| Titolo originale | Propeller One-Way Night Coach |
| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, Avventura, Family |
| Produzione | USA |
| Regia di | John Travolta |
| Attori | Kelly Eviston-Quinnett, Kelly B. Eviston, Olga Hoffmann, Ella Bleu Travolta . |
| MYmonetro | 2,75 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 16 maggio 2026
Il film è un adattamento del libro pubblicato nel 1997 dalla star di Hollywood, appassionata di aviazione fin dalla prima infanzia e pilota professionista di grande esperienza.
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CONSIGLIATO SÌ
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1962. Il piccolo Jeff (8 anni) parte in aereo con la madre. Per lui è il battesimo dell'aria. Per la genitrice, insegnante di recitazione, la speranza di avere un ingaggio a Hollywood. Dovranno attraversare il Paese e sono previsti degli scali.
John Travolta alla sua opera prima affronta con tenerezza e tanta nostalgia il mondo di un bambino dell'inizio degli anni Sessanta.
Alla sua opera prima come sceneggiatore e regista (anche produttore) il settantaduenne John volge lo sguardo alla sua infanzia, coinvolge nel progetto alcuni familiari e realizza un personale amarcord ad altezza di bambino. Se si va a consultare la sua biografia (che i fan conoscono sicuramente a memoria, ma non tutti sono fan) si legge che la madre era un'attrice e cantante divenuta successivamente insegnante di recitazione. Esattamente come questa mamma che, facendo riferimento a un libro da lui scritto, Travolta porta con tenerezza, non priva di sottile ironia, sullo schermo.
A partire da una colonna sonora d'epoca scelta pezzo dopo pezzo per definire al contempo una dimensione del passato e dei sentimenti diffusi, veniamo immersi, sin dalla sigla in divertito stile d'epoca, in una età dell'oro a cui non mancavano le ombre ma che appariva come magicamente avvolta dall'aura delle novità.
"Nel 1962, a 8 anni, ho preso il mio primo volo su un DC-6 della National Airlines. È stato l'inizio della realtà del volo per me. Fino a quel momento era stata solo osservazione. Un colpo di fulmine" ha dichiarato e con i primi soldi guadagnati ha comprato due Cessna e un Piper che pilota personalmente.
Travolta si muove a suo agio negli spazi chiusi degli aerei e degli hotel in cui si fanno soste, previste e non. L'America che ci racconta subirà nel novembre dell'anno successivo il trauma dell'uccisione di John Fitzgerald Kennedy e nulla sarà più come prima. In quell'inverno del 1962 si può ancora sognare. Una piacente ma non ricca attrice può sperare di trovare dei ruoli ad Hollywood mentre il figlio le attribuisce partner immaginari dai nomi altisonanti e al contempo inizia ad avere i primi turbamenti immaginando chi possa nascondersi dietro la voce suadente che annuncia le partenze dei voli.
?Quello che colpisce in questo breve film, che supera di pochissimo i sessanta minuti, è la capacità di John di re-immergersi nel se stesso bambino di allora non rinunciando a qualche riflessione anche pungente ma sostanzialmente restituendo tutto un immaginario infantile che ora appare distante anni luce ma che, proprio per il modo in cui viene portato sullo schermo, non indulge alla retorica mentre interviene sul ricordo offrendoci l'occasione per riflettere su come tutto sia profondamente cambiato. Ciò che rimaneva (ed è tuttora uguale) è solo il cordon bleu. Chi vedrà capirà.
Siamo in pieni anni '60. Dai titoli di testa, come quelli delle commedie romantiche, con le immagini animate dell'aeroporto. Ma ancora di più, in pieno stile cinema British, con Anthony Asquith, modello dichiarato per International Hotel con Elizabeth Taylor, con tanto di citazione del cappotto di pelliccia bianco indossato dal suo personaggio. John Travolta, per il suo debutto alla regia, adatta il [...] Vai alla recensione »