| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia, Francia |
| Durata | 88 minuti |
| Regia di | Emanuele Crialese |
| Attori | Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Mimmo Cuticchio, Beppe Fiorello, Timnit T., Martina Codecasa Filippo Scarafia, Pierpaolo Spollon, Tiziana Lodato, Rubel Tsegay Abraha, Claudio Santamaria, Francesco Casisa. |
| Uscita | mercoledì 7 settembre 2011 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 3,54 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 26 marzo 2014
Una storia di migrazioni, reali e dell'anima, attraverso le quali i personaggi riscoprono se stessi e trovano il coraggio di cambiare. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 3 candidature a David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Terraferma ha incassato 1,7 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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In un'isola del Mare Nostrum, Filippo, un ventenne orfano di padre, vive con la madre Giulietta e il Nonno Ernesto, un vecchio e irriducibile pescatore che pratica la legge del mare. Durante una battuta di pesca, Filippo ed Ernesto salvano dall'annegamento una donna incinta e il suo bambino di pochi anni. In barba alla burocrazia e alla finanza, decidono di prendersi cura di loro, almeno fino a quando non avranno la forza di provvedere da soli al loro destino. Diviso tra la gestione di viziati vacanzieri e l'indigenza di una donna in fuga dalla guerra, Filippo cerca il suo centro e una terra finalmente ferma.
Terraferma è la terza opera che Emanuele Crialese dedica al mare della Sicilia in un'instancabile ricerca estetica avviata con Respiro nove anni prima. Come Conrad, Crialese per raccontare gli uomini sceglie "un elemento altrettanto inquieto e mutevole", una visione azzurra 'ancorata' questa volta al paesaggio umano e disperato dei profughi. Sopra, sotto e intorno a un'isola intenzionalmente non identificata, il regista guarda al mare come luogo di infinite risonanze interiori. Al centro del suo 'navigare' c'è di nuovo un nucleo familiare in tensione verso un altrove e oltre quel mare che invade l'intera superficie dell'inquadratura, riempiendo d'acqua ogni spazio.
Dentro quella pura distesa assoluta e lungo il suo ritmo regolare si muovono ingombranti traghetti che vomitano turisti ed echi della terraferma, quella a cui anela per sé e per suo figlio la Giulietta di Donatella Finocchiaro. Perché quel mare ingrato gli ha annegato il marito e da troppo tempo è avaro di pesci e miracoli. Da quello stesso mare arriva un giorno una 'madonna' laica e nera, che il paese di origine ha 'spinto' alla fuga e quello ospite rifiuta all'accoglienza. La Sara di Timnit T. è il soggetto letteralmente 'nel mezzo', a cui corrisponde con altrettanta drammaticità la precarietà sociale della famiglia indigena, costretta su un'isola e dentro un garage per fare posto ai vacanzieri a cui è devoto, oltre morale e decenza civile, il Nino 'griffato' (e taroccato) di Beppe Fiorello. Ma se l'Italia del continente, esemplificata da tre studenti insofferenti, si dispone a prendere l'ultimo ferryboat per un mondo di falsa tolleranza dove non ci sono sponde da lambire e approdare, l'Italia arcaica dei pescatori e del sole bruciante (re)agisce subito con prontezza ai furori freddi della tragedia. Di quei pescatori il Filippo di Filippo Pucillo è il degno nipote, impasto di crudeltà e candore, che trova la via per la 'terraferma' senza sapere se il mare consumerà la sua 'nave' e la tempesta l'affonderà. Nel rigore della forma e dell'esecuzione, Crialese traduce in termini cinematografici le ferite dell'immigrazione e delle politiche migratorie, invertendo la rotta ma non il miraggio del transatlantico di Nuovomondo. Dentro i formati allungati e orizzontali, in cui si colloca il suo mare silenzioso, Terraferma trova la capacità poetica di rispondere alle grandi domande sul mondo. Un mondo occupato interamente dal cielo e dal mare, sfidato dal giovane Filippo per conquistare identità e 'cittadinanza'.
"Terraferma" è un film basato su contrasti, su antinomie, con un elemento unificante che, insieme, separa e unisce: il mare. Su un'isola troppo piccola per essere segnata sul mappamondo, vive una famiglia composta da Ernesto, un anziano pescatore legato ai valori dell'etica del mare, una donna che ha perso il marito (Giulietta, interpretata da una brava Finocchiaro)e che desidera rifarsi una vita [...] Vai alla recensione »
Terraferma, primo film italiano in concorso, oggi si è presentato al Lido con una conferenza affollata, attesa, puntuale ma inquinata da un leggero e palpabile nervosismo. Con un regista sul piede di guerra, Emanuele Crialese, ostinatamente deciso ad evitare il binomio "film e immigrazione", un produttore, Riccardo Tozzi, unico a tenere lucidamente il timone della situazione, e una platea che, pur avendo applaudito il film in sala, non ha saputo nascondere qualche piccola perplessità sulla (eccessiva?) correttezza politica del soggetto – che con il "problema" immigrazione, con buona pace di Crialese, [...]
Non esiste un cinema a Lampedusa. Fatta eccezione per l’arena estiva che anche quest’anno è stata allestita in Piazza Castello per la terza edizione de Il Vento del Nord, la rassegna cinematografica organizzata sull’isola e per l’isola da Massimo Ciavarro, con la collaborazione di Laura Delli Colli. Un evento che, mai come quest’anno, in una stagione estiva difficile per il turismo isolano a causa dell’eco mediatica degli sbarchi clandestini, ha portato a Lampedusa un po’ di leggerezza.
Terraferma racconta uno dei tanti drammi che affliggono il nostro paese, di quegli inesorabili eventi che mettono in conflitto la nostra umanità e i nostri egoismi, il cuore e la legge. Ma la difficoltà è abbandonare la cronaca, lasciar perdere ideologia e politica, sostituire i numeri e le fredde immagini anonime dei telegiornali con una storia, dei volti, delle emozioni, quella verità che il cinema [...] Vai alla recensione »