argento e con la Coppa Volpi per i due interpreti, evidentemente The Master è stato accolto dalla critica italiana e straniera come un grande film, che forse si sarebbe meritato il Leone d'oro. Ma credo che sia anche possibile - come invece è, almeno in parte, l'accoglienza degli spettatori non solo italiani - dare un giudizio negativo a un'opera che avrebbe [...] Vai alla recensione »